13 May 2026

Geeky Driver lancia la sfida: “Car pooling di qualità”

Calogero Corbo_Geeky DriverUn servizio di mobilità esclusivo ma comunque flessibile e alla portata di tutti. Geeky Driver lancia la sua sfida al mondo del turismo, con un progetto di mobilità condivisa di alta qualità. Car sharing dunque ma anche bus sharing, noleggio con conducente, partner per fiere ed eventi e network per altre realtà del noleggio auto.

Il tutto nasce dall’idea di Calogero Corbo, amministratore delegato di EuropeGroup, azienda con 25 anni alle spalle nel campo della mobilità, che ha lanciato il brand Geeky Driver con l’obiettivo di presentare un nuovo modello di business, accessibile, di qualità e condivisibile da altre realtà del settore.
«Proponiamo a tutto il mercato il nostro brand ma anche il nostro portale Tnet, piattaforma che dà seguito alla nostra ambizione di espandere il network a livello nazionale e a livello europeo: chi entra a far parte della nostra rete si ritrova a disposizione tutti gli strumenti e attraverso un tavolo virtuale trova la possibilità di autodeterminarsi».

Un appello alle società della mobilità per lavorare sotto un unico cappello ed essere più forti a livello internazionale.
Ma nel frattempo la mission di Geeky Driver corre anche su altri binari. «Siamo aperti al b2b come al b2c – prosegue Corbo -. Prima del lancio del nuovo portale abbiamo fatto un lavoro importante: contiamo su una flotta di 2mila auto e 2.500 driver, due terzi dei quali posizionate nelle grandi città. Del momento della prenotazione, in sole 4 ore possiamo coprire tutto il territorio italiano».
Una piattaforma per l’utente finale quindi, che intende servirsi di un servizio ncc con la garanzia di un brand storico ma anche un servizio per le imprese che sostengono la share mobility e hanno la necessità di muovere i propri dipendenti in lungo e in largo per l’Italia, o ancora agenzie di viaggio e tour operator che possono sfruttare «le nostre proposte mirate, andando oltre il semplice prodotto da banco, sfruttando un’offerta nuova. Non è il classico transfer, è un’arma in più per il proprio lavoro».

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