10 May 2026

Ambrosetti, Panzeri: «La parziale frenata del Pil non smorza il sentiment positivo»

Una crescita 2022 che è stata sorprendente per l’economia italiana e del turismo in particolare, certamente figlia del periodo segnato dalla pandemia, un 2023 caratterizzato da una parziale frenata della crescita economica, che si confermerà anche per il 2024. Ma, a fronte di un quadro complesso, il sentiment sugli investimenti è migliore rispetto al pre-Covid. E rimane positivo per il 2023. 

Questo il filo conduttore della relazione targata The European House – Ambrosetti, che ha aperto questa mattina a Milano il 20° Biz Travel Forum organizzato dal Gruppo Uvet.

L’analisi sull’andamento dell’economia e della finanza illustrata da Corrado Panzeri, partner – head of the Innovation & Technology Hub, Teha, ha evidenziato come «negli ultimi tre anni ci siamo trovati a fronteggiare ben 17 elementi di crisi che hanno toccato ogni ambito, dalla sanità alle guerre, all’instabilità del sistema finanziario, alla volatilità dei prezzi delle materie prime. 

Il 2020 è stato forse il peggiore anno della nostra storia, guerra esclusa, poi l’Italia ha fatto un rimbalzo significativo e nel 2021 la crescita è andata oltre la media europea; anche il 2022 è stato un altro anno molto positivo, tanto che abbiamo assorbito con tre anni di anticipo il Covid». E a funzionare particolarmente bene è stato «L’export che nel 2022 ha raggiunto il livello più alto di sempre, con i nostri comemrciali tradizionali (Francia, Germania, Usa) e il 2023 sarà ancora migliore, si attesterà attorno ai 660 mld di euro».

In questo quadro il turismo è stato protagonista «di un rimbalzo positivo, in estate arrivi totali – stranieri e italiani – allineati al 2019. Considerando un orizzonte ventennale le presenze straniere risultano poco meno che raddoppiate, mentre il turismo italiano si è mantenuto costante». A trainare la crescita le presenze estere: «Durante tutto l’arco dell’anno le presenze degli stranieri sono aumentate del 44% dal 2003 al 2022».

Bilancia commerciale del turismo: il saldo è positivo

Da qui, i numeri della «bilancia commerciale del turismo che vede un saldo positivo: nel 2022 è stato raggiunto il record, superando quindi i livelli del 2019. Sempre nel 2022 la spesa turistica totale in Italia è stata di 126,4 miliardi di euro, (sommando anche la spesa degli italiani nel nostro Paese), dato significativamente superiore all’anno precedente».

In questo contesto risultano buoni anche i numeri dell’occupazione, a livello globlale seppur con qualche situazione negativa.

Quella attuale è però una fase diversa: «Il Pil rallenta ovunque, con un tasso di crescita per l’Italia dello 0,7% per il 2023, come pure per il 2024». Siamo di fronte ad un innalzamento del costo del denaro, l’inflazione resta un problema grave, peggiora la condizione di famiglie in povertà assoluta nel Paese. E ancora, il prezzo dell’energia «che è sì meno della metà rispetto ai picchi 2020-22 ma ancora alto rispetto a prima della guerra», i costi dei mutui e il livello dei salari che in Italia non hanno tenuto il passo di cresciuta degli altri paesi, anzi. Non ultimo, «il rallentamento della Germania: le previsioni del Fondo Monetario Internazionale stimano un calo del Pil tedesco nel 2023 del -0,5%, la peggiore tra le grandi economie europee».

Nonostante i tanti fattori di rischio, «il sentiment sugli investimenti della business community di Teha Club è migliore rispetto al periodo pre-Covid (per i prossimi sei mesi) – conclude Panzeri -: quasi 7 imprenditori su 10 ritengono che il fatturato della propria impresa aumenterà nel 2023».

 

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