16 febbraio 2026 10:47

Lo chef Luca Marchini e Cristiano Casa
Tra gli ambasciatori più autorevoli del Made in Italy, il Parmigiano Reggiano si prepara a diventare un’esperienza da vivere in prima persona. Alla Bit Cristiano Casa, destination manager del Parmigiano Reggiano, ha offerto un “assaggio” di un progetto promosso dal Consorzio del Parmigiano Reggiano nell’ambito di un più ampio piano di marketing territoriale integrato, che sarà presentato nei dettagli a fine marzo.
Fulcro dell’iniziativa è l’intera area di produzione definita dal disciplinare — le province di Parma, Reggio Emilia e Modena, il territorio bolognese alla sinistra del Reno e quello mantovano alla destra del Po — dove operano 290 caseifici associati, artefici e custodi di ogni forma autentica di Parmigiano Reggiano.
L’obiettivo è trasformare questo territorio in una destinazione enogastronomica riconoscibile a livello internazionale: non solo raccontare un prodotto iconico, ma farne un luogo da visitare. «Così come oggi un viaggiatore può dire “vado in Champagne” o “vado nel Chianti” — spiega Casa — potrà dire “vado a vivere un’esperienza nel Parmigiano Reggiano”».
Il progetto punta su un turismo esperienziale capace di integrare visite ai caseifici, degustazioni, incontri con i maestri casari e scoperta delle tradizioni locali. «Vedere nascere una forma, assistere alla lavorazione del latte, percepire il profumo delle scalere di stagionatura crea un profondo legame emotivo — chiarisce il manager—. Non si tratta solo di assaggiare, ma di comprendere l’anima del prodotto, la fatica e il sapere tramandato nei secoli. È l’esperienza completa — persone, gesti, tempo — a generare un rapporto autentico e duraturo. Raccontare il Parmigiano Reggiano attraverso il territorio significa rafforzarne il posizionamento globale e valorizzare anche il turismo di prossimità».
I caseifici che aderiranno saranno accompagnati nel percorso dal Consorzio. Alcune realtà sono già attrezzate per accogliere i visitatori e sul sito ufficiale del Consorzio è disponibile un primo elenco di strutture aperte al pubblico. L’intento è ampliare progressivamente la rete, coinvolgendo in modo equilibrato l’intera zona di produzione e centralizzando online tutte le informazioni utili per organizzare le visite.
F.D.L
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Il Montenegro è una delle destinazioni emergenti d’Europa, capace di offrire in un territorio di appena 13.800 chilometri quadrati una straordinaria varietà di paesaggi e attrazioni. Con 290 chilometri di costa adriatica, montagne che superano i 2.500 metri e foreste primordiali, il Paese si presta a essere visitato in ogni stagione, anche se primavera ed estate rappresentano i momenti ideali per scoprirne le bellezze. Grazie ai collegamenti aerei con l’Italia e ai traghetti che collegano la costa montenegrina ad Ancona e Bari, raggiungerlo è semplice.
Il viaggio prende avvio da Bar, principale porto del Montenegro meridionale. Oltre al suo ruolo strategico, la città custodisce alcuni dei simboli più importanti del Paese, come la Stara Maslina, considerata uno degli ulivi più antichi d’Europa. Nelle vicinanze sorgono le rovine di Stari Bar, antica città fortificata che conserva testimonianze delle dominazioni illirica, romana, veneziana e ottomana. Poco distante si estende il Lago di Scutari, il più grande dei Balcani, celebre per le sue zone umide, le escursioni in barca, il birdwatching e le spettacolari distese di ninfee.
Proseguendo lungo la costa si incontrano spiagge, promontori e villaggi di pescatori fino a raggiungere Sveti Stefan, uno dei luoghi più iconici del Montenegro. L’antico borgo fortificato costruito su un isolotto roccioso fu trasformato negli anni Cinquanta in un esclusivo complesso alberghiero e successivamente rilanciato come destinazione di lusso. Poco oltre si trova Budva, considerata la capitale turistica del Paese. Il suo centro storico racchiuso dalle mura medievali conserva vicoli in pietra, piazze e chiese di influenza veneziana. Tra i luoghi più rappresentativi figurano la Cittadella, la Chiesa della Santissima Trinità e il Museo Civico, mentre il lungomare si anima al tramonto con ristoranti, wine bar, locali e casinò.
