16 June 2021

Jelinic, Fiavet: mi preoccupa il fatto che molte adv siano ancora chiuse

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Ivana Jelinic

E’ stato Ezio Birondi ad accendere la miccia: “Oggi stiamo rilevando una certa polarizzazione nel comportamento del trade. Riceviamo infatti parecchie richieste dirette di clienti che vogliono andare in vacanza – ha detto il chief operating officer di Settemari durante un evento Bit digital dedicato alle nuove prospettive del tour operating -. Non è mai successo prima. Anche perché noi siamo e rimaniamo un operatore che affida le vendite completamente al canale agenziale. Questo però significa che nel mercato comincia a esserci fermento. La voglia di viaggio c’è. Ma quando rimandiamo tali contatti alla distribuzione, non pochi ci dicono che le loro agenzie di riferimento sono chiuse, oppure che non inviano i preventivi. Insomma, se da una parte c’è una fetta di distribuzione che si è sforzata e si sta impegnando a mantenere le relazioni con i propri clienti, da un altro canto c’è anche chi è completamente fermo, con il rischio di lasciar arrugginire i motori in vista della ripartenza“.

Ezio Birondi

Un grido dall’allarme, quello di Birondi, accolto e rilanciato subito dalla presidente Fiavet, Ivana Jelinic, che non ha nascosto la propria preoccupazione per quanto sta avvenendo: “Bisogna ammetterlo: la distribuzione oggi sta facendo moltissima fatica. Sta pagando un momento di incertezza, che però è destinato a durare ancora per un po’ di tempo. In molti scelgono quindi di rimanere chiusi. E questo è un fenomeno preoccupante. C’è bisogno di uno scatto, di un colpo di reni, altrimenti la ruggine si diffonderà a tal punto da impedire alla macchina di rimettersi in moto“.

Franco Gattinoni

Più sfumata invece la posizione  di Franco Gattinoni, che da tempo non fa mistero del suo cauto ottimismo, senza tuttavia chiudere gli occhi di fronte alle difficoltà: “Riguardo alle agenzie io non vedo il quadro in maniera tanto negativa – ha infatti subito dichiarato il presidente di Fto -. Certo, se le cose dovessero essere in questo modo, occorre che tutti si rimbocchino le maniche e riaprano immediatamente le saracinesche. Io non credo che siano poi così tante le realtà ancora chiuse, ma mi riprometto di verificare quanto prima la situazione. Anche perché, o si riparte subito, oppure rimettersi in cammino sarà estremamente difficile. Gli spiragli di ripresa oggi nel mercato ci sono. Magari con numeri più piccoli rispetto a prima, ma ci sono. Dobbiamo andare tutti assieme a intercettarli”.




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