29 maggio 2026 11:00
La città di Livorno riapre le porte di Villa Mimbelli e della sua collezione permanente dedicata a Giovanni Fattori, uno dei pittori più influenti della pittura italiana del XIX secolo.
La grande piazza che si attraversa per raggiungere il centro storico, sorvegliata dalle marmoree statue dei Granduchi ottocenteschi e circondata da eleganti edifici neoclassici e dall’austera Fortezza Nuova, non è, tecnicamente, una piazza. La Piazza della Repubblica, infatti, è in realtà un colossale ponte, della larghezza di 220 m, sorto a metà ottocento al di sopra del Fosso Reale e definito, all’epoca, il Voltone con riferimento alla “volta” che sostiene la piazza. In un mondo dove le imprese ingegneristiche celebrano i ponti per la loro lunghezza, la città di Livorno può vantare il singolare primato del ponte più largo d’Europa.
Meno in vista di quelle marmoree di Ferdinando III e di Leopoldo II, quasi in disparte e all’ombra dei mattoni in cotto toscano del Cisternino di Città, una terza statua, bronzea, volge il proprio sguardo su questo enorme spazio ovale: è quella di Giovanni Fattori, nato il 6 settembre del 1825 a Livorno.
La collezione permanente del Museo Civico Giovanni Fattori, torna ad accogliere il pubblico a partire da luglio 2026 negli ambienti storici di Villa Mimbelli.
Il percorso si sviluppa attraverso un nucleo significativo di dipinti, disegni e acqueforti che restituiscono l’evoluzione dello sguardo di Fattori: dagli esordi ancora legati alla formazione accademica, fino alla piena maturità macchiaiola e agli anni della Maremma.
La riapertura arriva dopo la grande mostra dedicata a Fattori realizzata nel 2025, in occasione del bicentenario della nascita, che ha riportato l’attenzione nazionale sull’artista e sul suo legame con Livorno.
Le opere dialogano con gli spazi decorati di Villa Mimbelli, tra stucchi e affreschi, creando un contrasto quasi ironico: da una parte la vita vera, aspra e senza pose; dall’altra, la cornice elegante della dimora borghese. In mezzo, il visitatore — che si ritrova a leggere non solo un artista, ma un intero pezzo di ottocento italiano.
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[post_content] => Come la prossima generazione sarà destinata a trasformare il lusso, l’ospitalità e i modelli di leadership? Se ne è parlato al Bulgari Hotel durante la tavola rotonda organizzata da Glion Institute of Higher Education dal titolo “Gen Alpha: la generazione che reinventerà il lusso”.
Moderato da Sara Magro, il dibattito ha esplorato come la Generazione Alpha - i nati dopo il 2010 - sia destinata a ridefinire profondamente i codici, le aspettative e i modelli di business del lusso nei prossimi anni.
Secondo Bain & Company, le generazioni più giovani, tra cui Gen Z e Gen Alpha, rappresenteranno fino all’80% degli acquisti globali di beni di lusso entro il 2030, mentre la Gen Alpha è destinata a diventare la più grande generazione della storia, con oltre 2 miliardi di individui a livello globale. Cresciuta interamente nell’era dell’intelligenza artificiale, dell’iperconnessione e dell’immersione digitale permanente, la Gen Alpha sta già influenzando la percezione dei brand, la cultura digitale e i comportamenti d’acquisto molto prima di diventare una generazione di consumatori pienamente attiva.
L’evento ha evidenziato come Glion continui a essere in sintonia con le dinamiche in evoluzione che stanno plasmando il futuro dell’hospitality di lusso, preparando attivamente studenti e partner del settore alle trasformazioni che stanno già impattando il comparto.
Ospitata presso il Bulgari Hotel Milano, la tavola rotonda ha riunito Giovanni Manfredini, head of guest experience and event management specialisation presso Glion Institute of Higher Education; Margot Canfeur, director di L’Amour Agency; Stephen Alden, Glion Alumnus ed ex ceo di Raffles Hotels & Orient Express; Serena Dognini, hr manager del Bulgari Hotel Milano.
