10 febbraio 2021 14:35
Il Wttc, che rappresenta il settore privato globale di viaggi e turismo, ha pubblicato un nuovo documento sull’impatto sociale incentrato sul settore dei viaggi e del turismo, che è stato compilato per mostrare l’importanza di viaggi e turismo come motore dell’impatto sociale.
Il documento afferma che aumentare la consapevolezza e la comprensione dell’impatto sociale di viaggi e turismo è sempre stato estremamente importante, ma è molto più critico alla luce dell’impatto devastante di Covid-19 su viaggi e turismo a livello globale.
Il contributo totale di viaggi e turismo al Pil e all’occupazione influisce positivamente e in modo significativo sui punteggi dell’indice di progresso sociale; con Cina, Cambogia, Ruanda e Sri Lanka evidenziati come performance particolarmente forti.
Ciò avviene in un momento in cui il settore dei viaggi e del turismo è stato devastato dalla pandemia e vi è un’urgente necessità di recuperare le centinaia di milioni di posti di lavoro persi, con l’ultimo modello economico di Wttc che suggerisce che 174 milioni di posti di lavoro sono stati colpiti nel 2020 a livello globale.
Secondo la ricerca, in molte parti del mondo travel & tourism ha arricchito le persone a un ritmo più veloce dell’economia complessiva.
Tra il 2011 e il 2019, il Sud-est asiatico ha registrato il tasso di crescita annuale più rapido del Pil pro capite di viaggi e turismo al 6,7% rispetto alla crescita complessiva dell’economia della regione del 3,7%; mentre il Medio Oriente ha ottenuto una crescita del Pil pro capite del 3% per viaggi e turismo rispetto allo 0,3% dell’economia complessiva della regione.
I viaggi e il turismo internazionali, e in particolare la spesa internazionale, sono vitali per sostenere la creazione di posti di lavoro dalle megalopoli alle comunità rurali. Secondo la ricerca, a livello globale, per ogni 34 visitatori internazionali verso una destinazione, viene creato un nuovo lavoro. Questa cifra è più importante in Africa, Asia-Pacifico e Medio Oriente, dove occorrono rispettivamente 11, 13 e 24 visitatori internazionali per la creazione di un nuovo lavoro.
Lo studio mostra anche che per ogni dollaro generato nel Pil diretto di viaggi e turismo a livello globale, più di 2 dollari vengono generati indirettamente. Ciò significa che più del doppio del valore viene generato lungo l’intera catena di fornitura grazie a Travel & Tourism.
Per ogni lavoro diretto a livello globale, vengono creati quasi due nuovi posti di lavoro su base indiretta o indotta, con un lavoro diretto in Viaggi e turismo che crea effettivamente un totale di tre posti di lavoro.
Inoltre, la diversità nell’ecosistema dei viaggi, in relazione a razza, etnia, genere, cultura, religione e abilità fisiche, è fondamentale per il successo delle imprese, l’impatto significativo sulle comunità e la migliore esperienza dei viaggiatori.
Gloria Guevara, president & ceo, Wttc ha dichiarato: “Wttc è orgogliosa di pubblicare questa importante ricerca incentrata sull’impatto sociale, che evidenzia quanto sia fondamentale Travel & Tourism per il nostro mondo. Viaggi e turismo è uno dei settori più diversificati, che impiega persone di ogni estrazione socio-economica indipendentemente dall’età, dal sesso o dall’etnia, con quasi il 54% delle quali donne e fino al 30% giovani. Dopo quasi un anno intero di insicurezza e difficoltà derivanti dalla pandemia Covid-19, il momento non potrebbe essere più appropriato per celebrare l’importanza del settore”.
Secondo il rapporto sull’impatto economico del 2020 del Wttc , nel corso del 2019, il comparto viaggi e turismo ha sostenuto un lavoro su 10 (330 milioni in totale), ha fornito un contributo del 10,3% al Pil globale e ha generato uno su quattro di tutti i nuovi posti di lavoro.
