26 June 2026

Genova, il Museo dell’Emigrazione Italiana punta a diventare un contenitore virtuale

Dal 12 maggio 2022 a Genova, presso la Commenda di San Giovanni di Prè, è visitabile il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) che, dalla città portuale guarda all’Italia e al mondo intero.

Il percorso espositivo, 2800 mq, si sviluppa su 3 piani suddivisi in 16 aree, costruite intorno alle storie di vita dei protagonisti dell’emigrazione: le esperienze dei singoli sono proposte al visitatore attraverso fonti primarie come le autobiografie, i diari, le lettere, le fotografie, i giornali, i canti e le musiche che accompagnavano gli emigranti. Documenti, arrivati da enti, istituzioni statali e locali, archivi, musei, associazioni di emigrati, si fondono in un’unica narrazione, che mostra il fenomeno migratorio nelle sue numerose sfaccettature e articolazioni. Un museo in movimento, come suggerisce il tema del viaggio.

«E’ un museo particolare, senza una collezione – spiega Pierangelo Campodonico, direttore del Museo del Mare e dell’Emigrazione –  La realizzazione ha visto la collaborazione di tantissime associazioni ed enti e lo consideriamo un museo in divenire. Stiamo realizzando anche il museo virtuale per chi vive all’estero e può fornire un contributo nel raccontare le storie degli italiani nel mondo. Sarà online entro la fine dell’anno».

La scelta della Liguria e in particolare di Genova, tra le varie città e regioni che si sono candidate a ospitare questo importante museo, è stata dettata proprio dal ruolo che questa città e il suo porto hanno avuto nella storia dell’emigrazione italiana. Anche la scelta della location, l’iconica Commenda di San Giovanni di Prè, edificio del XII secolo, è pregna di significato: essa è stata per secoli luogo di accoglienza e punto di passaggio di un’umanità in transito, dai pellegrini alle crociate, fino agli emigranti dell’Ottocento.

I visitatori lungo il percorso incontrano migranti di epoche diverse – dall’Unità d’Italia ad oggi -, ascoltano le loro storie, testimoni sia della loro povera casa contadina, come dei contesti attuali, e così affrontano il delicato momento della scelta di partire, riflettendo su quanto l’immaginario di nuove terre e nuove opportunità sia stato determinante nella scelta di lasciarsi alle spalle il lavoro, la casa e la famiglia di origine. I dati sulle partenze, i ritorni, le destinazioni, il lavoro, la salute, l’alimentazione, il razzismo, l’accoglienza, le tante motivazioni diverse per lasciare l’Italia che rappresentano il grande mosaico della migrazione sono restituiti al visitatore attraverso strumenti interattivi e multimediali.

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