Ridefinire il lusso
Nel corso della discussione, i relatori hanno analizzato come le giovani generazioni stiano ridefinendo il lusso attraverso nuove aspettative legate ad autenticità, sostenibilità, personalizzazione, valore emotivo e rilevanza culturale. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla crescente tensione tra accessibilità ed esclusività in un’epoca dominata dalla visibilità sui social media e dall’esposizione digitale permanente.
Giovanni Manfredini ha commentato: «Per la Gen Alpha il lusso non sarà più soltanto sinonimo di esclusività, ma un’esperienza profondamente personale, costruita attorno all’identità, alle emozioni e ai valori individuali. Oggi i consumatori più giovani chiedono autenticità, trasparenza e connessioni significative con i brand: non basta più il prodotto, conta soprattutto come un’esperienza ti fa sentire. L’evoluzione del settore passerà quindi dalla capacità dei brand di creare ecosistemi esperienziali coerenti, umani e personalizzati».
La conversazione ha inoltre approfondito l’evoluzione dell’hospitality di lusso verso modelli sempre più emozionali, immersivi e orientati all’esperienza, nei quali la connessione umana e il significato assumono un ruolo sempre più importante rispetto ai tradizionali simboli di status. I relatori hanno evidenziato come i brand dell’ospitalità si stiano progressivamente trasformando in ecosistemi culturali, collocandosi all’incrocio tra lifestyle, benessere, comunicazione ed experiential design.
Stephen Alden ha aggiunto: «L’intelligenza artificiale trasformerà profondamente molti aspetti operativi del settore, dalla personalizzazione dei servizi all’efficienza delle esperienze. Tuttavia, il vero valore del lusso continuerà a essere umano: la connessione emotiva, il ricordo di come ci si è sentiti durante un’esperienza e la capacità di far sognare resteranno elementi centrali per costruire loyalty e desiderabilità. Oggi più che mai il lusso deve riuscire a creare esperienze iper-personalizzate, in grado di riflettere l’identità delle persone e generare relazioni durature nel tempo».
Serena Dognini ha concluso: «Le nuove generazioni cercano nel lavoro purpose, crescita personale, flessibilità ed esperienze autentiche. Nell’hospitality di lusso diventa quindi fondamentale valorizzare le persone, ascoltarle e farle sentire protagoniste del proprio percorso professionale, creando ambienti basati su autenticità, benessere, inclusività e spirito di squadra. Oggi i giovani talenti non cercano soltanto un brand prestigioso, ma realtà capaci di offrire formazione continua, attenzione alla persona e una cultura aziendale coerente con i loro valori».
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Situato a Corato, nel cuore della Puglia Imperiale, a pochi minuti di auto da Castel del Monte, il resort si inserisce in uno dei territori più ricchi di storia e paesaggi del Sud Italia, offrendo un accesso privilegiato a destinazioni come Trani, Ruvo di Puglia, Altamura, Matera e il Parco Nazionale dell’Alta Murgia.
«L’ingresso di Unico Serrone Palace Apulia rafforza il percorso di crescita della nostra collezione Unico dedicata a strutture che valorizzano il legame con il territorio attraverso un’ospitalità elegante e autentica - dichiara Enzo Carella, ceo & founder di Life Hotels & Resorts - La Puglia è oggi una delle destinazioni più dinamiche del panorama turistico italiano e internazionale, e questa proprietà interpreta perfettamente i valori del brand».
Il resort comprende camere e suite progettate per garantire comfort e benessere, una piscina immersa nel verde, spazi dedicati agli eventi e al business travel, ed offre un’offerta gastronomica che celebra le eccellenze pugliesi attraverso ingredienti locali e ricette della tradizione mediterranea.
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«Unico Serrone Palace Apulia - conclude Carella - incarna la nostra visione: non solo un luogo dove soggiornare, ma una porta d’accesso privilegiata alla cultura e alle emozioni del territorio».
