26 marzo 2026 15:18

Fulvio Avataneo
La crisi del Golfo continua a proiettare le sue ombre sul turismo. Ombre a cui da ieri si è aggiunta l’incertezza derivante dalle dimissioni del ministro Santanché, elemento di ulteriore destabilizzazione per gli addetti ai lavori, che proprio di recente si erano rivolti alle istituzioni per chiedere interventi immediati a sostegno delle perdite finanziarie subite in queste settimane, tra rimpatri e cancellazioni.
Aiav ha condotto un’indagine presso un campione rappresentativo di agenzie di viaggio distribuite in tutta la Penisola per fotografare l’andamento delle prenotazioni e le dinamiche del settore, tra aumento dei prezzi, rallentamento della domanda e ricerca di destinazioni alternative.
La prima evidenza è che la crisi impatta sul turismo principalmente sul piano economico: le stime per l’estate segnano un aumento medio del 5-6% sui costi delle vacanze in Italia rispetto al 2025, cui si aggiungono i rincari già visibili sui trasporti aerei dovuti al costo del carburante.
Quanto alle destinazioni, proiettando i dati raccolti su scala nazionale, si stimano tra le 6.000 e le 7.000 prenotazioni ancora in essere per i Paesi del Golfo, da riproteggere su località alternative. Un’attività resa oggi più agevole dalla progressiva riapertura delle rotte da parte delle compagnie aeree, che ha restituito agli agenti un ventaglio quasi completo di mete proponibili. La scelta è calibrata caso per caso, in funzione del percepito del cliente, del budget, del clima e del tipo di vacanza desiderata.
Per il lungo raggio crescono Stati Uniti, Canada e Far East, con la Thailandia che mantiene il suo tradizionale appeal. Ma è soprattutto l’Italia a imporsi come meta dominante, tornando al centro della domanda turistica nazionale. Non mancano purtroppo gli annullamenti: accanto a quelli legittimi relativi ai pacchetti verso le destinazioni del Golfo, si registrano anche richieste di cancellazione verso mete non interessate dalla crisi, motivate da un diffuso clima di incertezza. In questi casi, il rimborso, ai sensi del Codice del Turismo, non è previsto.
Sul fronte delle nuove prenotazioni, il sentiment generale è di attesa: “Inutile nascondere il calo delle prenotazioni, ma la sensazione è che i timori nel medio lungo termine non siano legati solo alla geopolitica, ma anche all’inflazione e al rischio di un rallentamento generale dell’economia.
Prima di prenotare le vacanze, i consumatori preferiscono comprendere se e come cambieranno i costi della vita di tutti i giorni, dalle bollette al carrello della spesa. Nell’auspicata prospettiva di una de-escalation del conflitto, siamo convinti che, dissipate le incognite economiche, la domanda potrà riprendere slancio” – ha dichiarato Fulvio Avataneo, presidente Aiav.
Sulle dimissioni del ministro del turismo, in una nota l’Associazione ha ribadito la necessità che la scelta del sostituto ricada su un profilo con competenze solide e immediatamente operativo, in grado di comprendere le specificità del settore e rispondere con efficacia alle numerose sfide che il comparto è chiamato ad affrontare.
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[post_content] => Costruire un ponte tra l’Italia e i Paesi del Golfo, per creare nuove opportunità di business rivolte alle agenzie di viaggio e agli operatori incoming. È l’obiettivo dell’accordo recentemente siglato a Torino tra Aiav e Teec, The excellence experts collective, network professionale saudita specializzato nel turismo e nello sviluppo di relazioni internazionali.
L’intesa mira a rafforzare l’incoming, favorire la destagionalizzazione e distribuire in modo più equilibrato i flussi sul territorio puntando sulla valorizzazione del turismo regionale. L’attenzione si concentra sui Paesi del Gcc (Gulf cooperation council – Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar), un’area nella quale si intende accrescere la conoscenza delle specificità delle diverse regioni italiane, promuovendo il dialogo tra le imprese e creando le condizioni per lo sviluppo di nuovi flussi organizzati.
