20 gennaio 2011 13:52
La Farnesina continua a sconsigliare, per il momento, viaggi in Tunisia. L’ultimo aggiornamento pubblicato sul sito Viaggiare Sicuri conferma che «nella città di Tunisi seguitano a verificarsi scontri con possibili vittime e di atti vandalici, compresi isolati fenomeni di saccheggio. Analoga situazione si registra nella città di Biserta e nella sua provincia. Scontri inoltre sono stati registrati in altre località del Paese. Si sconsiglia ,in particolare, l’attraversamento delle varie aree della Tunisia, se non in condizioni di sicurezza. Ciò anche in considerazione delle limitazioni anche al traffico causate dallo spiegamento di forze dell’ordine in quelle aree. Il coprifuoco, già in vigore da alcuni giorni sull’intero territorio della Tunisia, dal 19 gennaio è dalle ore 20,00 alle ore 05,00. Va pertanto assolutamente rispettato fino a nuovo ordine. Lo spazio aereo e quello marittimo sono aperti. Gli aeroporti ed i porti sono aperti ed operativi nelle ore non interessate dal coprifuoco. Si ribadisce in ogni caso di non allontanarsi dalla propria abitazione, se non in caso di assoluta necessità e di evitare accuratamente luoghi di assembramento. Si raccomanda di rispettare sempre le informazioni e le istruzioni emesse dalle Autorità locali preposte alla sicurezza. Si consiglia di mantenersi costantemente informati sull’evoluzione degli eventi consultando i media locali ed internazionali, nonché le agenzie e gli albergatori di riferimento».
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Ultima di queste fastidiose ingerenze è quella con la regione Sardegna, che mantiene l'addizionale municipale. Naturalmente Ryanair parla da pari a pari. Ma la realtà è che non sono pari. La Sardegna pensa al bene della comunità, Ryanair pensa ai suoi profitti, (che non coincidono con il bene di una comunità)
L'Italia, nei suoi vari organismi, ha dato troppo potere a Ryanair, e la compagnia si è, come dire, montata la testa. Leggete quello che dice nel comunicato: «È tempo che la regione Sardegna smetta di sprecare tempo e denaro su rotte in continuità territoriale inaffidabili e si concentri invece sull’investimento in collegamenti sostenibili a tariffe basse, abolendo l’addizionale municipale regressiva come hanno già fatto altre regioni italiane».
Recriminazioni
Ma per caso Ryanair ha partecipato alle elezioni amministrative? Ha un suo rappresentante cel consiglio regionale? Ha un qualche potere amministrativo? No ha solo soldi e recriminazioni.
Eccone una: «Il rifiuto della proposta di rapida crescita di Ryanair, che avrebbe generato oltre 2 milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno (+40% di crescita), 4 aeromobili aggiuntivi (400 milioni di dollari di investimento), una nuova base ad Alghero (con la creazione di oltre 900 posti di lavoro locali) e nuove rotte nazionali e internazionali verso mercati quali Germania, Francia, Regno Unito e Paesi nordici».
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In Italia abbiamo finalmente trovato la soluzione definitiva alle crisi: cambiarne il nome. Non inflazione: “dinamica vivace dei prezzi”. Non overtourism: “successo territoriale diffuso”. Non caos aeroportuale: “esperienza immersiva di attesa”.
E soprattutto, non ministro del turismo, ma ministro dell’ottimismo, come continua a ripetere il ministro Mazzi.
La definizione, ripetuta con tale convinzione da sembrare ormai un incarico ufficiale, apre scenari istituzionali affascinanti. Viene naturale immaginare il prossimo Consiglio dei ministri con nuove deleghe: Ministro della Fiducia Preventiva (Mifip), Sottosegretario alle Belle Sensazioni (Sobese), Commissario Straordinario per il “Dai che Andrà Bene Stavolta” (troppo lungo)
Del resto il turismo italiano si presta perfettamente a una gestione spirituale. È un settore in cui, se guardi bene, tutto può essere reinterpretato positivamente. I treni arrivano in ritardo? Il turista ha più tempo per contemplare la stazione. Le città sono invivibili ad agosto? È il calore umano del Mediterraneo. Paghi 22 euro uno spritz? Esperienza autentica.
