Imitazione
24 settembre 2014 13:14
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“Ozmo per Lia 30 – Dentro la collezione” è dedicata a uno dei protagonisti dell’arte pubblica e pittura contemporanea italiana, Gionata Gesi, in arte OZMO, chiamato a confrontarsi con il patrimonio storico-artistico del Museo Lia attraverso un progetto site specific pensato per questo importante anniversario. Non solo, OZMO realizzerà anche quattro opere inedite che saranno acquisite dal Comune della Spezia ed entreranno a far parte della collezione civica.
«Il Museo Civico 'Amedeo Lia' rappresenta uno tra i più importanti patrimoni culturali della nostra città – spiega Pierluigi Peracchini, sindaco della Spezia - custodisce opere di straordinario pregio artistico. Il traguardo dei trent'anni ci offre l'occasione per rinnovare la nostra profonda gratitudine alla famiglia Lia che, grazie al nuovo accordo, ha permesso di conservare e condividere nel nostro territorio un patrimonio di valore internazionale. Per celebrare questo importante anniversario abbiamo scelto di guardare al futuro, mettendo in dialogo la grande tradizione custodita dal Museo con i linguaggi dell'arte contemporanea, creando un confronto vivo e stimolante tra capolavori del passato e nuove espressioni artistiche. Con questo nuovo progetto Ozmo torna a confrontarsi con la nostra comunità e con uno dei luoghi simbolo della cultura spezzina, realizzando opere che entreranno a far parte del patrimonio civico, a testimonianza della volontà dell'Amministrazione di continuare a investire nella cultura”.
La mostra, a cura di Andrea Marmori ed Anna Costantini, con allestimento di Emanuele Martera, sarà ospitata al Museo Lia dal 3 luglio al 3 dicembre, data di inaugurazione del museo nel 1996, e rappresenta l’appuntamento centrale delle celebrazioni per i trent’anni del Museo, insieme al restyling dell’ingresso museale e il ripensamento degli spazi dell’ex Info Point che saranno trasformati nel “Lia Next”, un luogo dedicato alla formazione, alla divulgazione, alla tecnologia e alla sperimentazione visiva.
Il progetto espositivo nasce dal confronto diretto tra quattro capolavori della collezione permanente del Museo Lia e quattro nuove tele realizzate appositamente da Ozmo. Le opere antiche selezionate diventano così il punto di partenza per una rilettura contemporanea che non si limita all’omaggio o alla citazione, ma attiva un dialogo profondo tra epoche, tecniche, iconografie e sensibilità diverse.
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[post_content] => D’estate, ma non solo, città e borghi della Toscana si animano con una presenza diffusa di iniziative e occasioni di aggregazione nelle ore serali. Si tratta di dinamiche che rispondono a una domanda crescente di socialità, che contribuiscono alla vitalità dei territori e sostengono importanti comparti economici. L'intensificarsi la sera delle attività può però determinare potenziali criticità legate all’impatto acustico, soprattutto in contesti urbani più densamente abitati.
«Per questo – afferma l’assessore all’ambiente della Toscana, David Barontini – la regione ha scelto di mettere a disposizione delle amministrazioni comunali un quadro di linee guida e strumenti operativi, con l’obiettivo di accompagnare i territori nella gestione di questi fenomeni in modo equilibrato ed efficace. Si tratta – precisa l’assessore – di un’iniziativa che non introduce vincoli o limitazioni, ma che intende sostenere i comuni nella definizione di strategie condivise, capaci di coniugare socialità, attrattività e qualità degli spazi urbani. L’obiettivo è gestire il fenomeno, non comprimerlo».
Tra le indicazioni proposte c'è la pianificazione di spazi urbani dedicati, con la possibilità di individuare aree a maggiore vocazione aggregativa, in grado di accogliere le attività e distribuire in modo più equilibrato le presenze sul territorio.
Tra le strategie possibili e suggerite da mettere in campo c’è anche la mitigazione del rumore. La tecnologia in questo caso può essere di supporto e dare un contributo rilevante. Grazie a sensori Iot a basso costo e reti wifi è facile infatti oggi realizzare sistemi di monitoraggio intelligenti, interrogabili anche da remoto, capaci di rilevare in tempo reale i livelli di rumore presenti in una specifica area con alert che si generano in maniera automatica.
