12 February 2026

Cinque Terre Mobility Card, terra e mare in un’unica carta servizi

La sperimentazione della nuova Moblilty Card, che unisce ed esalta l’uso integrato di tutti i servizi di mobilità pubblica presenti nel Parco nazionale delle Cinque Terre, entra nella fase operativa. La nuova tipologia di Carta servizi, completa del trasporto in battello, è una delle iniziative previste dall’ampio accordo di collaborazione che vede Ente Parco e Consorzio Marittimo Turistico Cinque Terre Golfo dei Poeti, fianco a fianco, in un percorso condiviso di miglioramento delle prestazioni ambientali, degli impatti diretti ed indiretti sull’ambiente marino e nella gestione dei flussi turistici. 

La nuova formula della card nasce infatti per facilitare gli spostamenti, via terra e via mare, in un territorio in bilico tra pressione turistica e instabilità idrogeologica, attraverso l’utilizzo di tutti i mezzi di trasporto pubblico o di viabilità a basso impatto a disposizione, offrendo ai visitatori l’opportunità di costruire a piacimento il proprio itinerario giornaliero nel Parco.  

Il test della card durerà per tutta la stagione estiva e sarà venduta esclusivamente online ad un costo di 50 euro. In questa fase saranno solo 200 le card disponibili giornalmente: un numero che consentirà di valutare il gradimento del pubblico e gli effetti sulla distribuzione dei visitatori. 

«La nuova card integrata con il servizio battello esalta le peculiarità del nostro Parco, il suo essere un incontro tra terra e mare in sviluppo verticale. – Ha sottolineato la presidente del Parco, Donatella Bianchi – L’opportunità di comporre il proprio itinerario, combinando la dimensione del camminare, con quella della navigazione o del trasporto su rotaia o via bus, è già di sé un’attrazione che restituisce al visitatore una visione più ampia e tridimensionale del paesaggio. Spostarsi in libertà attraverso la rete sentieristica o con i mezzi pubblici, è sicuramente di minor impatto rispetto al trasporto individuale e consentirà al Parco di valutare gli effetti sulla distribuzione delle presenze turistiche».

«Siamo lieti di aver raggiunto un accordo con il Parco Nazionale delle Cinque Terre –  ha dichiarato il presidente del Consorzio Marittimo, Rudy Biassoli – per la realizzazione di un’unica Card che seppur al momento venduta in numero limitato possa essere un test bench sia per i turisti che per noi operatori che ci vediamo pronti a collaborare ancora più strettamente con il Parco Nazionale delle Cinque Terre, ma al contempo vogliamo analizzare i dati al fine di garantire la sostenibilità del progetto».

 