L’ottimismo, in questa versione ministeriale, non è semplicemente uno stato d’animo. È una tecnica amministrativa. Una forma avanzata di arredamento linguistico. E andiamo avanti così.
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[post_content] => La quotazione in Borsa di Alpitour è rimandata a causa della situazione di incertezza del settore dovuta al contesto geopolitico e quindi non avverrà nel 2026, ma il gruppo vuole farsi trovare pronto per sfruttare l'eventuale rimbalzo della domanda.
Lo ha detto a Radiocor Giovanni Tamburi, azionista di riferimento del tour operator attraverso Tip (e il veicolo Asset Italia 1), a margine di un evento del Festival dell'Economia. Nei mesi scorsi si era parlato del 2026-27 come possibile finestra per l'approdo a Piazza Affari.
In attesa del rimbalzo
"Abbiamo rimandato i tempi dell'Ipo, o di altre cose, perché con questa situazione il mercato del turismo sta un po' soffrendo: niente di serio ma dobbiamo prenderci del tempo" ha detto il finanziere. Spostamento al 2027? "Vediamo, abbiamo fatto un consiglio ieri e tutti si aspettano che quando finirà la guerra ci sarà un grandissimo rimbalzo" ha aggiunto Tamburi sottolineando che la percezione attuale è che ci sia "grande voglia di viaggiare".
"Abbiamo ancora gli alberghi pieni, alcuni al 90%, altri all'80% per cui c'è molta voglia di turismo. Nel frattempo stiamo rinforzando i call center sperando che quando arriva domanda nuova si riparte".
Alpitour ha chiuso l'ultimo esercizio a ottobre scorso con 2,3 miliardi di ricavi e un margine operativo lordo di 162,4 milioni.
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“La magia del gusto: Tunisia e Italia tra cultura e condivisione” è stato il tema dell’incontro promosso dalla Città Metropolitana di Roma Capitale insieme al Consolato della Repubblica di Tunisia a Roma, un appuntamento dedicato al dialogo interculturale attraverso la gastronomia, le tradizioni e il turismo mediterraneo.
Nel corso dell’evento, il console della Repubblica di Tunisia a Roma, Marwen Kablouti, ha sottolineato il valore simbolico del cibo come strumento di incontro tra popoli e culture, evidenziando i profondi legami storici tra Tunisia e Italia.
“Il cibo non rappresenta soltanto nutrimento – ha dichiarato – ma è un vero ponte culturale tra le due sponde del Mediterraneo, un mare che unisce e non divide”.
Il console ha ricordato come la gastronomia tunisina custodisca secoli di storia, tradizioni popolari e contaminazioni culturali nate dagli antichi scambi nel Mediterraneo. Particolare attenzione è stata dedicata ad alcuni prodotti simbolo della Tunisia, come l’harissa – la celebre salsa piccante tunisina riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale – e i datteri della varietà Deglet Nour, considerati tra le eccellenze dell’agricoltura tunisina.
Accanto a questi prodotti, grande rilievo è stato dato anche all’olio extravergine d’oliva tunisino, elemento centrale della dieta mediterranea e simbolo di convivialità, salute e tradizione. “L’armonia tra il gusto intenso dell’harissa, la dolcezza dei datteri e la ricchezza dell’olio d’oliva racconta l’essenza stessa della cucina tunisina”, ha spiegato Kablouti.
Ampio spazio è stato dedicato anche al turismo esperienziale e gastronomico, segmento sempre più strategico nella promozione della destinazione Tunisia. “Abbiamo voluto far conoscere queste specialità al pubblico italiano anche per valorizzare il turismo culturale ed enogastronomico tunisino”.