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[post_content] => «Il mondo dell’accoglienza è in continua trasformazione, oggi l’hotel è un interprete di esperienze, perché i viaggiatori cercano autenticità e vogliono scoprire il territorio, facendo scelte emotive e valoriali, oltre che funzionali. È un luogo di incontro, pensiero e cultura». Ha preso così il via l’intervento di Raniero Amati, csmo di Aries Group, nell’ambito dell’Osservatorio “Curation Economy nell’hôtellerie”. A partire dal titolo “A Changing Game” Amati, che è a capo della strategia e dello sviluppo di marketing di Aries e guida i team di vendita, ha sottolineato che «Aries è un facilitatore di esperienze, con hotel in location diverse e con caratteristiche diverse; lavoriamo per enfatizzare queste potenzialità usando un approccio dedicato.
Gli hotel del Gruppo Aries diventano così piattaforme di Entertainment & Lifestyle, grazie a format culturali e relazionali adattati ai contesti locali e a progetti trasversali legati all’utilizzo dell’Ai. Al Quark Hotel Milano, sta crescendo un'hub dinamico dove il business incontra l’esperienza, permettendoci di fare cose nuove e diverse all’interno di un grande contenitore: gli spazi sono progettati per coinvolgere e rafforzare l’esperienza Mice con tecnologie e contenuti al servizio di aziende e community. Come le nuove Gaming Room e le Sound Room progettate per team building, competizioni soft, nuove dinamiche di engagement, kick-off e storytelling di brand. Nella Sala Immersiva è possibile costruire insieme l’evento per poi proiettare immagini sulle quattro pareti. Sia a Milano, che a Roma e Bologna c'è una forte vocazione a costruire insieme ai nostri clienti nuovi eventi; noi ci mettiamo passione e dedizione. Per questo stiamo estendendo il modello del Quark di Milano al Living Place di Bologna dove sta per concludersi la ristrutturazione dei preesistenti spazi esterni, con la creazione di una piscina olimpionica di 50m - una delle poche presenti a Bologna - e la trasformazione dell’hotel in uno sporting-club completamente rinnovato con pool bar a disposizione dei nostri clienti e della città. Lo stesso modello sarà utilizzato al Villa Pamphili Roma con proposte legate a format culturali ed eventi. Stiamo aprendo infatti uno spazio cinema open-air molto interessante dal punto di vista culturale, perché interagirà con l’importante realtà storica cinematografica romana. Abbiamo un ampio roof e una piscina immersa nel verde dove organizzeremo tanti eventi che ci permetteranno di collegarci sempre di più con la città e il territorio».
Amati ha parlato anche della cura dei luoghi in cui operano hotel e strutture del portfolio di Aries Group: «Il legame con il territorio è un tema di sostenibilità: un percorso in cui crediamo molto, iniziato anni fa. La Curation Economy che è stata indagata in questo Osservatorio è credibile solo se sostenuta da standard, metodo e responsabilità. Per questo nel 2025 abbiamo ottenuto le Certificazioni Esg Dca in tutte le strutture e nel 2026 sono state rinnovate le Certificazioni legate a Diritti umani, Rapporti e condizioni di lavoro, Salute e sicurezza, Gestione clienti, utenti e consumatori, Prassi gestionali, Protezione dei dati e sicurezza informatica. È stato inoltre aggiunto un 6° pillar dedicato al Coinvolgimento e sviluppo della comunità locale. La Sostenibilità per noi non è un «claim». – ha concluso Amati - È infrastruttura».
Chiara Ambrosioni
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Investimenti, innovazione, sostenibilità e valorizzazione dei territori sono stati i temi al centro della terza edizione del Mountain Hospitality Forum, l'appuntamento organizzato da Confindustria Alberghi che si è svolto oggi a Courmayeur e ha riunito molti tra i principali protagonisti del comparto turistico e alberghiero italiano.
Il turismo montano si conferma uno dei segmenti più dinamici negli ultimi anni. Con un valore aggiunto di circa 4,3 miliardi di euro, genera oltre 6,8 milioni di arrivi ogni stagione e, negli ultimi anni, ha registrato una crescita significativa, superando i livelli pre-pandemia. A trainare questo sviluppo è anche la crescente attrattività internazionale delle destinazioni alpine e appenniniche, con una quota di presenze straniere che oggi supera il 50%.