“Il Piemonte rappresenta il punto di partenza naturale di questo progetto, perché qui abbiamo sviluppato negli ultimi anni un percorso di analisi e confronto sul turismo regionale attraverso le diverse edizioni del convegno Destinazione Piemonte - afferma Fulvio Avataneo, presidente Aiav-. La prospettiva è tuttavia fin dall’inizio nazionale. I protagonisti saranno agenzie di viaggio e operatori incoming: conoscono il loro territorio, sanno interpretare le esigenze della clientela internazionale e possono tradurre questa apertura in opportunità concrete a vantaggio del loro business e dell’intero sistema turistico nazionale”.
Una prospettiva ambiziosa, alla luce delle attuali tensioni geopolitiche, ma sostenuta dal forte potere d’acquisto dell’area e da una domanda particolarmente sensibile a esperienze di qualità, servizi personalizzati e proposte distintive come quelle offerte dal turismo italiano. Del resto, se è vero che il brand Italia gode già di un forte appeal in tutto il mondo, esiste ancora un potenziale di crescita enorme considerando la ricchezza disponibile su scala regionale e il contributo che gli operatori del territorio possono offrire in termini di itinerari ed esperienze su misura.
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[post_content] => Debutto ufficiale ieri, 9 settembre, per European Sleeper sulla nuova linea notturna che collega Milano (stazione Garibaldi) con Bruxelles: tre partenze alla settimana, mercoledì, venerdì e domenica, e un viaggio senza cambio alcuno che, dal 14 dicembre - con l'avvio dell'orario invernale - si allungherà fino ai Paesi Bassi (Breda e Eindhoven).
"Inauguriamo un nuovo treno, ma soprattutto inauguriamo nuove opportunità, nuova connessioni e nuovi incontri. Da oggi Milano e Bruxelles sono più vicine" ha dichiarato uno dei due co-fondatori, Elmer van Buuren, ricordando come il treno (che nella parte di percorso italiano si avvarrà della collaborazione di Arenaways per la trazione del treno) attraversa il Ticino e la Svizzera centrale (Aarau), per poi toccare Colonia e infine Bruxelles.
Lungo lavoro
"Non è stato facile inserire questo treno in uno degli snodi ferroviari più trafficati d’Europa, ma ce l’abbiamo fatta grazie a Rfi” nonché al "lungo lavoro di coordinamento con i gestori dell’infrastruttura ferroviaria di quattro paesi e rappresenta un passo importante nella crescita della rete europea dei treni notturni” conferma l'altro co-fondatore, Chris Engelsman.
"Quello che cerchiamo sempre di fare è combinare diversi itinerari in un unico treno per avere una domanda sufficiente. In questo caso, si va in Germania (dove magari da Colonia si possono raggiungere con altri mezzi Amburgo o Berlino), nei Paesi Bassi e in Belgio con un unico treno, ma si va anche in Svizzera dal Benelux e dalla Germania, e naturalmente fino a qui (Milano). Creiamo sempre questo tipo di combinazioni e penso che anche in questo caso avrà molto successo".
Una performance positiva che la società belga-olandese (nata nel 2021 e operativa dal 2023) auspica diventi "un successo commerciale duraturo" sottolinea, "dove i costi devono essere interamente coperti per ricavi". In questo senso si inserisce l'utilizzo di un'unica locomotiva da Bruxelles a Milano, evitando in tal modo il cambio motrice a Chiasso e risparmiando costi e tempo prezioso. E anche la lunghezza del treno, che può passare da 10 a 13 o addirittura 14 carrozze, ci permetterà di aumentare i ricavi e di soddisfare picchi di domanda dell'alta stagione".
La sfida ai collegamenti aerei di corto raggio
Osserva ancora Engelsman: "Offriamo viaggi notturni ai passeggeri che attraversano i confini mentre i passeggeri dormono, garantendo loro un viaggio piacevole ed efficiente. Non è semplice mettere in piedi un’azienda del genere e l’abbiamo fatto partendo da zero.
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Per l'anno in corso European Sleeper punta a "ricavi complessivi per circa 25 milioni di euro, il che è positivo - chiosa Engelsman -. I passeggeri trasportati saranno circa 200.000".
Presente al lancio anche Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia con delega alle relazioni internazionali ed europee: "Con il nuovo collegamento ferroviario notturno Milano -Bruxelles, che si aggiunge a quelli già attivi verso la capitale belga, si compie un passo importante per avvicinare ulteriormente la Lombardia al cuore geografico e politico dell'Europa. Non si tratta soltanto di un servizio strategico, ma è anche l’ennesima dimostrazione di quanto la nostra regione sia pienamente coinvolta nel processo di integrazione europea".