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Il viaggio continua verso le Bocche di Cattaro, una profonda insenatura che rappresenta uno degli scenari più spettacolari dell’Adriatico. Qui sorge Kotor, patrimonio mondiale UNESCO e autentico gioiello veneziano. Le sue mura si sviluppano per oltre quattro chilometri lungo la montagna e racchiudono un centro storico dove si intrecciano le testimonianze delle diverse dominazioni. La Cattedrale di San Trifone, la Chiesa di San Luca, la Piazza delle Armi e la Torre dell’Orologio raccontano secoli di storia, mentre la Fortezza di San Giovanni offre una vista panoramica sulle Bocche di Cattaro.
Sulla sponda opposta della baia, a Tivat, si scopre il volto più moderno e internazionale del Montenegro. Porto Montenegro ospita superyacht, hotel di lusso, residenze esclusive, boutique, gallerie d’arte, beach club e ristoranti gourmet. Nelle vicinanze, il resort One&Only Portonovi contribuisce a rafforzare l’offerta dedicata all’ospitalità di alta gamma.
Lasciata la costa, una strada panoramica conduce verso il massiccio del Lovćen attraverso una serie di tornanti che regalano ampie vedute sulle Bocche di Cattaro. A collegare la baia alle montagne è la moderna funivia Kotor-Lovćen. Si raggiunge così Cetinje, antica capitale reale e cuore storico del Paese, dove si trovano il Monastero di Cetinje e il Palazzo Reale di Re Nicola I Petrović, oggi trasformato in museo. Poco distante sorge Njeguši, villaggio noto per la produzione del tradizionale njeguški pršut.
L’itinerario si conclude a Podgorica, capitale del Montenegro. Ricostruita quasi interamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, la città alterna edifici moderni e quartieri residenziali al nucleo storico di Stara Varoš, caratterizzato da moschee, viuzze e testimonianze del periodo ottomano. Nei pressi dell’aeroporto si estende infine Ćemovsko Polje, uno dei più grandi vigneti continui d’Europa, dove nasce il Vranac, vino simbolo dell’enologia montenegrina.
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Questa premessa vale anche per il ministro Mazzi che continua a fare battaglie fonetiche per sostenere che il turismo è un'industria. No il turismo è un complesso sistema di servizi, e lo è ovunque. Non solo in Italia. E come se non bastasse ieri ha annunciato che il 27 settembre ci sarà un'iniziativa «dove tutti avranno a disposizione 3 minuti per dire perché il turismo è un’industria. E questa diventerà la mia bibbia».
Due valutazioni su questa frase. La Bibbia. Ma il ministro sa cosa è la Bibbia? Perché tirare in ballo la Bibbia quando abbiamo problemi seri che non riusciamo a risolvere.
3 minuti
Secondo. La frase: tutti avranno a disposizione 3 minuti per dire che il turismo è un'industria. 3 minuti? E chi è questo "diointerra" che riesce in 3 minuti a dire che un sistema non industriale, in effetti lo è? Demostene o Cicerone? Chi ha questa arte retorica? Mah!
Poi c'è l'altro aspetto: il relatore salirà sul palco non per dire quello che vuole, non presentare la difficoltà in cui vive il nostro turismo. No, deve dire che è un'industria. Mi piace questa libertà concessa ai relatori.
Poi. Ieri sempre durante l'Assemblea di Federturismo Confindustria, ha preso la parola il neo presidente, Massimo Caputi che si è messo in evidenza per alcune espressioni gentili e per una prospettiva allarmante. Ma andiamo per ordine.
La sensibilità di Caputi
Sentiamolo. «Noi siamo malati di nanismo». Ma vi sembra una modo adeguato di esporre un concetto? Nanismo? La frase ci sembra leggermente forte per le migliaia di persone che soffrono di quella patologia. Ma come si fa?
E inoltre: «l'80% degli alberghi è di proprietà di singoli soggetti. Non reggiamo la concorrenza internazionale». Allora delle due una: o il turismo italiano non è concorrenziale con quello estero e quindi va male, oppure (come sostiene il ministero e la Banca d'Italia ecc) va bene e allora vuol dire che questa forma capillare di alberghi di proprietà famigliare, funziona.