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«Abbiamo scelto di essere presenti in un evento che seguiamo con interesse da diversi anni - spiega Nicola Rubaudo, direttore tecnico -, che abbiamo visto crescere sempre più e dove riteniamo sia importante esserci in quanto azienda orgogliosamente pugliese e italiana. La Puglia è la regione dove siamo nati e cresciuti e dove abbiamo la nostra sede. E' la terra dalla quale partono molti dei traghetti che trattiamo, e dove si trovano buona parte delle agenzie di viaggio con cui collaboriamo. Il nostro ufficio è ad Otranto, siamo l'agenzia di viaggio più a est d'Italia, e forse proprio questa particolare collocazione geografica ci ha fatti specializzare nei collegamenti marittimi verso Grecia ed Albania. Oggi abbiamo allargato il nostro prodotto a tutto il Mediterraneo e non solo, essendo diventati un punto di riferimento per tutti coloro che amano viaggiare o far viaggiare in traghetto».
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L'offerta
«In termini di prodotto la nostra offerta è sempre più ampia, con una copertura oramai quasi totale dei collegamenti interni fra le isole greche, che si aggiungono a quelli che abbiamo sempre proposto dall'Italia appunto per la Grecia, l'Albania, la Croazia, la Spagna, il Marocco, la Tunisia, la Turchia. Abbiamo inoltre ampliato notevolmente il novero dei collegamenti veloci nel Golfo di Napoli. Tutto questo mantenendo sempre quello che è uno dei nostri principali punti di forza: il supporto e la presenza prima, durante e dopo ogni prenotazione. In Btm sarà presente, fra le varie giornate, tutto il nostro staff. Un motivo in più per venirci a trovare e conoscerci meglio».
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[post_content] => Vola alto Ethiopian Airlines, con un fatturato semestrale di 4,5 miliardi di dollari, pari ad una crescita del 14% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nei sei mesi, la compagnia aerea ha trasportato 10,64 milioni di passeggeri e 451.000 tonnellate di merci.
Mesfin Tasew, ceo del gruppo, ha affermato: “In termini di ricavi, abbiamo generato 4,4 miliardi di dollari Usa durante la prima metà dell'anno fiscale in corso. I ricavi sono superiori del 2% rispetto al piano e hanno registrato una crescita del 14% rispetto ai dati dello stesso periodo dell'anno scorso”..
La compagnia aerea ha trasportato 10,64 milioni di passeggeri attraverso il network nazionale e internazionale durante il periodo di riferimento, a conferma della sua posizione di collegamento chiave tra l'Africa e il resto del mondo.
Ethiopian serve attualmente 145 destinazioni internazionali. Tuttavia, Tasew ha riconosciuto le crescenti pressioni operative: la carenza di aeromobili, le condizioni meteorologiche avverse, i conflitti geopolitici e la più ampia incertezza globale hanno pesato sul settore.
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Fabrizio Mezzo è il nuovo head of marketing, communication & events di Uvet Events con l’obiettivo di aiutare il gruppo a crescere nel campo della comunicazione, rafforzando la brand image. Uvet Events, da oltre 20 anni specializzata in eventi, negli ultimi anni si è focalizzata sulla produzione di grandi show ed eventi memorabili.
“È giunto il momento non solo del “fare bene”, ma anche del “comunicare” – dice Serena Martini, sales & cmmunication director Uvet Events- e per questo abbiamo voluto un professionista che potesse portare valore aggiunto. Fabrizio Mezzo è la persona che può fare la differenza; dovrà portarci a comunicare quello che facciamo e soprattutto ci regala in dote una grande esperienza nella creatività degli eventi e dei format, che sarà uno dei focus 2026».
Il nuovo ruolo
Il ruolo di Fabrizio Mezzo sarà fondamentale per supportare una nuova fase di sviluppo dell’area eventi e per generare nuovi contenuti, suggestioni e impatto reale per le aziende. Fabrizio Mezzo ha oltre 35 anni di esperienza nel mondo della comunicazione e dell’event management ed il suo back ground coniuga idee innovative, pensiero strategico, progettualità e capacità di storytelling.
«Uvet ha una storia trentennale fatta di grandi successi che molto spesso abbiamo comunicato poco. Siamo proprietari di format ed eventi unici - dice Luca Patané, presidente del gruppo Uvet -. Il nostro Biz Travel Forum, ad esempio, un'eccellenza di settore che raduna giornalisti, politici, manager delle maggiori aziende italiane. O la Fleet Manager Academy, l’evento e lo strumento strategico che consente di comprendere tutti gli andamenti fondamentali della flotta aziendale. Con Uvet Events gestiamo grandi convention, tour, lanci di prodotto, roadshow. Una figura come quella di Fabrizio Mezzo era strategica. Sono orgoglioso di guidare e far crescere il nostro gruppo e le nostre aziende inserendo manager di esperienza che possono portare idee e valore aggiunto ad un gruppo che ha necessità di penetrare il mercato anche in ambito di maggior visibilità».
