22 luglio 2026 12:10

Luca Patanè
Non si nasconde dietro a un dito e non esita a definire il periodo di “sofferenza” lasciato alle spalle, che ha tuttavia consentito al gruppo Uvet di riprogettare le proprie attività per tornare a parlare di «risultati record raggiunti nel 2025». Nel corso della presentazione del progetto Optimus Travel Intelligence dedicato alle adv, il presidente del gruppo Uvet, Luca Patanè, traccia un bilancio dell’evoluzione degli ultimi anni, resa necessaria da un mercato profondamente cambiato. «A settembre presenteremo i dati finanziari del 2025 e l’andamento del 2026, ma posso fin d’ora anticipare che si tratta di numeri record per il gruppo, che indicano come la strada intrapresa sia quella giusta».
Una strada che ha visto il peso del segmento leisure ridursi a vantaggio del business travel, e che sul fronte distributivo ha comportato il passaggio dalle circa mille agenzie del periodo pre pandemia alle 200 attuali. «Un’evoluzione necessaria – spiega il manager – alla luce dei nostri nuovi obiettivi, che ci hanno portato anche a rivedere il concetto di tour operating in un’ottica che sia per noi sostenibile, improntata a proposte tailor made e ad hoc per il singolo cliente».
Cambio di passo nella distribuzione
A cambiare, secondo Patanè, è ciò che i punti vendita oggi chiedono: «Non torneremo ai volumi del pre pandemia – commenta il presidente – ma il fatto di aver registrato quest’anno una cinquantina di nuove adesioni di agenzie di viaggio al gruppo, indica che la via percorsa, improntata alla realizzazione di nuovi progetti come Optimus, è quella corretta».
Patanè menziona anche l’importanza dell’attività alberghiera, con all’attivo un gruppo di 11 proprietà sotto il brand Uvet Hotels: «Un asset importante, nel quale credo fortemente e che non ha bisogno di essere finanziato esternamente per crescere».
Intanto, il 2026 si delinea come un’annata complessa per la situazione geopolitica internazionale, ma «senza la necessità di fare drammi. Sul fronte leisure, la flessione registrata al momento dalle nostre adv è quantificabile in un 8%, ma il calo tende a diminuire mese dopo mese e luglio si sta muovendo positivamente. Il tutto compensato dal buon andamento del business travel, che al momento mette a segno un incremento anno su anno del 10-15%».
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[post_content] => Acquisizioni per 370 milioni di euro, di cui 200 milioni legati a progetti di riconversione immobiliare e quasi l’80% degli investitori istituzionali, dei private equity e dei family office pronti a aumentare la propria esposizione sugli hotel italiani nei prossimi 12-24 mesi. Sono i dati che emergono dall’ultimo report di JLL Italia su "Italian Hotel Investment Outlook and Strategy Survey" e che portano Confindustria Alberghi a esprimere grande soddisfazione per un interesse che non riguarda più solo le grandi città, ma si estende a nuove destinazioni, dal Lago di Como alla Sicilia, e che vede l’ingresso di capitali provenienti da Asia, Medio Oriente e Sud America.
«Sono dati che confermano quanto il nostro Paese sia oggi al centro dell’attenzione degli investitori globali – dichiara Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi – e questo è un ottimo segnale per tutto il comparto turistico italiano. Ma proprio questa crescita di interesse deve spingerci a fare chiarezza su un punto: l’Italia è il primo Paese in Europa per numero di hotel, ma resta tra i mercati con la più bassa percentuale di penetrazione delle catene, con una prevalenza di strutture indipendenti e a conduzione familiare. È una ricchezza identitaria che va preservata, non ostacolata per evitare il rischio che la frammentazione del settore, unita a passaggi generazionali sempre più complessi, spinga molte imprese familiari a cedere il passo a capitali privi di qualsiasi legame con il territorio, anziché crescere e aggregarsi restando italiane».
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Di contro
Fin qui Confindustria Alberghi. Non bisogna però sottovalutare il fatto che non si può mediante una legge cambiare la fisionomia di un settore. Sarebbe un input arrivato dall'alto che non ha niente a che fare con la storia delle imprese coinvolte. Secondo, c'è sempre il sospetto che dietro alle aggregazioni ci siano capitali esteri, per cui ciò che prima era italiano e frammentato, diventa aggregato ed estero. Consiglerei di non ripetere l'errore fatto con Autostrade, Telecom e via seguitando.