Mettetevi d'accordo.
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[post_content] => Tgv Inoui e Disneyland Paris fanno di nuovo coppia, quest'anno all'insegna di World of Frozen: la partnership, nata nel 2022 con l’obiettivo di promuovere una mobilità accessibile e sostenibile per raggiungere il parco parigino, celebra quest’anno la recente apertura dell'area tematica immersiva interamente dedicata al Regno di Arendelle.
Per “trasportare” subito grandi e piccini in questo mondo straordinario, il Tgv Inoui è stato rivestito con grafiche e colori ispirate alle storie e alle ambientazioni di Frozen, offrendo una vera e propria anticipazione dell’esperienza presso il Parco.
«Siamo lieti di rinnovare per il terzo anno consecutivo la collaborazione con Disneyland Paris, espressione di una visione condivisa che punta a trasformare il viaggio in una parte integrante dell’esperienza di intrattenimento - ha dichiarato Caroline Chabrol, direttrice generale di Sncf Voyages Italia -. Il treno diventa così non solo il mezzo per raggiungere una destinazione, ma un’anteprima della destinazione stessa, rendendo l’esperienza di viaggio più piacevole soprattutto per le famiglie con bambini, grazie anche ai servizi pensati espressamente per loro».
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[post_content] => In occasione della Giornata mondiale degli oceani, Costa Crociere Foundation celebra il primo anno di “Guardiani del Mare", il progetto di edutainment ambientale dedicato alla sensibilizzazione delle nuove generazioni sui temi della biodiversità marina e della tutela degli ecosistemi costieri.
Lanciato l'8 giugno 2025 e sviluppato insieme a La Fabbrica, società specializzata in progetti educativi e culturali, Guardiani del Mare ha coinvolto nel suo primo anno quasi 26.000 giovani attraverso iniziative educative online, attività a bordo e incontri in presenza.
In particolare i 3 laboratori internazionali di edutainment realizzati a bordo della flotta Costa per i giovani di diverse nazionalità: Beach Detective e EcosySTEM per bambini e OceanOlympic Games per i ragazzi. Laboratori innovativi che in un anno hanno fatto esplorare e preservare l'ecosistema marino a 14.945 bambini e 6.444 teenagers;
Il Blu Lab, laboratorio interattivo che unisce attività pratiche e strumenti digitali per far conoscere agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, il mare, i suoi abitanti e gli equilibri che li regolano e che tra dicembre 2025 e aprile 2026 ha raggiunto 149 scuole e 3.615 studenti, di cui 22 istituti provenienti da aree caratterizzate da dispersione scolastica;
Il Blu Grand Tour Show, un’esperienza immersiva che coinvolge ragazze e ragazzi che, con le proprie classi, cercano di superare 5 round di quiz, con l'obiettivo di apprendere e conoscere la biodiversità marina. Il ciclo di masterclass, ospitate su alcune navi della flotta, che ha coinvolto 692 studenti provenienti da 18 scuole, di cui 7 situate in contesti socialmente fragili.
“Guardiani del Mare” rappresenta l’evoluzione naturale del programma “Guardiani della Costa”, che in otto edizioni ha coinvolto oltre 100.000 fra studenti e docenti italiani, permettendo di raccogliere oltre 130.000 dati scientifici sulla biodiversità nel Mediterraneo, sui rifiuti marini e sull’inquinamento del mare.
Nel corso degli anni, Guardiani della Costa ha raggiunto 61.491 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado attraverso attività educative dedicate alla conoscenza del mare e della biodiversità, e 29.998 studenti delle scuole secondarie di secondo grado con percorsi teorici e pratici finalizzati alla salvaguardia delle coste italiane.
«Con Guardiani del Mare portiamo l’educazione ambientale nelle comunità toccate dalle nostre navi, coinvolgendo le scuole dei territori visitati - anche in aree ad alta dispersione scolastica - e, allo stesso tempo, migliaia di bambini e ragazzi provenienti da tutto il mondo in vacanza a bordo. È in questo intreccio tra impatto locale e comunità internazionale che il progetto esprime il suo valore più grande: far crescere nei giovani, ovunque provengano, una cultura condivisa di rispetto e amore per il mare» spiega Sara Dotta, direttore comunicazione ed Eventi di Costa Crociere e Segretaria Generale di Costa Crociere Foundation.