“La montagna rappresenta un’opportunità sempre più interessante, sia sul piano degli investimenti sia in ambito turistico. I dati sono incoraggianti e confermano la crescita del segmento montano, evidenziandone la capacità di rispondere a una domanda in evoluzione, orientata verso esperienze di qualità, benessere e fruizione del territorio durante tutto l’anno. Se il cambiamento climatico pone nuove sfide alla stagione invernale, il progressivo innalzamento delle temperature estive sta al tempo stesso rafforzando l’attrattività delle terre alte come alternativa al mare.
«In questo scenario, la montagna può rappresentare una leva importante di sviluppo, capace di favorire la destagionalizzazione e di creare nuove opportunità per le imprese e per i territori” ha dichiarato Elisabetta Fabri , presidente di Associazione italiana Confindustria Alberghi.
Il confronto ha evidenziato come la montagna stia vivendo una fase particolarmente dinamica, caratterizzata da una crescente attenzione da parte degli investitori e da una progressiva destagionalizzazione dei flussi turistici. In questo contesto, la qualità dell'offerta ricettiva, l'innovazione dei servizi e il miglioramento delle infrastrutture rappresentano fattori sempre più determinanti per intercettare le nuove esigenze dei viaggiatori e consolidare il posizionamento delle destinazioni italiane sui mercati internazionali.
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[post_content] => Hilton presenta Elika Cave Suites Cappadocia, una nuova struttura che entra a far parte del portfolio globale di Curio Collection.
Situato a Ortahisar, nel cuore di un paesaggio inserito nella lista del Patrimonio Unesco, l’hotel sorge accanto al Castello di Ortahisar.
Elika Cave Suites Cappadocia è stato restaurato nel rispetto della struttura originaria e dell’integrità della pietra, della luce e dell’atmosfera che definiscono l’ambiente delle grotte. In qualità di primo cave hotel di Hilton, Elika Cave Suites Cappadocia, Curio Collection by Hilton si distingue per la sua architettura peculiare, i percorsi all’aperto e la disposizione simile a quella di un piccolo villaggio.
L’hotel dispone di 36 camere e suite progettate individualmente, ognuna delle quali unica per disposizione, luce e materiali, modellate dalle strutture rupestri originarie e rifinite a mano per preservare un autentico legame con il territorio. I soggiorni includono cave suite con piscine private, camere dotate di tradizionali hammam turchi, oltre a caminetti e vasche idromassaggio. Alcune suite selezionate offrono vasche idromassaggio in terrazza, mentre la villa dispone di una infinity pool con vetrata frontale, che crea una connessione fluida tra gli spazi interni ed esterni.
«Da 70 anni Hilton accoglie ospiti in tutta la Turchia – spiega David Kelly, senior vice president, Continental Europe, Hilton - L’apertura di Cave Suites Cappadocia, Curio Collection by Hilton, rafforza questo impegno e riflette il forte slancio della nostra crescita nel segmento lifestyle. In Turchia, un hotel su cinque nella nostra pipeline è una struttura lifestyle, con 14 lifestyle hotel già operativi o in fase di sviluppo. Curio Collection ci consente di offrire soggiorni profondamente radicati nella destinazione, qui resi vivi dal contesto della Cappadocia, dall’architettura rupestre e dal design ispirato al territorio».
La filosofia culinaria di Elika Cave Suites Cappadocia, Curio Collection by Hilton è radicata nel ricco patrimonio gastronomico della Cappadocia e della cucina anatolica, reinterpretato attraverso tecniche contemporanee per creare esperienze curate, personali, locali e autenticamente legate alla destinazione.
La spa e la piscina esterna dell’hotel sono concepite come ambienti calmi e rigeneranti, ispirati agli elementi naturali della regione. La spa include due sale trattamenti, hammam, bagno turco, sauna e doccia a pioggia.
Situato a Ortahisar – riconosciuta come Cittaslow e una delle aree più autentiche e suggestive della Cappadocia – l’hotel offre una prospettiva più tranquilla e radicata della regione, in linea con l’approccio di Curio Collection by Hilton verso destinazioni definite da carattere e da un legame autentico con il territorio.
