8 maggio 2026 10:15
Il gruppo Lufthansa è sempre più vicino alla presentazione di un’offerta vincolante per l’acquisizione di una quota di minoranza in Tap Air Portugal.
Il ceo del colosso tedesco, Carsten Spohr, insieme al direttore finanziario Till Streichert, lo hanno confermato a margine della presentazione dei risultati del primo trimestre 2026.
“Come ho detto nel mio discorso, i mercati dell’emisfero meridionale stanno assumendo un’importanza sempre maggiore per il Gruppo Lufthansa – ha dichiarato Spohr -. Insieme a Tap saremmo nella posizione ideale per conquistare il mercato sudamericano. Attualmente siamo il gruppo aereo europeo più piccolo in questa regione, ma con Tap raggiungeremmo la stessa forza degli altri (Air France-Klm e Iag, ndr)”.
Spohr ha sottolineato che il Gruppo Lufthansa ha aumentato la capacità verso il Sud America del 3,7% e migliorato i coefficienti di riempimento di tre punti percentuali. I ricavi per passeggero sono aumentati solo dello 0,4%, superati solo dalla regione Asia-Pacifico (2,3%). Till Streichert ha aggiunto: “L’attuale crisi non durerà per sempre. Abbiamo preso decisioni sulla nostra strategia. A seguito dell’offerta non vincolante, siamo stati invitati a presentare un’offerta vincolante. Non vediamo l’ora di compiere i prossimi passi”.
L’iter di privatizzazione
La scorsa settimana era stato Ben Smith, ceo di Air France-Klm, a confermare che il gruppo preparerà un’offerta vincolante, da presentare entro la fine di luglio o all’inizio di agosto. Il passo è successivo alle offerte non vincolanti presentate all’inizio di aprile.
L’intenzione del governo portoghese è quella di cedere una quota fino al 49,9% del capitale Tap, di cui il 5% sarebbe riservato in via prioritaria ai dipendenti, mentre il partner industriale potrebbe detenere solo il 44,9%.
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[post_content] => I politici hanno l'abitudine di cambiare il nome della cosa, affinché la cosa si cambi. Naturalmente non va così, ogni cosa è quella che è, anche se le cambi il nome.
Questa premessa vale anche per il ministro Mazzi che continua a fare battaglie fonetiche per sostenere che il turismo è un'industria. No il turismo è un complesso sistema di servizi, e lo è ovunque. Non solo in Italia. E come se non bastasse ieri ha annunciato che il 27 settembre ci sarà un'iniziativa «dove tutti avranno a disposizione 3 minuti per dire perché il turismo è un’industria. E questa diventerà la mia bibbia».
Due valutazioni su questa frase. La Bibbia. Ma il ministro sa cosa è la Bibbia? Perché tirare in ballo la Bibbia quando abbiamo problemi seri che non riusciamo a risolvere.
3 minuti
Secondo. La frase: tutti avranno a disposizione 3 minuti per dire che il turismo è un'industria. 3 minuti? E chi è questo "diointerra" che riesce in 3 minuti a dire che un sistema non industriale, in effetti lo è? Demostene o Cicerone? Chi ha questa arte retorica? Mah!
Poi c'è l'altro aspetto: il relatore salirà sul palco non per dire quello che vuole, non presentare la difficoltà in cui vive il nostro turismo. No, deve dire che è un'industria. Mi piace questa libertà concessa ai relatori.
Poi. Ieri sempre durante l'Assemblea di Federturismo Confindustria, ha preso la parola il neo presidente, Massimo Caputi che si è messo in evidenza per alcune espressioni gentili e per una prospettiva allarmante. Ma andiamo per ordine.
La sensibilità di Caputi
Sentiamolo. «Noi siamo malati di nanismo». Ma vi sembra una modo adeguato di esporre un concetto? Nanismo? La frase ci sembra leggermente forte per le migliaia di persone che soffrono di quella patologia. Ma come si fa?
E inoltre: «l'80% degli alberghi è di proprietà di singoli soggetti. Non reggiamo la concorrenza internazionale». Allora delle due una: o il turismo italiano non è concorrenziale con quello estero e quindi va male, oppure (come sostiene il ministero e la Banca d'Italia ecc) va bene e allora vuol dire che questa forma capillare di alberghi di proprietà famigliare, funziona.
Mettetevi d'accordo.
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Il 58% delle navi da crociera è già predisposto per collegarsi alla rete elettrica di terra e spegnere i motori una volta ormeggiata in banchina; entro il 2028, con 239 navi, la quota supererà il 75%.
Una trasformazione che le compagnie stanno anticipando rispetto agli obblighi normativi e a cui anche i porti si stanno progressivamente adeguando. L'allaccio elettrico è infatti già operativo in 51 scali europei, mentre in Italia i porti, sostenuti da 800 milioni di fondi europei, dovrebbero vedere una rapida accelerazione e passare, entro fine 2027, a 52 allacci.