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La Regione Toscana ha ufficialmente riconosciuto il Distretto rurale e del cibo della Versilia, che entra così a far parte della rete dei distretti rurali regionali, portando a quattordici il numero complessivo dei territori riconosciuti. Nei prossimi giorni il nuovo distretto sarà iscritto anche nell’elenco nazionale dei Distretti del cibo, consolidando ulteriormente il ruolo della Toscana come laboratorio di sviluppo sostenibile e di integrazione tra economia, ambiente e comunità locali.
Il Distretto interessa un’area che comprende i territori comunali di Camaiore, Forte dei Marmi, Massarosa, Pietrasanta, Seravezza, Stazzema e Viareggio, una realtà caratterizzata dall’incontro tra costa, pianura, collina e montagna, dove attività agricole, tradizioni marinare e vocazioni turistiche convivono da secoli in un equilibrio unico.
A rendere particolarmente significativo il riconoscimento è il patrimonio produttivo e paesaggistico che il distretto rappresenta: 439 aziende agricole attive e oltre 1.500 ettari di superficie agricola utilizzata, custodi di un territorio segnato da oliveti collinari, muretti a secco, aree bonificate storiche e alpeggi montani. Un sistema che trova espressione anche nella filiera corta locale, capace di unire le produzioni agricole dell’entroterra con la tradizione marinara della costa.
Il Distretto rurale e del cibo della Versilia nasce da un accordo sottoscritto da soggetti pubblici e privati che operano in maniera integrata all’interno del sistema economico locale. Tra i firmatari figurano i comuni di Camaiore, Forte dei Marmi, Massarosa, Pietrasanta, Seravezza e Stazzema, la Camera di Commercio Toscana Nord Ovest, il Parco regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il Parco regionale delle Alpi Apuane, le principali organizzazioni di categoria del mondo agricolo, artigiano, commerciale e turistico, oltre a Slow Food Versilia.
«Con il Distretto della Versilia la Toscana vuole valorizzare un modello di governance straordinario - spiega il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani - Qui la terra sposa il mare e l’agricoltura di qualità diventa presidio di un territorio fragile, trasformando la grande attrattività turistica della costa nel motore trainante delle piccole e preziose comunità artigiane e agricole della collina e della montagna. È la Toscana del futuro: sostenibile, coesa e fiera delle proprie radici».
«Il nuovo Distretto rurale e del cibo - aggiunge l ’assessore regionale all’economia e al turismo, Leonardo Marras - rappresenta un'opportunità importante per rafforzare la competitività del territorio e creare nuove sinergie tra agricoltura, turismo, commercio e filiere locali. In un’area che già esprime una forte capacità attrattiva a livello nazionale ed internazionale, il distretto può diventare uno strumento efficace per generare valore aggiunto, sostenere gli investimenti delle imprese e favorire nuova occupazione. La connessione tra produzioni di qualità, paesaggio e accoglienza turistica costituisce un elemento distintivo che può contribuire a una crescita equilibrata e duratura, capace di valorizzare tanto la costa quanto le aree collinari e montane della Versilia».
Il riconoscimento rappresenta un importante strumento per favorire la programmazione territoriale, attrarre risorse e sostenere progetti condivisi tra istituzioni, imprese ed associazioni, rafforzando la competitività delle produzioni locali e la tutela del paesaggio, in una delle aree più rappresentative e particolari della Toscana.
«Siamo orgogliosi che Camaiore abbia voluto intraprendere questo percorso da capofila – sottolinea il sindaco Marcello Pierucci - riuscendo a riscuotere un’ampia convergenza da enti e associazioni che rappresentando l’intero territorio della Versilia. Una collaborazione mirata a valorizzare le nostre peculiarità che corrisponde alla volontà comune di lavorare in sinergia e in condivisione per una nuova realtà di promozione e sviluppo. La Versilia è un luogo dalla forte vocazione produttiva, turistica e agroalimentare, e le prospettive di crescita in questi settori che si aprono grazie al Distretto non hanno uguali nella storia».