Gli stessi sensori, spostabili da un luogo ad un altro senza troppa difficoltà, possono essere collegati a pannelli video e semafori mobili per far ‘vedere’ il rumore prodotto a chi frequenta alcune zone della città, richiamando le persone a ridurre spontaneamente i decibel prodotti.
Nuove frontiere si aprono anche grazie ad innovativi materiali fonoassorbenti. Con pannelli trasparenti, traforati ed aperti, da applicare in contesti aperti o alle finestre dei locali, si può far filtrare l’aria ma bloccare il rumore, coniugando funzionalità e qualità degli spazi.
«Quello delle attività serali – conclude Barontini – è un ambito che richiede capacità di governo, visione e collaborazione istituzionale. La Regione intende svolgere un ruolo di supporto e indirizzo, valorizzando le esperienze già presenti e promuovendo modelli sostenibili e replicabili».
«La gestione del rumore generato dalla movida richiede risposte fondate sulla conoscenza, sulla prevenzione e sulla collaborazione tra istituzioni. La sfida è costruire città aperte, vivibili e attrattive, capaci di coniugare socialità, qualità dello spazio pubblico e benessere delle comunità - evidenzia Paola Galgani, vicesindaca di Firenze e referente di Anci Toscana per le politiche ambientali - Le linee guida regionali rappresentano uno strumento prezioso per supportare i comuni nell'adozione di strategie condivise e di interventi efficaci. Al tempo stesso è fondamentale il confronto con le amministrazioni che hanno già avviato progettualità ed esperienze concrete sul tema: la condivisione delle buone pratiche offre indicazioni utili per affrontare una questione sempre più rilevante per i territori».
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Cala il sipario sul potenziale sviluppo intercontinentale dell'aeroporto di Milano Linate. Sulla prospettiva inizialmente delineata dal nuovo Piano nazionale degli aeroporti è lo stesso Enac a fare marcia indietro, per cui il city airport milanese continuerà ad avere soltanto i voli punto a punto e i collegamenti con una distanza massima di 1.500 chilometri.
Era stato Il Corriere.it a svelare che Linate «potrebbe essere aperto a nuove rotte extra Ue anche oltre i 1.500 chilometri» riportando il contenuto di una bozza del piano. A patto che le rotte venissero «operate esclusivamente con velivoli in configurazione business da compagnie legacy, per assicurare ai vettori una maggiore efficienza e una più ampia scelta nel definire i loro servizi di linea, conformemente ai diversi profili di domanda dei passeggeri, in modo trasparente e sulla base di criteri oggettivi».
La reazione di Sea, società di gestione degli scali milanesi di Malpensa e Linate era stata chiaramente contraria: «Il sistema dei due aeroporti è equilibrato: entrambi sono cresciuti, entrambi hanno trovato la loro vocazione. E ha funzionato - aveva dichiarato l'ad Armando Brunini - Non vedo motivo di rimettere in discussione qualcosa che ha dimostrato di reggere nel tempo».
Ma a dichiarare la propria contrarietà al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, secondo quanto riferito dal quotidiano, sarebbero stati anche diversi soggetti istituzionali nazionali e regionali.
Ora l'Enac, «A seguito di successive valutazioni e approfondimenti» ritiene «che la modifica della previsione normativa di limitazione non possa essere affrontata nell’ambito del Piano stesso, ma piuttosto in un percorso di modifica del decreto ministeriale 01/09/2022. Si propone pertanto di eliminare dal Piano tale passaggio per lo scalo di Linate».
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Le limitazioni imposte a suon di regolamenti da alcuni comuni, questioni come il caro-affitti e lo spopolamento dei Centri storici, la convivenza all’interno dei condomìni tra residenti e “cittadini temporanei”, la qualità del turismo e dei viaggiatori che gli affitti brevi sanno intercettare, l’importanza di questo segmento di ricettività anche nell’accogliere i flussi generati da grandi eventi come le Olimpiadi, i diritti dei proprietari e la libertà d’impresa dei gestori professionali che da anni investono creando con le proprie aziende occupazione e valore sui territori.
