13 May 2026

Cerimonia d’apertura di Ttg. Sempre le stesse cose con le stesse parole

conferenza di apertura ttg riminiCerimonia d’apertura del Ttg Travel Experience di Rimini. Prima annotazione. C’erano almeno l’80% dei posti riservati ai componenti di staff e company. Al pubblico e alla stampa posti in fondo. E molto pochi. Il punto è che bisognerebbe ragionare al contrario. In prima fila i giornalisti che riportano la o le notizie, che fanno domande eccetera. In fondo la clack di questo o quell’altro personaggio.

Alcuni colleghi avendo intravisto vicino al palco dei conoscenti si volevano avvicinare per salutare. Non gli è stato permesso. Una vera e propria linea Maginot che alla fine è stata travolta da chi premeva da dietro. E per fortuna. Questo mondo diviso fra vip e mortali ha ormai superato il livello di sopportazione.

Dibattito

Il dibattito con dieci relatori si è svolto nella solita elencazioni di parole cliché: filiera, intelligenza artificiale, trend, organico, verticale, piattaforma, ospite (al posto di cliente). Impresa, azienda, associazione, regole di mercato, investimenti, cavalli di razza, burocrazia, lacci e lacciuoli, evoluzione tecnologica, compagnia aeree, sostenibilità, sicurezza. Ritardo, italianità, forza lavoro. G7 a Firenze. E infine il capitale umano. Allora il gioco è il seguente: mettete insieme queste parole o alcune di esse ed escono quasi tutti i discorsi. Non è difficile. 

Annotazioni

Bene Gattinoni sulla discriminazione delle agenzie di viaggio italiane nei confronti alle piattaforme straniera che pagano meno tasse.

Mi è piaciuto il triplo salto carpiato del ministro Santanchè. Fino a giugno bisognava che l’Italia fosse il primo Paese in termini di turismo. Oggi invece si cambia scenario. La frase esatta è: “Dobbiamo smettere di contare quanti turisti vengono, perché il nostro turismo è il turismo della qualità”.

Di Giuseppe Aloe

 

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