Espulsi
27 aprile 2015 16:28
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E' quanto emerge da una ricerca della Confesercenti sui dati camerali relativi al commercio e alla filiera turistica - alloggio, ristorazione e agenzie di viaggio. È una controtendenza netta. L'occupazione complessiva nei due settori cresce di 351.000 unità (+8,4%), ma il saldo positivo è interamente trainato dal lavoro dipendente, che aumenta di 528.000 addetti (+18%), mentre quello autonomo arretra del 14,1%.
L'indagine mostra come a pesare di più sul saldo negativo sia il commercio al dettaglio, che in sei anni perde 135.762 tra imprenditori, collaboratori e altri professionisti (-16,6%). In contrazione anche la ristorazione, con 45.523 autonomi in meno (-11,9%); stabili le agenzie di viaggio (-0,4%), mentre cresce l'alloggio: +3.766 indipendenti (+7,4%), un aumento - spiega l'associazione - legato all'affermarsi di forme di ospitalità diffusa, dalle case vacanza ai b&b.
Il calo degli indipendenti, spiega la Confesercenti, interessa tutto il territorio. In valore assoluto le riduzioni più consistenti si registrano in Lombardia (-25.098), Lazio (-22.963), Veneto (-17.792), Emilia-Romagna (-16.037) e Toscana (-15.309) mentre n termini percentuali, le flessioni più marcate sono nelle Marche (-25%), nel Lazio (-20,4%), in Veneto (-18%), Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna (entrambe intorno al -17%).
«Il dato segnala una tendenza che va contrastata - commenta il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi -, un tessuto diffuso di piccole imprese e lavoratori autonomi svolge una funzione economica essenziale: sostiene la densità produttiva dei territori, alimenta concorrenza e pluralismo dell'offerta, crea occupazione e circolazione locale del reddito. Il lavoro autonomo - spiega - si sta riducendo per l'effetto combinato di più fattori: pressione fiscale e amministrativa, costi energetici, esplosi dopo la pandemia, locazioni commerciali, difficoltà di accesso al credito, squilibri competitivi con grandi operatori e piattaforme digitali. Una somma di vincoli che rende sempre più difficile avviare, mantenere o trasferire un'attività».
L'associazione chiede «interventi macro, sui costi dell'energia per i piccoli e per riequilibrare la concorrenza e garantire il pluralismo. Sarebbero necessari però anche - conclude - sostegni agli investimenti privati e incentivi per il ricambio generazionale, che oggi è un punto critico per molte piccole imprese. Sono necessarie anche più tutele e strumenti di welfare, che per imprenditori e imprenditrici resta una questione lasciata alle proprie forze. Solo così tornare a mettersi in proprio potrà essere di nuovo una prospettiva sostenibile».
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[post_content] => L'economia italiana evidenzia nei primi mesi del 2026 una "confortante dinamicità", confermata dalla solida crescita del Pil e dei consumi, ma il prolungarsi della guerra in Medioriente ed i suoi effetti sull'energia rendono "più complessa la lettura del quadro congiunturale e degli sviluppi nel breve periodo", che al momento si notano solo su un aumento dell'inflazione. E' quanto emerge dalla congiuntura flash di Confcommercio.
Seppure con segnali d’indebolimento delle dinamiche occupazionali e con l’ormai strutturale fragilità dell’industria, arrivata a un punto di stallo, la domanda delle famiglie e il positivo andamento del turismo, sia italiano sia straniero, avevano generato importanti spunti di recupero che, in base alle stime dell'ufficio studi Confcommercio, si sarebbero tradotti in una crescita congiunturale del Pil nel primo trimestre del 2026 pari allo 0,3%.
I riflessi di queste moderate spinte al miglioramento, legati principalmente alle attività dei servizi, sembrano essere proseguiti anche ad aprile, mese in cui si stima una variazione del Pil dello 0,3% su marzo e dell’1,3% sullo stesso mese del 2025.
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Naturalmente quando c'è da esporsi Michael O'Leary, ceo di Ryanair, lo fa con un certo gusto. Quindi con una certa naturalità, ieri in una conferenza stampa di Dublino ha detto le sue sulla guerra.
Ha detto molte cose di minore interesse: che era disposto a rimpatriare i viaggiatori bloccati in Medio Oriente, ma che aveva pochi aerei disponibili e che, in ogni caso, «la priorità erano i suoi clienti in Giordania».