Sono solo alcuni dei temi che l’Associazione italiana gestori affitti brevi ha avuto l’opportunità di portare all’attenzione del ministro del turismo Gianmarco Mazzi “che – fa sapere il presidente Aigab Marco Celani – a nome di tutti gli imprenditori del settore ringrazio sentitamente per l’accoglienza ricevuta, la visione e la capacità di ascolto, la qualità dell’interlocuzione avviata ed il tempo prezioso che ci ha dedicato”.
Nell’ambito dell’incontro, si è discusso anche dell’attuale assetto fiscale e normativo degli affitti brevi: Aigab ha auspicato un’armonizzazione delle norme esistenti non punitiva ed ideologica che consenta di ripristinare un clima di maggior serenità sociale e agli imprenditori di continuare a pianificare investimenti sul lungo periodo a supporto dei proprietari italiani che vogliano trarre un reddito integrativo legittimo dalle seconde case di proprietà inutilizzate, contribuendo alla capacità ricettiva del Paese con standard di accoglienza qualitativamente significativi, garantiti dalla gestione professionale.
“Accogliamo con favore politiche nazionali a tutela dei proprietari di casa, come la velocità di sfratto introdotta con il Piano Casa, che consentano loro di poter utilizzare i vari strumenti di locazione disponibili mediante il Codice Civile come l’affitto a breve, medio e lungo termine senza criminalizzazioni e aggravi burocratici -aggiunge Marco Celani – e abbiamo chiesto al ministro Mazzi di tutelare il diritto alla proprietà privata e alla libertà d’impresa”.
Infine, fa sapere ancora Celani, “abbiamo rilanciato l’opportunità di riconoscere il ruolo del Property Manager come miglior alleato delle Istituzioni, che incassa e versa cedolare secca e imposta di soggiorno in maniera tracciata e trasparente per conto dei proprietari all’Agenzia delle Entrate e ai Comuni a discapito di qualsiasi forma di elusione, e che sul territorio si configura come ambasciatore dell’arte italiana dell’ospitalità, offrendo ai viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo, che i gestori professionali sono in grado di intercettare, standard di accoglienza qualitativamente elevati che contribuiscono con orgoglio alla capacità ricettiva del nostro Paese”.
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I limiti e le rigidità normative sui sistemi di ticketing, che frenano la competitività internazionale dei parchi divertimento italiani, approdano alle istituzioni europee. Gli eurodeputati Georgia Tramacere, Sandro Ruotolo, Pina Picierno e Brando Benifei hanno presentato alla Commissione europea un’interrogazione parlamentare per verificare la compatibilità della legge italiana con le regole del mercato unico digitale e del commercio elettronico.
Nel dettaglio, l’iniziativa chiede alla Commissione di valutare la coerenza delle disposizioni italiane con il principio del “Paese d’origine” previsto dalla normativa Ue, in relazione alla disciplina da applicare alle piattaforme estere che vendono online i biglietti per attrazioni e attività turistiche in Italia.
Al centro del confronto ci sono i meccanismi di limitazione delle vendite digitali introdotti per contrastare fenomeni di bagarinaggio e secondary ticketing nel settore degli eventi dal vivo, oggi applicati anche al comparto dei parchi divertimento, che non ne è soggetto. Secondo quanto evidenziato, queste regole rendono di fatto impossibile l’integrazione digitale con le principali piattaforme internazionali di distribuzione turistica, con possibili effetti sulla visibilità dei parchi italiani sui mercati esteri.
“L’interrogazione rappresenta un passaggio rilevante perché consente di riportare a livello europeo una riflessione sull’impatto delle norme esistenti in settori ingiustamente soggetti a tale disciplina. L’obiettivo è garantire un equilibrio che consenta ai parchi italiani di competere in condizioni paritarie sui mercati internazionali e di valorizzare pienamente la propria attrattività turistica”, conclude Luciano Pareschi, presidente AssoParchi.
L’Associazione evidenzia inoltre che una maggiore apertura ai canali digitali internazionali potrebbe generare una crescita stimata tra il 3% e il 5% dei volumi complessivi del comparto, con ricadute positive sul turismo e sul gettito fiscale dei territori.
In questo contesto, AssoParchi sottolinea come eventuali rigidità regolatorie possano incidere sulla competitività del settore: “L’industria dei parchi divertimento è costretta a competere con il freno a mano tirato a causa di una disciplina antiquata e non automatizzata. In un momento in cui si parla di commercio agentico, il settore non può neanche avvalersi, liberamente e digitalmente, del commercio elettronico di biglietti, introdotto in Italia 28 anni fa”, dichiara Maurizio Crisanti, direttore AssoParchi.
