20 settembre 2023 13:27
La Slovenia fa degli incontri con il trade uno dei capisaldi della stagione autunnale alle porte. Si comincia dalla fiera di Rimini in ottobre, dove l’Ente sloveno per il turismo parteciperà con uno stand da 192 mq insieme a 24 tra aziende e operatori, albergatori, istituti termali, enti di promozione territoriale e singole attrazioni turistiche. In vetrina, dunque, la ricca proposta della destinazione che spazia dal turismo balneare a quello termale, dall’offerta per il turismo outdoor a quello esperienziale, con un approccio sempre green e sostenibile.
Focus, in particolare, sulla città di Lubiana, che già traguarda il mese di dicembre, quando le strade del centro si animeranno con le luci di Natale, curate ogni anno dall’architetto e designer Urban Modic. «L’idea è che lo stand sloveno possa regala un assaggio dell’atmosfera natalizia a Lubiana – spiega Aljoša Ota, direttore dell’Ente Sloveno per il Turismo in Italia – meta ideale per gli amanti dei mercatini e degli spettacoli di luce. Anche quest’anno ci aspettiamo molto dalla stagione invernale, che vedrà le strade della capitale riempirsi di vita, tra un tour in battello sulla Ljubljanica e un desiderio espresso sotto l’albero di Piazza Prešeren».
Quest’anno la destinazione beneficia anche di un nuovo collegamento aereo tra Milano e Trieste – che opera Ita Airways dall’inizio di settembre – «non solo per i turisti provenienti dal nord-ovest ma anche, se non soprattutto, per quanti arrivano dal resto d’Italia e d’Europa, che avranno in Milano uno scalo strategico per raggiungere Trieste e, da qui, la vicina Slovenia».
Appuntamento invece a Torino, nei mesi finali dell’anno, dove la Slovenia ospiterà un workshop b2b per creare nuove opportunità d’incontro e di business tra gli operatori incoming sloveni e quelli del territorio del capoluogo piemontese e dintorni.
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[post_content] => E' ancora Brasile per Tap Air Portugal che aggiunge al network la nuova rotta da Lisbona per São Luís - quindicesima città brasiliana servita da voli diretti - che sarà operativa dal 26 ottobre 2026. Due voli settimanali collegheranno direttamente l’Europa allo Stato del Maranhão attraverso l’hub della compagnia lusitana.
I voli saranno operati con Airbus A321Lr, con una configurazione di 16 posti in classe business e 155 in classe economy, sulla rotta Lisbona- São Luís-Fortaleza-Lisbona, con due frequenze settimanali.
“L’avvio della rotta Lisbona–São Luís rappresenta un ulteriore passo strategico nel rafforzamento della nostra rete di collegamenti tra Europa e Brasile. Stiamo ampliando la connettività del nostro hub di Lisbona con il Nord-Est del Brasile, creando nuove opportunità per il turismo, le attività economiche e lo scambio culturale tra Brasile e Portogallo,” ha dichiarato Mário Chaves, coo del vettore.
“Si tratta di un ulteriore significativo traguardo per il nostro settore turistico, in costante crescita. L’attivazione della rotta TAP contribuisce a ridurre le distanze tra l’Europa e lo Stato del Maranhão, rafforzandone la proiezione internazionale e valorizzando il patrimonio culturale, gastronomico, storico e naturalistico del territorio. È certo che il collegamento genererà ulteriori ricadute positive sul turismo e sull’economia dello Stato,” ha dichiarato il governatore Carlos Brandão.
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[post_content] => Prende il via la valorizzazione e la riqualificazione dell’aeroporto Giuseppe Ciuffelli di Rieti, in preparazione dei Mondiali di volo a vela che la città ospiterà nell’agosto 2027. L’evento, già tenutosi a Rieti nelle edizioni 1985 e 2008, conferma il ruolo del territorio come riferimento per questa disciplina e diventa il perno di un piano di rilancio dell’infrastruttura aeroportuale.
