22 February 2024

Andrea Babbi: mettiamo da parte i campanili, pensiamo in grande

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Andra Babbi con un cv di tutto rispetto, da ad dell’APT Emilia Romagna a direttore generale dell’Enit, da ad di Iscom Confcommercio, ora presidente di Petroniana viaggi e turismo, ed imprenditore nel settore alberghiero, punta sull’associazionismo “unito”. 
«Ho sempre creduto per storia e formazione culturale alle Associazioni e ne ho fatto parte per tutta la vita: da Confcommercio a Confcooperative – ci racconta in una chiacchierata amichevole Babbi –  da Fiavet a Federalberghi a FTO nel turismo poi, essendo la parte più importante della mia vita lavorativa. Per questo credo che sia il momento di dare vita, proprio per la straordinarietà degli eventi he ci colpiscono, ad una Associazione delle Associazioni, un’entità “anche temporanea” che possa affrontare una seria trattativa con il Governo per perorare le esigenze non di un campanile, ma di un’intero settore economico che ha un peso rilevante per l’Italia».

Il ritardo e l’incertezza ancora oggi presenti nelle azioni e nei provvedimenti governativi impongono a tutti i rappresentanti  delle Associazioni del turismo coesione e unità, compattezza nella definizione delle priorità e delle soluzioni da portare, con voce unica, sul tavolo del Governo.

E’ così che nasce l’idea della ATI-ATI, (ma potrebbe chiamarsi in mille altri modi) ossia una Associazione Temporanea delle Associazioni Turistiche Italiane, tutte.

Ma cosa significa e da dove arriva questa intuizione?
«Questa situazione imprevedibile e difficilissima da gestire – prosegue Babbi – ha evidenziato un male italico: la eccessiva frammentazione del tessuto economico e associativo che, se da una parte è una ricchezza di idee e iniziative, dall’altra è una debolezza nel portarle avanti per il poco peso oggettivo dei molti attori. Il mio monito è che il virus che ci ha cambiato la vita deve essere un’occasione per ridisegnare molte cose e situazioni: deve portare, soprattutto, all’integrazione e non al protagonismo. Insomma molto è stato fatto, ma ora dobbiamo aggiungere  “l’ultimo miglio”, quello che manca e che si attuerebbe con una vera azione sinergica totale, verso il Governo nazionale e delle regioni. C’è troppa confusione e incertezza».

Ad oggi non si contano le iniziative delle Associazioni, siano esse accreditate, potenti, con grande seguito, oppure spontanee, nate sul web, ma ciò che manca è, evidentemente, una coesione.
«Fra le tante attività in “congelamento” ci si è finalmente resi contro che il turismo per il paese è importantissimo – prosegue Babbi – ma è senza una  leadership forte e il più possibile unitaria che, con senso di responsabilità, di fronte ai  tanti bisogni e alle risorse limitate, porti avanti le proposte del settore che, altrimenti, rischiano di cadere nel vuoto, se non formulate con autorevolezza e unità in sede tecnica e politica».
Siamo in attesa di provvedimenti promessi in questa settimana; il web si è dimostrato una enorme cassa di risonanza ma non sufficiente a varcare la porta dei Ministeri deputati, confermando la frammentazione del settore e acuendo la distanza fra chi ha la rappresentatività e le Associazioni spontanee nate dalla paura e dalla disperazione, poiché esistono mille priorità ma senza una organicità di proposte e richieste.
«Ecco che servirebbe una coesione forte tra i rappresentanti attuali di tutte le associazioni della filiera turismo Italia,  per dare una voce unica a un settore fondamentale, … – conclude Babbi – per instaurare fra di loro innanzitutto e subito, un dialogo nuovo, alla luce del virus, che ha di fatto azzerato tutto. Va utilizzata questa opportunità irripetibile, nel migliore dei modi. Il “reset” è la chiave del cambiamento, quello che dovrebbe portare all’autocritica a livello globale, ispirata dalla coscienza di rappresentare tutti perché siamo davvero sulla stessa barca ma, per adesso, ancora su ponti differenti. Ci potremo salvare solo se staremo uniti, tutti, con una coesione forte fra ricettivo e travel, pubblici esercizi e trasporti, uniti per dare al Governo l’agenda delle priorità e vedere, assieme, le migliori soluzioni per il Paese, per rinascere ripartendo da quella immensa e insostituibile risorsa che è il turismo».

Massimo Terracina

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