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I voli di lungo raggio con decollo da Milano Linate potrebbero diventare realtà? Forse. Almeno secondo quanto ipotizzato da Il Corriere.it, che ha avuto accesso al documento cartaceo sul nuovo Piano nazionale degli aeroporti, il documento strategico che definisce lo sviluppo dell’aviazione civile italiana fino al 2035.
In base a quanto compare nel documento, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti starebbe valutando l’apertura del city airport ai voli intercontinentali, soprattutto verso New York, purché operati con aerei a corridoio singolo configurati esclusivamente in classe business e gestiti da compagnie tradizionali.
Un futuro che dovrebbe inevitabilmente transitare da una modifica della normativa vigente: attualmente, infatti, Linate è soggetto a forti limitazioni stabilite dal cosiddetto “decreto Giovannini” del 2022, che consente solo voli punto a punto; utilizzo di aeromobili a fusoliera stretta; collegamenti entro 1.500 km e solo con aeroporti dell’Unione europea o Paesi convenzionati (è il caso del Regno Unito).
L’obiettivo del ministero sarebbe quello di offrire alle compagnie maggiore flessibilità commerciale e attrarre clientela premium direttamente nel centro di Milano, sfruttando la posizione strategica di Linate.
Sul tavolo c'è però un vincolo importante: l’aeroporto può gestire un massimo di 18 movimenti orari tra decolli e atterraggi. Poiché lo scalo è già molto congestionato, l’introduzione di voli a lungo raggio comporterebbe probabilmente la riduzione di alcune frequenze nazionali o europee.
Da non sottovalutare, infine, il fatto che la proposta andrebbe a pungolare sul vivo l'aeroporto di Milano Malpensa: se il progetto andasse a buon fine, quest'ultimo potrebbe perdere parte del proprio traffico più redditizio a vantaggio di Linate. Non a caso, le limitazioni sul city airport erano state introdotte proprio per favorire la crescita di Malpensa come hub internazionale, soprattutto dopo la crisi che aveva portato all'abbandono dello scalo da parte di Alitalia.
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[post_content] => Il primo semestre di easyJet fa i conti con il peso del rialzo del carburante - pari ad un aumento dei costi di 25 milioni di sterline - chiudendo il periodo in rosso per 552 milioni di sterline.
La compagnia indica prospettive "incerte" per l'intero esercizio, a causa del conflitto in Iran che continua a far lievitare i costi del jet fuel, e segnala anche un calo delle prenotazioni per l'alta stagione estiva.
L'allarme arriva mentre la situazione in Medio Oriente non smette di destabilizzare il settore aeronautico mondiale, che affronta rialzi dei prezzi del carburante di oltre l'80% dalla fine di febbraio, costringendo le compagnie aeree ad aumentare le tariffe, ridurre la capacità o assorbire la pressione sui margini a causa delle limitazioni al traffico nello stretto di Hormuz.
“La nostra strategia è chiara: attraverso una crescita disciplinata, un'accelerazione del rinnovamento della flotta e la continua espansione di easyJet Holidays, puntiamo a riprenderci dalle battute d'arresto legate al Medio Oriente”, ha dichiarato il ceo, Kenton Jarvis.
Proprio easyJet Holidays ha prodotto una crescita del fatturato del 30%, ma sul risultato complessivo ha inciso anche l’investimento legato al primo anno di attività negli aeroporti di Milano Linate e Roma Fiumicino «che ha registrato risultati in linea con le aspettative, equivalenti a un costo di investimento di 30 milioni di sterline».
Jarvis ha spiegato che l'hedging della compagnia sarà in grado di coprire i fabbisogni per l'estate e per il successivo inverno.
Le prenotazioni per il secondo semestre sono vendute al 58%, riflettendo un cambiamento nel comportamento dei consumatori, con i viaggiatori che prenotano più vicino alla data di partenza e optano per destinazioni più vicine a casa. Nello stesso periodo dell'anno scorso (aprile-settembre) le vendite erano al 77%.