Per arrivare pronti all’appuntamento del 2027 e rafforzare la funzione dello scalo, Enac, attraverso la società in house Enac Servizi Aeroporti, ha programmato una serie di interventi per una spesa complessiva di circa 13 milioni di euro. L’obiettivo dichiarato è far assumere all’aeroporto un ruolo più rilevante nella mobilità regionale, puntando su efficienza operativa e innovazione tecnologica.
Il Ciuffelli è indicato tra le priorità del progetto Regional Air Mobility - RAM, lanciato da Enac ed Enac Servizi Aeroporti per rispondere alla sfida della mobilità aerea regionale con collegamenti a corto raggio in grado di connettere i territori in modo capillare. Il modello prevede la costruzione di collegamenti di linea strategici tra city-pair, con una rete che mira a trasformare gli scali locali in centri d’opportunità e a integrarli con gli altri sistemi di trasporto, in un’ottica di intermodalità, flessibilità e innovazione.
La presentazione del progetto è avvenuta nel corso di una conferenza stampa di ieri con la partecipazione di Daniele Sinibaldi, sindaco di Rieti, Marco Trombetti, amministratore unico di Enac Servizi Aeroporti, Manuela Rinaldi, assessore Lavori pubblici, politiche di ricostruzione, viabilità e infrastrutture della regione Lazio, Pierluigi Di Palma, presidente Enac, l’on. Paolo Trancassini, questore della Camera dei deputati, e l’on. Salvatore Deidda, presidente della IX commissione trasporti della Camera dei deputati.
Nel corso della conferenza, è stata raccontata la visione alla base del progetto, in cui gli aeroporti superano la definizione di non luoghi per diventare hub di servizi: il nuovo modello di gestione promosso da Enac indica per gli scali minori un’evoluzione verso poli multifunzionali, capaci di ospitare attività e funzioni diverse, dagli spazi per uffici e coworking alle sale convegni, fino ai servizi di ristorazione e accoglienza, con l’intento di rendere l’aeroporto un punto di riferimento per il territorio, integrando accoglienza e impresa e valorizzando il tessuto locale in chiave innovativa.
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[post_content] => Si svolgerà alla Spezia dal 20 al 22 marzo la prima edizione di ‘VELARÌA – Scalo alla Spezia” il Festival Marittimo Internazionale. Il Molo Italia ospiterà un’inedita festa del mare, dove protagonisti saranno i grandi velieri storici e le tradizioni, che da sempre raccontano lo spirito della gente di mare e dove tutti, con particolare attenzione ai giovani, potranno fare della Storia del Mediterraneo un’intensa esperienza culturale ed emotiva condivisa.
L’evento, frutto dell’accordo tra il comune della Spezia e le città di Sète in Francia e Castellón de la Plana in Spagna, sedi dei celebri festival Escale à Sète ed Escala a Castelló, che si terranno, rispettivamente, dal 31 marzo al 6 aprile in Francia e dal 9 al 13 aprile in Spagna, nasce per custodire e tramandare un patrimonio condiviso, trasformando per tre giorni la città della Spezia in un approdo di storie, incontri e identità comuni.
La Spezia, già leader in Italia nel settore della Blue economy, con Velarìa diventa anche il primo scalo de ‘La Via Mediterranea’, un progetto inedito che prevede la traversata delle più belle navi al mondo e che unirà strategicamente i tre Festival in Italia, Francia e Spagna. Un’occasione eccezionale nel sud dell’Europa, che ogni due anni permetterà a tutte le generazioni di navigare a bordo di leggendari grandi velieri.