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Lorusso (Ticketcrociere): “Sulle navi le prenotazioni dell’ultimo minuto non esistono quasi più: sia le compagnie che i passeggeri vogliono certezze”
I dati estratti a luglio 2026 da Ticketcrociere, la principale piattaforma italiana di vendita crociere, evidenziano una netta prevalenza delle prenotazioni anticipate rispetto a quelle dell'ultimo minuto. In particolare, nei primi sei mesi dell'anno, gli acquisti early booking (partenza oltre nove mesi) sono stati più del doppio rispetto ai last minute (partenza entro 30 giorni): su un totale di 3.409 prenotazioni, le prime rappresentano il 21,06% contro il 9,33% delle seconde. Più di due prenotazioni su dieci sono dunque state programmate con larghissimo anticipo, mentre meno di una su dieci è stata effettuata all’ultimo momento.
“Nel 2026 ci aspettavamo un lieve incremento della quota del last minute ma, anche guardando ai dati degli anni precedenti, questo canale di vendita rappresenta ormai una quota marginale del mercato” spiega Matteo Lorusso, direttore generale di Taoticket, la società madre a cui fanno capo i marchi Ticketcrociere, Ticketferries.com e Ticketprivatejet.com. “Da una parte per noi è una buona notizia, perché l’early booking permette una migliore pianificazione delle strategie commerciali. Il last minute però garantisce quasi sempre che la prenotazione si finalizzi, una variabile non di poco conto in un periodo storico in cui uno scossone internazionale può far partire raffiche di cancellazioni su centinaia di prenotazioni a medio e lungo termine”.
Alla base della progressiva erosione della formula che ha rivoluzionato il mondo del turismo non vi è soltanto l’incertezza del momento internazionale, ma una serie di fattori che hanno modificato le abitudini dei viaggiatori.
I tre motivi alla base del crollo del last minute nelle crociere
Il modello delle crociere si sta progressivamente allineando a quello dei voli di linea, un meccanismo a cui di recente si è adeguato anche il settore dell’alta velocità ferroviaria con i treni Frecciarossa. Le compagnie dispongono di navi sempre più grandi, che devono raggiungere livelli di riempimento molto elevati per “guadagnare” il punto di pareggio in ogni singola crociera: gli algoritmi di dynamic pricing tendono a premiare chi prenota in anticipo, garantendo alle compagnie una maggiore certezza nella pianificazione delle vendite.
Oggi, inoltre, la crociera non è più soltanto “una cabina qualunque”. Le famiglie cercano camere comunicanti, suite o cabine in posizioni specifiche della nave; chi prenota last minute deve scegliere tra le soluzioni rimaste disponibili, spesso cabine garantite o prive di vista. Questo cambiamento è influenzato, tra le altre cose, dalle strategie di marketing delle compagnie, da MSC Crociere a Costa Crociere, da NCL a Royal Caribbean: promuovendo servizi accessori sempre più personalizzati, la cabina viene trasformata da semplice alloggio a elemento distintivo dell’esperienza di viaggio.
C’è infine il capitolo prezzi. I dati estratti da Ticketcrociere mostrano che nei primi sei mesi del 2026 il costo medio per persona di una crociera è stato di 1.490 euro (819 euro nel 2021, +82%), mentre la spesa media per prenotazione ha raggiunto i 3.611 euro (2.076 euro nel 2021, +74%; 3.093 euro nel 2025, +16,8%). Prenotare con 8-12 mesi di anticipo consente quindi alle famiglie non solo di pianificare meglio la spesa, ma anche di dilazionare il pagamento del viaggio o di gestire con maggiore flessibilità il rimborso di un eventuale prestito richiesto attraverso strumenti Buy Now Pay Later.
“In un periodo storico altamente imprevedibile si potrebbe pensare che le persone rimandino la decisione all'ultimo, invece accade il contrario” conclude Lorusso. “L'anticipo diventa una forma di protezione non solo economica ma anche emotiva. Chi prenota sotto data spesso non lo fa per risparmiare ma per necessità improvvise, accettando o di pagare tariffe più alte o di approfittare di offerte estemporanee che di solito non includono una serie di privilegi a bordo”.
La panoramica sulle destinazioni aggiunge un ultimo elemento significativo a questo scenario: contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, l’early booking degli italiani non è trainato dalle mete esotiche o dai grandi viaggi a lungo raggio ma dal Mediterraneo. Nei primi sei mesi dell’anno il 45% delle prenotazioni effettuate con largo anticipo ha riguardato crociere nel Mare Nostrum, mentre i Caraibi si sono fermati al 18,21%.
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Volotea si lascia alle spalle un 2025 segnato da un rosso da 64 milioni di euro, un peggioramento del 39,1% rispetto alla perdita da 46 milioni dell'anno precedente.