Uvet Events ha deciso che il 2026 sarà un anno nel quale verranno portate in evidenza le forti competenze di settore che fino ad oggi non tutti i clienti ed i potenziali interessati conoscevano. Grazie all’ingresso di Fabrizio Mezzo, Uvet Events rilancerà inoltre il proprio posizionamento a livello social e di comunicazione, e prenderà parte a premi e manifestazioni, per far immediatamente percepire il valore di una struttura capace di chiudere il 2025 con oltre 75 eventi realizzati e un fatturato di oltre 20 milioni di euro.
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[post_content] => Guiness Travel consolida il proprio ruolo di riferimento nei viaggi verso l’Estremo Oriente, puntando i riflettori su Giappone, Cina e Corea.
La programmazione aggiornata, che va ad ampliare quella già esistente dall’inizio dello scorso autunno, consta di 15 itinerari in Giappone e 11 itinerari in Cina, con oltre 215 partenze garantite totali da marzo 2026 alla primavera 2027.
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Gli itinerari Young, progettati per viaggiatori under 45, rappresentano la risposta di Guiness Travel a un pubblico dinamico, attento alle esperienze autentiche e desideroso di vivere le destinazioni in modo contemporaneo senza rinunciare alla qualità.
Il Giappone Young in 12 giorni combina le città iconiche con percorsi meno conosciuti, esperienze gastronomiche e cultura pop. Le partenze con accompagnatore sono programmate da Milano, Bologna, Roma e Napoli.
Cina – La Terra del Dragone Young è un tour di 10 giorni che unisce grandi metropoli e siti storici, tra modernità e tradizione.
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I programmi Luxury sono pensati per viaggiatori selettivi, alla ricerca di esclusività, comfort assoluto ed esperienze di livello superiore, con attenzione a ogni dettaglio.
Il Giappone Luxury è un itinerario premium di 11 giorni che coniuga cultura, storia e natura, con soggiorni in hotel 5 stelle, Ryokan con onsen privato e voli business class Emirates. Il percorso permette di vivere città iconiche e angoli meno esplorati, con esperienze culturali esclusive pensate per chi cerca il massimo della qualità.
Cina Luxury è un itinerario di 13 giorni in business class Emirates dedicato alla scoperta approfondita della Cina, dalle metropoli alle regioni storiche. I partecipanti soggiornano in strutture di lusso come il Regent di Pechino, toccando destinazioni meno note ma in ascesa come Chongqing e Chengdu.
Grandi Combinati Cina- Giappone- Corea
I nuovi viaggi in combinata rappresentano la proposta più completa per chi desidera una visione trasversale e approfondita delle civiltà orientali.
Cina & Giappone in 16 giorni offre il meglio delle due destinazioni in un unico viaggio.
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[post_content] => «Il nostro prodotto è l'esperienza che offriamo al pubblico, la relazione che si crea tra le persone e il servizio offerto» ha affermato Maurizio Crisanti, direttore di AssoParchi Federturismo, introducendo alla Bit il panel “Parchi divertimento: la relazione al centro dell’esperienza.
I dati dell’Osservatorio AssoParchi sul pubblico di oggi e di domani”. L’industria dei parchi di divertimento rappresenta un elemento significativo dell’offerta turistica in Italia, con un rilevante impatto economico e culturale sul settore. Grazie alla varietà di attrazioni, spettacoli e servizi, i parchi sono degli attrattori turistici che influenzano l’economia locale.
«Walt Disney disse “Se puoi sognarlo, puoi farlo”: fu l'inventore dei parchi di divertimento e del turismo esperienziale. Oggi è una tendenza, ma già nel 1955, quando aprì Disneyland, Walt Disney aveva capito che, con la fantasia, si possono proporre emozioni ed esperienze capaci di rendere una giornata memorabile. - prosegue Crisanti - Come rilevato dall’associazione Iaapa, il settore di parchi di divertimento continua a crescere a livello globale e crescerà del 10,55% fino al 2032, contribuendo in modo significativo al Pil delle nazioni. I parchi hanno un pubblico locale e internazionale che viaggia, pernotta, consuma cibo e visita le attrazioni turistiche, recando benefici a tutta la filiera.