Ma ha sottolineato un aspetto molto interessante: «Pensa che questa guerra sarà di breve durata». In primo luogo, perché l'Iran non sarà in grado di sostenere i suoi attacchi contro gli Stati Uniti e i suoi alleati, e in secondo luogo, perché Donald Trump «ha una soglia di attenzione molto limitata e presto vorrà voltare pagina perché si annoierà di questa guerra». Ha aggiunto che i paesi del Golfo subiranno un certo danno alla loro immagine di destinazioni sicure.
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"È molto difficile arrivare negli Stati Uniti e la prima cosa che si vede è una coda interminabile", ha dichiarato al Financial Times. "Gli aeroporti del Paese devono essere in perfette condizioni", ha aggiunto, soprattutto perché il Paese si aspetta i Mondiali di calcio del 2026 e le Olimpiadi estive del 2028.
Secondo i dati ufficiali, il numero di turisti entrati negli Stati Uniti nei primi sette mesi di quest'anno è diminuito del 3,8%, considerando tutte le origini. I problemi sono particolarmente evidenti con Canada e Messico, i due Paesi confinanti.
Questo calo generalizzato dei viaggiatori è attribuito alle politiche sull'immigrazione di Donald Trump. Il numero di europei che si sono recati in Europa e hanno trascorso almeno una notte lo scorso aprile è diminuito fino al 17%. Fogel, d'altra parte, si concentra sulla caotica situazione al confine, piuttosto che sulla possibilità che i viaggiatori vengano espulsi dal Paese.
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[post_content] => Ryanair imporrà una multa di 500 euro ai passeggeri che si comportano in modo inappropriato sui propri voli e per questo motivo saranno espulsi dall'aereo.
Un portavoce della compagnia aerea low-cost ha osservato che la misura mira a "garantire che i nostri passeggeri e l'equipaggio viaggino in un ambiente confortevole e senza stress. È inaccettabile che subiscano inutili disagi a causa del comportamento di un passeggero indisciplinato".
Numeri record
Sebbene la compagnia affermi che si tratti di "incidenti isolati che si verificano in tutte le compagnie aeree", la verità è che lo stesso ceo di Ryanair, Michael O'Leary, ha recentemente ammesso che "stiamo riscontrando numeri record", in particolare a partire dalla scorsa estate.
Oltre alla sanzione pecuniaria, la compagnia irlandese continuerà a perseguire civilmente coloro che causano incidenti a bordo. "Ci auguriamo che il nostro approccio proattivo agisca da deterrente."
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Dopo aver raggiunto Città del Messico, pernottando nell’elegante e funzionale hotel Camino Real all’interno dell’aeroporto, si vola a Chihuahua, capoluogo dell’omonimo e semidesertico stato messicano, il più esteso del paese, confinante a nord est con gli Stati Uniti, da cui lo separa il Rio Bravo. Il territorio attirò l’attenzione dei colonizzatori spagnoli per la presenza di miniere di piombo, argento e oro. Per questo venne fondata una città che crebbe lentamente a causa della sua posizione isolata tra le montagne e solo nel 1709 prese il nome di Chihuahua, che significa “la città sul suolo sabbioso”.
Terra di lotte per l’indipendenza, la sua storia e quella dei martiri per la libertà è raccontata sulle pareti del municipio - nel bel centro storico - con gli affreschi potenti e colorati di tema sociale e politico che appartengono alla tradizione del Muralismo messicano di cui fu esponente il noto artista Diego Rivera - compagno di Frida Kahlo, Poco fuori Chihuahua si trova una comunità memnonita: cristiani anabattisti provenienti dal Canada - dal quale furono espulsi nel 1918 - e giunti in Messico perché l’allora presidente Álvaro Obregón cercava agricoltori, anche stranieri, purché rispettassero la religione locale. I memnoniti acquistarono la loro terra (8$ per ettaro su cui continuano a pagare le imposte) e la resero fertile. Oggi sono circa 60mila in una sorta di enclave: giunti alla quinta generazione, ogni famiglia ha più di 10 figli. Oltre alla loro religione, preservano anche lingua e tradizioni nord europee.