«Siamo lieti di accogliere i nostri ospiti a Elika Cave Suites Cappadocia – aggiunge Nilüfer Durukan, general manager di Elika Cave Suites Cappadocia, Curio Collection by Hilton - un hotel individualmente straordinario, progettato per raccontare una storia su misura radicata nello spirito della Cappadocia. Il nostro obiettivo era preservare il patrimonio della regione offrendo al tempo stesso comfort contemporaneo e momenti irripetibili, plasmati dall’identità locale e da una prospettiva globale. Qui la storia non viene soltanto osservata, ma vissuta, diventando parte del viaggio di ogni ospite».
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[post_content] => Non più soltanto un resort, ma una piattaforma integrata che unisce ospitalità, agricoltura, benessere e valorizzazione del territorio. Palazzo di Varignana compie un importante passo nella propria evoluzione strategica e presenta una nuova architettura di brand che punta a raccontare con maggiore chiarezza la complessità e la maturità raggiunte dal progetto sviluppato sui colli bolognesi.
Al centro del rebranding c’è la trasformazione di Palazzo di Varignana in un umbrella brand, identificato dal payoff Heritage of Italian Lifestyle, sotto il quale confluiscono tutte le attività che negli anni hanno contribuito a costruire una destinazione sempre più articolata e distintiva.
La principale novità riguarda il comparto alberghiero, che assume la nuova denominazione di Regenerative Lifestyle Resort. Una scelta che riflette un concetto di ospitalità orientato alla rigenerazione della persona attraverso un’offerta che integra wellness scientifico e olistico, gastronomia, sport, natura e cultura locale. Accanto al resort nasce inoltre la Villas Collection, collezione di ville private ricavate dal recupero di antichi casolari rurali, pensata per intercettare la crescente domanda di soggiorni esclusivi e ad alta privacy.
«Nel tempo ci siamo resi conto che definire Palazzo di Varignana semplicemente come un resort non era più sufficiente», spiega Anna Gasperini, head of corporate marketing. «La nostra identità si è sviluppata nella capacità di creare sinergie tra mondi diversi, accomunati da una stessa visione. Da qui la scelta di codificare questo patrimonio attraverso un nuovo sistema di brand».
Nel progetto trova spazio anche Ever Destination Concierge, realtà dedicata alla costruzione di esperienze personalizzate in Emilia-Romagna. L’obiettivo è ampliare il concetto stesso di ospitalità, accompagnando gli ospiti alla scoperta del territorio attraverso itinerari su misura che spaziano dall’enogastronomia all’artigianato, dalle attività outdoor ai borghi meno conosciuti.
Un ruolo sempre più centrale è affidato inoltre alle attività agricole del gruppo. Con circa 900 ettari coltivati tra oliveti, vigneti, orti e frutteti, Palazzo di Varignana rafforza infatti il legame tra produzione agricola e accoglienza, integrando le proprie eccellenze nella proposta gastronomica, nelle degustazioni e nelle esperienze dedicate agli ospiti. A completare il sistema arrivano anche gli agriturismi Oliveto sul Lago e il nuovo Borgo alle Crete, inaugurato nel 2026.
L’operazione rappresenta quindi molto più di un semplice restyling. È il consolidamento di un modello di destinazione che punta a distinguersi nel segmento dell’hospitality esperienziale e del benessere evoluto, valorizzando al tempo stesso il patrimonio paesaggistico e agricolo delle colline bolognesi.
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E’ in corso a Roma tra Palazzetto Mattei e Villa Celimontana il Festival della Letteratura di Viaggio, promosso dal 2008 dalla Società Geografica Italiana.
Nella XVII edizione, che si concluderà il 14 giugno 2026, il viaggio è inteso non solo come spostamento nello spazio e attraversamento di culture, ma strumento di conoscenza e possibile interpretazione del presente. Attraverso diverse forme espressive: letteratura, giornalismo, fotografia, tv, teatro, musica, podcast, fumetto e nuove narrazioni multimediali. Geografie, antropologie. Storie, esplorazioni, ricerche. Con un tema prevalente, “Sud!” e altre tematiche legate all’attualità e ad opere recenti di autrici e autori.
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Si spazierà dall’Africa all’Antartide, da Recanati a Capo Horn, dal Mediterraneo all’Amazzonia, dal Medio Oriente fino ai cieli sopra le nostre città. La memoria giocherà un ruolo importante: si parlerà anche di autori come Conrad, Galeano, Leopardi, Calvino, Piovene, Pratt, Camilleri e Pennacchi.
