22 maggio 2026 10:27

Il presidente e a.d. di Tip, Giovanni Tamburi
La quotazione in Borsa di Alpitour è rimandata a causa della situazione di incertezza del settore dovuta al contesto geopolitico e quindi non avverrà nel 2026, ma il gruppo vuole farsi trovare pronto per sfruttare l’eventuale rimbalzo della domanda.
Lo ha detto a Radiocor Giovanni Tamburi, azionista di riferimento del tour operator attraverso Tip (e il veicolo Asset Italia 1), a margine di un evento del Festival dell’Economia. Nei mesi scorsi si era parlato del 2026-27 come possibile finestra per l’approdo a Piazza Affari.
In attesa del rimbalzo
“Abbiamo rimandato i tempi dell’Ipo, o di altre cose, perché con questa situazione il mercato del turismo sta un po’ soffrendo: niente di serio ma dobbiamo prenderci del tempo” ha detto il finanziere. Spostamento al 2027? “Vediamo, abbiamo fatto un consiglio ieri e tutti si aspettano che quando finirà la guerra ci sarà un grandissimo rimbalzo” ha aggiunto Tamburi sottolineando che la percezione attuale è che ci sia “grande voglia di viaggiare”.
“Abbiamo ancora gli alberghi pieni, alcuni al 90%, altri all’80% per cui c’è molta voglia di turismo. Nel frattempo stiamo rinforzando i call center sperando che quando arriva domanda nuova si riparte”.
Alpitour ha chiuso l’ultimo esercizio a ottobre scorso con 2,3 miliardi di ricavi e un margine operativo lordo di 162,4 milioni.
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Malgrado la complessa situazione geopolitica, Egitto e Marocco si confermano sempre in vetta alle preferenze dei clienti di King Holidays. In particolare, proprio il Marocco «continua a registrare incrementi significativi», come conferma il direttore commerciale, Roberto Minardi. «Tra le novità spicca poi la Cina, verso la quale stiamo rilevando un interesse crescente: riteniamo possa esprimere un forte potenziale di sviluppo anche nella prossima stagione autunno/inverno».
Venendo al corto raggio, buone le performance realizzate da Irlanda, Gran Bretagna e Azzorre, «queste ultime diventate una vera hit tra i repeater di King Holidays. Parallelamente, il trend delle coolcation ha riportato l’attenzione su Paesi baltici e Nord Europa, sempre più apprezzati per il clima fresco, piacevole alternativa alle temperature elevate che hanno caratterizzato l’estate italiana».
A fronte di questi risultati, «guardiamo alla chiusura dell’anno con cauto ottimismo, nonostante un contesto internazionale ancora complesso. La domanda continua a mostrare una buona capacità di tenuta e, sulla base dell’andamento attuale, prevediamo di chiudere il 2026 con una crescita di fatturato nell’ordine del 15-20% rispetto all’anno precedente».
Negoziazione anticipata
In questo momento la situazione geopolitica incide soprattutto sul volato, in termini di variabilità delle tariffe e disponibilità di posti. «Fronteggiamo questa incertezza puntando soprattutto sulla negoziazione anticipata, quindi blocco preventivo degli spazi e delle quotazioni, allo scopo di offrire le migliori condizioni commerciali alle agenzie di viaggio e metterle nella condizione di poter vendere agevolmente. Puntiamo all’equilibrio tra stabilità del prezzo, qualità del prodotto e convenienza per il cliente, valorizzando tutte le leve a nostra disposizione in fase di programmazione. Stiamo inoltre studiando l’implementazione di una formula “Blocca prezzo” pensata per garantire al cliente una maggiore tutela dopo la prenotazione».
