3 novembre 2020 09:45
Islanda, Argentina, Kazakistan, Colombia e Turks e Caicos sono le ultime destinazioni ad aver adottato il ‘Safe Travels’ del World Travel & Tourism Council, lanciato all’inizio di quest’anno.
Nell’intento di incentivare il ritorno della fiducia nei viaggiatori e rilanciare il settore turistico, il marchio viene ora utilizzato da oltre 145 destinazioni, tra le quali Porto Rico, Filippine, Portogallo, Turchia e Maldive. Il timbro consente ai viaggiatori di identificare quali destinazioni in tutto il mondo hanno adottato protocolli sanitari e igienici globali standardizzati, in modo che possano veramente affrontare “viaggi sicuri”. L’iniziativa del Wttc ha ricevuto anche il sostegno dell’Unwto.
“Siamo soddisfatti del successo del nostro marchio Safe Travels – ha dichiarato Gloria Guevara, presidente e ceo del Wttc -. Più di 145 destinazioni oggi utilizzano il timbro, e stanno lavorando insieme per aiutare a ricostruire la fiducia dei consumatori in tutto il mondo. Il coordinamento globale è più importante che mai sulla strada della ripresa. Il successo del marchio mostra la sua importanza sia per le destinazioni, ma anche per i viaggiatori e per i 330 milioni di persone in tutto il mondo che lavorano e dipendono dall’industria turistica”.
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SiVola, travel tech company italiana leader nel mercato dei viaggi di gruppo, ha chiuso l'esercizio 2025 con ricavi pari a 69 milioni di euro, in crescita del 40,8% rispetto all'anno precedente. L'azienda ha registrato un ebitda di circa 2,3 milioni di euro e circa 2.000 partenze per un totale di quasi 80.000 passeggeri dal primo viaggio venduto, 25.000 dei quali hanno viaggiato con l'azienda solo nel 2025.
Dopo gli ottimi risultati del 2024, anno in cui è partito anche il percorso di internazionalizzazione sul mercato spagnolo, SiVola consolida il proprio posizionamento confermandosi in utile dal suo primo anno di attività e crescendo fino ad oggi autofinanziandosi. Con 42 nazioni a catalogo e 161 itinerari attivi, SiVola ha raddoppiato i ricavi e i clienti ogni anno dall'avvio delle attività.
"Nonostante le incertezze di scenario, siamo estremamente soddisfatti dei risultati raggiunti che confermano non solo la solidità di un'azienda che cresce anno dopo anno a ritmi costanti, ma anche la fiducia dei nostri viaggiatori, della nostra community - commenta Sergio De Luca, ceo di SiVola - Stiamo raggiungendo traguardi importanti grazie al lavoro di tutta la squadra e alla cura che mettiamo nella selezione di itinerari ed esperienze, rivoluzionando i canoni del turismo tradizionale e promuovendo un modo di viaggiare sempre più consapevole".
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[post_content] => «Il Fair Travel Promise non verrà più applicato alle prenotazioni effettuate a partire dal 10 giugno»: Volotea torna sui suoi passi ed elimina l'iniziativa che aveva suscitato perplessità da parte dell'Antitrust italiano (era stata aperta un'istruttoria).
La misura temporanea prevedeva prevedeva un meccanismo di adeguamento del prezzo del biglietto aereo, al rialzo o al ribasso, in base all’andamento del prezzo del Brent. Sette giorni prima della data di partenza programmata, la compagnia comunica al consumatore un supplemento da pagare per poter usufruire del biglietto già acquistato, quantificato tra un minimo di 6 ed un massimo di 14 euro per passeggero e per tratta, in base all’ultimo dato disponibile sul costo del Brent.
Un'idea semplice
Il consumatore può modificare il volo, senza addebito di penali, oppure cancellare il viaggio e ottenere un rimborso di pari valore in forma di crediti Volotea. Il mancato pagamento dell’adeguamento, invece, comporta la cancellazione della prenotazione senza diritto al rimborso.
«Il Fair Travel Promise è nato da un'idea semplice: garantire ai clienti un prezzo equo del carburante, senza un solo euro in più, mantenendo al contempo le tariffe il più accessibili possibile - ha commentato Valeria Rebasti, international market director del vettore -. Sebbene le sfide che il settore dell'aviazione deve affrontare siano cambiate, il nostro impegno nei confronti dei clienti rimane immutato. Volotea continuerà ad assorbire gli aumenti del prezzo del carburante e ad offrire flessibilità illimitata su ogni biglietto senza alcun costo aggiuntivo».