Centrali, nella proposta del Festival, sono gli appuntamenti legati ai due premi istituiti in occasione del Festival: il Premio Navicella d’Oro Società Geografica Italiana (nel 2026 alla XVII edizione) e il Premio Kapuściński per il reportage (alla XII edizione), in memoria del più importante autore di reportage giornalistici e letterari del Novecento.
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Dal cibo al turismo e dal turismo al cibo. È attorno a questo filo conduttore che Fiavet Piemonte ha costruito un nuovo modello di incontro tra operatori turistici e produttori locali, favorendo una relazione diretta tra chi promuove i territori e chi ne custodisce identità, tradizioni ed eccellenze.
In controtendenza rispetto a un turismo sempre più digitalizzato, l'associazione ha scelto di riportare al centro il contatto umano e la conoscenza reciproca, organizzando a Torino, a Palazzo Barolo, un appuntamento dedicato al neonato Distretto del Cibo e del Vino del Mombarone, Serra Morenica e Naviglio d'Ivrea.
Un corridoio naturale che dal confine con la Val d'Aosta scende a lambire l'hinterland torinese, ricco di storia, arte e attrattive in gran parte da scoprire. L'iniziativa riprende il percorso avviato durante il Covid per valorizzare le aree meno conosciute del Piemonte, riproponendolo oggi in una formula rinnovata.
«Per certi aspetti la situazione del turismo oggi è simile a quella del periodo post-Covid», osserva Laura Audi, presidente di Fiavet Piemonte. «Per questo il turismo di prossimità è un segmento che ci interessa particolarmente. In un momento geopolitico delicato e soggetto a continui cambiamenti, anche chi è tradizionalmente orientato all'outgoing deve saper cogliere le opportunità offerte dai territori vicini».
L'obiettivo è mettere a disposizione il know-how del turismo organizzato per creare connessioni concrete tra operatori, produttori e destinazioni. In questo contesto il cibo diventa uno strumento privilegiato di narrazione del territorio: attraverso sapori, profumi, tradizioni e storie è possibile entrare in contatto con l'identità più autentica di un luogo e trasformare una visita in un'esperienza.
Protagonisti dell'incontro, organizzato in collaborazione con Verticalife, tour operator specializzato nel turismo outdoor, sono stati i vertici del Distretto, a cominciare dal presidente Franco Cominetto e seguiti da imprenditori e aziende delle filiere agroalimentari che valorizzano le eccellenze del Canavese. Dietro ogni prodotto sono emerse storie familiari, tradizioni tramandate da generazioni, ma anche nuove intuizioni imprenditoriali che contribuiscono a costruire un'offerta turistica originale e distintiva. Un'occasione anche per comprendere meglio le esigenze del turismo organizzato e sviluppare nuove forme di collaborazione tra gli attori del territorio.
Concepito come il numero zero di un format destinato a svilupparsi in altre tappe, l'evento si è concluso con la firma del protocollo d'intesa e del disciplinare del progetto Cresco, che punta a trasformare il potenziale ancora inespresso del territorio in opportunità di crescita economica attraverso l'integrazione tra agricoltura, turismo ed enogastronomia.
Federica De Luca
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[post_content] => Dall'1 al 4 ottobre torna ad Alghero il Rally Italia Sardegna 2026, l’attesa competizione sugli sterrati isolani, valida per il Fia World Rally Championship. Come ogni anno la partnership con Aci Sport consentirà a tutti gli appassionati di rally di raggiungere la Sardegna ad un prezzo speciale a bordo delle moderne navi Grimaldi Lines.
La promozione speciale
La compagnia di navigazione propone infatti il 30% di sconto a tutti i passeggeri diretti sull’isola per assistere alla gara. L’offerta è valida sulle linee Livorno-Olbia, CivitavecchiaOlbia, Civitavecchia-Porto Torres, Barcellona-Porto Torres e viceversa, per prenotazioni effettuate entro il 10 ottobre 2026 con partenza tra il 21 settembre e l’11 ottobre 2026.
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