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[post_content] => La Festa della Repubblica rappresenta di per sé un passaggio importante per il popolo dei vacanzieri; quest’anno forse ancora di più, considerando la fortunata congiuntura che fa cadere la festività nella giornata di martedì: saranno 14,3 milioni gli italiani che si metteranno in viaggio per il ponte del 2 giugno.
Resteranno per la maggioranza in Italia (93%) e si orienteranno principalmente su destinazioni marine. In seconda battuta, si faranno rapire dalle bellezze naturali del Belpaese e dal patrimonio culturale e artistico che caratterizza tutto lo Stivale. Tutto ciò produrrà un giro di affari di 6,9 miliardi di euro.
Interessante rilevare che la quota principale della spesa sarà destinata ai pasti (ovvero il 29,2% del totale), seguita dalla parte relativa al viaggio (23,4%). Per ciò che riguarda la spesa del pernottamento, essa incide solo per un 17,9%. In merito alla scelta dell’alloggio, quella del ponte del 2 giugno sembra essere un’occasione perfetta per dare precedenza alla struttura alberghiera e al villaggio turistico: questa opzione avrebbe infatti raccolto il 27,7% della domanda.
Si tratta di una prima sintesi dall’indagine realizzata da Tecnè per conto di Federalberghi in riferimento al movimento turistico degli italiani per il “primo ponte” che apre all’estate.
“I dati ci regalano una visione abbastanza rassicurante riguardo l’atteggiamento degli italiani che si trovano di fronte ad una possibilità di vacanza – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, a commento dell’indagine –. I nostri connazionali mostrano ancora una volta di non voler rinunciare al viaggio, peraltro privilegiando il soggiorno nelle strutture alberghiere e considerando l’Italia, evidentemente, il luogo maggiormente attrattivo rispetto all’estero.
Tuttavia – ha aggiunto Bocca – non possiamo negare che siamo stati senz’altro favoriti dal calendario di quest’anno. Una festività che cade di martedì rappresenta un’occasione ghiotta per costruire un progetto di viaggio in anticipo sulla prossima estate”.
“L’indagine – ha proseguito Bocca - illustra altre due evidenze: che le partenze si concentreranno nelle giornate di fuoco di venerdì 29 e sabato 30 maggio e che 3 vacanzieri su 4 utilizzeranno la propria auto per recarsi presso il luogo della vacanza. Verrebbe spontaneo, a questo proposito, considerare seriamente la possibilità di optare per le cosiddette “partenze intelligenti”, un sistema in grado di tutelare i viaggiatori da file interminabili e da pesanti ritardi sulla tabella di marcia”.
Scenario
“Al momento ciò che si percepisce sembra davvero positivo – ha concluso il presidente degli albergatori italiani – Tuttavia, a condizionare il nostro storico ottimismo è lo scenario di guerra e l’incertezza che esso crea nella situazione geopolitica mondiale. Come sempre diciamo, le certezze fanno bene al turismo. Al momento viviamo una fase di sospensione, il che certo non lascia spazio a toni trionfalistici riguardo le performance del nostro comparto.
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[post_content] => Anche in uno scenario instabile come quello attuale, l’analisi del direttore commerciale di Alpitour, Alessandro Seghi, è improntata al pragmatismo. «Stiamo vivendo un momento di confusione totale, che ha portato a una parziale paralisi del mercato, anche se le premesse per la ripartenza non mancano».
Dopo un marzo molto difficile, trascorso a gestire rientri, riprotezioni e cancellazioni, le informazioni allarmistiche diffuse dai media hanno contribuito a creare una condizione di stand by sul fronte delle prenotazioni. «Per dare slancio al mercato in una fase particolarmente importante per il booking estivo, abbiamo lanciato la campagna “Keep calm” e realizzato una survey in adv per capire come intervenire per rassicurare i clienti su rimborsi, riprotezioni e scarsità di carburante in alcuni aeroporti. Abbiamo per certi versi ribadito aspetti già noti, fondamentali però nell’indirizzare i consumatori, con la grande novità della “Neos Protection” e della “Neos Fuel Protection”».