Secondo Kablouti, il mercato italiano mostra segnali positivi di ripresa dopo il periodo pandemico: “I flussi stanno crescendo in maniera significativa e auspichiamo un ulteriore incremento dei turisti italiani. La Tunisia è una destinazione vicina, a meno di un’ora di volo da Roma, con un patrimonio culturale e archeologico straordinario, a partire dall’eredità romana presente nel Paese”.
Nel corso dell’incontro è intervenuta anche Tiziana Biolghini, che ha evidenziato il valore della cooperazione interculturale e dell’inclusione sociale promossa dalla Città Metropolitana di Roma Capitale.
Biolghini ha ricordato il lavoro sviluppato negli ultimi anni insieme alle comunità straniere presenti sul territorio, con l’obiettivo di favorire partecipazione, inclusione e cittadinanza attiva. La consigliera ha inoltre sottolineato il ruolo particolarmente attivo svolto dal Consolato tunisino nei percorsi di dialogo e collaborazione istituzionale.
“La consulta permanente per la convivenza interculturale vuole essere un luogo concreto di confronto, riconoscimento e partecipazione”, ha spiegato, ricordando come la comunità tunisina rappresenti una presenza storicamente radicata nel territorio romano e nell’intero Paese.
Secondo i dati illustrati durante l’evento, oltre 5.000 cittadini tunisini risiedono stabilmente nell’area metropolitana di Roma, mentre a livello nazionale la comunità tunisina conta circa 100.000 persone, con oltre 12.000 imprese individuali attive in Italia.
Sul fronte turistico è intervenuto anche Sami Ben Hamida, di Ranalli Viaggi Tour Operator, che ha evidenziato l’importanza di sviluppare nuovi pacchetti dedicati all’enogastronomia e alla cultura tunisina, pensati per offrire ai viaggiatori esperienze autentiche tra tradizioni locali, percorsi del gusto, itinerari archeologici, vigneti, mercati tradizionali e laboratori artigianali.
“Il nostro obiettivo è promuovere un turismo esperienziale e sostenibile, capace di rafforzare il legame storico e culturale tra Tunisia e Italia attraverso i sapori, l’ospitalità e le tradizioni del Mediterraneo”.
(Quirino Falessi)
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[post_content] => La giornata più complessa per gli scioperi nel mese di giugno sarà quella di giovedì 11 giugno: per quella data, il personale delle imprese che svolgono attività ferroviaria si fermerà per 23 ore, aderendo alla protesta della sigla sindacale Cub Trasporti/SGB. Più precisamente, dalle ore 3:00 dell’11 giugno alle 2:00 del 12.
Sempre l’11 giugno, l’Assemblea nazionale Pdm/Pdb del gruppo Fsi ha indetto uno sciopero a cui aderirà il personale di macchina e di bordo del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. L’agitazione durerà 8 ore, dalle 9:01 alle 17:00.
Il giorno successivo, venerdì 12 giugno, stop del personale divisione trasporto ferroviario della società Eav di Napoli. La protesta sarà di 4 ore, dalle 9 alle 13.
Nei giorni di scioperi, alcuni servizi essenziali verranno comunque garantiti. Come previsto dalle normative vigenti, Trenitalia ha già rilasciato la lista dei treni garantiti. Per ridurre eventuali disagi, si consiglia di monitorare gli aggiornamenti sui siti ufficiali delle compagnie ferroviarie, così da restare informati in tempo reale su eventuali variazioni.
Settore aereo
Nel mese di giugno ci sarà spazio anche per una protesta del settore aereo. La data in questione è sabato 13 giugno, giornata in cui si fermeranno: società Enav dell’aeroporto di Verona, dalle 6 a mezzanotte; personale di Sky Service operante presso lo scalo di Milano Linate (Piazzale Ovest) per 4 ore, dalle 12 alle 16.
In caso di cancellazioni o ritardi significativi, i viaggiatori non restano senza diritti. Il Regolamento europeo 261/2004 prevede infatti che, se un volo viene cancellato con meno di 14 giorni di preavviso o accumula un ritardo dell’aereo superiore alle 3 ore (quando non ci sono circostanze eccezionali), i passeggeri possano ottenere il rimborso del biglietto aereo e una compensazione economica tra 250 e 600 euro.