Per contro, i ricavi sono aumentati fino a 818 milioni di euro, registrando la terza crescita consecutiva (tra il 2023 e il 2025 sono cresciuti del 18%). Anche l’utile operativo cresce del 41,5%, passando da 33,5 a 47,4 milioni, mentre il margine sull’ebitda passa dal 14% al 20%.
La compagnia aerea, come riferisce Preferente, ha annunciato anche il rinnovo del consiglio di amministrazione, che sarà composto da quattro amministratori e affiancherà il team dirigenziale in questo nuovo ciclo.
Inoltre, nel marzo di quest’anno Volotea ha completato, in attesa dell’approvazione dell’Unione europea, il piano di rafforzamento del capitale avviato nel 2024, raggiungendo un totale di 71 milioni di euro. L’importo effettivamente raccolto è stato inferiore ai 100 milioni previsti «grazie al miglioramento dei risultati operativi».
Secondo quanto dichiarato dal fondatore e ad Carlos Muñoz, «i ricavi raggiunti e il miglioramento dell’utile operativo riflettono i progressi compiuti dall’azienda nel corso del 2025, sostenuti da una gestione più efficiente, da un’operatività solida e dall’impegno di tutta l’azienda.
«Le crescenti tensioni geopolitiche pongono nuove sfide al settore aereo e l’azienda affronta questa nuova fase con il sostegno di partner strategici di prim’ordine, concentrandosi sul rafforzamento della propria struttura finanziaria e sul consolidamento di una crescita sostenibile».
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[post_content] => Estate sempre più cara per gli italiani che decidono di andare in vacanza. I prezzi dei beni tipici del periodo uniti alle tariffe dei trasporti hanno infatti subito una costante escalation negli ultimi 10 anni, modificando profondamente le abitudini delle famiglie.
E' quanto emerge dalla lettura delle rilevazioni del Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.) che, in vista delle prossime vacanze estive, ha messo a confronto i listini di beni e servizi datati 2016 con quelli in vigore oggi, per quantificare appunto il maggiore esborso per i consumatori. Il rapporto, viene spiegato, è elaborato dall'analisi dei dati ufficiali Istat.
Record
Risalta quindi come il record dei rincari spetti alle tariffe aeree: in 10 anni infatti i prezzi dei voli nazionali sono quasi triplicati, aumentando del +193,3%, mentre i voli europei costano oggi il 187% in più rispetto al 2016, +68% gli intercontinentali, che tuttavia pagano oggi lo scotto di una minore domanda a causa della guerra in Iran.
Le tariffe dei traghetti risultano quasi raddoppiate e segnano una crescita del +92,1% e, per rimanere in ambito trasporti, il gasolio costa in media il 61% in più rispetto a 10 anni fa (+28,5% la benzina), mentre per le auto a noleggio si spende quasi il 28% in più; i biglietti dei treni salgono del +27,6%, mentre i pedaggi registrano un rincaro meno marcato, quantificabile al +10,3% nel periodo preso in esame. Dormire in una camera d'albergo risulta più costoso del 69%, mentre i listini di villaggi vacanza e campeggi salgono solo del 22%, ma i pacchetti vacanza tutto compreso rincarano di ben il 46% in 10 anni.
Abitudini
"I pesanti rincari che si sono abbattuti negli ultimi anni sul comparto dei viaggi e del turismo hanno modificato profondamente le abitudini degli italiani, che adottano strategie di sopravvivenza per concedersi una villeggiatura senza svuotare i portafogli - spiega il presidente del comitato scientifico del C.r.c., Furio Truzzi - .
"Se nel 2016 la vacanza estiva aveva una durata media di 11 giorni ed era concentrata nel mese di agosto, oggi le famiglie fanno viaggi più corti, di 3 o 4 notti fuori casa, ma più frequenti e spalmati nei mesi di giugno, luglio e settembre, quando le tariffe sono più basse. Si prediligono poi sempre più mete vicine e facilmente raggiungibili, in modo da contenere i costi di trasporto: la percentuale di chi sceglie destinazioni estere per le proprie vacanze estive si è più che dimezzata, passando dal 25,5% del 2016 al 12% dello scorso anno".
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Forte dei Marmi, una tra le destinazioni balneari di fascia alta più eleganti del Mediterraneo, amplia la propria offerta ricettiva con l’apertura di Villa Costanza, boutique hotel inaugurato a Pasqua dagli imprenditori immobiliari Gian Luca Conti e Laura Cardella. La struttura nasce dal recupero di una storica villa, reinterpretata come una residenza privata e propone un’ospitalità contemporanea e raffinata.