«Un grande evento che prenderà il via alla Spezia e che unisce Italia, Francia e Spagna lungo le rotte del Mediterraneo, trasformando il mare in uno spazio di incontro e di relazioni - dichiara il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini - La Via Mediterranea non è solo un collegamento tra manifestazioni internazionali, ma un vero e proprio ponte tra popoli e comunità, fondato su radici comuni, scambi culturali e apertura. In questo percorso, La Spezia porta con sé la propria identità: una città dalle solide radici culturali legate al mare, che ha fatto del design e dell’innovazione il motore del proprio sviluppo, fino a essere riconosciuta come Città Creativa Unesco per il Design. Per noi, il mare è cultura, lavoro e futuro: l’Economia del Mare rappresenta un pilastro strategico per il territorio e un’opportunità concreta per le nuove generazioni».
«La Spezia si conferma ormai un punto di riferimento in Europa per il turismo e per tutte le attività legate al mare. Non è un caso che la prima tappa di questa prestigiosa iniziativa internazionale sia proprio la nostra città: un riconoscimento importante che testimonia il lavoro svolto in questi anni per valorizzare la nostra identità marittima – afferma Maria Grazia Frijia, assessore al turismo e alla promozione della città - La Spezia è oggi pienamente pronta a ospitare eventi di questa portata, veri e propri acceleratori di sviluppo e straordinarie vetrine internazionali che contribuiscono a rafforzare la nostra attrattività e a generare nuove opportunità per il turismo e per l’intero territorio».
I grandi protagonisti dell’evento saranno i velieri storici e le navi a vela della Marina Militare che rappresentano l’anima più autentica della tradizione marittima e della grande cultura navale del Mediterraneo. A Velarìa, ormeggiate al Molo Italia, queste straordinarie imbarcazioni non saranno solo ammirate ma vissute: apriranno i boccaporti al pubblico offrendo un’esperienza immersiva fatta di visite guidate, rievocazioni di antiche pratiche marinare e, in alcune occasioni, talk e conferenze.
Tra quelle già confermate il Santa Maria Manuela (67,4 metri), storico veliero portoghese varato nel 1937 e oggi restaurato e restituito alla navigazione come ambasciatore della cultura del mare, che ritorna alla Spezia dopo aver ospitato la conferenza stampa delle celebrazioni del Centenario del Palio del Golfo ed essere stato il set per il trailer dell’album Mediterraneo di Bresh, cantante genovese. Con lei Phoenix (34 metri), un grande veliero che fu costruito come nave cargo a vela nel 1929, in Danimarca, e battente bandiera dei Paesi Bassi. Phoenix è una nave conosciuta anche sul grande schermo come set di importanti film, molti dei quali in costume. Approderanno alla Spezia poi Vera Cruz (23,8 metri), Caravella portoghese dalla forma storica ispirata alle imbarcazioni del XV secolo; La Grace (23,8 metri), Brigantino ispirato alla stessa imbarcazione del XVIII secolo, che batte bandiera della Repubblica Ceca; Nao Victoria (26 metri), Veliero battente bandiera spagnola e fedele replica della nave di Ferdinando Magellano, simbolo della prima circumnavigazione del globo e Pascual Flores (34,14 metri), storico Veliero da trasporto costruito nel 1917 e battente bandiera spagnola.
Attorno alle imbarcazioni prenderà vita il Villaggio di Velarìa, uno spazio festoso e scenografico dove la tradizione enogastronomica locale, la musica folkloristica ligure e le attività per famiglie e bambini coinvolgeranno il pubblico presente.
Saranno molte le iniziative immersive ma anche inclusive a tenersi nella tre giorni del Festival. Tra quelle in programma, la Lega Navale Italiana – Sezione della Spezia, in collaborazione con la Sezione Velica della Marina Militare, rinnova il proprio impegno, anche in questo evento, per una nautica davvero aperta a tutti, offrendo a persone con disabilità e non l’opportunità di vivere un’esperienza unica a bordo delle imbarcazioni Hansa 303.
Come anticipato, Velarìa è anche un evento che guarda con particolare attenzione ai giovani. Proprio con questo obiettivo è già stata attivata la collaborazione con il Campus Universitario della Spezia, coordinato da Promostudi La Spezia. Gli studenti dei corsi di laurea in Design Navale e Nautico, Ingegneria Nautica, Yacht Design e Design del Prodotto Nautico e i membri del Revel Sailing Team parteciperanno a Velarìa – Scalo alla Spezia prendendo parte attivamente alle diverse fasi della manifestazione.