Ogni parco è progettato per essere unico e la tipologia di esperienza è legata al marchio del parco, alla sua realtà e alla proprietà. Noi non siamo servizi, ma industria, perché come industria ci muoviamo, investiamo e reclutiamo migliaia di lavoratori. Anche in Italia i parchi crescono, cresce il numero di visitatori, e crescono i fatturati.
Ci sono delle aree come il Lago di Garda o la Riviera Romagnola, dove i parchi hanno un pubblico internazionale che in alcuni casi arriva al 50% del totale. Invece i parchi che sono in aree meno vocate a raccogliere turisti stranieri, svolgono un ruolo fondamentale a livello di economia locale e di attrazione turistica per i visitatori. In questo periodo si parla molto dello sviluppo delle aree interne: i parchi contribuiscono a questo.
Il dato più recente sul numero dei visitatori dei parchi di divertimento italiani si riferisce al 2024: a partire dai sistemi di biglietteria rileva 21,1mln di visitatori, con un aumento del 7,4% rispetto all’anno precedente. I ricavi di biglietteria hanno raggiunto i 306,6mln di euro. Il dato del ‘25 uscirà tra due mesi e sappiamo che sarà in linea con quello precedente, perché ogni anno registriamo un importante incremento. I parchi in Italia sono circa 190: più di cento sono parchi acquatici, poi abbiamo i parchi a tema, quelli faunistici, ai quali si sommano 250 parchi avventura con zipline estreme e ponti tibetani. In tutti i territori, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, riusciamo ad offrire delle belle giornate e un tempo libero di qualità, che offre emozioni e socialità, offre un tempo protetto dalle interruzioni - soprattutto quelle digitali - e valorizza il territorio.
Offriamo tempo per migliorare la qualità delle relazioni consolidando i legami e creando momenti indimenticabili. Offriamo un divertimento attivo, perché in una giornata in un parco vengono fatti dai 10.000 ai 18.000 passi! È importante anche l’impatto territoriale sull'occupazione, sul benessere dei territori, sull’indotto. Un parco utilizza i prodotti a km.0, offre lavoro alle aziende del territorio occupando migliaia di professionisti e ingaggia decine di artisti per realizzare gli spettacoli. Un parco è espressione di un turismo sostenibile e integrato con tutte le altre realtà: dai trasporti, all'ospitalità, alla ristorazione.
Il ruolo dell’Osservatorio Permanente di AssoParchi
Da pochi mesi è nato l’Osservatorio Permanente AssoParchi, sviluppato in collaborazione con la società di ricerca Grs Research & Strategy. «Facciamo ricerca e strategia in tutti i contesti dove c'è un'esperienza da vivere. - afferma Maria Chiara Nicoletti, european regional manager di Grs - Analizziamo, viviamo l'offerta del parco e comprendiamo quali siano le metodiche dell'esperienza affinché chi la realizza e progetta possa sviluppare delle strategie con dei dati numerici e comportamentali.
Per AssoParchi abbiamo fatto un'attività di ricerca su un campione di 705 residenti in Italia, rappresentativi della popolazione, che non necessariamente frequentano i parchi ma che fruiscono di diverse attività. Abbiamo realizzato un censimento per comprendere l'impatto economico del settore e abbiamo misurato l'esperienza che avviene all'interno del parco di divertimento. Il perimetro della ricerca prevede un'analisi su 28 categorie molto diverse e di 93 brand; questo ci ha consentito di comprendere quali siano le leve di impatto che entrano in campo e che permettono di attivare delle direzioni di crescita.
Sulle 28 categorie è stato analizzato l’Indice di Impatto di Presenza (Ipi), che si muove su 4 dimensioni: l’impatto emotivo, la connessione, la crescita personale e il significato. L'Impatto Emotivo riguarda le emozioni che si vivono, la Connessione è il lusso di interagire con altre persone. Crescita Personale vuol dire che le attività che noi viviamo devono arricchire. Il Significato, infine, è un concetto innovativo, è il sentirsi parte di un qualcosa di più grande.
