6 August 2021

Franceschini rassicura: ci saranno nuove risorse per il turismo. C’è da stare sereni?

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Intervenuto ieri durante un question time alla camera, il ministro del Turismo, Dario Franceschini, sollecitato da un’interrogazione di Antonio Tasso del gruppo misto, ha provato a rassicurare il comparto dei viaggi garantendo che sono allo studio nuovi interventi. Questi sarebbero destinati “a tutta la filiera del turismo e in particolare per quei settori che vengono fatti chiudere o che subiscono di più il peso delle misure che il governo deve prendere“. Il ministro ha inoltre specificato che “di fronte al prolungarsi della crisi e all’attuale aggravamento dell’epidemia, prolungheremo le misure già prese, grazie anche alle risorse ancora non spese del Bonus vacanze. E proseguiremo anche nel 2021 con risorse di emergenza“.

Tutto bene? Forse, visto che anche il premier Giuseppe Conte si è speso in questi giorni a favore del settore dei viaggi. Lo ha fatto, in particolare, durante l’informativa al Senato sul dpcm di domenica scorsa, asserendo che nella manovra di bilancio sarebbero previsti 4 miliardi da destinare a turismo, cultura, spettacolo e ristorazione. Certo è che se i fondi, come ha sostenuto lo stesso Franceschini, si pensa tra l’altro di prendersi dalle risorse non spese del Bonus vacanze, non si capisce perché il governo si ostini a volerne prolungare la durata fino a giugno…

Nel frattempo dalle associazioni di categoria, durante l’incontro con Mibact e Mef tenutosi lo scorso lunedì, pare sia giunta una richiesta di ulteriori 500 milioni di euro di finanziamenti a fondo perduto, da aggiungersi ai 240 milioni già previsti dal decreto Agosto. Allo stesso tempo, in una lettere indirizzata ai ministeri dell’Economia e del Lavoro, Confesercenti e Fiarc – la Federazione italiana agenti e rappresentati di commercio – hanno fatto esplicita domanda di includere tra i beneficiari delle misure di sostegno per il settore turistico anche gli agenti e i rappresentanti di commercio del settore. Questi, scrivono le due associazioni, costituiscono la vera e propria rete dei tour operator nei rapporti commerciali con altri tour operator e agenzie di viaggio nei passaggi precedenti all’immissione dei servizi e pacchetti turistici nel mercato al consumo. Una rete oggi in sofferenza, visto che, secondo l’Enit, il comparto dell’intermediazione del settore turismo mostra una riduzione del fatturato di oltre il 75%, compreso l’indotto, con perdite, per l’anno 2020, non recuperabili e strutturali.




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