Volotea conferma inoltre in una nota che, fino al termine della stagione estiva, non sono previste cancellazioni di voli.
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[post_content] => Aer Lingus ha inaugurato la nuova rotta da Dublino a Pittsburgh, ventiquattresima destinazione in Nord America. Il nuovo collegamento, con quattro voli settimanali, si basa sulla partnership della compagnia aerea con i Pittsburgh Steelers, una delle franchigie di football americano più prestigiose degli Stati Uniti.
Operato con un Airbus A321neoLr, il volo per Pittsburgh offre collegamenti senza interruzioni dalla Pennsylvania occidentale a città quali Parigi, Roma, Ginevra, Amsterdam, Manchester e Londra-Heathrow. I voli operano il lunedì, il mercoledì, il venerdì e la domenica.
La rotta porta a 24 il numero di collegamenti nordamericani di Aer Lingus dall’Irlanda, sostenendo la strategia dell’hub di Dublino e rafforzando la connettività tra Nord America, Irlanda, Regno Unito ed Europa.
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Grande successo per il mega fam trip in Montenegro per agenti e operatori italiani, organizzato da Travel Open Day in collaborazione con il ministero del turismo e l’ente nazionale di turismo del Montenegro, e con la partecipazione di Aiav che ha celebrato i 25 anni dell'associazione, che ha svolto durante l'evento il suo Congresso. L’iniziativa, che ha coinvolto 45 agenti di viaggio e sei giornalisti del settore, mirava a rafforzare la conoscenza della destinazione sul mercato italiano e favorire il dialogo diretto tra operatori italiani e stakeholder locali.
Dopo due giorni di escursioni che hanno portato i partecipanti dalla costa alle aree montane, e da città medievali all'ex capitale Cetinje, i momenti centrali del programma sono stati un workshop al quale erano presenti dodici operatori montenegrini e l’incontro con il ministro del turismo Simonida Kordić e Ana Tripković Marković, direttrice dell’ente nazionale del turismo.
Illustrando strategie e opportunità di collaborazione con il trade italiano, il ministro ha sottolineato il ruolo dell’Italia come «una fonte di domanda particolarmente rilevante per il Montenegro».
Le risorse del Paese
«Oggi il nostro Paese possiede tutte le caratteristiche richieste dal viaggiatore internazionale - ha proseguito Kordić -. Offriamo autenticità, stile di vita mediterraneo, natura incontaminata ed esperienze che vanno ben oltre il tradizionale prodotto sole-mare-spiaggia». Per il ministro, il congresso con gli operatori italiani ha rappresentato «un investimento nel futuro dello sviluppo turistico del Montenegro, grazie al contatto diretto con professionisti che raggiungono milioni di viaggiatori italiani».
Tra i fattori chiave di crescita dei flussi dall'Italia figura il potenziamento dei collegamenti aerei. «Ai voli diretti da Roma e Milano si sono aggiunte nuove connessioni da Catania e presto da Bari, rendendo il Montenegro ancora più accessibile». L’obiettivo, ha spiegato, non è solo aumentare gli arrivi ma «rafforzare la nostra presenza in un mercato dal grande potenziale e sviluppare prodotti turistici di qualità durante tutto l’anno».
Guardando al futuro, Kordić ha auspicato una maggiore integrazione regionale: «Vorremmo che i Paesi dello Spazio Economico Europeo dell’Europa sud-orientale diventassero un’unica regione turistica per i mercati a lungo raggio, nello spirito del principio "il tuo ospite è il mio ospite".
Anche il futuro ingresso nell’Unione europea viene visto come un passaggio strategico: «L’eliminazione delle frontiere, una maggiore credibilità internazionale e l’accesso ai fondi europei ci permetteranno di migliorare infrastrutture e accessibilità preservando autenticità e qualità. Non vogliamo solo turismo di lusso, ma soprattutto turismo di qualità».
