27 March 2026

Jelinic: “Colpiti alle spalle dal “fuoco amico” delle istituzioni”

Amministratore delegato Enit

Ivana Jelinic amministratore delegato di Enit

Con una nota stampa molto forte, il presidente di Fiavet nazionale, Ivana Jelinic, stigmatizza la posizione della Farnesina in merito ai viaggi all’estero. “La Farnesina che consiglia i viaggiatori di non spostarsi suppongo che abbia risorse per far sopravvivere un comparto che genera per questo Paese il 13,5% del Pil”, così inizia la presa di posizione della Jelinic.

“Abbiamo apprezzato gli sforzi del Ministero del Turismo, l’impegno in prima persona di Massimo Garavaglia.  Noi di Fiavet abbiamo viaggiato verso i Paesi che per primi hanno aperto, per dimostrare alle persone come poter tornare a muoversi. E proprio mentre alzavamo la testa, tra mille difficoltà, noi agenzie di viaggio e tour operator siamo colpiti dal “fuoco amico” delle Istituzioni”.

In effetti siamo rimasti tutti a bocca aperta davanti alla comunicazione della Farnesina e al conseguente silenzio del ministro del turismo.

“Sulla pelle delle piccole imprese pesa questa situazione di caos vergognoso – continua la nota -. Un green pass europeo che doveva vederci sotto un cappello unitario e invece ci costringe a capire ogni giorno cosa fare per andare in ogni singolo diverso Paese, affogati da una burocrazia digitale che si sta rivelando peggio di quella cartacea: numeri verdi che non rispondono, tamponi per vaccinati, formulari che vanno in tilt,  assembramenti a casaccio con o senza mascherina. Bisogna seguire linee unitarie, avere regole certe”.

Poi, giustamente lo sguardo vira verso le regioni, anche loro in una mancanza di coordinamento senza limiti. “Lo stesso dicasi per le regioni italiane. Ci sono alcuni governatori che chiedono al ministero della salute di non considerare i contagi, quanto piuttosto le persone in terapia intensiva. Altri presidenti che annunciano invece nuove chiusure, tamponi all’ingresso della Regione. Fiavet non vuole chiusure, vuole regole. I legislatori devono legiferare per consentirci di programmare. Aggiungo, infine, che i clickbait e le fake news stanno facendo carne da macello di una intera categoria di aziende e quindi di persone. Bisogna tornare ad un clima di maggiore serenità: si può sicuramente viaggiare, ma con responsabilità maggiore da parte di ognuno di noi”.

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Tutti i viaggiatori sono ora tornati nei loro paesi d'origine circa due settimane dopo l'inizio della crisi.\r\n\r\nL'operazione\r\nCome riporta TravelDalyNews, l'operazione di rimpatrio ha coinvolto circa 5.000 ospiti delle navi da crociera Mein Schiff 4 e Mein Schiff 5, quasi 1.000 clienti con pacchetti vacanza di Tuiu Germania e circa 4.000 clienti provenienti da altri mercati europei. Inoltre, sono stati riportati in patria anche circa 1.500 membri dell'equipaggio delle due navi.\r\n\r\nLa maggior parte degli ospiti è stata rimpatriata tramite dodici voli operati da Tui e oltre 26 voli charter organizzati dal gruppo. Ulteriore supporto è stato fornito attraverso prenotazioni di terzi, tra cui la ripresa dei voli Emirates. Il team di gestione delle crisi di Tui ha ottenuto l'accesso all'aeroporto di Al Ain negli Emirati Arabi Uniti, situato a circa tre ore da Dubai, consentendo operazioni di evacuazione coordinate.\r\n\r\nTra le persone colpite figuravano circa 5.000 passeggeri a bordo della Mein Schiff 4 e della Mein Schiff 5 , rimaste bloccate rispettivamente a Dubai e Doha. Sono stati inoltre rimpatriati circa 1.000 clienti di TuiGermania che avevano prenotato pacchetti vacanza, inclusi viaggiatori di ritorno da destinazioni asiatiche i cui voli di collegamento erano stati cancellati.\r\n\r\nParallelamente al rimpatrio dei passeggeri, Tui ha organizzato il rientro di circa 1.500 membri dell'equipaggio dalle due navi da crociera. Un numero limitato di membri dell'equipaggio rimane a bordo per gestire le operazioni essenziali fino a quando non sarà possibile navigare in sicurezza attraverso lo stretto di Hormuz. 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