Secondo i dati raccolti gli utenti si aspettano di trovare vivere nel parco il divertimento (55%), la sicurezza e il comfort (39%), la riconnessione con la natura e la spiritualità (32%), l’autenticità (32%), la riflessione e la crescita personale (30%), la condivisione e l’identità culturale (29%). La notizia positiva è che quasi il 70% degli italiani vuole vivere delle esperienze con una maggiore frequenza. Allora ci siamo chiesti cosa gli impedisca di farlo e le ricerche compiute dicono che le principali barriere alla partecipazione sono la mancanza di tempo (48%), i costi elevati (42%) e la distanza e le difficoltà logistiche (34%)». Nicoletti conclude la sua presentazione indicando quali siano i “messaggi chiave per target”: se tra i 16 e i 24 anni la dimensione preponderante è l’impatto emotivo, dai 25 ai 34 anni si cerca il significato, dai 33 ai 54 la connessione, quindi la crescita personale.
I parchi di divertimento come asset strategico per il territorio
«Nell’attuale ecosistema di grandi sfide strategiche, dove i consumi sono più complessi e c’è grande competizione, il ruolo dei parchi è molto articolato. - sottolinea Andrea Pirola, co-founder e ceo di Whitemc - Sono delle infrastrutture che rappresentano un asset strategico di posizionamento per il turismo esperienziale.
Sono luoghi nei quali costruire esperienze e agire su una dimensione sociale e umana. I parchi sono importanti generatori di valore economico e territoriale. AssoParchi è diventata una piattaforma di sviluppo strategico per l'intero comparto e l'intera industria. Detterà le traiettorie verso le quali orientarsi, perché in un mercato sempre più fluido bisogna conoscere se stessi e capire quali siano i bisogni dei pubblici attuali e di quelli prospettici, contaminandosi anche con il digitale.
L'Osservatorio Permanente di AssoParchi è un percorso, un'infrastruttura evolutiva all’interno dell’associazione che guarda a nuovi scenari e nuove opportunità comprendendo quali siano le realtà costitutive, ovvero gli attori dell’industria del divertimento, dell'esperienza vissuta attraverso il divertimento. Si parla di modelli operativi e di posizionamento e si operano delle ricerche sulla customer experience, sui bisogni del consumatore e anche sulle barriere che gli impediscono di scegliere l'esperienza-parco come un momento di fruizione del proprio tempo libero.
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Chiara Ambrosioni
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Si è insediata la nuova Presidenza nazionale di Assoviaggi Confesercenti, guidata dal presidente Gianni Rebecchi, che ha formalizzato la composizione dell'organo politico-sindacale nazionale e avviato ufficialmente l'attività del nuovo ciclo associativo. Nel corso dell'incontro è stato eletto vicepresidente Vicario Emilio Cordeglio ed è stata nominata la Giunta nazionale, con rappresentanti da tutte le principali regioni italiane.
Sono state inoltre assegnate le deleghe operative, che guideranno l'azione dell'Associazione sui principali fronti strategici: nuova banca dati nazionale delle agenzie di viaggio regolari e dei direttori tecnici, turismo scolastico, relazioni europee, innovazione tecnologica, Mice congressuale, turismo accessibile, incoming, turismo religioso, rapporti con Maeci.
Dichiarazioni
"Questa nuova squadra rappresenta al meglio la pluralità, la competenza e la forza del nostro sistema associativo. Con la costituzione della Giunta e l'assegnazione delle deleghe entriamo in una fase operativa: le agenzie di viaggio stanno affrontando un mercato in profonda trasformazione e Assoviaggi deve interpretare questi cambiamenti", le parole del Presidente Gianni Rebecchi.
"Le priorità che abbiamo definito - aggiunge il presidente - spaziano dall'ampliamento dei servizi e delle convenzioni a favore degli associati al rafforzamento delle relazioni con i principali tavoli istituzionali, anche in ambito europeo. Accanto a questi temi, ci occuperemo di innovazione digitale e bandi, turismo accessibile, sviluppo dell'incoming e del congressuale. L'obiettivo è rafforzare la rappresentanza delle agenzie di viaggi, sostenere il turismo organizzato e consolidare il ruolo delle agenzie come presidio professionale per i viaggiatori".
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[post_content] => Politica e turismo. Passeggiando nel padiglione delle regioni alla Bit 2026 ho ascoltato parecchi assessori regionali al turismo. E mi è sembrato che francamente ancora non abbiano capito dove sta andando il mondo (specialmente quello del turismo). Si mettono con loro microfono a parlare di dati, di statistiche, (di solito dell'anno scorso) cercando di estrarre motivi e comportamenti.