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[post_content] => A pochi giorni dall’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina l'aeroporto di Malpensa, tra atleti e staff tecnico, ha già accolto circa 1.400 persone fra atleti e staff, con 2.800 bagagli da stiva, 1.400 attrezzature sportive e 1.600 bagagli fuori misura (tra cui mazze da hockey, scarponi, pattini, biciclette e casse contenenti cibo e medicinali). Le delegazioni rappresentate sono 77, con i gruppi più numerosi provenienti da Stati Uniti (350), Corea (100), Giappone (50) e Finlandia (50).
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Il Terminal 1, recentemente riqualificato, è stato attrezzato per gestire l’elevato afflusso di passeggeri e la movimentazione di materiali speciali. A supporto delle operazioni sono impegnati 200 volontari Sea al giorno che, insieme all’intero staff operativo dello scalo, accolgono gli atleti e assistono i rispettivi team. Per garantire efficienza e rapidità nelle operazioni, vengono utilizzati 300 carrelli speciali dedicati al trasporto di attrezzature sportive e materiali tecnici.
Milano Malpensa non rappresenta soltanto un punto di arrivo, ma il primo contatto con l’Italia per atleti e delegazioni: nello scalo vengono infatti ritirati i pass ufficiali, effettuate le verifiche sugli equipaggiamenti e coordinata la logistica in vista del trasferimento verso i villaggi olimpici e le sedi di gara.
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Milano Malpensa diventa anche polo di comunicazione dei Giochi grazie all’Mxp Media Lab, un progetto di Sea in collaborazione con Università Iulm e Unimi, che coinvolge un team dedicato di nove studenti che supportano l’area comunicazione di Sea nella produzione di contenuti editoriali (fotografici e video) per raccontare l’avventura e le emozioni legate Milano Cortina 2026.
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[post_content] => Qantas e Japan Airlines hanno firmato un protocollo d'intesa volto a organizzare la transizione di Jetstar Japan verso una struttura “guidata da capitali giapponesi”. Il progetto prevede che Qantas venda l'intera partecipazione del 33,32% nella compagnia, con l'accordo definitivo previsto per luglio 2026 e il completamento della transizione per giugno 2027.
Il gruppo australiano sottolinea che “non ci saranno cambiamenti” nell'azionariato né nella governance di Jetstar Japan fino a quando l'accordo definitivo non sarà stato firmato e l'operazione non sarà stata completata. Secondo i due gruppi, questa sequenza dovrebbe consentire un'uscita ordinata di Qantas, fornendo al contempo alla compagnia low cost i mezzi per affrontare una nuova fase di sviluppo sul mercato nazionale e regionale.
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Questo traguardo si fonda sulla collaborazione strategica avviata nel 2024 tra Relais & Châteaux e l’Unesco. I progetti riuniscono chef di fama mondiale e siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio mondiale, riserve della biosfera, geoparchi globali e patrimonio culturale immateriale. Ciascuna delle quattro dimore Relais & Châteaux (il Fyn Restaurant in Sudafrica, Maison Pic in Francia, Eleven Madison Park negli Stati Uniti e L’Effervescence in Giappone) si impegna a rafforzare il proprio contributo nella tutela della biodiversità e nell’azione per il clima, supportando le comunità locali e coinvolgendo un ampio pubblico nell’adozione di pratiche e comportamenti sostenibili, in linea con i 12 impegni di Relais & Châteaux e il mandato dell’Unesco.
Un progetto in divenire
All’origine di questa iniziativa c’è Mauro Colagreco, vicepresidente, chef di Relais & Châteaux e proprietario del ristorante Mirazur a Mentone. Nominato ambasciatore di buona volontà dall’Unesco per il suo impegno a favore della biodiversità nel 2022, Mauro Colagreco ha infuso nelle sue creazioni culinarie una profonda consapevolezza ambientale, che orienta e guida il suo lavoro.