Il valore aggiunto di King Holidays, chiude Minardi, «consiste nel garantire alle agenzie di viaggio un prodotto realmente chiavi in mano, competitivo sul piano economico, selezionato secondo criteri di qualità, affidabile e sicuro, sostenuto da assistenza, supporto commerciale e strumenti tecnologici dedicati. Alla base c’è una strategia basata sulla negoziazione anticipata con i vettori, che ci consente di bloccare posti e disponibilità alle migliori condizioni e di gestire in modo più efficace il rischio. A rafforzare questo modello contribuiscono oltre trent’anni di esperienza sul mercato italiano, la professionalità e la competenza del management e l’appartenenza a uno dei principali gruppi del settore a livello europeo: elementi che ci permettono di affiancare alla convenienza un patrimonio di conoscenza, solidità e capacità operativa che rappresenta il vero valore aggiunto del tour operating».
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[post_content] => PriceTravel Holding ha siglato un accordo con Mangia’s Hotels & Resorts, collegando 12 strutture in Sicilia e Sardegna alla propria rete di distribuzione internazionale e ampliando l’accesso del gruppo alberghiero italiano alla domanda leisure proveniente dall’America Latina e da altri mercati internazionali.
La partnership offre a Mangia’s accesso a una rete di oltre 16.000 agenzie di viaggio affiliate e 28.000 agenti di viaggio attivi, mentre il business wholesale di PriceTravel Holding raggiunge più di 180 mercati di origine. L’accordo si inserisce nella strategia di Mangia’s volta a rafforzare la distribuzione internazionale del proprio portafoglio e a collegare le strutture siciliane e sarde con nuovi partner del trade a livello globale. Le 12 strutture si aggiungono alla più ampia strategia di distribuzione internazionale di Mangia’s, con altre proprietà già disponibili attraverso la connettività di PriceTravel Holding con importanti gruppi alberghieri globali, tra cui Hilton e Marriott.
Mercati promettenti
I mercati dell’America Latina rappresentano attualmente oltre il 75% della produzione di PriceTravel Holding verso l’Italia, con la Colombia che si distingue come il mercato in più rapida crescita: la produzione è aumentata del 64,7% su base annua, raggiungendo 516.000 dollari. Il Messico rimane invece il principale mercato di origine, con una produzione verso l’Italia pari a 3,4 milioni di dollari nel 2025. L’Italia rappresenta inoltre una destinazione significativa all’interno del portafoglio europeo di PriceTravel Holding, con un’offerta ricettiva che comprende oltre 1.900 hotel e più di 16.500 passeggeri che viaggiano verso l’Italia ogni anno. Nel 2025, l'adr per l’Italia ha raggiunto circa 299 dollari, confermando l’attrattività del mercato per gli hotel interessati ad ampliare la propria presenza internazionale.
«L’Italia è una destinazione importante all’interno della nostra rete di distribuzione internazionale e la domanda continua a crescere nei nostri mercati di origine. La partnership con Mangia’s ci permette di ampliare l’offerta di prodotto resort italiano disponibile per i nostri partner del trade, collegando la Sicilia e la Sardegna con i viaggiatori dell’America Latina e di altri mercati internazionali» ha dichiarato Rafael Durand, coo di PriceTravel Holding.
«La partnership con PriceTravel Holding apre un nuovo canale di accesso alla Sicilia e alla Sardegna e rafforza la nostra strategia di distribuzione internazionale. Ci permette di collegare i nostri resort con una rete più ampia di professionisti del turismo e di viaggiatori internazionali alla ricerca di un’autentica ospitalità italiana, paesaggi straordinari, gastronomia ed esperienze distintive» ha aggiunto Fabrizio Di Trapani, commercial senior director di Mangia’s.
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Sicily by Car ha presentato un ricorso in Cassazione contro la sentenza n. 97/2026 del 2 luglio 2026 della Corte d'Appello di Trento, sezione distaccata di Bolzano.
Con tale pronuncia la Corte d'Appello ha rigettato l'appello proposto dalla società contro la sentenza del Tribunale di Bolzano, con la quale era stata accolta, in primo grado, la domanda di provvedimenti inibitori avanzata dall'Associazione movimento consumatori.