Ana Tripković Marković ha evidenziato il peso del turismo nell’economia nazionale, dove rappresenta circa il 30% del Pil. Nei primi quattro mesi di quest'anno il Montenegro ha registrato una crescita del 12% degli arrivi e del 25% dei pernottamenti. «Siamo un piccolo Paese che offre qualcosa per tutti, dai resort di lusso a strutture familiari che permettono di vivere esperienze autentiche nelle aree rurali», ha aggiunto, ricordando che in sole tre ore si attraversa un territorio che racchiude cinque parchi nazionali, cinque stazioni sciistiche e due differenti zone climatiche. «Siamo il segreto meglio custodito d’Europa. La sfida ora è abbinare il turista giusto all’esperienza giusta».
L’educational ha rappresentato anche l’occasione per celebrare un traguardo importante nella storia dell'Aiav: “Oggi abbiano oltre 2.300 aderenti e siamo l’associazione di categoria con il maggior numero di agenti di viaggio iscritti,- ha spiegato Daniele Fiorini, direttore generale dell'associazione. - Con questo Congresso in Montenegro stiamo celebrando i 25 anni della nostra fondazione".
(Pamela McCourt Francescone)
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[post_content] => Uno strumento di lavoro concreto a supporto del trade: è il Get Facts. Get Going. lanciato da Brand Usa per fornire ai propri partner di settore risorse pronte all’uso per aiutare i viaggiatori a organizzare con sicurezza i propri viaggi negli Usa.
Pensato per tour operator, travel advisor, compagnie aeree, destination marketer, business travel e Mice, oltre che per i media, il toolkit include messaggi verificati, asset creativi e accesso a risorse ufficiali. Presentato durante Ipw 2026 e Imex Frankfurt lo scorso maggio, Get Facts. Get Going. è un’iniziativa sempre attiva che fornisce informazioni chiare e continuamente aggiornate su visti e procedure d’ingresso, tasse ed altri aspetti fondamentali per visitare gli Stati Uniti.
«Il travel trade è uno dei nostri partner più importanti nel promuovere i viaggi negli Stati Uniti - spiega Malcolm Smith, senior vice president, global markets & chief trade and product development officer di Brand Usa -. Get Facts. Get Going. fornisce ai viaggiatori informazioni chiare e affidabili, e questo nuovo toolkit estende ulteriormente il progetto, mettendo le risorse direttamente a disposizione dei professionisti del settore, di cui i viaggiatori si fidano maggiormente. Insieme, possiamo aiutare più visitatori ad informarsi e a sentirsi più sicuri nello scegliere gli Stati Uniti come meta».
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Al centro dell'istruttoria avviata dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato c'è la nuova politica commerciale denominata “Promessa di Fair Travel”, introdotta dalla compagnia per fronteggiare le oscillazioni del costo del carburante derivanti dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il sistema prevede un adeguamento del prezzo del biglietto, sia in aumento sia in diminuzione, sulla base dell’andamento delle quotazioni del Brent.
Secondo il meccanismo adottato dalla compagnia, sette giorni prima della partenza il passeggero può ricevere la richiesta di versare un supplemento compreso tra 6 e 14 euro per tratta e per viaggiatore. In alternativa, il cliente può modificare il volo senza penali oppure rinunciare al viaggio ottenendo un rimborso sotto forma di crediti utilizzabili con la stessa compagnia. Il mancato pagamento dell’importo aggiuntivo comporta invece la cancellazione della prenotazione senza diritto alla restituzione della somma versata.
Secondo quanto evidenziato dall’Autorità in una nota, questa modifica unilaterale al prezzo del biglietto aereo infrangerebbe la disciplina consumeristica perché, da un lato, può indurre il consumatore a scegliere il volo da acquistare sulla base di un’informazione incompleta e ingannevole - il prezzo mostrato al momento dell’acquisto - e, dall’altro, può esercitare un indebito condizionamento quando, a ridosso della partenza, il consumatore di fronte alla scelta fra pagare il supplemento o riprogrammare il viaggio, è indotto ad accettare la modifica.
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[post_content] => Terza edizione per l’Osservatorio Viaggi di nozze di CartOrange, che analizza un campione di 1.133 viaggi di nozze realizzati nel 2025. L’Osservatorio si conferma uno strumento utile per leggere un segmento che mantiene un forte valore simbolico ed economico sia per i neo sposi sia per il turismo organizzato, ma che non può essere interpretato come un mercato uniforme.
Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange, spiega: «Oggi la luna di miele rappresenta un segmento evoluto, complesso e sempre meno leggibile attraverso modelli uniformi. Le differenze generazionali incidono in modo concreto su tempi, budget, durata, formule e destinazioni, contribuendo a ridefinire il significato stesso del viaggio di nozze. In questa prospettiva, il valore dell’Osservatorio è soprattutto interpretativo: non si limita a restituire una fotografia attendibile del presente, ma offre una chiave di lettura utile per comprendere dove sta andando il mercato e come si stanno trasformando le coppie che ne sono protagoniste. Questo scenario, però, va letto anche alla luce di un contesto internazionale ancora instabile: la crisi mediorientale genera incertezza e alimenta un clima di maggiore prudenza. Per questo, se da un lato il viaggio di nozze resta un progetto che le coppie costruiscono con anticipo e a cui attribuiscono un valore prioritario, dall’altro si registra un atteggiamento più attendista nelle decisioni e nelle prenotazioni, un elemento che oggi è indispensabile considerare per interpretare correttamente l’andamento del mercato».
Differenze generazionali
Il dato più rilevante che emerge dall’edizione 2026 dell’Osservatorio è la centralità della variabile generazionale nel determinare comportamenti, priorità e scelte di viaggio. Oggi la luna di miele non può più essere letta come un’esperienza uniforme: cambiano tempi, budget, formule, aspettative, e a orientare queste differenze è soprattutto l’età degli sposi. I Millennial si confermano il perno del mercato e rappresentano il 71% degli sposi in viaggio di nozze. Seguono la Gen Z, pari al 14% (rispetto all’8% del 2024, delineando così un forte incremento), la Gen X al 12% e i Baby Boomer al 3%.
Le differenze tra le generazioni si riflettono con chiarezza nel modo di concepire e organizzare il viaggio di nozze. I Millennial, oggi segmento centrale del mercato, confermano il modello più consolidato: scelgono soprattutto itinerari strutturati, con tappe organizzate e un’impostazione prevalentemente orientata al tour; partono soprattutto in estate e mantengono una spesa media in linea con il mercato. La Gen Z mostra, invece, un approccio più flessibile e personale: a fronte di una spesa media più contenuta, pur privilegiando viaggi più lunghi, si orienta verso soluzioni che uniscono momenti di scoperta e soggiorni di relax, oppure predilige combinazioni che accostano più destinazioni o più esperienze nello stesso viaggio. La Gen X si distingue per un profilo più equilibrato, distribuito tra durata, spesa e tipologia di esperienza. I Baby Boomer rappresentano una nicchia e privilegiano partenze in periodi meno affollati, con soluzioni orientate al comfort, registrando al tempo stesso la spesa media più elevata. Nel complesso, il dato generazionale segnala un cambio di prospettiva: tra i viaggiatori più giovani cresce la richiesta di esperienze personalizzabili e meno standardizzate, mentre con l’innalzamento dell’età acquistano maggiore peso il comfort, tempi di viaggio più brevi e una maggiore flessibilità nella partenza.
A distinguere ulteriormente i diversi profili generazionali contribuiscono anche spesa media e durata del viaggio. I Baby Boomer registrano la spesa media più alta, pari a 6.775 euro a persona, seguiti dalla Gen X con 5.751 euro. La spesa media dei Millennial si attesta a 5.005 euro, mentre la Gen Z mostra una maggiore attenzione al budget, con una spesa media di 4.608 euro. Cambia anche la durata: Millennial e Gen Z raggiungono in media 15 notti, mentre Gen X e Baby Boomer si fermano a 13.
Anche il calendario racconta una generazione, perché le differenze emergono perfino nei mesi di partenza. I Baby Boomer scelgono soprattutto aprile, privilegiando periodi meno affollati, mentre la Gen X si concentra su giugno. I Millennial confermano la preferenza per luglio, mentre la Gen Z parte prevalentemente ad agosto, seguendo una stagionalità più tradizionale. Un segnale che mostra come, con l’età, aumenti la flessibilità nella pianificazione e diminuisca la dipendenza dai periodi canonici di viaggio.
Nel 2025 l’età media degli sposi era di 37 anni e la durata media del viaggio si confermava di 15 giorni, consolidando un modello di luna di miele strutturato. Il profilo dell’investimento, oggi, conferma la continuità del comparto, ma restituisce anche un consumatore più attento e selettivo. Se nel 2025 il budget medio si attestava a 5.090 euro a persona, confermando il viaggio di nozze come un’esperienza centrale nella progettazione del matrimonio, le prime evidenze sul 2026 mostrano uno scenario leggermente diverso: la spesa media si posiziona a 5.023 euro a persona, registrando una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.