Con 16 camere, un’esclusiva suite e una terrazza panoramica affacciata sulle Alpi Apuane, è pensata come uno spazio dedicato al relax con interni firmati dal designer Michele Vitaloni e dall’architetto Marco Bernacca. Valorizzando materiali locali come il marmo di Carrara, accostato a ottone spazzolato, velluti e opere d’arte contemporanea, sono stati creati ambienti luminosi dove artigianalità, design e comfort, offrono un’interpretazione contemporanea dell'eleganza d'altri tempi di Forte dei Marmi.
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Cuore della proposta gastronomica di Villa Costanza è Maison Bistrot, immerso nel rigoglioso giardino tropicale dove colazione, pranzo, aperitivo e cena si susseguono in un’atmosfera rilassata. La cucina dello chef Jonni Bertolacci celebra il Mediterraneo con un’attenzione particolare al pescato locale, ai prodotti stagionali dell’entroterra toscano e alle erbe aromatiche, creando un dialogo tra mare e montagna. L’esperienza si completa con l’accesso al vicino Federico II Beach Club, con le tradizionali cabine in tela e le iconiche sedie da regista che richiamano l’eleganza senza tempo di questa famosa spiaggia.
Grazie alla vicinanza con Pietrasanta, Lucca, Genova e Pisa (con il suo aeroporto internazionale) Villa Costanza si propone come un nuovo indirizzo di riferimento per il turismo luxury nella Toscana settentrionale.
(Pamela McCourt Francescone)
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Questi i dati diffusi da Global Travel Collection, agenzia specializzata in viaggi di lusso, che sottolinea come siano Ritz-Carlton Yacht Collection, Four Seasons Yachts, Aman at Sea e Orient Express Sailing Yachts ad attrarre l'attenzione dei crocieristi internazionali.
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Una nuova tipologia di clientela
«Si tratta di creare una nuova categoria di clienti, non di cambiarla - ha affermato la presidente di Gtc, Angie Licea -. Questa tipologia di viaggiatori non sta confrontando le offerte con altre crociere. Sta semplicemente rivivendo l'esperienza di cui già si fida, ma in un contesto nuovo».
Angie Licea
L'impennata nelle prenotazioni di crociere con marchio alberghiero si verifica mentre, secondo Gtc si prevede che l'industria crocieristica statunitense nel suo complesso raggiungerà livelli record nel 2026, con una crescita del 5%, di cui il 25% per le crociere fluviali e il 40% per le crociere in yacht.
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Le sanzioni statunitensi contro il ministero del turismo cubano e la proroga del decreto esecutivo stanno aumentando la pressione sulle catene alberghiere spagnole che operano sull'isola, come riportato da Hosteltur. A tal proposito, Melià Hotels International avrebbe ammesso che diversi suoi hotel potrebbero essere colpiti a causa dei legami con il ministero del turismo e Cubanacan. Nel frattempo, il gruppo Barcelò Hotel mantiene aperto solo il Barcelò Solymar a causa del calo della domanda.
Diversi scenari possibili
Melià indica che al momento non ci sono nuovi sviluppi oltre alla proroga del decreto esecutivo, pur ammettendo che alcune strutture saranno interessate dalla sua attuazione. La catena afferma che, "in quanto società quotata in borsa e responsabile ", agirà per tutelare i propri interessi e quelli dei suoi azionisti e altri stakeholder, e che ha già stimato diversi scenari di impatto a seconda dell'evoluzione della situazione. Di fatto, ha già interrotto i rapporti con Gaviota, cessando la gestione di 15 dei suoi hotel.
Da parte sua, Barcelò ha fatto notare che, sebbene gestisca due hotel Gran Caribe sull'isola , solo uno rimane operativo a causa del calo della domanda. «Come società di gestione alberghiera, manteniamo i nostri team dedicati a Cuba, adattandoci alla situazione attuale».
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Organizzare una vacanza in città nei Paesi Bassi è relativamente semplice. Le brevi distanze, una fitta rete di trasporti pubblici e numerose attività culturali rendono la capitale particolarmente interessante per una breve vacanza. Tra canali, musei, mercati e piccoli quartieri c’è molto da scoprire. Per non perdere tempo inutilmente dopo l’atterraggio, è necessario coordinare il volo, l’alloggio e i trasporti il prima possibile.
Preparare il viaggio con cura
Chi desidera pianificare un viaggio ad Amsterdam non dovrebbe limitarsi a confrontare il prezzo del volo. Altrettanto importanti sono la durata di un eventuale scalo, le condizioni relative ai bagagli e l'orario di arrivo. Un collegamento leggermente più lungo può rivelarsi più comodo di una coincidenza con tempi molto stretti, nella quale anche un piccolo ritardo rischia di compromettere il resto del viaggio.