Sicily by Car ha dato esecuzione ai pagamenti previsti della sentenza in ragione della loro provvisoria esecutorietà non essendo d'accordo con la decisione e facendo ricordo alla Cassazione.
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[post_content] => Il Nomade Temple Madrid, fra gli hotel più iconici di Madrid situato sulla Gran Vía, è stato venduto a Gs Bacares Iberia per 105 milioni di euro. Questa vendita formalizza l'accordo tra Hotei Properties e l'hotel Nomade Madrid.
La struttura si distingue per la sua posizione in un edificio storico dei primi del Novecento, al numero 11 della Gran Vía di Madrid. Dispone di 93 camere e suite suddivise in sette categorie, tra cui due attici, uno dei quali con piscina sul tetto.
Impegno nel segmento extra lusso
Come riporta Hosteltur, la società, controllata in maggioranza dal fondo internazionale Nômade Partners SCSp e guidata da Miguel Isla e Transforma, ha sottolineato in un comunicato che questo passo strategico «garantisce il controllo totale a lungo termine della proprietà e consolida l'impegno nel mercato spagnolo di fascia alta, rafforzando la presenza del marchio dopo la recente apertura del Nomade Ibiza».
«Questa operazione fornisce un supporto alla nostra strategia di rotazione degli asset e di creazione di valore. Non solo ci consente di rispettare gli impegni aziendali assunti in occasione dell'assemblea generale dello scorso luglio, ma anche di portare avanti la nostra roadmap per la creazione di un portafoglio omogeneo e diversificato di asset di lusso e ultralusso nelle destinazioni europee più promettenti, con l'obiettivo di diventare leader europei in questo segmento» aggiunge Borja Escalada, ceo di Hotei.
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[post_content] => Quando l'autunno inizia a farsi sentire in Europa, dall'altra parte dell'oceano si apre una finestra di tempo quasi perfetta per scoprire una delle isole più sorprendenti del pianeta. Madagascar, la quarta isola più grande del mondo, vive tra settembre e ottobre uno dei suoi momenti migliori: il clima è secco, le temperature sono gradevoli e la natura si mostra in tutta la sua varietà, lontana dalla calura estiva e dalle piogge dei mesi successivi.
Chi inizia a informarsi su questa destinazione si imbatte spesso in proposte di viaggio strutturate, come quelle raccolte sotto il nome Alpitour Madagascar, pensate per orientarsi tra le tante possibilità che l'isola offre. Al di là degli itinerari commerciali, però, vale la pena soffermarsi su ciò che rende Madagascar un luogo così unico: un ecosistema isolato da milioni di anni, che ha dato origine a specie animali e vegetali che non si trovano in nessun'altra parte del mondo.
Il clima ideale di fine stagione secca
Settembre e ottobre segnano la coda della stagione secca australe. Le piogge diventano rare, l'umidità cala e le giornate si allungano leggermente in vista della primavera australe. Nelle regioni centrali e occidentali, come Morondava o Antsirabe, il cielo resta perlopiù terso, con temperature che oscillano tra i 20 e i 28 gradi durante il giorno. Sulla costa, l'aria si fa più tiepida, ma senza raggiungere l'afa opprimente tipica di dicembre e gennaio. Questo equilibrio climatico rende gli spostamenti interni più agevoli, un aspetto non trascurabile in un paese dove le strade non sono sempre in ottime condizioni e i tempi di percorrenza possono essere lunghi.
Tra baobab e lemuri: la natura protagonista
È proprio in questo periodo che il celebre Viale dei Baobab, vicino a Morondava, regala uno dei suoi spettacoli più suggestivi: gli alberi secolari si stagliano contro un cielo limpido, e le luci dell'alba e del tramonto ne accentuano le forme scultoree. Non lontano, i parchi nazionali come Kirindy o Ranomafana offrono le condizioni migliori per osservare i lemuri, primati endemici dell'isola che in questo periodo sono particolarmente attivi. Nei mesi secchi, la vegetazione più rada facilita l'avvistamento di queste creature, così come di camaleonti, rane e uccelli che popolano le foreste malgasce.