Se nel 2025 le coppie prenotavano mediamente con 178 giorni di anticipo, le prime evidenze sul 2026 indicano una possibile riduzione a 157 giorni. Una tendenza ancora da consolidare, ma che potrebbe suggerire un approccio più flessibile e prudente nella pianificazione del viaggio.
Le formule di viaggio
Anche sul fronte delle tipologie di viaggio, il mercato appare insieme stabile e in evoluzione. Il 54% delle coppie sceglie il solo tour, che si conferma la modalità dominante, mentre il 31% opta per la formula tour più soggiorno. Il 15% preferisce invece il solo soggiorno. Nel complesso, il 46% dei viaggi include una componente mare, a conferma di una dimensione balneare che resta importante, ma non esclusiva.
Dal punto di vista della stagionalità, nel 2025 settembre è stato il mese preferito per il viaggio di nozze, seguito da giugno, agosto e luglio. Restano molto rilevanti anche ottobre e i mesi primaverili, a conferma di una domanda meno concentrata rispetto al passato. Il quadro che emerge è quello di una progressiva distribuzione delle partenze lungo l’anno, con una riduzione della pressione sui mesi di alta stagione e una maggiore attenzione a clima, qualità dell’esperienza, costi e affollamento.
Le geografie della luna di miele confermano un orientamento deciso verso il lungo raggio e verso destinazioni ad alto contenuto esperienziale. Nel 2025 l’Asia si conferma l’area più scelta con il 43% delle preferenze, seguita dall’Africa al 18% e dal Nord America al 14%. Più distanziate Oceania al 7%, Europa e Sud America al 5%, Medio Oriente al 4% e America Centrale al 2%. Tra le singole mete, il Giappone rafforza ulteriormente la leadership e raggiunge il 27%, confermandosi la destinazione più desiderata per il viaggio di nozze. Seguono gli Stati Uniti al 12%, poi Indonesia al 6% e Sudafrica al 5%. Tra le destinazioni da monitorare, nel 2026 emerge anche l’Argentina, sempre più interessante per le coppie alla ricerca di viaggi ad alto valore esperienziale.
Accanto alla coppia tradizionale, emergono con maggiore evidenza nuove configurazioni di viaggio. Nel 10% dei casi gli sposi partono con i figli, segno che la luna di miele si inserisce sempre più spesso in una fase della vita di coppia già avanzata, in cui la famiglia è già presente. Il 5% dei viaggi è invece rappresentato dal buddymoon, formula che coinvolge amici o familiari e che risulta particolarmente diffusa tra sposi più maturi.
Cresce anche il ricorso alla lista nozze in agenzia, scelta dal 20% degli sposi, in aumento rispetto al 15% registrato l’anno precedente. Più che incidere sull’importo complessivo del viaggio, la lista si conferma uno strumento pratico di supporto alla gestione del budget, capace di semplificare l’organizzazione e coinvolgere gli invitati in modo diretto.
«L’Osservatorio di quest’anno ci consegna l’immagine di un mercato solido, maturo e in piena evoluzione - conclude l’amministratore delegato -. La luna di miele conserva un valore speciale nell’immaginario delle coppie e assume forma attraverso sensibilità generazionali che incidono sul modo di vivere il tempo, di definire le priorità, di investire nel viaggio e di attribuirgli un significato. È in questa pluralità che il settore cambia e si rinnova. Per CartOrange, interpretare questa evoluzione significa intercettare i segnali prima che diventino tendenza e tradurli in esperienze di viaggio coerenti con le aspettative dei clienti».
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Il gruppo BiHoliday prosegue sulla strada degli investimenti E’ l’a.d. Maurizio Biasuzzi a raccontare a Travel Quotidiano le prossime tappe di sviluppo.