«In qualità di ambasciatore di buona volontà per la biodiversità dell’Unesco, negli ultimi tre anni mi sono dedicato a promuovere la biodiversità e a ispirare il maggior numero possibile di persone a unirsi a questa missione collettiva. Nel mio ruolo di vicepresidente chef di Relais & Châteaux, ho l’onore di collaborare con una rete di chef di oltre 800 ristoranti in 580 dimore e 65 Paesi per plasmare il futuro della gastronomia e il suo legame fondamentale con la natura. Credo che la cucina abbia il potere di trasformare il mondo. Non solo creando sapori, ma vivendo insieme: passando il tempo con gli altri, cucinando l’uno accanto all’altro e dando vita a momenti memorabili. Significa creare ricordi, tramandare ricette, conoscenze e savoir-faire di generazione in generazione. Ma, soprattutto, significa ripensare i sistemi alimentari per promuovere la vita e l’armonia. Tale visione prende vita grazie ai quattro progetti pilota: dalla tutela delle specie autoctone in Africa e la pesca sostenibile in Asia, alla salvaguardia del savoir-faire culinario in Europa e all’educazione alimentare incentrata sulla comunità in Nord America. Ciascuno dimostra come la gastronomia possa proteggere attivamente gli ecosistemi» afferma Mauro Colagreco.
«Questi quattro progetti rappresentano la prima espressione concreta della nostra collaborazione con l'Unesco. Onorando ingredienti autoctoni e dimenticati, preservando il patrimonio culturale e il savoir-faire, promuovendo l’educazione alimentare e sostenendo l’approvvigionamento sostenibile, questi chef rinomati di Relais & Châteaux incarnano i nostri impegni per una sostenibilità in armonia con il pianeta» aggiunge Laurent Gardinier, presidente di Relais & Châteaux.
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[post_content] => Non più una parola d’ordine, ma una strategia industriale che tiene insieme impresa, territorio e capitale umano. È questo il messaggio emerso dal convegno “Sostenibilità condivisa: l’ospitalità che restituisce valore al territorio”, ospitato il 3 febbraio a Palazzo di Varignana, modello di hospitality integrata sui colli bolognesi.
Un appuntamento, organizzato in collaborazione con Travel Hashatag Advisory, che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo accademico per riflettere sulla sostenibilità come leva economica e competitiva per il turismo. «Migliorare il territorio e lasciare un’eredità al futuro significa generare impatto economico, ma anche sociale e ambientale», ha spiegato Carlo Gherardi, founder di Palazzo di Varignana, richiamando la necessità di politiche di previsione e cura del paesaggio in un contesto climatico sempre più instabile.
Un approccio condiviso anche dalle amministrazioni locali. Per Francesca Marchetti, sindaca di Castel San Pietro Terme, «Palazzo di Varignana ha una rilevanza che va oltre i confini comunali» ed è un esempio concreto di come la sostenibilità, nelle politiche pubbliche, richieda «azioni integrate, non limitate alla sola dimensione ambientale».
Al centro del confronto il rapporto tra agricoltura e ospitalità, inteso come filiera produttiva e culturale. «La produzione responsabile è il primo gesto di accoglienza», ha sottolineato Chiara Del Vecchio, AD delle aziende agricole del gruppo, illustrando il progetto Agrivar come strumento di valorizzazione territoriale e coinvolgimento diretto degli ospiti. Un modello circolare che si sviluppa su 700 ettari, con 265 ettari di uliveti – il più grande della regione – e una produzione a km zero che alimenta i cinque ristoranti del resort, trasformando l’agricoltura in esperienza turistica ed economia reale.