I voli internazionali sono offerti, tra gli altri, da Air France. La compagnia aerea francese fa parte del gruppo Air France-KLM ed è membro dell’alleanza SkyTeam. Molti dei suoi voli transitano per Parigi Charles de Gaulle, l’aeroporto principale della compagnia. Da lì partono voli in coincidenza per Amsterdam Schiphol. Su alcuni aerei i passeggeri possono usufruire del Wi-Fi. A seconda del tipo di aeromobile, è disponibile un «Message Pass» oppure un accesso a Internet più veloce. Nel 2024, inoltre, Air France è stata nominata «Migliore compagnia aerea dell’Europa occidentale».
Prima di prenotare, è importante verificare che il bagaglio venga imbarcato fino alla destinazione finale. Ciò è particolarmente importante in caso di voli con scalo. Chi viaggia solo con il bagaglio a mano risparmia tempo in aeroporto, ma deve prestare particolare attenzione alle dimensioni e ai limiti di peso consentiti.
Raggiungere rapidamente il centro città dall’aeroporto
Schiphol si trova fuori dal centro città, ma è facilmente raggiungibile. La stazione si trova proprio sotto il terminal. Da lì partono treni regolari diretti alla stazione centrale di Amsterdam. Il viaggio dura solitamente dai 15 ai 20 minuti.
Dopo l’atterraggio, controlla prima sui tabelloni informativi da quale binario parte il prossimo treno. I biglietti del treno si possono acquistare alle biglietterie automatiche o online. Se si arriva a tarda sera, è consigliabile verificare in anticipo se la sistemazione scelta sia ancora facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Un hotel nelle vicinanze di una fermata di treno, metropolitana o tram non solo facilita il viaggio per raggiungerlo, ma anche gli spostamenti durante l’intero soggiorno.
Per un soggiorno breve, una sistemazione in centro è comoda, ma spesso più costosa. Quartieri come De Pijp, Oost o Westerpark offrono spesso alternative più tranquille e sono comunque ben collegati al centro città.
Non cercare di vedere tutto in un solo fine settimana
Molti visitatori cercano di inserire nel programma quante più attrazioni possibili. Alla fine, però, il viaggio rischia di diventare una corsa contro il tempo. Conviene scegliere uno o due luoghi da visitare ogni giorno e lasciare spazio anche a passeggiate senza una meta precisa. Spesso sono proprio i piccoli canali, le piazze meno conosciute o i caffè di quartiere a regalare i ricordi più belli.
Il Rijksmuseum è una delle attrazioni culturali più importanti dei Paesi Bassi e merita di essere prenotato con anticipo, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Per comprenderne la popolarità basta un confronto con l'Italia: nel 2023 il Rijksmuseum ha accolto circa 2,7 milioni di visitatori, mentre le Gallerie degli Uffizi di Firenze, uno dei musei più celebri al mondo, hanno superato i 5 milioni di visitatori nello stesso anno.
Oltre ai musei più famosi, vale la pena esplorare anche quartieri come Jordaan, De Pijp o la zona delle Negen Straatjes. Qui si trovano piccoli negozi indipendenti, mercati locali, caffetterie e canali molto più tranquilli rispetto alle aree turistiche principali. Camminando senza fretta si scopre un volto di Amsterdam che spesso sfugge a chi segue solo gli itinerari più conosciuti.
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«Oggi il turismo italiano corre a ritmi da record. Non lo dicono gli slogan, lo certificano i numeri ufficiali dello Stato. I dati della Banca d'Italia sul turismo internazionale segnano un traguardo storico, decisivo anche per la solidità dei nostri conti pubblici". Lo dice il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi in audizione alle Commissioni riunite Attività produttive della Camera e industria e agricoltura del Senato sulle linee programmatiche del suo dicastero, ricordando che "il turismo è una vera industria e non un allegato all'economia".
"Nel 2025 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia - argomenta - ha sfiorato il tetto dei 57 miliardi di euro, registrando un aumento del 4,8%. Il dato più rilevante, tuttavia, riguarda la bilancia dei pagamenti: il saldo netto tra la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia e quella degli italiani all'estero ha generato un avanzo record di quasi 23 miliardi di euro. È circa l'1% del Pil nazionale immesso direttamente nel nostro sistema economico. Il turismo è, quindi, un ammortizzatore economico e sociale: contribuisce a compensare i deficit energetici e di materie prime e rafforza la stabilità finanziaria della nazione".
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