«I nostri progetti di sviluppo si muovono lungo tre direttrichttps://www.travelquotidiano.com/alberghi/biholiday-inaugura-la-stagione-estiva-con-le-nuove-aree-premium-in-spiaggia/tqid-515057i principali – spiega il manager -. La prima è la tecnologia: vogliamo rendere ogni fase del viaggio del cliente — dalla scoperta dell'offerta all'acquisto del soggiorno — sempre più agile e intuitiva. La seconda riguarda le strutture ricettive e gli spazi comuni: l'obiettivo è garantire un comfort di livello premium, con architetture e design capaci di rispondere alle aspettative di una clientela sempre più esigente. La terza è il verde, il paesaggio: per noi non è solo uno sfondo estetico, ma uno strumento narrativo. Attraverso il green vogliamo raccontare il nostro territorio — Caorle sino alla laguna veneta, l'Istria in Croazia — e l'identità profonda dei nostri camping resort Villaggio San Francesco di Caorle e BiVillage a Fažana. C'è però una quarta dimensione, trasversale a tutte le altre, che per noi è fondante: il servizio e l'accoglienza. Abbiamo investito molto in un protocollo di pre-stay digitale che consente di ottimizzare le operazioni di check-in, rendendo l'arrivo degli ospiti più fluido e personalizzato fin dal primo contatto. L'obiettivo è che il cliente percepisca cura e competenza ancora prima di varcare l'ingresso del villaggio. Perché la qualità di una struttura si misura anche nella qualità delle persone che la abitano e la fanno vivere».
Il trend attuale
«Sia il Camping Resort Villaggio San Francesco a Caorle sia il BiVillage in Istria sono operativi dall'aprile scorso e stanno accogliendo sia clientela leisure sia eventi speciali. Il quadro delle prenotazioni è positivo in tutte le principali categorie di alloggio e campeggio. Un dato che ci soddisfa particolarmente: i prodotti premium - in testa i nostri lodge fronte mare - risultano tra i più richiesti, a conferma che l'investimento qualitativo sta trovando riscontro nel mercato.
Le novità più significative sono quelle dettate dal master plan: «Un importante programma di investimenti che stiamo portando avanti con rigore e cura del dettaglio. Il piano sta ridisegnando architetture, spazi comuni e aree verdi. Oltre al comparto abitativo, stiamo lavorando al progetto del nuovo teatro, alla ridefinizione degli ingressi e della viabilità interna. Un kick-off ambizioso, avviato tre anni fa, che oggi vediamo prendere forma concreta».
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[post_content] => L’inesauribile capacità di attrazione della Gran Bretagna nei confronti dei viaggiatori italiani si consolida ulteriormente nella stagione 2026. Un incremento che senz'altro riflette anche le conseguenze del conflitto in Medio Oriente, che ad oggi confermano «un aumento dei viaggi intraeuropei».
In questo quadro globale si confermano solidi i punti fermi dell'offerta turistica britannica capace di conquistare i nostri connazionali nel tempo, e che negli ultimi due anni vedono spiccare il cineturismo in abbinata agli atout di sempre: cultura, food&drink, arte, campagna e villaggi tradizionali.
Come spiega a Travel Quotidiano Patricia Yates, ceo di VisitBritain, il contesto internazionale ha influenzato le scelte dei viaggiatori, più propensi a scegliere mete di prossimità e in Europa: «Le prenotazioni anticipate dall’Italia verso il Regno Unito per i mesi estivi mostrano una forte crescita - osserva la manager -. La capacità dei posti sui voli di linea dagli aeroporti italiani verso il Regno Unito è in aumento dell’11% sia a giugno sia a luglio 2026 rispetto agli stessi mesi del 2025, mentre agosto è previsto in crescita dell’8%».
Questo dopo che «Le ricerche di voli verso il Regno Unito dai mercati a corto raggio come Germania, Spagna, Francia e Italia hanno continuato a crescere anno su anno fino ad aprile 2026, con un aumento del 16%».
L'aumento del costo dell'Eta a 20 sterline
Neppure l’introduzione dell’Eta e il successivo aumento del costo per ottenerlo sembrano impensierire gli italiani: «I visitatori italiani sono estremamente importanti per noi. Lavoriamo a stretto contatto con il ministero dell’Interno del governo britannico per garantire che le informazioni sul sistema dell'Electronic Travel Authorisation siano comunicate in modo chiaro, affinché i visitatori italiani dispongano di tutte le informazioni necessarie per pianificare e prenotare il loro viaggio nel Regno Unito con fiducia.
L’introduzione dell’Eta è stata generalmente ben recepita dai viaggiatori italiani, con una breve fase di adattamento iniziale. L’aumento a 20 sterline non sembra aver avuto un impatto significativo sulla domanda, anche perché è percepito come un costo contenuto rispetto alla spesa complessiva del viaggio e valido per più ingressi per due anni».