Dopo l’incontro con i memnoniti si torna a immergersi nel cuore del Messico risalendo le pendici boscose della Sierra Tarahumara per scoprire un’antica popolazione locale: i rarámuri o Tarahumara, ovvero “il popolo dai piedi adatti alla corsa” secondo la loro antica usanza. Oggi sono circa 60mila e vivono anche nella suggestiva Creel (2340m di altitudine), uno dei “Pueblo Mágicos” del Messico, ovvero una delle cittadine tradizionali del paese sostenute dalla segreteria del Turismo dal 2001. Dopo Chihuahua e i Memnoniti si vive un’esperienza nuova, camminando nella via centrale di Creel dove si viene trasportati nell’ambientazione di un film western. Non lontano da qui vivevano anche gli Apache. I viaggiatori più avventurosi potranno partecipare a un’escursione emozionante percorrendo la sierra a bordo di veloci dune-buggy per avvicinarsi alle belle formazioni rocciose del territorio; a Creel si trova anche l’interessante Museo Tarahumara di arte popolare. L’immersione nell’atmosfera locale è completata dal pernottamento nel Best Western The Lodge At Creel Hotel & Spa, un resort diffuso dove la struttura centrale è un grande ambiente in legno in stile montano, tra trofei di caccia, sedie in legno e una galleria di foto degli abitanti della zona. Al di fuori una serie di chalet di diverse dimensioni dove si trovano le camere.
Da Creel si raggiunge il parco avventura delle Barrancas del Cobre: un gruppo di sei canyon della Sierra Madre Occidentale. 65mila kmq di spazio scavati da sei fiumi. Più esteso e profondo del Grand Canyon del Colorado. Ambiente ricco di fascino da vivere appieno tra zip-line e ponti tibetani, ma anche attraversando il Canyon del Rame su una tranquilla funivia, da dove ammirare il panorama. L’esperienza è completata dal pernottamento nell’Hotel El Mirador, Balderrama Hotel Collection: in stile tradizionale a strapiombo sulla Barranca, è il luogo ideale da cui seguire il sorgere del sole, anche dalla propria camera in stile messicano. Con un grande raccolto di emozioni si raggiunge quindi la stazione di Divisadero, pronti a viaggiare verso la costa del Pacifico sullo storico treno El Chepe: 656km da percorrere in 6ore su una meraviglia ingegneristica.
(Chiara Ambrosioni)
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»Dopo il grande apprezzamento che l’iniziativa ha registrato nella prima tappa della kermesse, la Silent Disco si sposta in provincia di Savona – commenta il presidente ad interim della Regione Liguria Alessandro Piana – Eventi come questo sono una preziosa occasione di festa e socializzazione per tutti, cittadini e turisti, e danno modo di valorizzare ulteriormente la bellezza delle nostre città, borghi e paesi, sempre più attrattivi e ricchi di iniziative in grado di soddisfare ogni tipo di visitatore».
«Seconda tappa di Silent Disco, che nel primo appuntamento di Taggia ha ottenuto un grande successo con la partecipazione di tante persone grazie alla possibilità di scegliere in cuffia la musica preferita – dichiara l'assessore al turismo Augusto Sartori – Solo in Liguria si può partecipare ad eventi così in location meravigliose come le nostre«.
Le prossime Silent Disco sono in programma domenica 21 luglio a Chiavari, sul Lungomare Esuli italiani d'Istria Fiume e Dalmazia (dalle 22 all’1.30 di notte) e mercoledì’ 24 luglio a Porto Venere, in via Calata Doria (dalle 22 all’1 di notte).
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[post_content] => Grandi proteste a Malaga e a Cadice questo fine settimana contro il turismo di massa, soprattutto per le sue conseguenze sui prezzi delle case.
A Malaga i manifestanti hanno chiesto che la città fosse nuovamente abitabile, facendo riferimento ai prezzi degli affitti. La protesta era stata indetta dall'Unione Inquilini con il sostegno di altre organizzazioni. La protesta più comune è stata contro gli affitti brevi per le vacanze, che hanno un effetto sui prezzi delle case e colpiscono i quartieri.
La manifestazione, dallo slogan “Málaga per vivere, non per sopravvivere”, ha visto, secondo i dimostranti, circa 25.000 adesioni, mentre le forze dell’ordine spagnole hanno stimato circa 5.000 partecipanti.
Corteo
Il corteo arriva dopo tre mesi di incontri e processi di organizzazione, che hanno visto protagonisti cittadini, attivisti, e sindacati come il I manifestanti sono partiti da Plaza de la Merced e hanno simbolicamente girato attorno al centro storico “dal quale siamo stati espulsi” per poi entrarvici a fine manifestazione, in modo da sottolineare che Málaga “non è un parco tematico di attrazione” per turisti e speculazione.
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Confesercenti: 177.000 autonomi in meno in 6 anni nel commercio e turismo
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