Sulla base dei risultati raccolti dalla survey in agenzia, il gruppo Alpitour è tornato poi a ribadire l’importanza di affidarsi a un operatore del turismo organizzato attraverso la campagna “Tutto bene”: «un modo per spingere sulle prenotazioni in un momento in cui si sta tornando a una fase di preventivazione che prelude a possibili conferme nel giro di qualche giorno».
Il trend attuale
«All’immobilismo degli scorsi due mesi sta subentrando un atteggiamento più dinamico: avvicinandosi l’estate e con l’arrivo del caldo, molti clienti vogliono comunque assicurarsi la vacanza e, complici prezzi più convenienti sui voli a medio e corto raggio, si comincia a intravedere qualche piccolo segnale di ripresa, associato a un forte advance booking per la prossima stagione invernale».
Non è ancora possibile stabilire se si tratti di ritardo nella prenotazione estiva o di reale contrazione della domanda: «Lo sapremo a fine estate, anche se in verità la stagione era partita nel migliore dei modi e fino a fine febbraio ci trovavamo in forte vantaggio rispetto agli anni precedenti».
Alla luce di queste considerazioni, Seghi si mantiene prudente: «Sicuramente il budget per il 2026 non sarà quello previsto in origine. Al momento il calo di fatturato su base annua potrebbe aggirarsi sul 4,5% circa, con un andamento molto ondivago, differente in base alle diverse destinazioni».
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Soprattutto per quanto riguarda l’Italia, i prezzi sono altalenanti, con un inizio marzo in impennata e una successiva riduzione o riallineamento a valori più stabili. Perché, spiega Seghi, le tariffe sono quelle imposte dalle leggi di mercato che regolano domanda e offerta. «Qualche preoccupazione deriva semmai dalla capacità degli algoritmi che regolano il prezzo dinamico di adattarsi tempestivamente a un mercato fortemente instabile, con repentine impennate e flessioni che in anni “normali” non si registravano».
Al momento comunque, non si tratta di un tema di prezzo. La conferma viene dal trend dell’Egitto, che, malgrado resti il prodotto più venduto dal gruppo Alpitour, «sta ancora risentendo di una situazione internazionale che in realtà non lo vede in alcun modo implicato».
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[post_content] => Orientamenti SailOr prende il largo dal porto di Genova. La nave dell’orientamento ai mestieri e alle professioni del mare farà rientro sempre a Genova lunedì 11 maggio. Significativi i numeri di questa 13° edizione: 230 studenti, 3 enti di formazione e 19 istituti scolastici, 30 docenti che verranno formati sul cluster marittimo portuale e sul tema dell’orientamento, 27 laboratori specifici per preparare gli studenti alle professioni del mare.
«Provare, imparare, formarsi sul campo: è questo l’obiettivo di Orientamenti-SailOr – dichiarano gli assessori di Regione Liguria alla formazione Simona Ferro e alla programmazione del fondo sociale europeo Marco Scajola –. Offrire ai giovani un contatto diretto con professionisti, laboratori e attività concrete significa aiutarli a comprendere davvero le proprie attitudini e le opportunità offerte da un settore strategico come quello del mare. Orientamenti continua così a rafforzare il legame tra formazione e lavoro attraverso esperienze distribuite durante tutto l’anno”.
Il progetto, unico nel suo genere a livello nazionale, avviato nel 2013 nell’ambito di ‘Orientamenti’, è promosso da Regione Liguria insieme a Ufficio Scolastico Regionale, Accademia Marina Mercantile, Istituto Nautico San Giorgio, Capitaneria di Porto e Gnv e mira ad avvicinare gli studenti delle classi quarte superiori al mondo marittimo.
Il progetto
A bordo della Rhapsody di Gnv gli studenti, provenienti da tre diversi indirizzi, alberghiero, nautico e turistico, nei giorni di navigazione previsti sulla tratta Genova - Olbia - Genova potranno cimentarsi nel mondo del lavoro di bordo attraverso, 12 laboratori per macchina e coperta, 9 laboratori per cucina, sala e bar, 3 laboratori per gli indirizzi turistici, 3 laboratori comuni (uno di orientamento per scoprire attitudini e sogni, uno dedicato ai percorsi di istruzione e formazione legati al mondo del mare, un’esercitazione di emergenza generale per abbandono nave). Il progetto si rivolge anche alla formazione professionale, accogliendo a bordo per il secondo anno anche 9 studenti di enti di IeFP del corso operatore della ristorazione, evidenziando ulteriormente la ricchezza e il valore che anche questi corsi offrono ai giovani.