Intanto, easyJet sta riposizionando la capacità verso rotte nazionali e urbane per rispondere alla minore domanda per le destinazioni del Mediterraneo orientale. Infine, sarà lanciato nel 2027 un programma fedeltà con l'obiettivo di rafforzare la fidelizzazione dei clienti.
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[post_content] => Ci sono anche le rotte da Delhi verso Milano e Roma tra quelle che subiranno una riduzione delle frequenze nell'operativo di Air India, che ha varato un sensibile ridimensionamento della programmazione proprio nel periodo di maggiore traffico, quello tra giugno e agosto.
La compagnia aerea cancellerà 140 voli a settimana, par a circa il 27% dell’operativo internazionale complessivo: «Questi cambiamenti mirano a migliorare la stabilità del network e a ridurre i disagi dell’ultimo minuto per i passeggeri» si legge in una nota.
Una decisione naturalmente scaturita dal contesto di mercato difficile, con i prezzi record del carburante e le limitazioni allo spazio aereo legati al conflitto in Iran.
I tagli riguarderanno i collegamenti aerei verso Nord America, Europa, Australia ed Asia, con un numero di frequenze inferiore su più mercati chiave: nel caso dell'Italia, sulla Delhi-Milano Malpensa i voli scenderanno da 5 a 4 alla settimana; sulla Delhi-Roma, invece, da 4 a 3 alla settimana.
Sempre in Europa, il vettore ridurrà le frequenze sulle rotte per Parigi (da 14 a 7 voli settimanali); Copenaghen (4 a 3 voli settimanali), Vienna (da 4 a 3 voli settimanali) e Zurigo (da 4 a 3 voli settimanali). Non ci saranno invece variazioni nei collegamenti verso Londra Heathrow. In Nord America, viene sospesa la rotta su Chicago, e diminuito l'impegno su diverse altre destinazioni, come pure verso il Sud-est asiatico e l'Estremo Oriente.
Esercizio 2025-26 in rosso
Intanto, a chiusura del bilancio relativo all'anno fiscale 2025-26, Air India ha registrato una perdita di 2,8 miliardi di dollari, come evidenziato dall'azionista Singapore Airlines. Si tratta del rosso più ingente da quando la compagnia è stata acquisita dal gruppo Tata, nel 2022.
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Niente più ombrelloni, lettini, bar e qualunque altra attività turistico-economica su 251 spiagge della Grecia, incluse molte tra le più frequentate del Paese.
Secondo quanto reso noto da un comunicato congiunto dei ministeri dell'economia e dell'ambiente, la misura restrittiva sarebbe volta a proteggere alcuni degli habitat naturali più delicati dal rischio overtourism.
Come riferito da Il Corriere.it, la Grecia prevedeva già una fortissima limitazione agli insediamenti - anche provvisori - sui suoi litorali ma con la norma varata la scorsa settimana il governo di centrodestra presieduto da Kyriakos Mitsotakis estende ulteriormente le protezioni ambientali. In pratica la nuova norma vieta il noleggio di ombrelloni, lettini, l'apertura di bar e taverne, l'installazione di impianti per la diffusione di musica e l'organizzazione di eventi, l'accesso al mare con veicoli a motore oltre alla costruzione di nuove strutture turistiche.
Tra le località più gettonate dai viaggiatori e interessate dal provvedimento c'è ad esempio Creta, dove il bando riguarderà le spiagge di Balos, Elafonissi, Falassarna e Gavdos. Nelle Cicladi invece via gli insediamenti balneari in 7 spiagge di Naxos, 11 tra Folegandros, Sikinos e Syros e in tutte le Piccole Cicladi. E ancora nel Dodecaneso a Karpatos (13 spiagge) Kalymnos e Astipalea (6). Passando dall'Egeo allo Ionio l'elenco delle spiagge da mantenere incontaminate comprende diverse località di Lefkada e Zante.
«Le modifiche - si legge nella nota dei ministeri dell'economia e dell'ambiente - mirano a tutelare efficacemente le spiagge che presentano un particolare valore estetico, geomorfologico o ecologico, nonché a preservare le tipologie di habitat e le specie di flora e fauna presenti su tali spiagge». In queste «è ora vietato concedere il semplice utilizzo, nonché qualsiasi altra azione che possa comprometterne la morfologia e l'integrità dal punto di vista delle funzioni ecologiche».
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