9 giugno 2026 11:59

Nicola Ciccarelli
Nicola Vladimiro Ciccarelli, presidente del gruppo Swadeshi Hotels e vicepresidente di Confindustria Alberghi, è tra i sette vicepresidenti indicati nella nuova squadra di presidenza di Federturismo Confindustria, approvata dal Consiglio Generale su proposta del presidente designato Massimo Caputi.
La nuova governance guiderà la Federazione nel quadriennio 2026-2030, in una fase centrale per il futuro dell’industria turistica italiana, chiamata a rafforzare competitività, sostenibilità, qualità dell’occupazione e capacità di rappresentare i territori. L’approvazione del Consiglio Generale precede l’Assemblea dell’11 giugno, chiamata al voto definitivo sulla nuova squadra.
“Ringrazio il presidente Caputi e Federturismo Confindustria per la fiducia – dichiara Nicola Vladimiro Ciccarelli –. È una responsabilità che accolgo con spirito di servizio verso un settore decisivo per l’economia italiana. Il turismo non è soltanto industria dell’accoglienza ma infrastruttura economica, sociale e culturale del Paese. Il nostro compito sarà contribuire a una visione di sviluppo capace di coniugare crescita, sostenibilità, lavoro stabile e valorizzazione delle identità locali”.
Per Ciccarelli l’impegno in Federturismo rappresenta anche l’occasione per portare nel confronto nazionale l’esperienza maturata con Swadeshi Hotels, gruppo che ha costruito la propria identità su un’idea di ospitalità strettamente legata ai territori. “Con Swadeshi – sottolinea – abbiamo voluto affermare una visione precisa: l’albergo non è un contenitore neutro ma un presidio del territorio, un luogo che ne racconta la cultura, le tradizioni, i sapori, il paesaggio e la comunità. Oggi si parla molto di valori Esg, sostenibilità e responsabilità sociale: principi che appartengono al Dna del gruppo fin dalla nascita”.
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Questa premessa vale anche per il ministro Mazzi che continua a fare battaglie fonetiche per sostenere che il turismo è un'industria. No il turismo è un complesso sistema di servizi, e lo è ovunque. Non solo in Italia. E come se non bastasse ieri ha annunciato che il 27 settembre ci sarà un'iniziativa «dove tutti avranno a disposizione 3 minuti per dire perché il turismo è un’industria. E questa diventerà la mia bibbia».
Due valutazioni su questa frase. La Bibbia. Ma il ministro sa cosa è la Bibbia? Perché tirare in ballo la Bibbia quando abbiamo problemi seri che non riusciamo a risolvere.
3 minuti
Secondo. La frase: tutti avranno a disposizione 3 minuti per dire che il turismo è un'industria. 3 minuti? E chi è questo "diointerra" che riesce in 3 minuti a dire che un sistema non industriale, in effetti lo è? Demostene o Cicerone? Chi ha questa arte retorica? Mah!
Poi c'è l'altro aspetto: il relatore salirà sul palco non per dire quello che vuole, non presentare la difficoltà in cui vive il nostro turismo. No, deve dire che è un'industria. Mi piace questa libertà concessa ai relatori.
Poi. Ieri sempre durante l'Assemblea di Federturismo Confindustria, ha preso la parola il neo presidente, Massimo Caputi che si è messo in evidenza per alcune espressioni gentili e per una prospettiva allarmante. Ma andiamo per ordine.
La sensibilità di Caputi
Sentiamolo. «Noi siamo malati di nanismo». Ma vi sembra una modo adeguato di esporre un concetto? Nanismo? La frase ci sembra leggermente forte per le migliaia di persone che soffrono di quella patologia. Ma come si fa?
E inoltre: «l'80% degli alberghi è di proprietà di singoli soggetti. Non reggiamo la concorrenza internazionale». Allora delle due una: o il turismo italiano non è concorrenziale con quello estero e quindi va male, oppure (come sostiene il ministero e la Banca d'Italia ecc) va bene e allora vuol dire che questa forma capillare di alberghi di proprietà famigliare, funziona.
Mettetevi d'accordo.