Dal fronte istituzionale, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha evidenziato come «il binomio agricoltura e turismo abbia una potenzialità altissima e ancora inespressa», sottolineando il ruolo crescente della dop economy nella costruzione di nuove destinazioni. «Non esiste sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale», ha aggiunto, richiamando la formazione manageriale come pilastro per la competitività del settore. Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.
A proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”.
La riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.
Ampio spazio anche al tema del benessere come fattore di sviluppo. «Non esiste sostenibilità del territorio senza sostenibilità umana», ha ricordato Annamaria Acquaviva, direttrice scientifica del resort, presentando gli Health & Wellness Retreats basati sul Metodo Acquaviva. Un approccio integrato che unisce nutrizione funzionale, movimento, riposo e gestione dello stress. Un cambio di paradigma necessario anche sul piano narrativo, secondo Cinzia Galletto, giornalista esperta di turismo del benessere: «Serve un’identità coerente: una vacanza di benessere ha valore solo se genera una trasformazione autentica». Concetto rafforzato da Maria Letizia Petroni (Unibo): «Un ambiente tutelato significa migliori condizioni di salute non solo per il turista, ma anche per chi lavora e vive quei territori».
Il tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.
A rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 45 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive, confermando – come sottolineato anche da Andrea Guizzardi, presidente Clust-ER Turismo – che «il turismo è l’industria che garantisce la ricaduta più duratura sui territori», soprattutto quando pubblico e privato lavorano in modo interconnesso per destagionalizzare e distribuire i flussi.
Una visione che trova riscontro anche nel percorso di Palazzo di Varignana, recentemente certificato Green Key e UNI/PdR 125. «Per noi le certificazioni non sono un punto di arrivo, ma uno strumento», ha concluso Cecilia Bortolotti, Corporate Communications & Sustainability Manager. «La sostenibilità è un patto tra visione imprenditoriale e persone: solo così può tradursi in azioni concrete e lasciare un’impronta positiva e duratura sul territorio».
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[post_content] => Ancora un balzo in avanti per gli arrivi dall'Italia in Slovenia: a dicembre 2025 oltre un turista straniero su quattro è giunto dal nostro Paese e cioè il 26,55% dei visitatori internazionali.
Il risultato di dicembre si inserisce in un 2025 da record per il turismo sloveno, secondo i dati diffusi da Lubiana tramite il nuovo sistema di monitoraggio statistico NiST: nell’anno si registrano quasi 7 milioni di arrivi e oltre 17,8 milioni di pernottamenti, con una crescita di circa +6% su base annua per entrambe le metriche. Il turismo domestico resta sostanzialmente stabile (4,5 milioni di pernottamenti, circa un quarto del totale), mentre è la componente internazionale a trainare: +8% e 13,4 milioni di presenze, con la Germania primo mercato, oltre 2 milioni di notti.
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«Il 2025 è stato un anno importante per il turismo in Slovenia, il migliore mai registrato - ha commentato Aljoša Ota, direttore dell’Ente sloveno per il turismo in Italia – In particolare, per quanto riguarda gli arrivi dall’Italia osserviamo un salto in avanti netto, indice di un interesse in crescita nei confronti di una destinazione sempre più all’altezza delle aspettative degli ospiti italiani».
Casa Slovena
L’apertura di Casa Slovena - nel cuore di Cortina, a pochi passi dalla fan zone ufficiale - si inserisce in un momento di grande fiducia per il movimento sportivo sloveno, che guarda alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 con una rosa di atleti dal potenziale concreto di medaglia.
«I Giochi non saranno più così vicini alla Slovenia per molto tempo - sottolinea Ota - perciò ci aspettiamo tanti tifosi e vogliamo stupire i visitatori stranieri con la nostra energia, le nostre storie e la bellezza del Paese».
Casa Slovena resterà aperta ogni giorno dalle 9 a mezzanotte, nel Janbo Bar di Cortina, e diventerà il centro delle celebrazioni anche per gli atleti, medagliati o no, che saranno accolti dopo le gare disputate tra le varie località olimpiche delle Dolomiti. Per le gare disputate nelle sedi olimpiche più lontane, ci saranno degli speciali Slovenia Point allestiti in ciascuna località.