Per valorizzare appieno questa opportunità di decarbonizzazione, diventa fondamentale affrontare in modo coordinato alcuni nodi chiave, promuovendo una collaborazione efficace tra compagnie, autorità portuali, istituzioni, fornitori di energia e terminalisti.
Il tema è stato affrontato nell'ambito di un incontro organizzato a Roma dalla Cruise Lines International Association alla presenza del direttore generale per i porti del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Donato Liguori, del vicepresidente port & terminal di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, del senior vice president e responsabile della transizione energetica di Msc Cruises, Michele Francioni e del partner di McKinsey & Company e responsabile Blue Economy per il Med office, Filippo Gozzi.
Italia in pole position
Come afferma Liguori, «L’Italia, anche grazie ai fondi europei del Pnrr, sta anticipando la scadenza del 2030 accelerando sulla transizione energetica nei porti: oltre 800 milioni di euro tra Pnrr e Pnc per lo sviluppo del cold ironing, con 52 interventi già finanziati. Il Mit si è fortemente impegnato da ultimo nella definizione di linee guida nazionali condivise, frutto di un lavoro sinergico con gli stakeholder del cluster marittimo e dei tavoli di consultazione già avviati. Grazie al lavoro svolto, l’Italia si prepara a compiere un salto di qualità: presto la grande maggioranza dei porti sarà in grado di collegare le navi ai propri impianti di cold ironing, con 28 impianti dedicati alle navi da crociera e ai supply vessel, rendendo concreta la transizione energetica del sistema portuale un passo decisivo verso porti più sostenibili e competitivi».
«Le compagnie da crociera sono all'avanguardia dell'innovazione e della sostenibilità nel settore marittimo, ma non possono agire da sole. Per questo siamo molto soddisfatti del lavoro svolto con il ministero, che ha impresso una notevole accelerazione alla realizzazione degli impianti e alla definizione delle dei criteri e delle regole. Ad oggi ci sono in rampa di lancio numerosi progetti che, grazie ad un lavoro di sistema tra tutti gli operatori, possono portare l'Italia a diventare tra i Paesi più virtuosi d'Europa» aggiunge Francesco Galietti, direttore di Clia Italia.
«Msc Cruises - fa eco Francioni - ha acquisito una notevole esperienza nell’utilizzo del cold ironing da parte delle proprie navi in vari porti europei e mondiali con 217 connessioni nel corso del 2025, che aumenteranno a circa 450 nel 2026, confermando l’impegno della compagnia ad anticipare gli obblighi normativi del 2030, ma occorre tuttavia che si creino meccanismi di incentivazione per massimizzarne l’utilizzo garantendo al tempo stesso costi sostenibili per gli operatori»
«Lo shore power rappresenta una grande opportunità per accompagnare la transizione energetica del settore crocieristico e generare benefici concreti per i territori. Costa Crociere è attivamente impegnata nello sviluppo e nell’utilizzo di questa tecnologia, con una flotta sempre più predisposta alla connessione elettrica in banchina e un approccio orientato all’impiego del servizio dove disponibile e operativamente realizzabile. Un’evoluzione più rapida delle infrastrutture portuali, insieme a condizioni di accesso economicamente sostenibili e a linee guida chiare e condivise per l’utilizzo del servizio, può valorizzare gli investimenti già realizzati dall’industria e sostenere lo sviluppo sostenibile dei porti italiani» chiude Ferrarini.
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[post_content] => Il prossimo 27 settembre, in occasione della Giornata mondiale del Turismo, saranno gli operatori a prendere la parola.
Il ministero del Turismo convocherà infatti presso il Tempio di Venere, dalle 11.30, i rappresentanti della filiera per un appello pubblico dal titolo “Perché il turismo è un’industria”. A ciascuno sarà chiesto di spiegare, in pochi minuti, perché il comparto debba essere riconosciuto a tutti gli effetti come un’industria nazionale.
È questo il passaggio più significativo annunciato dal neoministro del Turismo Gianmarco Mazzi, ieri, al Maxxi di Roma, nella cornice dell’Assemblea pubblica 2026 di Federturismo Confindustria: «Ho lanciato oggi un’iniziativa che faremo il 27 settembre, Giornata mondiale del Turismo che noi, in Italia, considereremo la Giornata mondiale del turismo culturale - esordisce Mazzi -. Quel giorno, infatti, ci sarà un evento di Alberto Angela per raccontare la figura di Cesare al Colosseo, mentre noi, dalle 11.30 di mattina, convocheremo tutti gli operatori al Tempio di Venere per permettere a ciascuno di loro di spiegare perché il turismo è un’industria».