Primo punto. Il politico di turno non deve. più sciorinare numeri come fossero ciliegie, perché non servono a nulla. Il politico deve parlare della sua visione politica del turismo nella sua regione. E invece siamo sempre allo stesso punto. Gli uffici stampa mettono insieme una decina di slide con numeri e grafici (come se il turismo si possa riassumere in numeri e grafici) e gli assessori li espongono davanti a una folla di osservatori e giornalisti.
Tecnica
Non credo che andremo molto avanti con questa ideologia della tecnica e dei numeri. Bisogna disegnare un futuro non imbrigliarci di numeri. Disegnare il futuro significa avere idee, progettazioni, immaginazione. Ed è proprio questo che mi preoccupa. Mi pare che i politici che ho ascoltato non avessero idee, ma solo fretta di finire le slide.
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[post_content] => L'industria turistica del Sudafrica ha messo a segno risultati da record nel 2025: il Paese ha accolto 10,5 milioni di visitatori internazionali e superato di conseguenza i dati pre-pandemia. L'aumento del turismo contribuisce in modo significativo all'economia del Paese, rappresentando quasi il 9% del Pil e sostenendo 1,8 milioni di posti di lavoro.
I dati sono stati confermati dal ministro del Turismo Patricia de Lille, che ha descritto il risultato come un momento decisivo per la ripresa del settore. Secondo il ministro, i soli risultati di dicembre ben sintetizzano l'entità della ripresa.
“Nel 2025 il Sudafrica ha accolto 10,5 milioni di visitatori, con un aumento del 17,6% rispetto ai dati del 2024. Si tratta del numero più alto di arrivi mai registrato, che supera il precedente record del 2018. Ora, per la prima volta, abbiamo superato del 2,6% gli arrivi del 2019”, ha affermato il ministro de Lille.
Sebbene i mercati a lungo raggio rimangano importanti, i viaggi regionali hanno continuato a dominare l'afflusso di visitatori. In particolare, lo Zimbabwe è emerso come uno dei principali contributori, superando i mercati di origine tradizionali come Regno Unito, Germania, Cina, Giappone e Botswana.
Allo stesso tempo, l'Europa è rimasta un bacino chiave della crescita: gli arrivi dalla regione sono aumentati del +12,6% nel 2025, trainati da Regno Unito, Germania, Austria, Svizzera, Svezia, Belgio e Italia.
In frenata, invece, il numero dei visitatori provenienti dagli Stati Uniti e dal Canada.
Dopo il successo dell'organizzazione del vertice dei ministri del turismo del G20, il World Economic Forum ha in programma un incontro speciale a Davos nel 2026, rafforzando la fiducia nelle capacità turistiche del Sudafrica.
Il ministro de Lille ha dichiarato: “Il turismo funziona. Il turismo sta dando risultati. E il turismo rimarrà una pietra miliare della crescita inclusiva, degli investimenti e della creazione di posti di lavoro in Sudafrica”.
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[post_content] => La Cina è un paese molto diverso rispetto all’Italia, sia per estensione del territorio sia per tecnologie. Chi vi si reca per lavoro o per visite di piacere sottovaluta spesso la necessità di munirsi di un’appropriata copertura dati per il proprio smartphone. Per poter ovviare a tale problema, sono in molti a scegliere come soluzione l’uso di eSIM per la Cina, sempre più rilevanti nel segmento in questione. Uno strumento che, per essere compreso a pieno, necessita di un’analisi delle criticità strutturali delle connessioni cinesi.
Di anno in anno crescono i numeri dei viaggiatori che scelgono la Cina come meta. In parte per la sua affascinante e millenaria storia, in parte per le rapide evoluzioni in ambito tecnologico che attraversano questa parte del mondo. Ma tra città che sembrano provenire dal futuro, come l’impressionante Chongqing, e quelle più salde nell’immaginario occidentale come Pechino, la Cina non è solo grossi agglomerati urbani. Gran parte delle esperienze più favolose si nascondono al di fuori di queste zone, in territori che potrebbero risultare più difficili da visitare senza aiuti tecnologici. E non è comunque l’unico problema che un italiano che va in Cina deve affrontare. Prima di organizzare un viaggio, quindi, è importante capire quale sia la situazione in termini di connessione dati e come premunirsi al meglio.