In questo quadro, la destinazione continua a investire sulla promozione, «con le campagne internazionali che raccontano la Gran Bretagna di oggi, mostrando ai potenziali turisti stranieri che siamo una destinazione accogliente, vivace e culturalmente diversificata, che le persone desiderano visitare».
In prospettiva, nel 2026 le visite sono attese in crescita del 6% e la spesa del 12%. Entro il 2030, il numero di visitatori italiani è previsto raggiungere 2,6 milioni, con una spesa complessiva stimata di 1,8 miliardi di sterline.
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Il quadro delle prenotazioni è positivo in tutte le principali categorie di alloggio e campeggio. Un dato che ci soddisfa particolarmente: i prodotti premium - in testa i nostri lodge fronte mare - risultano tra i più richiesti, a conferma che l'investimento qualitativo sta trovando riscontro nel mercato.\r\n\r\nLe novità più significative sono quelle dettate dal master plan: «Un importante programma di investimenti che stiamo portando avanti con rigore e cura del dettaglio. Il piano sta ridisegnando architetture, spazi comuni e aree verdi. Oltre al comparto abitativo, stiamo lavorando al progetto del nuovo teatro, alla ridefinizione degli ingressi e della viabilità interna. Un kick-off ambizioso, avviato tre anni fa, che oggi vediamo prendere forma concreta».\r\n\r\nPer allungare l’operatività delle strutture, «da anni abbiamo strutturato un dipartimento Mice proprio per rispondere a una domanda di incoming che vada oltre il turismo privato. 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Un incremento che senz'altro riflette anche le conseguenze del conflitto in Medio Oriente, che ad oggi confermano «un aumento dei viaggi intraeuropei».\r\n\r\nIn questo quadro globale si confermano solidi i punti fermi dell'offerta turistica britannica capace di conquistare i nostri connazionali nel tempo, e che negli ultimi due anni vedono spiccare il cineturismo in abbinata agli atout di sempre: cultura, food&drink, arte, campagna e villaggi tradizionali.\r\n\r\nCome spiega a Travel Quotidiano Patricia Yates, ceo di VisitBritain, il contesto internazionale ha influenzato le scelte dei viaggiatori, più propensi a scegliere mete di prossimità e in Europa: «Le prenotazioni anticipate dall’Italia verso il Regno Unito per i mesi estivi mostrano una forte crescita - osserva la manager -. La capacità dei posti sui voli di linea dagli aeroporti italiani verso il Regno Unito è in aumento dell’11% sia a giugno sia a luglio 2026 rispetto agli stessi mesi del 2025, mentre agosto è previsto in crescita dell’8%».\r\n\r\nQuesto dopo che «Le ricerche di voli verso il Regno Unito dai mercati a corto raggio come Germania, Spagna, Francia e Italia hanno continuato a crescere anno su anno fino ad aprile 2026, con un aumento del 16%».\r\nL'aumento del costo dell'Eta a 20 sterline\r\nNeppure l’introduzione dell’Eta e il successivo aumento del costo per ottenerlo sembrano impensierire gli italiani: «I visitatori italiani sono estremamente importanti per noi. Lavoriamo a stretto contatto con il ministero dell’Interno del governo britannico per garantire che le informazioni sul sistema dell'Electronic Travel Authorisation siano comunicate in modo chiaro, affinché i visitatori italiani dispongano di tutte le informazioni necessarie per pianificare e prenotare il loro viaggio nel Regno Unito con fiducia.\r\n\r\nL’introduzione dell’Eta è stata generalmente ben recepita dai viaggiatori italiani, con una breve fase di adattamento iniziale. L’aumento a 20 sterline non sembra aver avuto un impatto significativo sulla domanda, anche perché è percepito come un costo contenuto rispetto alla spesa complessiva del viaggio e valido per più ingressi per due anni».\r\n\r\nIn questo quadro, la destinazione continua a investire sulla promozione, «con le campagne internazionali che raccontano la Gran Bretagna di oggi, mostrando ai potenziali turisti stranieri che siamo una destinazione accogliente, vivace e culturalmente diversificata, che le persone desiderano visitare».\r\n\r\nIn prospettiva, nel 2026 le visite sono attese in crescita del 6% e la spesa del 12%. 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