«Siamo felici di ospitare anche quest’anno il progetto SailOr a bordo di una nostra nave, con una partecipazione da parte dei ragazzi che si conferma numerosa, a testimonianza del forte interesse dei giovani per il mondo marittimo – dichiara Antonio Cecere Palazzo, comandante di armamento Gnv -. Si tratta di un’esperienza unica nel suo genere: durante la navigazione i ragazzi possono vivere da vicino la vita di bordo, conoscere tutte le attività e le mansioni presenti su una nave e avvicinarsi anche alle competenze tecniche che ne regolano il funzionamento, dalla sicurezza alla gestione operativa. Per Gnv sostenere iniziative come questa significa investire nel futuro e offrire ai giovani un’opportunità di orientamento permettendo loro di avvicinarsi al nostro lavoro e contribuendo concretamente a diffondere la cultura del mare anche tra le generazioni più giovani».
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[post_content] => Il turismo verso il Perù è tornato sopra i livelli pre-pandemia. Nel 2025 il paese ha accolto 3,4 milioni di visitatori internazionali, generando 5,3 miliardi di dollari di revenue, il 22% in più rispetto al 2019. Il settore vale il 3,3% del Pil e occupa 1,5 milioni di persone. È questo il quadro con cui PromPerù si è presentata ieri a Milano, con l’obiettivo di ampliare la percezione del paese e spostare il centro di gravità dell’offerta oltre il circuito Cusco-Machu Picchu.
Tre climi, tre offerte turistiche distinte. Il paese conta 47 rotte internazionali verso 21 paesi, con i collegamenti europei che transitano per Madrid, Parigi e Amsterdam. Il nuovo aeroporto internazionale di Lima, più grande del precedente ora chiuso, è pienamente operativo.
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Il mercato europeo e l’Italia
I numeri confermano la direzione: nel primo trimestre del 2026 la Spagna guida con 30.992 arrivi (+12%), seguita da Francia con 13.718 (-5%), Germania con 17.403 (+7%) e Italia con 10.152 (+5%).
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Turismo con scopo: oltre Machu Picchu
Il cambio di paradigma al centro della presentazione è quello che PromPerù chiama «turismo con scopo». I visitatori vengono segmentati in tre profili: il 55% sono Extreme Nature Explorer, attratti da trekking e paesaggi remoti; il 26% Active Environmental Advocate, orientati alla conservazione; il 19% Responsible Cultural Ambassador, interessati a comunità locali, tradizioni e gastronomia. Ed è qui che il viaggiatore italiano — giovane (50% tra i 25 e i 34 anni), con soggiorno lungo e propensione per i pacchetti — si sovrappone naturalmente a questa segmentazione.
Le destinazioni da sviluppare sono quelle ancora fuori dai radar: Áncash, regione andina premiata ai Tourise Awards, con i trekking di Huayhuash e Santa Cruz tra le cime più alte delle Ande; il nord del paese, con i siti Chachapoyas accessibili dall’Amazonas; e Lima stessa, troppo spesso ridotta a scalo di transito. La capitale viene proposta come destinazione autonoma, con quartieri distinti, un’offerta gastronomica a più livelli e una densità culturale paragonabile alle grandi capitali del continente.
Conservazione e partecipazione
Il 18% del territorio è protetto, con 77 aree naturali che regolano ma non escludono il turismo. Il paese rappresenta l’80% delle zone ecologiche mondiali. L’esempio emblematico è quello di Loreto, nell’Amazzonia: una comunità locale ha recuperato 500 ettari sottratti al disboscamento illegale avviando attività di ricezione turistica, e oggi i visitatori partecipano direttamente al rilascio di tartarughe taricaya nel fiume. Il turismo, in questo modello, non è solo un’industria economica ma uno strumento di preservazione attiva. «Dobbiamo passare dallo storytelling allo storydoing», ha concluso Llosa.
(Micòl Rossi)
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