7 February 2026

Santanchè: “Non contiamo più i turisti ma la spesa”. Un’altra giravolta

Il ministro del turismo Daniela Santanchè

Con una giravolta degna del miglior trapezista, il nostro ministro del turismo Daniela Santanchè ha deciso che non serve più contare i turisti che arrivano in Italia. La frase esattamente è questa: “Non dobbiamo contare quanti turisti arrivano, ma quanti soldi lasciano perché abbiamo ancora un gap con il resto dei Paesi turistici d’Europa. Non è più il tempo di contare le teste. Appropriamoci dell’orgoglio di essere italiani e diamo valore al nostro Paese”.

Quindi visto che alcuni turisti non sono “altospendenti”, per usare il gergo di coloro che non sanno nulla della nostra lingua e coniano parole asservite al profitto, allora cosa bisogna fare? Respingerli alla frontiera? Mettiamo per esempio i tedeschi che arrivano in massa sulle spiagge e nelle città italiane ma che non sono fra i turisti più spendaccioni, che ci facciamo con i tedeschi? Li rimandiamo a casa? Li convinciamo a spendere di più? Facciamo loro un master (a pagamento s’intende) finalizzato alla spesa?

Unwto

Non si riesce a capire da dove arrivi questa svolta. Probabilmente  gli analisti le avranno detto che non riusciremo neanche nel 2024 a risalire la china. Che saremo sempre il terzo o quarto paese al mondo e quindi lei ha virato sulla spesa. Ci dispiace però informare il ministro che in tutto il mondo i turisti si contano in primo luogo a numero, e poi a spesa. Basta leggere un rapporto dell’Unwto per capire che le cose stanno così. Non c’è niente da fare.

Ultima chiosa: cosa c’entra la spesa dei turisti con l’orgoglio di essere italiani? 

Giuseppe Aloe

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