Il Parco Nazionale di Isalo, con i suoi canyon e le formazioni rocciose modellate dall'erosione, diventa in questi mesi una meta ideale per gli escursionisti, grazie a sentieri asciutti e percorribili senza il rischio di improvvisi acquazzoni tropicali.
Le coste e l'oceano: balene e spiagge incontaminate
Non è solo l'entroterra a beneficiare di questo periodo dell'anno. Al largo delle coste di Sainte Marie e Nosy Be, tra luglio e settembre le balene megattere compiono la loro migrazione annuale, offrendo agli osservatori più fortunati la possibilità di assistere da vicino a uno degli spettacoli naturali più emozionanti del mondo marino. Le acque, ancora fresche ma limpide, favoriscono anche lo snorkeling e le immersioni intorno alle barriere coralline, dove si possono incontrare tartarughe marine, pesci pappagallo e una straordinaria varietà di coralli.
Le spiagge dell'arcipelago di Nosy Be, così come quelle più isolate della penisola di Masoala, restano in questo periodo lontane dal sovraffollamento turistico, mantenendo quell'atmosfera autentica che molti viaggiatori cercano quando scelgono il Madagascar come destinazione.
Consigli pratici per il viaggio
Chi decide di visitare il paese in questo periodo dovrebbe considerare alcuni aspetti pratici. Innanzitutto, la varietà climatica tra le diverse regioni: l'altopiano centrale può risultare più fresco al mattino e alla sera, mentre le zone costiere restano più calde tutto il giorno. È quindi consigliabile portare con sé abbigliamento a strati. In secondo luogo, gli spostamenti interni richiedono spesso tempo: molte strade non sono asfaltate e i collegamenti aerei interni, seppur frequenti, vanno pianificati con anticipo.
Infine, vale la pena ricordare che il Madagascar non è solo natura: la cultura malgascia, un mix di influenze africane, asiatiche e arabe, si riflette nella cucina, nella musica e nelle tradizioni locali, elementi che meritano attenzione tanto quanto i parchi naturali.
Un paradiso ancora da scoprire
Settembre e ottobre rappresentano dunque un momento privilegiato per esplorare Madagascar: il clima favorevole, la fauna attiva e la relativa tranquillità delle mete costiere si combinano per offrire un'esperienza di viaggio autentica. Che si tratti di osservare i lemuri nella foresta, ammirare il tramonto tra i baobab o avvistare le balene al largo delle coste, questo periodo dell'anno permette di vivere l'isola nella sua dimensione più genuina, lontano dai ritmi frenetici del turismo di massa e vicino a un ecosistema che continua a sorprendere chiunque abbia la fortuna di visitarlo.
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[post_content] => Il sistema aeroportuale della Calabria ha vissuto il suo migliore agosto di sempre quest'anno, con 564.624 passeggeri e una crescita del +19% rispetto allo stesso mese del 2025.
"A sostenere il nuovo record - sottolinea una nota della Sacal, la società di gestione dei tre scali di Reggio Calabria, Lamezia Terme e Crotone - è soprattutto la forte crescita del traffico internazionale, che ad agosto raggiunge 324.077 passeggeri, con un +37% rispetto al 2025 e una quota pari al 42% del traffico complessivo del sistema. Una quota di assoluto rilievo, che testimonia la crescente apertura internazionale della Calabria e il rafforzamento di una rete di collegamenti sempre più ampia e diversificata".
A Lamezia Terme, per la prima volta nella storia dello scalo, il traffico internazionale supera quello domestico, con 217.773 passeggeri e un'incidenza del 50,30% sul traffico complessivo. "Un risultato di forte valenza strategica, che testimonia l'evoluzione della vocazione dello scalo e il crescente peso dei collegamenti internazionali all'interno dell'offerta aeroportuale calabrese" osserva Sacal.