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Il ministero del Turismo convocherà infatti presso il Tempio di Venere, dalle 11.30, i rappresentanti della filiera per un appello pubblico dal titolo “Perché il turismo è un’industria”. A ciascuno sarà chiesto di spiegare, in pochi minuti, perché il comparto debba essere riconosciuto a tutti gli effetti come un’industria nazionale.
È questo il passaggio più significativo annunciato dal neoministro del Turismo Gianmarco Mazzi, ieri, al Maxxi di Roma, nella cornice dell’Assemblea pubblica 2026 di Federturismo Confindustria: «Ho lanciato oggi un’iniziativa che faremo il 27 settembre, Giornata mondiale del Turismo che noi, in Italia, considereremo la Giornata mondiale del turismo culturale - esordisce Mazzi -. Quel giorno, infatti, ci sarà un evento di Alberto Angela per raccontare la figura di Cesare al Colosseo, mentre noi, dalle 11.30 di mattina, convocheremo tutti gli operatori al Tempio di Venere per permettere a ciascuno di loro di spiegare perché il turismo è un’industria».
Saranno quindi gli attori della filiera a raccontare il peso economico, produttivo e territoriale del settore e a rivendicarne una collocazione stabile tra gli asset strategici dell’economia nazionale, ma soprattutto internazionale. L’iniziativa, infatti, nelle intenzioni del ministro, non si esaurirà nella giornata del 27 settembre: gli interventi degli operatori saranno raccolti, pubblicati e portati nei contesti istituzionali europei, con l’obiettivo di rafforzare il peso del comparto proprio nelle sedi in cui si definiscono strategie, investimenti e politiche economiche.
«È una sorta di appello pubblico - specifica Mazzi -. Il turismo fa ancora fatica a trovare spazio nei documenti programmatici e a essere affiancato ai comparti tecnicamente industriali, come automotive, manifattura e agricoltura. Ci sono Paesi in Europa che non hanno del turismo un approccio come il nostro. Per questo motivo porterò gli interventi in qualsiasi contesto nazionale internazionale, affinché la considerazione per questo settore aumenti a tutti i livelli».
Anche Federturismo chiede riconoscimento
La notizia si inserisce nella cornice dell’Assemblea pubblica 2026 di Federturismo Confindustria, che ha segnato il passaggio alla presidenza di Massimo Caputi: «È il momento di avviare - esordisce nel suo intervento - una strategia strutturale insieme al Governo e a tutti gli stakeholder della filiera, che riconosca definitivamente il turismo come grande industria nazionale, al pari degli altri settori strategici dell’economia italiana».
Nella stessa direzione si inserisce il Patto di fine legislatura per il turismo lanciato dalla Federazione, con un richiamo alla semplificazione delle attività turistiche e a una governance più strutturata
verso il 2030. «Il turismo italiano è una filiera che genera valore lungo tutto il territorio nazionale e contribuisce in maniera determinante all’immagine dell’Italia nel mondo - dichiara Caputi -. Per questo è necessario che venga considerato e sostenuto come una vera industria strategica del Paese. Le priorità sono rappresentate dal patto di fine legislatura per il turismo, da presentare ai
ministri competenti, accompagnato da un decreto di semplificazione ispirato ai modelli europei più avanzati, insieme alla necessità di promuovere e monitorare l’attuazione dei contratto di filiera e di garantire l’attuazione piena e rapida delle misure già finanziate».
Per Caputi, il punto è dare alle imprese un quadro operativo finalmente stabile: «Le imprese non possono più aspettare. Chiedono una cosa semplice: strumenti certi, tempi certi, regole certe».
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Nicola Vladimiro Ciccarelli, presidente del gruppo Swadeshi Hotels e vicepresidente di Confindustria Alberghi, è tra i sette vicepresidenti indicati nella nuova squadra di presidenza di Federturismo Confindustria, approvata dal Consiglio Generale su proposta del presidente designato Massimo Caputi.
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[post_content] => Si è conclusa la sesta edizione di Obiettivo X, l’evento ideato da Ota Viaggi che si conferma tra i principali appuntamenti di riferimento per il turismo organizzato italiano, riunendo per tre giorni agenzie di viaggio, tour operator, network, compagnie di trasporto, associazioni di categoria e stakeholder istituzionali.