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Per arrivare a questo abbiamo tutti imparato di Barcellona, dove le Olimpiadi hanno dato aiuto alle periferie, e hanno fatto un importante lavoro per l’inclusione sociale e per i giovani. Le Olimpiadi del 1992 hanno cambiato la storia di Barcellona e la storia del Movimento Olimpico». Nel 1992 Enric Turñó era l'assessore ai giovani, allo sport e alle Olimpiadi del Comune di Barcellona e racconta quale effetto duraturo i Giochi abbiano avuto sul turismo e sull'orgoglio locale. «Allora era in corso una transizione politica, c’era una crisi economica e la città tentava, faticosamente, di riprendersi da una dittatura lunga 40 anni. - afferma Turñó - Juan Antonio Samaranch venne nominato presidente del Comitato Olimpico Internazionale dal 1980 al 2001; era cittadino di Barcellona e decise di proporre la candidatura olimpica come motore di sviluppo della città, avviando importanti opere di recupero. 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Abbiamo così messo in risalto un patrimonio del passato che conduce verso il futuro, con la digitalizzazione della Francia: grazie all’Ai abbiamo messo a punto strumenti per migliorare la mobilità dei passeggeri e che oggi restano come lascito dei Giochi. Abbiamo anche sviluppato una narrazione intorno alle competizioni invitando gli ospiti a sfruttare al meglio il loro tempo al di fuori delle gare visitando l’intera Francia, oltre a Parigi. Il paese intero ha così tratto beneficio dalle competizioni. È stata anche un’opportunità per la sostenibilità: i giochi dovevano avere il minor impatto in termini di emissioni di carbonio, quindi abbiamo costruito una sola struttura - una piscina e arena acquatica oggi utilizzata dalla città - mentre il Villaggio Olimpico, costruito con finanziamenti privati, ospita ora diverse attività. Per noi era fondamentale che i giochi andassero a beneficio della popolazione, in un progetto che proseguirà con i giochi nelle Alpi Francesi del 2030. Con il nostro Ministro dello Sport e il Comitato Olimpico abbiamo seguito la strada aperta da Barcellona1992, abbiamo imparato da Parigi2024 e stiamo osservando e studiando l’operato di Milano-Cortina2026: poi useremo tutto questo per organizzare nel modo migliore i Giochi Invernali del 2030 in termini di sostenibilità, nel rispetto degli abitanti locali e dell'ambiente». Le Olimpiadi coinvolgono anche la cultura: importante l’apporto di Domenico De Maio, education&culture director di Fondazione Milano Cortina 2026. «Costruendo i programmi educativi e culturali per queste Olimpiadi conoscevamo l'off-city contract firmato da regioni e città nel 2019, secondo il quale i programmi educativi e culturali non sono attività a corredo dei Giochi ma, allo stesso modo di un impianto, sono parte dell'impegno di comunicazione e di responsabilità sociale di portare i valori olimpici a 8 milioni di ragazzi. Abbiamo voluto creare una comunità, che è quello che resta una volta finito il grande evento. Il nostro team è cresciuto da 3 a 15 persone e oggi produce un fatturato di 35mln di euro. Ci siamo confrontati con i territori con grande umiltà per sostenere il percorso di città che avevano ciascuna una propria identità e storia. È stata una sfida avvincente tenere insieme una metropoli come Milano con piccoli centri della Valtellina, delle aree montane di Bolzano, o città come Trento, che ha messo in campo una programmazione culturale potente. Tra i temi importanti quello dell’empowerment femminile, oppure la possibilità di vivere le aree montane usando la cultura. L’Olimpiade Culturale, i cui progetti sono stati visitati da 7mln di persone, ci ha dato la possibilità di includere città che non erano venue di gara: in Lombardia da Como a Monza, in Veneto con Venezia che in questi giorni celebra un Carnevale ispirato al gioco. È un programma che continuerà nel tempo: la comunità che è nata deve continuare a mantenersi coesa ed essere parte del fil-rouge che collega tutte le Olimpiadi. Quelle delle Alpi Francesi potrebbero infatti coinvolgere anche il Piemonte, seguendo un modello transnazionale che è il presente e il futuro delle Olimpiadi». Sono di Tommaso Bianchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, le interessanti parole conclusive del panel sul lascito dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. «Grandi sono la forza e il lascito dei momenti internazionali e centralizzati. - afferma - Penso all’Expo 1889 di Parigi con la costruzione della Tour Eiffel: un monumento che doveva essere temporaneo ed è invece diventato il simbolo di Parigi. Penso a quanto abbiamo appreso dall'esperienza pilota di Barcellona e da Parigi. Quello che rimane sono il soft-power - il potere diffuso della produzione culturale, un lavoro che, a partire dal capoluogo, va a tessere una tela estesa a tante comunità minori della Lombardia e del Veneto - e le strutture come quel Villaggio Olimpico, visitato anche dal Capo dello Stato Mattarella, che sta vincendo la sua sfida grazie a una visione lungimirante nella destinazione degli edifici. Ogni evento guidato da Fondazione, dal Cio e ai soggetti titolati ha portato vantaggi di comunità. Le Olimpiadi avranno poi un impatto nell’accelerazione di progetti culturali della città, come è avvenuto per il restauro della Volta Leonardesca conservata al Castello Sforzesco nella Sala delle Asse (opera mirabile, il cui cantiere era aperto da 18 anni e che rimarrà come futura eredità per tutti gli amanti dell’arte). Abbiamo poi riallestito la Pinacoteca del Castello e realizzato tante altre migliorie, portando anche la mostra di Anselm Kiefer alla sala delle Cariatidi. Le Olimpiadi avranno quindi un impatto anche in termini di collaborazione e di capacità di un network di lavorare insieme».\r\nChiara Ambrosioni\r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Il lascito delle Olimpiadi alla Bit: ricordando Barcellona, passando da Milano e guardando a Parigi","post_date":"2026-02-11T12:33:23+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1770813203000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"507059","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"\r\n\r\nL'iniziativa congiunta dei cinque comuni liguri di Loano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Varazze e Arenzano, presentata in occasione della BIT 2026, rappresenta un modello di turismo outdoor che ha saputo evolversi da una visione pionieristica a una realtà economica consolidata. 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