12 May 2026

Quando l’arte incontra l’ospitalità: Resart museo diffuso e struttura ricettiva a Bologna

Andrea Babbi riceve, simbolicamente, le chiavi dal Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna

A Bologna, coniugare arte e accoglienza, in un progetto di impresa responsabile che parli la lingua della speranza e della rinascita dopo la pandemia, è oggi realtà.
E’ infatti nato  “ResArt Iàcomus – Residenza con museo diffuso”: una casa per ferie nella centrale via Riva di Reno al 57, proprio sopra i locali del Museo “Raccolta Lercaro”, inaugurata alla presenza del Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, di Mons. Roberto Macciantelli, presidente della Fondazione Lercaro.

Le opere della Raccolta Lercaro sono uscite dalle sale del piano terra per raggiungere i piani superiori, invadendo scale camere e corridoi e dando vita al primo vero e proprio “Museo con Camere” d’Italia, o Camere con Museo…se vi piace di più.
«L’idea, nata prima della pandemia – commenta Mons. Roberto Macciantelli presidente Fondazione Lercaro – era quella di offrire un’opportunità di alloggio a costo contenuto ai gruppi di pellegrini che raggiungevano Bologna per attività legate alla spiritualità e alla cultura. Poi il Covid ha cambiato le carte in tavola: nei mesi di zona rossa abbiamo lasciato spazio alla creatività e allargato lo sguardo, dando vita a un progetto che è ancora in costante evoluzione. Oggi l’obiettivo è quello di coniugare arte, accoglienza e cultura, nel solco dell’opera e dei valori dei nostri due ‘Iacomus’, il Cardinal Giacomo Lercaro e il Cardinal Giacomo Biffi. Amante dell’arte e amico di tanti artisti, Lercaro accoglieva gli studenti che trovavano una famiglia nelle sue case durante gli studi e un saldo punto di riferimento anche dopo, circondati da opere d’arte per così educarli all’arte e alla bellezza. Giacomo Biffi, desiderava per Bologna un luogo che legasse cultura e residenzialità, dove si studiasse economia e società nel segno della Dottrina Sociale della Chiesa».
Il desiderio ha trovato un primo compimento nell’Istituto Veritatis Splendor e oggi ResArt si pone come un tassello nuovo e coerente.

«Ogni piano è dedicato a un diverso autore bolognese – spiega Andrea Babbi, presidente di Ospitalità Petroniana, impresa sociale senza scopro di lucro voluta per gestire spazi e immobili a fini turistici – così oggi gli ospiti di ResArt possono apprezzare le opere di Alfredo Tartarini al quarto piano, della pittrice Norma Mascellani al quinto e, al sesto, degli artisti Poggeschi, Guidi e altri. Nel tempo questi allestimenti cambieranno, e daremo spazio ad artisti e opere diverse anche seguendo le nuove mostre che saranno allestite al Museo Raccolta Lercaro al piano terra. Una camera, poi, sarà dedicata e sempre disponibile ai pellegrini che percorrono a piedi le tante vie di fede che intersecano Bologna, in primis la Via ‘Mater Dei’, che parte da Santa Maria della Vita lungo il portico Unesco più lungo del Mondo, raggiunge San Luca e prosegue lungo i colli bolognesi collegando nove santuari Mariani, ma anche ai cammini dedicati a Sant’Antonio e San Domenico. Il turismo religioso era prima del Covid in costante crescita e il territorio di Bologna tornerà ad essere fulcro di numerose opportunità che abbiamo raccolto nel sito www.bolognacristiana.it e che proporremo a tutte le altre diocesi italiane per avere qui nuovi pellegrini».

Arte e ospitalità, responsabilità e lavoro insieme, un progetto nel segno della solidarietà e della speranza per il futuro.

«Con ResArt – spiega Babbi – nasce una start-up impresa sociale, che ha visto la luce in piena pandemia per dare corpo e sostanza a idee, intuizioni e bisogni nuovi della città. In un momento di grande difficoltà per le imprese, con le chiusure a dominare le pagine dei quotidiani, credo che un’azienda che nasce possa essere salutata come un segno di speranza e ripartenza. Va in questa direzione anche la scelta di selezionare il nostro personale nelle liste del collocamento mirato per disoccupati o fra chi è in cassa integrazione da aziende in difficoltà, così come la opportunità di riutilizzare arredi di hotel che sono stati chiusi durante la pandemia».

ResArt sarà anche luogo vitale di incontri e congressi, di fermento culturale e di formazione per le nuove generazioni: “Sono disponibili 6 sale per convegni e meeting con capienze variabili da 150 a 20 posti – conclude Babbi – oltre a spazi per eventi e incontri, anche all’aperto nell’ampio terrazzo, o all’area ristorante. È presente anche una bella Chiesa sempre aperta per chi volesse utilizzare gli spazi per ritiri spirituali o per turismo religioso”.

Grazie ad AECA e CEFAL, enti di formazione, nascerà in Resart anche l’Accademia per l’Ospitalità Bolognese dove accogliere e formare giovani e adulti alle professioni del settore: addetti al ricevimento e cameriere ai piani ma anche figure esperte in organizzazione eventi, congressi e social media marketing.

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