L’edizione 2026 ha registrato numeri significativi che confermano la crescita costante della manifestazione: 344 agenti di viaggio, 122 ospiti, 11 network, 5 associazioni di categoria, 14 testate giornalistiche, 5 bus dedicati alla logistica degli spostamenti
Digitale
A questi risultati si aggiunge una significativa visibilità anche sul fronte digitale, con una partecipazione attiva sui social da parte di tutti i partecipanti all’evento che hanno contribuito a dare vita ad un ecosistema ampio e rappresentativo che ha permesso di mettere a confronto visioni, esperienze e modelli diversi, anche tra realtà apparentemente concorrenti, con l’obiettivo di rafforzare l’intero comparto del turismo organizzato nazionale.
L’evento si è aperto, venerdì 24 Aprile, con l’arrivo degli ospiti in struttura, seguito da un momento di benvenuto e da una cena inaugurale durante la quale Massimo Diana - direttore commerciale di Ota Viaggi - ha introdotto i lavori, seguito dai saluti della famiglia Aprea e dall’avvio ufficiale dei panel.
Club Ota
Tra i momenti centrali dell’evento, si conferma Il Club di Ota, format ormai distintivo della manifestazione, che anche in questa edizione ha dato spazio a confronti diretti tra i protagonisti della filiera.
Il primo appuntamento, dal titolo “Concorrenze e sistemi: il Mare Italia raccontato dai suoi protagonisti”, ha visto salire sul palco – moderati da Massimo Diana e Francesco Mastandrea – Domenico Aprea - ceo di Ota Viaggi, Isabella Candelori - Direttore Commerciale Trade Italia di Nicolaus Spa , Stefano Maria Simei - direttore Ota di Futura Vacanze, Marco Masserini - group director of sales di Bluserena Hotels & Resorts e Salvatore Piazza - vice direttore generale di TH Group. Uno scambio aperto tra tour operator che ha toccato temi chiave legati al mercato e alle prospettive del prodotto Mare Italia.
La giornata del 25 aprile si è aperta con gli incontri B2B tra agenzie e partner, durante il workshop a bordo piscina, cuore operativo dell’evento, che ha favorito relazioni dirette, scambio di idee e nuove opportunità di business in un contesto informale e partecipato.
Nel pomeriggio, spazio a due panel di grande rilevanza strategica. Il Club di Ota , “La scelta di rappresentare, la scelta di aderire”, ha visto confrontarsi le principali associazioni di categoria, attraverso gli interventi di Enrica Montanucci (presidente Maavi), Giuseppe Scanu (vicepresidente vicario Fiavet ), Cesare Foà (presidente regionale Campania Aidit), Irene Ciccarelli (presidente Assoviaggi Confesercenti Piemonte e delegato nazionale Assoviaggi) e Gabriele Milani (direttore nazionale Ffto), offrendo una riflessione approfondita sul ruolo della rappresentanza.
Donne che guidano il turismo
A seguire, grande attenzione per il Main Panel dell’evento “Donne che guidano il turismo: leadership, competenze e scelte difficili”, dedicato al ruolo femminile nei processi decisionali del settore. Sul palco Margherita Sarli - direttore generale Apt Basilicata, Maria Paola De Rosa - direttore commerciale FS Treni Turistici Italiani, Paola De Filippo - general manager reed & mackay Italy, Roberta Billè - country president Gbta Italia, Leonardo Massa - vice president southern Europe Msc e Massimo Diana direttore commerciale Ota Viaggi.
Momento di grande rilievo è stata la presenza dello special guest Mauro Bergamasco, campione di rugby italiano, che ha condiviso la propria esperienza personale e professionale offrendo spunti di riflessione su determinazione, lavoro di squadra e visione.
Ampio spazio anche alla celebrazione dei 25 anni di carriera di Massimo Diana in Ota Viaggi, riconosciuti con un omaggio ufficiale che ha voluto valorizzarne il percorso professionale, il contributo strategico e il ruolo determinante nello sviluppo e nella crescita dell’azienda nel corso degli anni.
