25 August 2026

Ezhaya, Astoi: Il mio sogno è una federazione delle associazioni

Dare una voce unica all’industria dei viaggi. Se non altro a quella del turismo organizzato, perché pensare di mettere in un solo contenitore le tante anime del settore è davvero impossibile. Si potrebbe allora immaginare una federazione delle associazioni, capace di riunire le varie espressioni di rappresentanza del tour operating e soprattutto della distribuzione, con una presidenza a rotazione capace di rappresentare l’intera filiera. E’ la ricetta di Pier Ezhaya per provare a dare una voce unica al comparto. O almeno è il suo sogno nel cassetto, come il presidente Astoi ha spiegato in occasione della puntata di ieri di 20:21 il Turismo della Sera: “Al ministero, soprattutto all’inizio, mi è capitato di partecipare a riunioni con 43-44 associazioni differenti. Capivo l’imbarazzo di chi ci stava ad ascoltare, che faticava a fare una sintesi di tante voci spesso discordanti tra di loro. Ciononostante negli ultimi mesi siamo riusciti a sottoscrivere documenti condivisi con un buon numero di associazioni. E’ già qualcosa, anche se non è ancora sufficiente. Oggi servirebbe forse fare un passo indietro, piuttosto che uno in avanti. E ciò a vantaggio di un soggetto in grado al contempo di dare voce all’intero settore, senza minacciare di diluire il valore di associazioni che hanno storie e ragioni di esistere molto forti. Lasciamo invece allo spogliatoio il compito di cercare il giusto compromesso tra le tante nostre anime”.

Di lavoro, in effetti, le associazioni in questi mesi ne hanno fatto tanto. E c’è un po’ il rammarico che il cambio di governo possa rappresentare un nuovo inizio. Il dover ricominciare da capo quel lavoro di “dieci mesi, durante i quali abbiamo spiegato a ministri e sottosegretari come funziona il nostro settore – ha proseguito Ezhaya -. D’altro canto, come italiano, sono convinto che Draghi possa essere la persona giusta al posto giusto. Tanto che credo che il recovery plan sarà riscritto completamente. E questa volta oso pensare che ci sarà più spazio per il turismo, nella prima versione del pnrr messo invece un po’ nell’angolo, come tutti ben ricordiamo. Anche la probabile accelerazione della campagna vaccinale non potrà inoltre che portare benefici importanti all’industria dei viaggi”.

Un turismo che, secondo il presidente Astoi, non andrà incontro agli scenari devastanti paventati da molti all’inizio della crisi. Merito anche dei ristori e dei supporti garantiti dalle istituzioni, stimolate adeguatamente dal lavoro costante delle stesse associazioni: contributi che sono stati una vera boccata d’ossigeno per l’intero comparto e che, ci ha tenuto a precisare sempre Ezhaya, “in altri paesi europei si sono spesso tradotti in un’entrata diretta dello Stato nell’equity delle società. Invece da noi nella maggior parte dei casi sono stati a fondo perduto“. Se si riuscirà quindi a rifinanziare i Ristori oltre il mese di luglio, a copertura anche del periodo agosto-dicembre, il collasso del sistema sarà perciò  definitivamente scongiurato.

“Ciò detto, quello che abbiamo capito ormai tutti è che questa volta la crisi non avrà il classico andamento a V tanto caratteristico delle depressioni dovute a fattori congiunturali, ma assumerà una forma a U”, ha sottolineato sempre il presidente Astoi. In altre parole, la ripresa sarà lunga e con un andamento di crescita progressivo. “Le imprese dovranno perciò imparare a convivere con tutto ciò. Ma ci riusciranno solo a patto di riorganizzarsi. Come? In primis investendo in tecnologia. Non certo, però, per vendere al cliente diretto, quanto per migliorare i processi interni, per contenere i costi e per garantire un servizio più efficiente alle stesse agenzie di viaggio. Chi non avrà il coraggio e l’umiltà di cambiare, commetterà un grande errore di presunzione, perché da questa crisi, è chiaro, non se ne verrà fuori domani”.

Nessun collasso del sistema, quindi, anche se, passata la tempesta, qualcuno forse non riaprirà più i battenti. “Penso a qualche operatore già acciaccato prima della crisi”, ha ipotizzato Ezhaya. E poi, sebbene il mondo dei viaggi non sarà affatto ribaltato sottosopra come ipotizzato da qualcuno, un po’ di cambiamenti saranno inevitabili: “Soprattutto nel mondo della distribuzione, prevedo una polarizzazione ulteriore del mercato in quattro-cinque grandi network, che sempre meno agiranno unicamente come mere centrali di acquisto, ma dovranno garantire alle adv una serie articolata di servizi: per aiutare gli agenti a portare i clienti in negozio, a lavorare sul customer relationship management, nonché a contenere i costi, tra cui quelli sempre in aumento legati alle questioni della privacy e alla gestione degli affari legali”.

E la prossima estate? “Non penso che sarà così disastrosa come sento dire in questi giorni – ha concluso Ezhaya con una ventata di cauto ottimismo -. Ho l’impressione, infatti, che troppe volte si tenda a giudicare quello che verrà, basandosi eccessivamente sulle sensazioni del momento. Dobbiamo, invece, avere un po’ più di fiducia. In estate il numero di persone vaccinate sarà già importante e con l’arrivo della bella stagione il tasso dei contagi inevitabilmente calerà, anche solo perché si può stare di più all’aperto. Mi immagino perciò un’estate migliore di quella del 2020, che guarderà non solo all’Europa o all’Italia, ma potrà anche contare su tre quattro corridoi aperti, probabilmente verso l’Egitto, le Maldive, l’Africa Orientale e magari qualche altra destinazione in Oriente. Certo al momento si tratta solo di un auspicio, ma sono convinto che l’estate ci sorprenderà”.

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