Nei primi otto mesi del 2026 il Sistema aeroportuale calabrese ha movimentato complessivamente 3.299.880 passeggeri, con un +12% rispetto allo stesso periodo del 2025. A Lamezia i passeggeri sono stati 432.978 (+25% su agosto 2025), a Reggio Calabria 97.128 (+6%) e a Crotone 34.518 (-0.4%).
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Incoming sulla cresta dell'onda? Sembrerebbe proprio di sì, almeno a giudicare dai risultati di alcune regioni italiane, a cominciare dalla Sicilia. «La stagione estiva rimane positiva - conferma Julian Zappalà, general manager di Dimensione Sicilia -. La Sicilia continua a registrare un forte interesse e numeri importanti, confermandosi una destinazione molto richiesta. In termini di ricavi, non è stata la nostra migliore estate, soprattutto considerando il contesto internazionale generale, ma il bilancio resta certamente positivo. Il 2026 è iniziato molto bene, con prospettive particolarmente incoraggianti ma gli avvenimenti internazionali hanno determinato un rallentamento. Prevediamo quindi di chiudere senza superare i numeri record registrati nel 2025».
L’impatto più evidente della crisi geopolitica si è registrato tra aprile e maggio, «quando abbiamo avuto diverse cancellazioni, soprattutto dal mercato australiano. Molti viaggiatori provenienti dall’Australia utilizzano, infatti, scali nell’area di Dubai e del Medio Oriente e l’incertezza legata alla situazione internazionale ha inciso sulle decisioni di viaggio. Sicuramente questi avvenimenti hanno frenato la stagione primaverile, insieme alle preoccupazioni relative ai costi e ai collegamenti aerei».
Per dimensione Sicilia, i principali mercati di riferimento restano Stati Uniti, Australia, Canada, Argentina, Francia e Spagna, più in generale tutti i mercati di lingua inglese, spagnola e francese. «Una novità molto interessante è rappresentata dal Brasile. A seguito della nostra partecipazione a una fiera dedicata, abbiamo riscontrato un interesse immediato e molto positivo, che ci fa guardare a questo mercato con grande attenzione e interessanti prospettive».
Come cambia la domanda
«Stiamo assistendo a una crescita sempre più significativa del last minute, anche nel segmento gruppi e sui mercati internazionali. In passato lavoravamo con tempi di prenotazione molto più lunghi, mentre quest’anno abbiamo notato una conversione sempre più vicina alle date di partenza. È un cambiamento importante nelle abitudini dei viaggiatori e, come operatori, dobbiamo essere sempre più flessibili e pronti ad adattarci».
La filosofia di Dimensione Sicilia resta artigianale: «Continuiamo a costruire itinerari su misura, studiati sulle esigenze e sui desideri di ogni singolo cliente. Sempre più spesso riceviamo richieste di quotazione basate su itinerari elaborati con strumenti di intelligenza artificiale, che naturalmente devono poi essere verificati, corretti e adattati alla realtà della destinazione. Consideriamo comunque l’AI uno strumento utile soprattutto per velocizzare alcuni processi operativi, senza rinunciare però al valore dell’esperienza e della consulenza umana».
Tra le novità, che verranno presentate a TTG Travel Experience nel desk all'interno dello spazio della Regione Sicilia, ci sono le partenze invernali garantite del Sicilian Secrets, con proposte tematizzate per l’Immacolata e il Capodanno. «Particolarmente interessante è la combinazione tra Carnevale e Festa di Sant’Agata: quest’anno infatti le date coincidono e abbiamo pensato di creare un prodotto che propne insieme due delle festività più importanti e suggestive della Sicilia».
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[post_content] => La notizia c'è e assume un rilievo particolare in un momento in cui alcune destinazioni sono precluse al turismo e la clientela di target elevato si conferma come uno dei motori della crescita. Il 15 ottobre prossimo, al termine di un profondo intervento di ristrutturazione, riaprirà il Trou aux Biches Beachcomber Golf Resort & Spa.