Realizzato con il patrocinio di Enit, regione Basilicata e Apt Basilicata e con il supporto dei principali partner nazionali e internazionali del settore, Obiettivo X 2026 si conferma un laboratorio di idee, relazioni e strategie, capace di riunire l’intera filiera del turismo organizzato in un unico contesto di alto profilo.
Un evento che non si limita a raccontare il mercato, ma contribuisce concretamente a interpretarne e orientarne le dinamiche future.
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Ad un mese dalla prima rilevazione, il mercato del turismo organizzato italiano registra un deciso peggioramento, con un passaggio da fase di difficoltà a fase di contrazione diffusa e strutturata.
È quanto emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria, realizzato il 21 aprile 2026 su un campione di 336 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale. Ricordiamo che le agenzia in Italia sono 8000, quindi 336 sono un campione abbastanza residuale sul quale fare dichiarazioni così forti.
I dati evidenziano deterioramento rapido e generalizzato rispetto alla precedente rilevazione: il 94,3% degli operatori segnala un calo del business (era l’83,5%); il 70,3% registra un calo marcato, contro l’11,5% rilevato poche settimane prima nessun operatore (0%) prevede una crescita nel 2026
Un’evoluzione che, come evidenziato nell’analisi dell’Osservatorio, segna il passaggio da una fase di incertezza a una condizione di difficoltà consolidata del mercato .
Oltre alle vendite in contrazione, all’aumento di richieste di sicurezza e garanzie (26,4%), emerge il fenomeno del rallentamento delle decisioni da parte dei clienti. Il posticipo delle decisioni di acquisto è stato riscontrato dal ben il 61% delle agenzie. Non si tratta quindi di una crisi della domanda, ma di una crisi di fiducia, che coinvolge il 67,5% dei clienti.
Il cliente continua a desiderare il viaggio, ma lo affronta con una logica difensiva, valutando ogni scelta in termini di rischio.
Uno degli elementi più critici emersi nell’aggiornamento riguarda l’impatto dell’informazione, in particolare sul tema del carburante aereo. La disinformazione e l’allarme jet fuel hanno esercitato un tragico effetto amplificatore.
Il 53% dei clienti manifesta preoccupazioni legate al jet fuel, più che per il conflitto in se (30,4%) e per l’aumento dei costi (15,7%).
Nel complesso, i clienti appaiono più confusi (63,7%), più prudenti (15,4%) e con una accresciuta esigenza di consulenza generale (14,5%).
L'informazione
Il 100% degli operatori segnala un impatto significativo dei media sulla domanda (il 77% gli attribuisce un ruolo determinante nel calo delle vendite), il 93% dichiara di dover correggere informazioni errate o distorte.
Si evidenzia quindi un fenomeno nuovo: il cliente arriva già informato, ma spesso su basi non corrette, con un effetto diretto sulla propensione all’acquisto.
Relativamente alla nuova geografia turistica, oltre all’annullamento pressoché totla del Medioriente, soffrono in particolare l’Egitto (45%) e la Turchia (37,8%). Non recupera posizioni neanche il Nord America, la destinazione USA resta molto sottotono (10,5%), contrariamente a quello che ha da sempre rappresentato per il turista italiano.
Pur non riuscendo a compensare i cali sulle destinazioni penalizzate, risultano in crescita soprattutto: Italia (57,7%), Europa - short break – 18,1%, crociere 12,9%.
Si consolida quindi una scelta orientata a prossimità e stabilità percepita. In questo contesto, emerge con forza il ruolo della distribuzione organizzata: cresce la richiesta di supporto e accompagnamento il 96,1% degli operatori richiede strumenti mediatici per contrastare la disinformazione
«I dati evidenziano un peggioramento netto e rapido del mercato, ma anche una chiave di lettura precisa: non siamo di fronte a una crisi della domanda turistica, ma a una crisi di fiducia che blocca il processo decisionale - dichiara Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria - In questo contesto, l’esposizione mediatica su temi come il jet fuel sta contribuendo ad amplificare l’incertezza, generando percezioni non sempre allineate alla realtà operativa. Il risultato è un cliente più informato, ma anche più disorientato.»