Per evitare rallentamenti ai controlli di sicurezza in aeroporto, ci si può invece affidare al servizio di Fast Track nei principali scali italiani. Infine, tra giovedì 11 e venerdì 12 giugno, stop del servizoo marittimo di Blujet Area dello Stretto di Messina per 24 ore: dalle 21 dell’11 alle 20.59 del 12.
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[post_content] => Nuovo assetto societario per Airidea, nell’ambito del percorso di rafforzamento patrimoniale e sviluppo della società. La nuova compagine societaria vede l'ingresso, con una quota del 40%, di Global Group, società riconducibile al principe Domenico Pallavicino, con soci Domenico Antonio Pallavicino, Claudio Senzioni e Cesare Bruzzone (quota interamente sottoscritta e versata).
Al 38,8%, Otto s.s., riconducibile a Gian Marco e Giovanni Vivado, Gaetano Rizzi, Matteo Gatti e Famiglia Lentini; con il 5,9% Gruppo GZeta; e infine con l'1,2% I Will s.r.l..
«È inoltre in fase di definizione - spiega una nota della compagnia - un’ulteriore tranche pari al 14,1% del capitale, relativa a un investimento di euro 100.000,00 oltre sovrapprezzo pari a euro 400.000,00, attualmente oggetto di trattativa con un imprenditore del settore aviation operante all’estero e in fase di trasferimento in Italia».
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Contestualmente, Airidea sta avviando il processo di quotazione su Euronext Growth Milan, anche attraverso le agevolazioni previste dal progetto regionale “Quota Liguria”, promosso da Regione Liguria e Filse a sostegno della crescita e dell’accesso ai mercati dei capitali da parte delle pmi liguri.
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[post_content] => Sono tre i nuovi “Itinerari d’Autore” firmati Fs Treni Turistici Italiani e Fondazione Fs, che raccontano l’Italia attraverso il ritmo lento della scoperta, la bellezza del paesaggio e la valorizzazione dei territori dalle Alpi al Mediterraneo fino alle colline piemontesi Patrimonio Unesco.
I treni storici tornano a percorrere la celebre Ferrovia delle Meraviglie: un itinerario panoramico che collega il Piemonte alla costa Ligure attraversando la Val Roya e il Parco del Mercosur a bordo delle carrozze Centoporte degli anni ‘20. Un viaggio nel tempo accompagnato da esperienze enogastronomiche in treno con degustazioni di vini italiani e francesi che raccontano i territori attraversati. La partenza è prevista per tutte le domeniche dal 5 luglio al 6 settembre, ad eccezione del 25 luglio, 8 e 22 agosto con circolazioni programmate il sabato, da Torino con fermate intermedie a Cuneo, Limone, Tende, Breil-sur-Roya, Ventimiglia, Sanremo e Imperia.
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[post_content] => Una situazione «articolata». Questa la definizione data a caldo dal direttore commerciale di Quality Group, Marco Peci, chiamato ancora una volta a confrontarsi con uno scenario delicato e in costante evoluzione.
«A oggi, i dati sulle partenze dei primi sei mesi del 2026 indicano un calo globale nell’ordine del 7% - spiega il manager -. Un risultato meno negativo del previsto, specie considerando che quest’anno non abbiamo potuto beneficiare dei ponti del “ferraprile”».
L’anno era partito nel migliore dei modi, «con un +20% registrato in gennaio. Anche i mesi successivi tuttavia, per certi versi in modo inaspettato, hanno tenuto botta». Gli obiettivi preventivati a inizio anno andranno ritarati in base alla portata dell'atteso “effetto rimbalzo” a crisi conclusa. «Abbiamo già superato il break even. Una previsione ottimistica indica un -15% globale sul partito 2026, ovviamente variabile in base ai diversi marchi parte del consorzio».