Il panorama delle connessioni in Cina
La Cina può vantare una delle infrastrutture di telecomunicazioni più avanzate dell’intero pianeta. In tutte le città principali è presente una copertura 5G che raggiunge oltre l’80% dei villaggi. Se questo è un bene per i locali, non si può dire lo stesso per i viaggiatori, soprattutto quelli provenienti da Occidente. Molte delle piattaforme che siamo soliti utilizzare sul web non sono disponibili in territorio cinese. Per esempio, tutti i servizi Google, app di messaggistica istantanea come WhatsApp, Facebook e persino Instagram. In Italia siamo abituati a sfruttare questi mezzi di comunicazione, quindi ritrovarsi in Cina senza accesso alle app di cui fruiamo costantemente è senz’altro problematico.
A ciò si aggiungono poi i costi elevati applicati dalle compagnie nostrane per i pacchetti roaming dati, creando una serie di criticità non di poco conto. Basti pensare che alcuni operatori possono applicare tariffe di 7€ al giorno per soli 500 MB di dati, facilmente esauribili in pochissimo tempo. Chi vive in Cina può acquistare facilmente delle SIM locali a un prezzo vantaggioso, superando così in parte questo ostacolo. Tuttavia, bisogna ricordare che in quanto viaggiatori, non si ha lo stesso status di un residente e l’accesso a SIM cinesi presenta, oltre alla prevedibile barriera linguistica, anche problemi legati alla compatibilità dei dispositivi.
Per i professionisti nel settore dei viaggi, si tratta di grossi limiti da superare. Offrire ai propri clienti la migliore esperienza possibile passa quindi attraverso una profonda conoscenza di queste problematiche. Le eSIM per la Cina, pensate per il territorio in questione, possono aiutare in molti casi differenti, rivelandosi un elemento strategico da includere, potenzialmente, nei propri servizi.
La soluzione delle eSIM per la Cina: di cosa si tratta?
La tecnologia eSIM è stata un vero e proprio “game changer” per il settore dei viaggi. A oggi, resta una delle opzioni più convenienti per visitare Paesi come la Cina, ottenendo copertura dati a prezzi vantaggiosi. Rispetto alle SIM tradizionali, queste sono attivabili direttamente su smartphone compatibili, senza la necessità di inserire alcuna scheda fisica. Consentono ai viaggiatori di attivare un piano dati in maniera digitale, spesso ancor prima della partenza stessa. Per gli esperti del settore dei viaggi è un’opzione sicura da raccomandare ai propri clienti.
Innanzitutto, gli utenti possono effettuare il setup della propria eSIM per la Cina direttamente da casa propria, in Italia, senza attese snervanti. A seguire, non c’è bisogno di operazioni tecniche come la sostituzione della SIM, che comporterebbe anche la mancanza di copertura nel Paese di partenza. Basta spesso far scaricare l’app dedicata sullo smartphone per gestire le eSIM. Infine, non va trascurato il fattore economico: il prezzo vantaggioso è dato da pacchetti prestabiliti che offrono numerosi GB.
Il “Grande Firewall” e le eSIM
Il Grande Firewall crea un parallelismo con la Grande Muraglia Cinese e, proprio come quest’ultima serviva a tenere fuori gli invasori in epoche passate, il Grande Firewall serve a bloccare servizi digitali provenienti da occidente e che non rispettano le regole imposte dal Paese. Purtroppo, questa è una brutta notizia per i viaggiatori italiani, che non possono accedere a servizi che in loco sarebbero molto utili per ottenere informazioni e spostarsi, come ad esempio Google Maps. Banalmente, rende difficile anche restare in comunicazione con la propria famiglia mentre si è in viaggio.
Una delle soluzioni a questo problema, che molti adottano in Cina, è l’uso di una VPN, un servizio che consente di cambiare il proprio IP per apparire come se ci si trovasse in un altro Paese. Una VPN offre un margine di operatività maggiore ma, allo stesso tempo, ha anche un costo che incide sul viaggio se lo si deve associare a un piano dati roaming. Inoltre, potrebbe necessitare di competenze tecniche maggiori da parte dell’utente.
Per gli operatori turistici vengono ancora una volta in aiuto le eSIM per la Cina che, in casi specifici, possono fungere anche da VPN, garantendo quindi l’accesso ai servizi Google e altri siti generalmente bloccati dal firewall, senza spese aggiuntive. Una soluzione che, proposta ai viaggiatori, è in grado di venire incontro alle loro esigenze economiche e operative.
i.pr
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