26 April 2026

Santanchè: se dovesse dimettersi serve un ministro competente

Il ministro del turismo Daniela Santanchè

Caso Santanchè. Non sono un maramaldo (per chi non sappia il significato della parola, basta andare su un vocabolario). Per cui non aggredirò su questi fogli elettronici il ministro Santanchè per le sue ultime vicende. Lo facevo quando tutti ne cantavano le lodi. Ora no. Non so se sia etica professionale o altro. Ma non mi piace.

Il mio intento invece è di oltrepassare le attuali circostanze e proiettarmi in un futuro ragionevole. Mattiamo il caso che Daniela Santanchè dovesse dimettersi, o che lo stesso presidente del consiglio ne chiedesse le dimissioni, insomma ipotizziamo che si liberi il posto di ministro del turismo.

Identikit

Ecco, a questo punto consiglierei al presidente Meloni di pensare bene a chi affidare il dicastero. Il sistema del turismo ha bisogno di persone che ne sanno. Il turismo è una materia complicata e fragile. Sarebbe opportuno qualcuno che comprenda fin dal primo giorno in che ambiente si trova. Che faccia i passi giusti. Senza proclami, senza show, magari anche senza tante chiacchiere. Solo qualche provvedimento mirato. Sia per chi il turismo lo fa che per coloro che il turismo lo sostengono.

Giuseppe Aloe

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E, senza filtro alcuno, commenta il contesto e formula previsioni sui potenziali fallimenti di alcune compagnie aeree nel breve termine.\r\nIntanto, se la guerra in dovesse perdurare e lo stretto di Hormuz rimanere bloccato, il ceo stima un rischio concreto per il 10-20% delle proprie forniture di carburante. «Per maggio le compagnie petrolifere rassicurano, ma su giugno non abbiamo certezze - avverte il ceo, ripreso da Adnkronos -. Finché Trump gestirà così male la situazione in Medio Oriente, i prezzi rimarranno altissimi».\r\n\r\nInstabilità\r\nL'area più esposta sarebbe la Gran Bretagna «che dipende direttamente dal Kuwait». Nel breve termine, la situazione appare meno critica per il resto dell'Europa grazie alle diversificazioni dei rifornimenti - Norvegia, Africa Occidentale, Stati Uniti e Russia, «anche se questa non si può dire, ma il manager non nasconde che l’instabilità è totale: «Se anche la guerra finisse domani, ci vorrebbero mesi per tornare alla normalità». Il cherosene potrebbe tornare sotto i 100 dollari al barile solo a settembre.\r\n\r\nNonostante Ryanair abbia bloccato l'80% del carburante a 67 dollari al barile fino al 2027, il restante 20% subisce gli aumenti vertiginosi del greggio: dai 74 dollari, prezzati a febbraio, di marzo, ai 150 dollari di aprile e maggio. Un andamento che nel solo mese di aprile, è costato all'azienda 50 milioni di dollari extra. «Se il cherosene restasse a 150 dollari per un anno, il costo sarebbe di 600 milioni» spiega il ceo.\r\n \r\nUna pressione difficilmente sostenibile che potrebbe avere come conseguenza il termine delle operazioni di alcuni vettori: «Tra settembre e novembre compagnie come Wizz Air  ed airBaltic potrebbero fallire». Un'eventualità che sarebbe \"un'ottima notizia\" per il business della low cost irlandese. Ma il mercato è nervoso: Le nostre azioni sono scese da 32 a 25 euro da quando Trump ha iniziato a bombardare l’Iran\". 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Ricordiamo che le agenzia in Italia sono 8000, quindi 336 sono un campione abbastanza residuale sul quale fare dichiarazioni così forti.\r\n\r\nI dati evidenziano deterioramento rapido e generalizzato rispetto alla precedente rilevazione: il 94,3% degli operatori segnala un calo del business (era l’83,5%); il 70,3% registra un calo marcato, contro l’11,5% rilevato poche settimane prima nessun operatore (0%) prevede una crescita nel 2026\r\n\r\nUn’evoluzione che, come evidenziato nell’analisi dell’Osservatorio, segna il passaggio da una fase di incertezza a una condizione di difficoltà consolidata del mercato .\r\n\r\nOltre alle vendite in contrazione, all’aumento di richieste di sicurezza e garanzie (26,4%), emerge il fenomeno del rallentamento delle decisioni da parte dei clienti. Il posticipo delle decisioni di acquisto è stato riscontrato dal ben il 61% delle agenzie. 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