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Il ministro del turismo Gianmarco Mazzi nel suo intervento all’evento di Federturismo “Investire nel turismo” ha voluto ribadire alcuni concetti. Partiamo dal primo. «Turismo fa rima con ottimismo. Io sono un inguaribile ottimista, e credo di essere arrivato al ministero giusto, perché vedo che questo ottimismo appartiene anche a voi, che lo portate avanti pure in questo momento serio».
Ora che lui sia ottimista, ci potrebbe andare anche bene, ma quando ci sono i problemi cerchiamo di risolverli, perché l'ottimismo arriva fino a un punto, poi bisogna fare qualcosa.
Secondo «Io sono contro gli allarmismi. Quindi, vorrei dare alcuni dati e fare un appello ai media. L’informazione dev’essere sempre corretta, perché il destinatario finale è il cittadino, e noi abbiamo il dovere etico e morale di informare nel modo giusto il cittadino. Una certa narrazione, un po’ sensazionalista, un po’ drammatizzante, è da evitare. Quindi inviterei tutti, soprattutto i media, a essere molto responsabili».
Naturalmente ce l'ha con la stampa. E in effetti a guardare bene, è stata proprio la stampa italiana a chiudere lo Stretto Di Hormuz, con le conseguenze che sappiamo.
Narrazione
Terzo. «Ieri, ho incontrato tour operator e agenzie di viaggio, che sono inviperite perché dicono ‘Questa narrazione ci sta facendo un danno enorme’. Tra l’altro, io non capisco neanche perché lanciamo un allarme ai turisti, ai viaggiatori, che hanno una destinazione finale assolutamente tranquilla e creiamo allarmismo anche addirittura sul transito. Inoltre, noi abbiamo dei dati che sono proprio in controtendenza».
Vorrei ricordare al ministro che nella giornata di oggi Lufthansa ha cancellato 20 mila voli. E non perché stava giocando a ramino e ha perso. Ma perché stanno rimodulando l'offerta in base al carburante.
Quarto. «Ad esempio, le intenzioni di viaggio degli statunitensi rispetto all’Italia sono in aumento sul 2025. Quindi io domani vorrei leggere questa notizia, vorrei che i notiziari e i telegiornali dicessero questo. Noi dobbiamo sostenere il nostro turismo, come fanno gli altri Paesi. Su questo, forse, abbiamo da imparare da loro. Occorre un atteggiamento responsabile, dal momento che la comunicazione impatta su un settore trainante dell’economia nazionale».
Per fortuna che i giornali pensano con la loro testa. Certo alcuni lo scriveranno. Ma fra le intenzioni e le azioni ci passa un mare. Anzi uno Stretto di Hormuz.
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[post_content] => Agenparl, l'agenzia di stampa parlamentare, ci informa che il 15 aprile (cioè ieri), il ministro Mazzi ha incontrato le associazioni di categoria. Presso la sede del dicastero a Villa Ada. Ha incontrato i rappresentanti di Cna Turismo e Commercio, Assoturismo e Federturismo Confindustria per discutere, anche alla luce dell’attuale crisi internazionale, le priorità del settore, nel solco di un dialogo già consolidato negli ultimi anni. Gli incontri continueranno anche nei prossimi giorni con il resto delle categorie del settore.
Mi sembra una cosa buona e giusta. In un momento così complesso del turismo italiano, dove le cancellazioni si contano più delle prenotazioni, è naturale che il ministro del turismo abbia una quadro completo per agire di conseguenza secondo le modalità che verranno decise.
7 e 8 aprile
Un plauso al ministro. Il problema è un altro. Che ben prima di convocare le associazioni di categoria, il ministro Mazzi ha invitato, il 7 aprile, Sofia Goggia, e l'8 aprile Andrea e Veronica Bocelli. Niente da dire per carità sono due fenomeni nei loro campo e li amiamo entrambi. Ma Sofia Goggia fa la sciatrice (eccezionale sciatrice), mentre Bocelli è uno dei cantanti italiani più apprezzati nel mondo.
Certo ha tutto il diritto di farlo, ci mancherebbe, ma qualcuno non gli ha riferito lo stato delle cose del turismo organizzato? Appena seduto sulla poltrona di ministro doveva iniziare a consultare le associazioni del turismo organizzato.
