16 September 2026

Mazzi invita gli operatori a prendere parola: a settembre “Perché il turismo è un’industria”

Ministro Mazzi turismoIl prossimo 27 settembre, in occasione della Giornata mondiale del Turismo, saranno gli operatori a prendere la parola.

Il ministero del Turismo convocherà infatti presso il Tempio di Venere, dalle 11.30, i rappresentanti della filiera per un appello pubblico dal titolo “Perché il turismo è un’industria”. A ciascuno sarà chiesto di spiegare, in pochi minuti, perché il comparto debba essere riconosciuto a tutti gli effetti come un’industria nazionale.

È questo il passaggio più significativo annunciato dal neoministro del Turismo Gianmarco Mazzi, ieri, al Maxxi di Roma, nella cornice dell’Assemblea pubblica 2026 di Federturismo Confindustria: «Ho lanciato oggi un’iniziativa che faremo il 27 settembre, Giornata mondiale del Turismo che noi, in Italia, considereremo la Giornata mondiale del turismo culturale – esordisce Mazzi -. Quel giorno, infatti, ci sarà un evento di Alberto Angela per raccontare la figura di Cesare al Colosseo, mentre noi, dalle 11.30 di mattina, convocheremo tutti gli operatori al Tempio di Venere per permettere a ciascuno di loro di spiegare perché il turismo è un’industria».

Saranno quindi gli attori della filiera a raccontare il peso economico, produttivo e territoriale del settore e a rivendicarne una collocazione stabile tra gli asset strategici dell’economia nazionale, ma soprattutto internazionale. L’iniziativa, infatti, nelle intenzioni del ministro, non si esaurirà nella giornata del 27 settembre: gli interventi degli operatori saranno raccolti, pubblicati e portati nei contesti istituzionali europei, con l’obiettivo di rafforzare il peso del comparto proprio nelle sedi in cui si definiscono strategie, investimenti e politiche economiche.

«È una sorta di appello pubblico – specifica Mazzi -. Il turismo fa ancora fatica a trovare spazio nei documenti programmatici e a essere affiancato ai comparti tecnicamente industriali, come automotive, manifattura e agricoltura. Ci sono Paesi in Europa che non hanno del turismo un approccio come il nostro. Per questo motivo porterò gli interventi in qualsiasi contesto  nazionale  internazionale, affinché la considerazione per questo settore aumenti a tutti i livelli».

 

Anche Federturismo chiede riconoscimento

La notizia si inserisce nella cornice dell’Assemblea pubblica 2026 di Federturismo Confindustria, che ha segnato il passaggio alla presidenza di Massimo Caputi: «È il momento di avviare – esordisce nel suo intervento – una strategia strutturale insieme al Governo e a tutti gli stakeholder della filiera, che riconosca definitivamente il turismo come grande industria nazionale, al pari degli altri settori strategici dell’economia italiana».

Nella stessa direzione si inserisce il Patto di fine legislatura per il turismo lanciato dalla Federazione, con un richiamo alla semplificazione delle attività turistiche e a una governance più strutturata

 verso il 2030. «Il turismo italiano è una filiera che genera valore lungo tutto il territorio nazionale e contribuisce in maniera determinante all’immagine dell’Italia nel mondo – dichiara Caputi -. Per questo è necessario che venga considerato e sostenuto come una vera industria strategica del Paese. Le priorità sono rappresentate dal patto di fine legislatura per il turismo, da presentare ai

 ministri competenti, accompagnato da un decreto di semplificazione ispirato ai modelli europei più avanzati, insieme alla necessità di promuovere e monitorare l’attuazione dei contratto di filiera e di garantire l’attuazione piena e rapida delle misure già finanziate».

Per Caputi, il punto è dare alle imprese un quadro operativo finalmente stabile: «Le imprese non possono più aspettare. Chiedono una cosa semplice: strumenti certi, tempi certi, regole certe».

 

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