30 giugno 2026 09:30
Trasportare 7.000 passeggeri circa entro la fine di ottobre, con un load factor attorno all’80%: queste le stime di Egyptair per la nuova rotta tra Venezia e Il Cairo, che ha preso il via ieri, 29 giugno, con due frequenze settimanali, il lunedì e il venerdì. Circa 10.000 i posti in vendita nell’estate, con l’obiettivo di arrivare a circa 20.000 durante la winter 2026-2027, quando i voli saranno tre alla settimana.
Salah Tawfik, general manager Italia e Malta, traccia i contorni del nuovo investimento sull’Italia, «uno dei mercati europei più strategici e a più rapida crescita per Egyptair».
Il collegamento su Venezia, terzo scalo servito dopo Milano e Roma, «è pensato per servire un bacino strategico come quello del Nord-Est, con un target molto trasversale. Da un lato intercetta la domanda leisure e culturale verso l’Egitto, dall’altro risponde alle esigenze del traffico business tra l’area del Triveneto, la Slovenia e la capitale egiziana. A questo si aggiunge il traffico Vfr e il potenziale dei passeggeri che utilizzano Il Cairo come hub di prosecuzione verso altre destinazioni del nostro network, in Africa e nel resto del mondo, con particolare attenzione anche ai collegamenti verso Medio ed Estremo Oriente».
Una domanda, quella tra Italia ed Egitto, che resiste, malgrado gli ultimi mesi siano stati segnati dalla grave crisi internazionale: «Le tensioni geopolitiche possono influenzare il sentiment dei viaggiatori e generare momenti di maggiore cautela nelle decisioni di acquisto. Tuttavia – sostiene il manager – al momento non osserviamo un calo strutturale della domanda tale da modificare la nostra strategia di crescita sul mercato italiano. Al contrario, le prospettive per il 2026 restano positive, con l’obiettivo di superare quota 300.000 passeggeri trasportati dall’Italia (rispetto ai 285.000 dell’anno precedente, ndr).»
Forte enfasi è quella riservata al trade: «Il 70% del nostro fatturato netto annuale è generato dalle agenzie di viaggio italiane, che rappresentano il nostro principale canale di vendita». Il vettore vanta partnership di lunga data con i principali tour operator italiani, «inoltre, manteniamo rapporti commerciali con le principali agenzie Iata attraverso accordi dedicati, che includono regolari commissioni upfront ad hoc e adeguamenti ad hoc della commissione standard Iata in specifici periodi dell’anno».
L’investimento in Italia vede anche il potenziamento della capacità offerta da Milano Malpensa: «Dal 2 luglio, nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato sarà possibile scegliere tra tre voli giornalieri, anziché due. Più in generale, per l’estate 2026 il nostro impegno sull’intero territorio nazionale prevede 68 voli aggiuntivi da e per l’Egitto, per un totale di 560 voli dal 29 giugno al 23 ottobre, +15% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’obiettivo per il 2026 è superare quota 300.000 passeggeri trasportati dall’Italia
L’espansione globale
Se quella su Venezia è la principale novità in Europa, il 2026 di Egyptair include anche altre new entry: «In ottobre decolleranno due nuove rotte verso Zanzibar e Birmingham. Il piano per il 2027 prevede inoltre l’aggiunta di altre quattro destinazioni: Port Sudan, all’inizio dell’anno, Abha in Arabia Saudita, Damasco e Aleppo, queste ultime subordinate alle necessarie approvazioni in materia di sicurezza».
Tra le novità di spicco anche le due nuove rotte verso gli Stati Uniti: Il Cairo-Los Angeles e Il Cairo-Chicago (attive rispettivamente dal 23 maggio e dal 21 giugno) che rappresentano la quarta e la quinta destinazione del vettore negli Usa, dopo New York, Newark e Washington.
Questa crescita si inserisce nel più ampio Piano 2031, «che punta al rinnovo della flotta, all’ampliamento del network internazionale e al rafforzamento del Cairo come hub regionale e intercontinentale. Lo sviluppo del network è sostenuto anche dall’utilizzo di nuovi aeromobili recentemente consegnati da Airbus e Boeing, nell’ambito del maxi ordine che prevede 34 nuovi aeromobili in consegna entro il 2030/2031».
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Il primo semestre 2026 di Destination Italia si chiude con ricavi delle vendite a 39,4 milioni di euro, in crescita del 2% annuo.
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Nel 2025 la Lombardia ha registrato oltre 22,3 milioni di arrivi e 56,7 milioni di presenze (il 68% delle quali dall'estero), in crescita del 7% rispetto all'anno precedente, con una permanenza media di 2,54 notti.