E poi cosa c'entrano col turismo? Perché il ministro ha sentito l'urgenza di incontrare Goggia e Bocelli prima delle associazioni di categoria, che come ripeto sono relatori di problemi gravi e reali? E' un mistero. Per quanti sforzi faccia non riesco a capirlo.
Quali saranno allora i prossimi incontri? Fiavet, Astoi, Fto e altri o Gianni Morandi (è il primo nome che mi è venuto in mente, e comunque grande Gianni)?
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Kyndryl ha annunciato il completamento della migrazione al cloud di Alpitour World: i carichi di lavoro core mainframe del gruppo turistico (ovvero il cuore dei sistemi informatici delle grandi aziende: elabora milioni di operazioni critiche, pagamenti, prenotazioni, archivi , ogni giorno, senza mai fermarsi, ndr) sono stati trasferiti sulla piattaforma Amazon Web Services. E il progetto è diventato case history in una tavola rotonda organizzata nel quartier generale di Kyndryl Italia con Paolo Degl'Innocenti, presidente della società, Francesco Ciuccarelli, chief innovation & technology officer di Alpitour World e Giulia Gasparini, country manager di Aws Italy.
Il progetto ha richiesto molti mesi di lavoro e un ampio team di persone ma soprattuto il coraggio, come ha sottolineato Ciuccarelli, di scegliere l'azione rispetto all'inerzia: «Nel turismo, il rischio di non agire oggi è più grande di quello di agire». Le applicazioni core del gruppo sono state riscritte e migrate su Aws, completando la transizione senza interruzioni operative.
«L'infrastruttura su cui girano tutti i nostri servizi principali di produzione e vendita non era più adeguata a sostenere il cambiamento - ha spiegato Ciuccarelli -. La scelta di Alpitour World è stata così dettata per supportare l’adattamento al futuro e a un mercato sempre in evoluzione».
«Nel 2026 e nel 2027 vediamo una domanda che si sta spostando in modo molto forte sulla parte progettuale. L'It non è più visto come una scelta di pochi tecnici: la modernizzazione del core It delle aziende è oggi una conversazione che arriva ai più alti livelli decisionali», ha aggiunto Paolo Degl'Innocenti, presidente di Kyndryl Italia.
Obiettivo trade
Per il trade, la trasformazione si traduce in vantaggi concreti. «Se oggi siamo in grado di erogare nuovi servizi e funzionalità alle agenzie di viaggio in maniera più veloce, è proprio grazie anche a questo tipo di investimento», ha sottolineato Ciuccarelli. In cantiere ci sono inoltre novità specifiche per le adv legate alla piattaforma Easybook. «Riuscirà a dare una risposta migliore in tempi più rapidi e a consigliare all'agente la soluzione da dare al proprio cliente», ha anticipato Ciuccarelli. L'obiettivo non è l'effetto wow, nè "essere i primi", ma la qualità. L’automazione dei processi ripetitivi libererà le persone permettendo loro di fornire maggiore consulenza, approfondire le destinazioni, valorizzare il servizio. Nessuna sostituzione, ma un'amplificazione del valore umano. Il vantaggio competitivo, nel turismo, passa ancora da lì.
(Alessandra Favaro)
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[post_content] => Si è svolta a Bari, nell’ambito della fiera Btm l’Assemblea annuale di Aidit Federturismo Confindustria, l’associazione che rappresenta alcune imprese del turismo organizzato.
Nel corso dei lavori, il presidente Domenico Pellegrino ha evidenziato come nell’ultimo anno l’associazione abbia registrato una crescita significativa in termini di imprese aderenti, con una presenza sempre più diffusa e omogenea su tutto il territorio nazionale. Un risultato che rafforza il ruolo di Aidit come interlocutore qualificato e rappresentativo della filiera delle agenzie di viaggio e dei tour operator all’interno del sistema Confindustria.
Pellegrino ha inoltre illustrato le principali attività svolte nel 2025 e nei primi mesi del 2026, caratterizzate da un intenso lavoro di confronto istituzionale con il ministero del turismo e con le altre associazioni di categoria, finalizzato a contribuire allo sviluppo del settore sia sul piano normativo sia su quello economico e competitivo.