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Incoming sulla cresta dell'onda? Sembrerebbe proprio di sì, almeno a giudicare dai risultati di alcune regioni italiane, a cominciare dalla Sicilia. «La stagione estiva rimane positiva - conferma Julian Zappalà, general manager di Dimensione Sicilia -. La Sicilia continua a registrare un forte interesse e numeri importanti, confermandosi una destinazione molto richiesta. In termini di ricavi, non è stata la nostra migliore estate, soprattutto considerando il contesto internazionale generale, ma il bilancio resta certamente positivo. Il 2026 è iniziato molto bene, con prospettive particolarmente incoraggianti ma gli avvenimenti internazionali hanno determinato un rallentamento. Prevediamo quindi di chiudere senza superare i numeri record registrati nel 2025».
L’impatto più evidente della crisi geopolitica si è registrato tra aprile e maggio, «quando abbiamo avuto diverse cancellazioni, soprattutto dal mercato australiano. Molti viaggiatori provenienti dall’Australia utilizzano, infatti, scali nell’area di Dubai e del Medio Oriente e l’incertezza legata alla situazione internazionale ha inciso sulle decisioni di viaggio. Sicuramente questi avvenimenti hanno frenato la stagione primaverile, insieme alle preoccupazioni relative ai costi e ai collegamenti aerei».
Per dimensione Sicilia, i principali mercati di riferimento restano Stati Uniti, Australia, Canada, Argentina, Francia e Spagna, più in generale tutti i mercati di lingua inglese, spagnola e francese. «Una novità molto interessante è rappresentata dal Brasile. A seguito della nostra partecipazione a una fiera dedicata, abbiamo riscontrato un interesse immediato e molto positivo, che ci fa guardare a questo mercato con grande attenzione e interessanti prospettive».
Come cambia la domanda
«Stiamo assistendo a una crescita sempre più significativa del last minute, anche nel segmento gruppi e sui mercati internazionali. In passato lavoravamo con tempi di prenotazione molto più lunghi, mentre quest’anno abbiamo notato una conversione sempre più vicina alle date di partenza. È un cambiamento importante nelle abitudini dei viaggiatori e, come operatori, dobbiamo essere sempre più flessibili e pronti ad adattarci».
La filosofia di Dimensione Sicilia resta artigianale: «Continuiamo a costruire itinerari su misura, studiati sulle esigenze e sui desideri di ogni singolo cliente. Sempre più spesso riceviamo richieste di quotazione basate su itinerari elaborati con strumenti di intelligenza artificiale, che naturalmente devono poi essere verificati, corretti e adattati alla realtà della destinazione. Consideriamo comunque l’AI uno strumento utile soprattutto per velocizzare alcuni processi operativi, senza rinunciare però al valore dell’esperienza e della consulenza umana».
Tra le novità, che verranno presentate a TTG Travel Experience nel desk all'interno dello spazio della Regione Sicilia, ci sono le partenze invernali garantite del Sicilian Secrets, con proposte tematizzate per l’Immacolata e il Capodanno. «Particolarmente interessante è la combinazione tra Carnevale e Festa di Sant’Agata: quest’anno infatti le date coincidono e abbiamo pensato di creare un prodotto che propne insieme due delle festività più importanti e suggestive della Sicilia».
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[post_content] => Giappone, Cina e Stati Uniti: queste le tre destinazioni che hanno trinato i numeri estivi di Quality Group. «Accanto a queste tre conferme - spiega il direttore commerciale, Marco Peci -, la vera nota interessante arriva da alcune destinazioni a lungo considerate "marginali", che nel loro insieme stanno crescendo in modo significativo. È il segnale di un viaggiatore più curioso e più maturo, disposto a spingersi oltre le rotte più battute. Per un tour operator specializzato questo fenomeno è particolarmente interessante, perché premia la profondità di programmazione e la capacità di proporre alternative credibili alle destinazioni più frequentate».