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Le previsioni per il prossimo trimestre
Per il secondo trimestre 2026, Disney si aspetta che la divisione Streaming — comprende Disney+ e Hulu — registrerà 500 milioni di dollari di utile operativo, in aumento di circa 200 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La divisione Experiences, invece, dovrebbe registrare una crescita "modestaùà" dell’utile operativo, a causa delle difficoltà legate alla domanda internazionale nei parchi Usa, oltre ai costi di pre-lancio di una nuova nave da crociera Disney e ai costi di pre-apertura di "World of Frozen" a Disneyland Paris.
Sullo sfondo della trimestrale, la questione della successione dell’amministratore delegato Bob Iger. Il consiglio di amministrazione di Disney si riunirà questa settimana ed è atteso un voto sul successore di Iger, come riporta Cnbc. La società aveva già indicato che l’annuncio sarebbe arrivato nel primo trimestre dell’anno. Due dei principali collaboratori di Iger — Josh D’Amaro, presidente di Disney Experiences e Dana Walden, co-presidente di Disney Entertainment — sembrerebbero i favoriti nella corsa alla successione.
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Un approccio integrato che unisce nutrizione funzionale, movimento, riposo e gestione dello stress. Un cambio di paradigma necessario anche sul piano narrativo, secondo Cinzia Galletto, giornalista esperta di turismo del benessere: «Serve un’identità coerente: una vacanza di benessere ha valore solo se genera una trasformazione autentica». Concetto rafforzato da Maria Letizia Petroni (Unibo): «Un ambiente tutelato significa migliori condizioni di salute non solo per il turista, ma anche per chi lavora e vive quei territori».\r\n\r\nIl tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.\r\n\r\nA rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. 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Il turismo domestico resta sostanzialmente stabile (4,5 milioni di pernottamenti, circa un quarto del totale), mentre è la componente internazionale a trainare: +8% e 13,4 milioni di presenze, con la Germania primo mercato, oltre 2 milioni di notti.\r\n\r\nIn questo quadro l’Italia, con un totale di 566.503 arrivi (pari al 10,35% del totale estero, +8,36% sul 2024) e 1.186.432 pernottamenti (8,9% del totale estero, +8,1% sul 2024), si impone nuovamente come secondo mercato, alle spalle dei tedeschi. Oltre il milione di pernottamenti anche l’Austria, terzo mercato di riferimento, seguita giù dal podio da Croazia, Cechia e Paesi Bassi.\r\n\r\n«Il 2025 è stato un anno importante per il turismo in Slovenia, il migliore mai registrato - ha commentato Aljoša Ota, direttore dell’Ente sloveno per il turismo in Italia – In particolare, per quanto riguarda gli arrivi dall’Italia osserviamo un salto in avanti netto, indice di un interesse in crescita nei confronti di una destinazione sempre più all’altezza delle aspettative degli ospiti italiani».\r\nCasa Slovena\r\nL’apertura di Casa Slovena - nel cuore di Cortina, a pochi passi dalla fan zone ufficiale - si inserisce in un momento di grande fiducia per il movimento sportivo sloveno, che guarda alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 con una rosa di atleti dal potenziale concreto di medaglia.\r\n\r\n«I Giochi non saranno più così vicini alla Slovenia per molto tempo - sottolinea Ota - perciò ci aspettiamo tanti tifosi e vogliamo stupire i visitatori stranieri con la nostra energia, le nostre storie e la bellezza del Paese».\r\n\r\nCasa Slovena resterà aperta ogni giorno dalle 9 a mezzanotte, nel Janbo Bar di Cortina, e diventerà il centro delle celebrazioni anche per gli atleti, medagliati o no, che saranno accolti dopo le gare disputate tra le varie località olimpiche delle Dolomiti. 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