Il trend dell'estate
Intanto però bisogna fare i conti con la prossima estate. «Il mercato italiano si sta muovendo in modo molto prudente sulle prenotazioni estive. Stiamo registrando un forte rallentamento su luglio e agosto e l’obiettivo è ormai puntato su una ripartenza da settembre in poi». Se la guerra è sicuramente l’evento cruciale di questo periodo, il forte calo registrato nelle prenotazioni «è un problema tutto italiano. L’informazione allarmistica genera paura nel cliente finale. Paura di non riuscire a rientrare nei tempi previsti, non timore legato alla sicurezza – precisa Peci -. Anche perché sono moltissime – la maggior parte – le mete che non risentono in alcun modo dei problemi legati al conflitto».
Fra le destinazioni che continuano a essere richieste, in primo piano Cina, Giappone, Nord Europa e Sudamerica. «Il Nordafrica, con Egitto, Marocco e Tunisia, continua a tenere. In particolare, il Marocco sta crescendo rispetto all’anno scorso». Bene anche il Canada, mentre gli Stati Uniti continuano a registrare una flessione del 18% circa, frutto di una sorta di “antipatia” verso la destinazione manifestata dai clienti italiani già ben prima dello scoppio del conflitto. «La crisi oltre al Medio Oriente tocca purtroppo anche mete come India e Indocina, che nulla hanno a che vedere con la guerra».
Investimenti costanti
Ancora una volta, è il momento di «tenere i nervi ben saldi» e concentrarsi sulle attività che possano favorire la ripartenza quando, inevitabilmente, si verificherà l’atteso “effetto rimbalzo”. «In Quality Group continuiamo a investire sulla formazione, sia del personale sia dei nostri partner agenzie di viaggio. Proseguiamo inoltre lungo la via dell’innovazione del prodotto e dello sviluppo tecnologico».
Velocità di risposta, elasticità e capacità di gestire al meglio le criticità si riconfermano i driver fondamentali per traghettare oltre la crisi. «Il fatturato tiene e in questa fase c’è un’elevata percentuale di concretizzazione dei preventivi richiesti. Chi entra in agenzia vuole realmente partire e tendenzialmente mira a concludere l’acquisto del viaggio».
Il nuovo scenario
Sarà comunque necessario confrontarsi con uno scenario nuovo: «L’aumento dei costi energetici inevitabilmente va a influire sul prezzo dei voli. Finita la fase critica, si potrebbe assistere a un ridimensionamento dei costi, anche se ritengo che, come ogni crisi, anche quella attuale determinerà nuovi equilibri difficilmente modificabili».
Grande è lo sforzo per mantenere prezzi ragionevoli senza scaricare i rincari sul consumatore. «Specie quando il calo della domanda estiva degli italiani crea problemi nei rapporti con i fornitori, che continuano a ricevere prenotazioni e a bloccare allotment per i viaggiatori provenienti dagli altri mercati internazionali».
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[post_content] => Si concretizzerà a luglio l'annunciato cambio di nome dell'aeroporto internazionale di Palm Beach (PBI) che sarà ribattezzato come President Donald J. Trump International Airport.
La Federal Aviation Administration ha confermato che il codice dello scalo passerà infatti da da “PBI” a “DJT” a partire dal 9 luglio 2026. Tale cambiamento è successivo alla legge firmata dal governatore della Florida Ron DeSantis lo scorso 30 marzo, che ha trasferito allo Stato l'autorità di denominazione dei principali aeroporti commerciali della Florida. In base alla legge, che entrerà in vigore il prossimo 1° luglio, l'aeroporto sarà ufficialmente ribattezzato col nome del presidente Trump.
Il 5 maggio 2026, i commissari della contea di Palm Beach hanno votato 4 a 3 per approvare la ridenominazione. Il consiglio ha inoltre approvato un accordo sui diritti di denominazione e di licenza con una società affiliata alla Trump Organization, consentendo alla contea di utilizzare il nuovo nome su segnaletica, pubblicità, marketing e branding senza pagare royalties.
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