Vacanze benessere
Tra i temi centrali dell’Assemblea, particolare rilievo è stato dedicato alla proposta di detrazione Irpef per le Vacanze benessere, già presentata da Aidit come misura di prevenzione sociale, sostegno alla domanda interna e contrasto all’economia sommersa.
L’iniziativa prevede la possibilità di detrarre una quota delle spese sostenute per viaggi e soggiorni acquistati attraverso il turismo organizzato, secondo criteri rigorosi che garantiscano sostenibilità e controllo della spesa pubblica. I principali elementi della proposta sono: tetto massimo di spesa detraibile; totale tracciabilità dei pagamenti; fatturazione elettronica obbligatoria; accesso esclusivo tramite operatori certificati; fase sperimentale di 18 mesi con monitoraggio degli effetti economici e fiscali.
La proposta sarà accompagnata da una relazione tecnica e da un’analisi di sostenibilità finanziaria, con l’obiettivo di avviare un confronto strutturato con le istituzioni per una possibile introduzione della misura.
Nel corso dell’Assemblea è stato inoltre affrontato il tema del riconoscimento del ruolo economico dell’attività di outgoing.
Aidit ha sottolineato la necessità di una lettura più completa del contributo del turismo organizzato all’economia nazionale. Oltre all’incoming, infatti, l’attività delle agenzie e dei tour operator nella vendita di viaggi agli italiani genera occupazione, valore aggiunto, gettito fiscale e sviluppo della filiera dei servizi turistici, contribuendo in modo significativo al Pil e alla stabilità del comparto.
In linea con l’obiettivo di qualificare il mercato e valorizzare le imprese regolari, l’Assemblea ha espresso apprezzamento per l’iniziativa del ministero del turismo relativa alla creazione di un database nazionale delle agenzie di viaggio e dei tour operator.
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La scelta di Alpitour World è stata così dettata per supportare l’adattamento al futuro e a un mercato sempre in evoluzione».\r\n«Nel 2026 e nel 2027 vediamo una domanda che si sta spostando in modo molto forte sulla parte progettuale. L'It non è più visto come una scelta di pochi tecnici: la modernizzazione del core It delle aziende è oggi una conversazione che arriva ai più alti livelli decisionali», ha aggiunto Paolo Degl'Innocenti, presidente di Kyndryl Italia.\r\nObiettivo trade\r\nPer il trade, la trasformazione si traduce in vantaggi concreti. «Se oggi siamo in grado di erogare nuovi servizi e funzionalità alle agenzie di viaggio in maniera più veloce, è proprio grazie anche a questo tipo di investimento», ha sottolineato Ciuccarelli. In cantiere ci sono inoltre novità specifiche per le adv legate alla piattaforma Easybook. «Riuscirà a dare una risposta migliore in tempi più rapidi e a consigliare all'agente la soluzione da dare al proprio cliente», ha anticipato Ciuccarelli. L'obiettivo non è l'effetto wow, nè \"essere i primi\", ma la qualità. L’automazione dei processi ripetitivi libererà le persone permettendo loro di fornire maggiore consulenza, approfondire le destinazioni, valorizzare il servizio. Nessuna sostituzione, ma un'amplificazione del valore umano. 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Un risultato che rafforza il ruolo di Aidit come interlocutore qualificato e rappresentativo della filiera delle agenzie di viaggio e dei tour operator all’interno del sistema Confindustria.\r\nPellegrino ha inoltre illustrato le principali attività svolte nel 2025 e nei primi mesi del 2026, caratterizzate da un intenso lavoro di confronto istituzionale con il ministero del turismo e con le altre associazioni di categoria, finalizzato a contribuire allo sviluppo del settore sia sul piano normativo sia su quello economico e competitivo.\r\n\r\nVacanze benessere\r\nTra i temi centrali dell’Assemblea, particolare rilievo è stato dedicato alla proposta di detrazione Irpef per le Vacanze benessere, già presentata da Aidit come misura di prevenzione sociale, sostegno alla domanda interna e contrasto all’economia sommersa.\r\nL’iniziativa prevede la possibilità di detrarre una quota delle spese sostenute per viaggi e soggiorni acquistati attraverso il turismo organizzato, secondo criteri rigorosi che garantiscano sostenibilità e controllo della spesa pubblica. 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