27 October 2021

Ezhaya: le dichiarazioni di Franceschini? Commedia dell’assurdo

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Pier Ezhaya, presidente di Astoi

Pare una commedia dell’assurdo, scritta da Ionesco o Beckett. Non usa giri di parole il presidente di Astoi, Pier Ezhaya, nel commentare le ultime dichiarazioni di Dario Franceschini, che si è recentemente espresso a favore di una lettera aperta di Federturismo al presidente Mattarella, in cui si chiedono più risorse per il comparto dal cosiddetto Recovery fund.

La questione è nota:  la bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), per la ripartizione dei finanziamenti che dovrebbero arrivare con il programma Next Generation Eu, prevede stanziamenti dedicati al comparto dei viaggi pari ad appena 3 miliardi, da dividere per di più con la cultura: una quota che rappresenta l’1,5% del totale, per un settore che vale però il 13% del pil. Non solo: nei rispettivi Pnrr, Francia e Germania dedicano invece al comparto rispettivamente 15 e 35 miliardi: “Una disparità incomprensibile – si legge quindi nella missiva di Federturirmo – che ci condanna all’irrilevanza nei prossimi anni e mette a rischio la vita di migliaia di imprese e posti di lavoro”.

Ecco allora che a fronte di tali rimostranze, in occasione di un webinar Unioncamere – Isnart, il ministro Franceschini prima definisce le richieste degli operatori del turismo semplici polemiche, poi si accoda, commentando che, se non fosse un ministro, firmerebbe anche lui la lettera di Federturismo, quindi cerca di spiegare che il Recovery fund non è per l’emergenza, ma per la fase successiva e per gli interventi strutturali, per di più pensato per settori verticali e ministeriali. Una serie di giravolte che non è certo sfuggita a Pier Ezhaya che, in un efficace post sulla sua pagina Linkedin, paragona la posizione del ministro a quella di un portiere che condivide il dissenso dei tifosi per i troppi goal presi.

“In riferimento a una lettera di Federturismo, pubblicata sui quotidiani e indirizzata al presidente Mattarella, il ministro Franceschini ha commentato che se non fosse un ministro l’avrebbe firmata anche lui. La lettera, sottoscritta anche da Astoi, mirava a sensibilizzare il Quirinale sui pochi ristori che ha avuto il turismo e sui limiti delle risorse assegnate al comparto nella bozza del Recovery plan. Sentire un ministro (anche) del Turismo dire che condivideva le proteste delle associazioni è come sentir dire a un portiere di una squadra di calcio che condivide il dissenso dei tifosi per tutti i goal che prende o uno chef accodarsi alle lamentele degli avventori del suo ristorante per la scarsa qualità dei piatti offerti. Francamente mi manca un pezzo. Chi è il responsabile di queste scarse misure e della pochezza di fondi (e di idee) destinati al turismo nella bozza del Recovery plan? Quando andavo al liceo, la mia professoressa di lettere ogni giovedì portava tutta la classe a teatro e c’è stato un periodo in cui abbiamo seguito il filone del teatro dell’assurdo di Ionesco e Beckett. Oggi sarebbe entusiasta di questa pièce del teatro dell’assurdo, peccato che non siamo su un palco ma nella vita reale con migliaia di vite appese a queste decisioni”.




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