A mettere a fuoco le tappe di sviluppo del progetto firmato Beachcomber, insieme al direttore del Trou aux Biches, Kervyn Rayeroux, è Sheila Filippi, general manager Italia presso Beachcomber Resorts & Hotels. «Quello italiano è uno dei quattro mercati più performanti - spiega la manager - secondo solo a Germania, Francia e Uk -. L'andamento del 2026 riconferma quanto previsto: dopo un inizio brillante e un successivo periodo di stallo delle prenotazioni causato dal conflitto mediorientale, da maggio il booking ha ricominciato a muoversi. La sorpresa sta arrivando sulle prenotazioni per Capodanno e per i primi mesi del 2027: l'anticipo è ottimo e la voglia di viaggiare contribuisce a generare un volume interessante e - per certi versi - sorprendente di conferme anticipate. Certo, la presenza dei collegamenti diretti con Ita Airways e delle ottime coincidenze garantite da Turkish Airlines e da Emirates aiutano a spingere una destinazione che viene percepita come sicura, divertente e "cool". Per questo l'obiettivo di chiudere sugli stessi numeri del 2025 appare sicuramente alla nostra portata».
Filippi precisa che la strategia per il futuro prevede di concentrarsi in particolare sulla crescita del segmento upper level, «quello relativo ai 5 stelle lusso, che continueremo a spingere anche nei prossimi mesi».
Negli otto resort della catena presenti a Mauritius c'è spazio per tutti: dalle coppie alle famiglie, fino ai gruppi di amici, sono state studiate soluzioni e attività dedicate, frutto dell'esperienza di anni. «Pur non avendo una struttura specificamente riservata alla clientela "adults only", abbiamo ricavato aree ad hoc per chi richiede - e sono sempre di più - questa tipologia di offerta».
Prosegue poi con successo la partnership con il gruppo Alpitour: l'accordo, attivo da fine 2019, prevede l'esclusiva per il tour operating sul mercato italiano e riguarda gli otto resort mauriziani della catena. «Ci sta dando soddisfazione - conferma la manager - e presenta numeri crescenti anno dopo anno».
Le novità
Passando alle novità, «Il Trou aux Biches - come conferma il general manager dell'hotel, Kervyn Rayeroux - rappresenta il perfetto equilibrio tra esperienze lifestyle, legame con la destinazione, responsabilità ambientale e identità locale. Il progetto (investiti 30 milioni di euro) ha previsto la ristrutturazione totale , di Beachfront Suite e Beachfront Senior Suite con pool, le due categorie che si affacciano direttamente sulla spiaggia e delle Tropical Junior Suite e Family Suite, nel cuore dei giardini».
Tra i focus della ristrutturazione anche L’Oasis, il ristorante principale a buffet e il bar ‘vicino di casa’, punto d’incontro centrale durante tutto il giorno. Affacciato sulla piscina e sulla laguna, il ristorante trae ispirazione dal contesto tropicale che lo avvolge creando una sensazione di leggerezza ed enfatizzando il concetto di ‘oasi’. I nuovi lavori ne hanno ampliato la capacità per un totale di 450 coperti, con una nuova organizzazione sia interna, che degli spazi esterni (100 coperti) protetti da una struttura che permette di creare un gioco di luci e ombre. Sempre per quanto riguarda la ristorazione è stato previsto un refresh del look & feel anche de La Caravelle (ristorante gourmet internazionale) e de Il Corallo (ristorante mediterraneo), entrambi con vista mare.
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Egitto motore dell'estate
«L'estate 2026 ha confermato innanzitutto il posizionamento come “best in class” dell'Egitto, un dato in continuità con il passato, ma che non era assolutamente scontato considerando i timori, infondati, legati al conflitto nel golfo Persico».
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