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Territorio
Sono alcuni dei numeri contenuti nel rapporto completo sul turismo 2025 elaborato dall'Osservatorio regionale del turismo e dell'attrattività. "La Lombardia - commenta l'assessora al turismo Debora Massari - non cresce soltanto nei numeri, ma nella qualità del proprio modello turistico. Il nostro obiettivo non è semplicemente attrarre più visitatori, ma generare valore per i territori, le imprese e le comunità locali, promuovendo un turismo sempre più diffuso, sostenibile e destagionalizzato".
Nei mesi di luglio e agosto, come si evince dal rapporto, si superano i 7 milioni di presenze mensili e la stagione si è progressivamente estesa, con oltre 4 milioni di presenze al mese da aprile a ottobre. Il trend positivo prosegue anche nel 2026.
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[post_content] => Con oltre quarant'anni di esperienza nell'ospitalità, H10 Hotels continua a investire nella crescita internazionale, guardando con particolare interesse al mercato italiano. A raccontare la strategia della catena è Robert Hippmann, sales promotion Central Europe di H10 Hotels.
Gruppo alberghiero a conduzione familiare nato a Barcellona, H10 Hotels conta oggi circa 70 strutture distribuite principalmente nelle isole Canarie, dove si concentra una ventina di hotel, ma anche nella Spagna continentale, nei Caraibi e in alcune delle principali città europee.
«L'offerta è molto diversificata - spiega Hippmann -. Circa la metà del nostro portfolio è composta da hotel urbani a quattro e cinque stelle, generalmente boutique hotel con una media di 90-100 camere. A questi si affiancano resort per famiglie e vacanze con circa 350-380 camere, mentre nei Caraibi disponiamo di strutture che arrivano fino a 900 camere».
Fondata all'inizio degli anni Ottanta, la compagnia ha scelto una crescita graduale, reinvestendo costantemente gli utili nell'ammodernamento e nella riqualificazione delle proprie strutture. Nell'ultimo anno sono state inaugurate tre nuove aperture: una a Porto, una struttura cinque stelle a Parigi e un nuovo resort in Messico, il quarto del gruppo nel Paese, situato a Costa Mujeres, circa 35 chilometri a nord di Cancún.
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Il rapporto con il trade
Sul fronte della distribuzione, il gruppo punta a rafforzare la collaborazione con il trade italiano. Oltre ai consolidati rapporti con i principali tour operator, l'obiettivo è sviluppare ulteriormente il dialogo con le agenzie di viaggio attraverso un nuovo portale b2b che consente la prenotazione diretta degli hotel della catena con una commissione del 14%. Un'opportunità aggiuntiva, che lascia agli agenti la massima libertà nella scelta del canale di vendita.
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(Quirino Falessi)
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«L’Europa è un mercato incredibilmente importante per Royal Caribbean - afferma Michael Bayley, presidente e ceo di Royal Caribbean International -. Anche se operiamo su scala globale, una parte significativa dei nostri ospiti proviene dall’Europa, che è da sempre uno dei grandi “parchi giochi” del turismo mondiale. Tutti desiderano immergersi nelle culture dei diversi paesi europei e vivere esperienze autentiche. La domanda è grande e, grazie a Legend of the Seas, la nuova e terza nave della Icon Class, potremo realizzare la nostra missione: offrire a ogni ospite l’esperienza di vacanza che desidera. Per noi rappresenta un motivo di grande orgoglio aver costruito proprio in Europa la nostra nave più straordinaria».
Il progetto di espansione
Ora Royal Caribbean prosegue il suo progetto di espansione: «Abbiamo una presenza davvero globale, operiamo praticamente in tutto il mondo. Il mercato statunitense è importante per Royal Caribbean e i Caraibi, che sono la nostra destinazione storica, rappresentano un’area strategica di primaria importanza. I Caraibi concentrano circa il 50% della capacità crocieristica mondiale. Sono una destinazione molto amata e, allo stesso tempo, molto vicina al nostro principale mercato di riferimento. Poi abbiamo navi in America Latina con una presenza molto importante in Brasile e navi che operano anche da Panama. Operiamo dalla Cina da oltre dieci anni, dove abbiamo avuto navi basate con successo. Da circa 15 anni operiamo da Singapore e per anni abbiamo operato da Hong Kong, così come da Sydney e Brisbane. In un determinato periodo avevamo addirittura quattro o cinque grandi navi basate in Australia. Disponiamo quindi di un portafoglio di prodotti e di navi distribuito in tutto il mondo, quindi esiste quasi sempre un modo relativamente semplice per raggiungere una nave Royal Caribbean».
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(Chiara Ambrosioni)
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