Le previsioni di chiusura
«Se la propensione al consumo si mantenesse sui livelli attuali, potremmo pensare di chiudere l'anno in parità con il 2025 - aggiunge Peci -. In un contesto come quello che stiamo attraversando, sarebbe un risultato di grandissimo valore, e per nulla scontato. Di fronte alle crisi il consumatore non rinuncia necessariamente a viaggiare: tende piuttosto a cambiare destinazione, periodo, itinerario o modalità di acquisto. Il turismo quindi rallenta, devia, si ricompone, ma continua a dimostrare una notevole capacità di adattamento».
Siamo in una fase storica «in cui il valore di beni e servizi è strutturalmente in crescita. Da una parte certamente la situazione geopolitica genera volatilità nei costi dell’energia, dei trasporti e della logistica. Dall’altra, però, assistiamo a un fenomeno strutturale; ci troviamo all’interno di una trasformazione più ampia. Le ragioni vanno ben oltre la contingenza dei conflitti in corso: riguardano l'aumento del benessere medio in molti Paesi del mondo e la crescita del numero di persone che viaggiano. I servizi turistici sono sempre più scarsi rispetto a una domanda in espansione. A questo si aggiunge un ulteriore cambio di paradigma importante: molti comprensori turistici hanno capito che il loro obiettivo non deve essere necessariamente quantitativo. Anzi, proprio per preservare le proprie tipicità e il proprio valore, stanno intraprendendo percorsi opposti a quelli del passato. Il prezzo, in questo quadro, è anche il riflesso di una qualità che si vuole tutelare. È quindi probabile che, soprattutto per alcuni viaggi e alcune destinazioni, si debba progressivamente uscire dall’idea che il turismo internazionale possa continuare a crescere mantenendo invariati i livelli di prezzo del passato».
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[post_content] => In arrivo il regolamento dell’Ue per limitare gli affitti brevi. Si chiama Affordable Housing Act ed è il regolamento scritto dalla Commissione europea per affrontare la crisi degli affitti e del caro-prezzi delle abitazioni. La bozza del documento, che stabilisce i requisiti che definiscono le aree sotto stress abitativo, sarà presentata il 9 settembre da Palazzo Berlaymont.
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[post_content] => Tutto esaurito nei week-end ad agosto, un calo di consumi durante la settimana mentre la parte da leone la fa il turismo straniero e di rientro. E' il primo bilancio dell'estate del presidente del Sib (Sindacato italiano balneari) del Molise, Domenico Venditti.
I viaggiatori europei arrivati nella città adriatica sono soprattutto dai Paesi Bassi, Francia, Canada e Svizzera. "Quest'anno quello che ha retto di più è il turismo straniero insieme a quello di rientro delle nuove generazioni di immigrati molisani - sottolinea Venditti -.
"Oltre le settimane d'agosto c'è stato un calo nell'infrasettimanale ma il meteo ha sicuramente favorito le presenze in spiaggia e nelle strutture ricettive per il caldo che c'è stato e continua ad esserci. Siamo fiduciosi che anche nel mese di settembre ci sia bel tempo per favorire le presenze dei turisti settembrini almeno fino alla riapertura delle scuole".
Affollate le spiagge libere non solo di Termoli ma nell'intera costa molisana. "Il bel tempo ha aiutato l'estate 2026 che è stata tra le più calde - dicono altri operatori del comparto - ma certamente la crisi si è fatta sentire nelle scelte delle famiglie e dei giovani".
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[post_content] => I ritardi nella consegna di nuovi aeromobili costringono le compagnie aeree a mantenere in servizio più a lungo i velivoli più vecchi, con un conseguente aumento di 3 miliardi di dollari all'anno in costi del carburante. La stima della Iata quantifica l'impatto economico di una crisi di produzione e approvvigionamento che sta rallentando il rinnovo della flotta.
Il problema riguarda centinaia di velivoli la cui sostituzione è stata posticipata. La lobby stima che fino a 1.662 velivoli destinati alla sostituzione siano stati rinviati al 2025 e avverte che alcune compagnie aeree potrebbero dover aspettare fino a sette anni per ricevere gli aerei ordinati.
Efficienza
La differenza di efficienza tra le due generazioni spiega gran parte di tale costo aggiuntivo. I nuovi velivoli a fusoliera larga riducono le emissioni di CO2 per posto-chilometro disponibile del 20%, mentre il miglioramento raggiunge il 24% negli aerei a fusoliera stretta e il 40% nei jet regionali.
