25 August 2026

L’Egitto non demorde. El Kady: “Puntiamo comunque ad una crescita a due cifre”

Il prodotto, inossidabile e in evoluzione, i nuovi investimenti su alberghiero e infrastrutture. Su tutto, la fiducia degli operatori e i numeri, questi ultimi in particolare, che testimoniano quanto la destinazione Egitto continui a crescere, nonostante il quadro geopolitico nella regione che rimane complesso.

“La scorsa settimana (l’ultima di gennaio per chi legge, ndr) l’Egitto ha accolto oltre 200.000 turisti internazionali provenienti da 80 paesi diversi e di questi 8.000 erano italiani – afferma Amr El Kady, chairman dell’Egyptian Tourist Authority -. Non solo: nel periodo compreso fra ottobre e dicembre, i visitatori sono stati 3 milioni: viaggiatori che sono venuti in Egitto benché ci fosse una guerra in corso. E sì, c’è ancora una guerra – e non possiamo che augurarci che termini al più presto – ma l’Egitto è un paese forte: non permetteremo che questo conflitto arrivi nella nostra terra. Vogliamo la pace e il nostro ruolo, da sempre, è stato quello di negoziare per la pace”.

Chiuso il 2023 con “ben 14,9 milioni di arrivi, oltre quindi anche i livelli record del 2010 quanto erano stati 14,7” le previsioni 2024 lasciano comunque spazio alla fiducia: “E lo vediamo dai flussi attuali e dalla programmazione di tour operator e compagnie aeree, i cui operativi sono pienamente confermati per i prossimi mesi“. Certo, il tasso di crescita inizialmente previsto per quest’anno “deve tener conto di quanto sta accadendo e la crescita del +20% rispetto al 2023 è stata ridotta, ma sarà comunque un incremento a due cifre percentuali“.

Elevate le attese dal mercato Italia che lo scorso anno è stato il “quarto mercato più importante, con 850.000 arrivi, ma vogliamo che torni presto al primo posto. L’obiettivo è quello del milione di visitatori nel 2024“. E la capacità posti offerta dalle compagnie aeree sulle rotte Italia-Egitto “è ancora più elevata e tocca scali diversi. Questo è un segnale forte, evidentemente c’è un’enorme domanda sia dagli operatori sia dai viaggiatori”.

Nuovi investimenti. Cairo destinazione da city break

Parola d’ordine migliorare ed elevare la qualità dei servizi offerti, per essere ancora più attrattivi nei confronti di “target di turisti up-level. Vogliamo diversificare ulteriormente il nostro prodotto”. Si comincia dagli aeroporti, “oltre ai nuovi operativi come  lo Sphinx Airport, El Alamein, ci sarà l’ampliamento dell’aeroporto di Hurghada e una nuova gestione di quello del Cairo che punta ad un significativo up-grade dello scalo.

Numerose le iniziative per incentivare gli investimenti sulle strutture alberghiere, “per nuove aperture o ristrutturazioni, con uno stanziamento iniziale di 1,2 miliardi di dollari“. Cui si somma l’operazione che prevede il trasferimento degli uffici governativi nella nuova area della città del Cairo “già cominciata a giugno 2023, che vedrà trasformare le precedenti sedi situate in palazzi ed edifici storici in nuove realtà ricettive, boutique hotel, gallerie d’arte, ristoranti gourmet. Il tutto nel cuore della città vecchia del Cairo“. Iniziativa che mira a promuovere la capitale egiziana “come meta da city break e il primo riscontro dagli operatori è senza dubbio positivo”.

Una promozione che passa direttamente dal trade, con “co-marketing con i tour operatori, fam trip per agenti di viaggio, e-learning, press trip e incentivi alle compagnie aeree, nonché dalla partecipazione agli eventi fieristici in tutto il mondo, ben 44 quelli programmati”.

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