6 October 2026

Grecia: le entrate turistiche salgono a 39,2 miliardi di euro e sfiorano i livelli 2019

Il turismo si conferma traino fondamentale per l’economia della Grecia: quest’anno il comparto garantirà al Paese ellenico entrate pari a 39,2 miliardi di euro, solo il 4% in meno rispetto al picco raggiunto nel 2019 (40,8 miliardi di euro).

Lo segnalano i dati dell’Economic Impact Research 2023 del Wttc, che evidenzia inoltre come quest’anno il turismo creerà più di 17.000 posti di lavoro in Grecia, raggiungendo i massimi del 2019, quando impiegava 820.000 persone.

Nel 2022, il contributo del settore viaggi e turismo al Pil della Grecia è aumentato del 38,2%, raggiungendo quasi 38 miliardi di euro: in altre parole il turismo rappresenta il 18,5% dell’economia greca.

Il settore ha recuperato l’82% dei posti di lavoro persi durante la pandemia. Nel 2022 il Regno Unito (14%), la Germania (14%) e la Bulgaria (10%) sono stati i principali mercati per gli arrivi internazionali in Grecia.

“Entro la fine di quest’anno, il contributo del settore sarà quasi tornato ai livelli del 2019. Nel prossimo decennio, la sua crescita supererà il tasso di crescita dell’economia nazionale e creerà migliaia di nuovi posti di lavoro”, ha sottolineato Julia Simpson, ceo del Wttc.

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Per i tour operator italiani la questione assume un peso significativo anche alla luce dell'importanza della destinazione: l'Italia è il terzo mercato e muove circa 153.000 passeggeri l'anno, la maggior parte dei quali acquista la propria vacanza proprio attraverso il canale del turismo organizzato.    Astoi, in data 7 settembre, ha scritto una prima lettera al presidente della Repubblica delle Maldive, Mohamed Muizzu, e al ministro del turismo e dell'aviazione civile, Mohamed Ameen e, in data 25 settembre, l'Associazione è tornata a scrivere alle suddette autorità e al Mira (Maldives inland revenue authority), ente governativo responsabile dell'amministrazione e della riscossione delle imposte alle Maldive, per evidenziare le numerose criticità economiche, amministrative e commerciali legate all'attuazione delle nuove disposizioni ed avanzare le proprie richieste. Mancata definizione Nelle due lettere sono stati affrontati i seguenti temi: il primo: assenza di un quadro operativo e onerosità dell'adempimento.Alcuni aspetti essenziali del nuovo regime rimangono ancora non definiti. La nuova normativa impone infatti alle imprese non residenti obblighi immediati di registrazione, rendicontazione, fatturazione e pagamento delle imposte, senza al contempo fornire il quadro normativo, operativo e amministrativo necessario per consentire l'adempimento di tali obblighi. 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La guida del Mira prevede che le componenti non riconducibili al prodotto turistico inbound, vengano escluse dal relativo trattamento; tale attività è particolarmente complessa e richiede agli operatori di individuare e documentare nel dettaglio le diverse componenti della vendita e di allocarle correttamente secondo le categorie richieste dal nuovo regime, che differiscono peraltro da quelle utilizzate nei sistemi degli operatori;  Terzo:  molteplicità di player nella catena distributiva. La vendita di un prodotto delle Maldive può coinvolgere, a seconda del modello commerciale, resort, tour operator, grossisti, banche letti, Aaenzie di viaggio, ota, dmc e altri intermediari. 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La guida del Mira ha chiarito che una transazione conclusa prima del 1° ottobre può essere soggetta a Gst qualora il momento della fornitura ricada in tale data o successivamente. Sarebbe stato invece auspicabile fare riferimento ai contratti conclusi dopo il 1° ottobre per evitare rilevanti conseguenze sulle attività commerciali già in corso; Quinto: impatto economico e sulla competitività. E' stato sottolineato che l'aumento dei costi e la maggiore complessità nella vendita della destinazione, unite all'incertezza normativa, influenzeranno la pianificazione dei prodotti, le decisioni di investimento e le attività promozionali dei tour operator e produrranno, nel tempo, conseguenze estremamente negative per l'intera economia turistica locale.  Ancor più grave è che un ricavo, fatturato all'estero e già sottoposto ad un'imposizione fiscale nel paese nel quale si realizza, debba essere tassato anche in un altro paese. 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In caso di cancellazione, si può scegliere tra rimborso e riprotezione. Se l'avviso arriva meno di 14 giorni prima, può spettare anche la compensazione, salvo le eccezioni previste.\r\n\r\nI rimborsi\r\n\r\nIl rimborso dovrà arrivare entro sette giorni di calendario, comprese le eventuali commissioni di intermediazione. La riprotezione non dovrà necessariamente avvenire sul volo successivo della stessa compagnia: potranno essere proposti un altro vettore, un itinerario differente, un aeroporto alternativo o anche treno e autobus, se consentono di raggiungere prima la destinazione. Se entro tre ore non viene offerta una soluzione, il passeggero potrà organizzarsi autonomamente e chiedere il rimborso delle spese necessarie e ragionevoli, fino al 400% del prezzo complessivo del biglietto e delle commissioni. 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