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Allarme alluvione al confine fra Tibet e Nepal. La causa dovrebbe essere stata un terremoto di magnitudo 4.4 avvenuto alle 8,37 ora locale con epicentro in Tibet a 10 chilometri di profondità, che avrebbe causato l'esondazione repentina del fiume Bhote Koshi, al confine tra Nepal e Tibet cinese. A confermarlo, come riporta il Corriere della Sera, l'agenzia Nuova Cina.
Il bilancio provvisorio destinato a salire sarebbe, stando a La Repubblica, di 95 morti e centinaia di dispersi.
La grande frana caduta nella regione di Gyirong (Xizang) in Tibet, avrebbe provocato un numero imprecisato di vittime e dispersi presso il posto di frontiera con il Nepal, la principale via di comunicazione tra i due Paesi. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato il massimo sforzo per prestare soccorso alle vittime.
In Nepal, sulla sponda opposta della frontiera, il ministro degli esteri ha detto che il problema è stato causato da un terremoto. La zona più colpita risulta quella di Syapru Besi e Timure. «Interi villaggi, ponti e infrastrutture sono stati spazzati via» ha detto alla Reuters il direttore amministrativo del distretto montano di Rasuwa.
I dispersi
Secondo i media locali citati da La Repubblica, sarebbero 403 i dispersi, di cui 384 stranieri. Tra gli stranieri scomparsi nelle alluvioni che hanno colpito le regioni di Nepal e Tibet ci sarebbero 133 indiani, 47 statunitensi, 34 australiani, 33 britannici, 24 canadesi, 19 malesi, sette ucraini, sei singaporiani e sei sudafricani. La lista comprende inoltre cinque giapponesi, cinque neozelandesi, quattro tedeschi, tre francesi, due irlandesi, due olandesi, due russi e i due spagnoli, oltre a cittadini di Bielorussia, Finlandia, Ungheria, Israele, Lituania, Portogallo e Filippine.
In base a quanto definito dalla Farnesina, come riporta anche riporta il Corriere della Sera, in tutta la regione del Tibet ci sono anche 90 italiani: due sarebbero bloccati ma in buone condizioni con la guida a monte della frana.
I media locali riferiscono che, dei dispersi, 92 viaggiavano con il tour operator Trekkers Society, 71 con Samrat Tour and Travels, 55 con Leaf Holidays, 52 con Himalayan Glacier, 31 con Kailash Journey, 27 con Fishtail Tours & Travels, 20 con Alpine Eco Trek, 17 con Kathmandu Holiday Tours & Travels, dodici con Richa Tours & Travels e sette con Explore Vacation. Fonti della Corea del Sud dicono che almeno otto sudcoreani che lavoravano in un impianto idroelettrico non compaiono nei conteggi e altri dieci sarebbero dispersi o non raggiungibili.
«L'Unità di crisi della Farnesina è in raccordo con il consolato generale d'Italia a Calcutta, il consolato onorario a Kathmandu e l'ambasciata d'Italia a Pechino» si legge in una nota del ministero degli Esteri.
Per emergenze, i connazionali possono contattare l'Unità di Crisi della Farnesina (+390636225), il consolato generale d'Italia a Calcutta (+91 9831212216) e, per la Cina, l'ambasciata d'Italia a Pechino al numero di emergenza +86 139 0103 2957.
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[post_content] => L'Europa ha evitato di rimanere senza carburante per aerei nonostante il crollo delle forniture provenienti dal Medio Oriente, grazie alla rapida risposta delle sue raffinerie. Lo afferma la Iata, che sottolinea come tra marzo e giugno Europa, Nord America e Africa occidentale abbiano aumentato la produzione di cherosene di circa 640.000 barili al giorno, una quantità che ha praticamente compensato tutte le perdite registrate nelle zone colpite dalla guerra.
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Secondo Iata, la chiave di tutto è stata il cambio di strategia delle raffinerie. Il forte aumento dei prezzi del cherosene rispetto al gasolio ha reso più redditizia la produzione di carburante per l'aviazione, quindi hanno aumentato la percentuale di produzione destinata a questo prodotto. La resa è passata da circa il 10% prima della crisi al 12% a maggio, il valore più alto registrato nel periodo analizzato.
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