13 January 2026

Booking.com – Agenzia delle entrate, pace fatta: versati 94 mln di euro

Mentre la guardia di finanza sta aprendo in questi giorni il capitolo Airbnb, il fisco italiano chiude i conti con un altro colosso del turismo online come Booking.com. Accusato di evasione fiscale per oltre 150 milioni di euro a giugno 2021, il portale ha infatti raggiunto un accordo con l’agenzia delle Entrate, impegnandosi a versare 94 milioni, per la mancata applicazione dell’Iva sui suoi servizi tra il 2013 e il 2022.

Booking.com, si legge sul Sole 24 Ore, recependo le indicazioni dell’agenzia delle Entrate, e una precisa richiesta della procura di Genova, ha inoltre presentato per l’anno 2022 la dichiarazione a fini Iva in Italia, per un’imposta pari a oltre 19 milioni di euro. Il portale ha quindi adottato un modello organizzativo conforme all’impostazione del fisco italiano, in ragione del quale se il cliente albergatore non fornisce partita Iva, o se fornisce alla società un numero di partita Iva non valido per l’Ue, Booking applicherà l’Iva al 22% sulla fattura e provvederà a compilare la dichiarazione e a effettuare il relativo pagamento dell’imposta in Italia su tutte le transazioni con privati non titolari di partita Iva.

“In Booking.com ci impegniamo a garantire di operare nel rispetto delle leggi in tutti i Paesi in cui siamo presenti – recita una nota ufficiale di Booking.com -. Ciò include la nostra diligenza nel pagamento di tutte le tasse applicate alle nostre attività. Oggi come in passato, riteniamo di essere in regola con le vigenti leggi italiane sull’Iva e possiamo confermare di aver aderito a un accordo di reciproca soddisfazione con l’agenzia delle Entrate per il periodo 2013-2021. Siamo quindi lieti di esser giunti a questa risoluzione e di poter continuare a concentrare tutti i nostri sforzi e la nostra attenzione per offrire servizi di massima qualità ai nostri clienti e partner in Italia”.

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Stimiamo che in questo primo anno di operatività fino al 50% delle nostre vendite in Italia potrà arrivare dalle agenzie di viaggio. E questo sulla base di quanto già accaduto nel Regno Unito, dove operiamo ormai da cinque anni e il contributo delle adv è tuttora molto elevato».\r\n\r\nPositivi i risultati in termini di riempimento sulle rotte transatlantiche: «Voliamo con load factor piuttosto elevati, considerando che il nostro aereo non è così grande, ma è proprio per questo che è stato così conveniente quando abbiamo lanciato il servizio (la classe business si attesta a livelli di prezzo inferiori del 40-50% rispetto alla media). 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