17 March 2026

Si aggravano le accuse di mancato versamento dell’Iva contro Booking.com

Un’evasione dell’imposta sul valore aggiunto pari a complessivi 350 milioni di euro dal 2013 a oggi. E’ l’ipotesi su cui sta lavorando le procura della Repubblica di Genova, che già dallo scorso anno indaga su presunti mancati versamenti dell’Iva da parte di Booking.com. L’inchiesta, racconta “Il Sole 24 Ore”, sarebbe ormai in fase avanzata e dovrebbe portare presto all’iscrizione nel registro degli indagati di alcune persone. L’evasione riguarderebbe, in particolare, l’intermediazione per l’affitto di proprietà di privati privi della partita Iva. Caso in cui la Ota sarebbe tenuta a operare in qualità di sostituto di imposta.

Il problema, stando a una segnalazione di Federalberghi all’Agenzia delle entrate, evidentemente preoccupata di un possibile caso di concorrenza sleale, consisterebbe nel fatto che il portale si limiterebbe a emettere «fatture senza Iva italiana, applicando il meccanismo del cosiddetto reverse charge anche nei casi in cui la struttura ricettiva è priva di partita Iva». In questo modo l’imposta non verrebbe perciò versata né dal portale, né da chi mette in affitto la proprietà. L’indagine si sta protraendo a lungo, oltre che per le difficoltà dell’inchiesta in sé, anche perché la richiesta di informazioni inoltrata dalla procura in Olanda, dove ha sede Booking.com, non ha ricevuto finora alcuna risposta. I Paesi Bassi si sono infatti limitati a negare qualsiasi illecito da parte della Ota.

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