Saranno quindi gli attori della filiera a raccontare il peso economico, produttivo e territoriale del settore e a rivendicarne una collocazione stabile tra gli asset strategici dell’economia nazionale, ma soprattutto internazionale. L’iniziativa, infatti, nelle intenzioni del ministro, non si esaurirà nella giornata del 27 settembre: gli interventi degli operatori saranno raccolti, pubblicati e portati nei contesti istituzionali europei, con l’obiettivo di rafforzare il peso del comparto proprio nelle sedi in cui si definiscono strategie, investimenti e politiche economiche.
«È una sorta di appello pubblico - specifica Mazzi -. Il turismo fa ancora fatica a trovare spazio nei documenti programmatici e a essere affiancato ai comparti tecnicamente industriali, come automotive, manifattura e agricoltura. Ci sono Paesi in Europa che non hanno del turismo un approccio come il nostro. Per questo motivo porterò gli interventi in qualsiasi contesto nazionale internazionale, affinché la considerazione per questo settore aumenti a tutti i livelli».
Anche Federturismo chiede riconoscimento
La notizia si inserisce nella cornice dell’Assemblea pubblica 2026 di Federturismo Confindustria, che ha segnato il passaggio alla presidenza di Massimo Caputi: «È il momento di avviare - esordisce nel suo intervento - una strategia strutturale insieme al Governo e a tutti gli stakeholder della filiera, che riconosca definitivamente il turismo come grande industria nazionale, al pari degli altri settori strategici dell’economia italiana».
Nella stessa direzione si inserisce il Patto di fine legislatura per il turismo lanciato dalla Federazione, con un richiamo alla semplificazione delle attività turistiche e a una governance più strutturata
verso il 2030. «Il turismo italiano è una filiera che genera valore lungo tutto il territorio nazionale e contribuisce in maniera determinante all’immagine dell’Italia nel mondo - dichiara Caputi -. Per questo è necessario che venga considerato e sostenuto come una vera industria strategica del Paese. Le priorità sono rappresentate dal patto di fine legislatura per il turismo, da presentare ai
ministri competenti, accompagnato da un decreto di semplificazione ispirato ai modelli europei più avanzati, insieme alla necessità di promuovere e monitorare l’attuazione dei contratto di filiera e di garantire l’attuazione piena e rapida delle misure già finanziate».
Per Caputi, il punto è dare alle imprese un quadro operativo finalmente stabile: «Le imprese non possono più aspettare. Chiedono una cosa semplice: strumenti certi, tempi certi, regole certe».
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[post_content] => Agenzie di viaggio al centro degli investimenti di Mapo Travel, che ha lanciato un nuovo sistema digitale di preventivi online per Mapo World, il brand dedicato al lungo raggio. Il sistema consente alle adv di creare pacchetti su misura in maniera autonoma e in pochi passaggi.
«Gli agenti di viaggio sono il nostro unico canale di vendita e con loro viviamo numerosi momenti di confronto. È da qui che nasce questa nuova piattaforma, dalla volontà di facilitare il lavoro e l’operatività di chi ha il compito di presentare al cliente finale la vacanza progettata dai nostri specialisti di prodotto» sottolinea il direttore commerciale di Mapo Travel Fabrizio Celeghin. Il sistema permette di operare anche negli orari di chiusura degli uffici, di modificare e salvare i preventivi creati e di inviare i preventivi al cliente finale.
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«Da sempre Mapo si muove su due binari. Da un lato la realizzazione di vacanze sartoriali, viaggi tailor made, cuciti su misura sulle esigenze del cliente finale, lontani dalla standardizzazione di prodotto; dall’altro il confronto e la formazione degli agenti di viaggio. Il numero di agenzie partner è in continua crescita e gli agenti affermano di apprezzare soprattutto la professionalità, l’esperienza, il supporto h24 direttamente dalla nostra sede e la velocità nelle risposte» aggiunge Barbara Marangi, general manager Mapo Travel.
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Far evolvere l’offerta da territorio a prodotto-destinazione. Non una semplice dichiarazione di intenti, il progetto Destination Management Plan lanciato dalla Camera di commercio di Salerno è una vera infrastruttura di promozione turistica pubblica e gratuita, un intermediario puro tra domanda e offerta che accelera il business locale senza fare alcuna concorrenza alle agenzie del territorio. A guidare il coordinamento scientifico del progetto c’è FTourism & Marketing del professor Joseph Ejarque, l’esperto internazionale che ha firmato la trasformazione turistica di Torino e i grandi progetti delle Olimpiadi, pronto a puntare il mirino su target ad alto potenziale come la generazione Y e i viaggiatori alto-spendenti.
Da un lato c’è una rete coordinata di imprese, strutture ricettive e guide turistiche unite sotto l’insegna di “Visit Salerno & Cilento“, dall’altro la forza dei numeri, con oltre 500 operatori già chiamati a partecipare per accendere sinergie reali. Alle spalle è tracciata una mappatura che ha passato al setaccio 158 comuni della provincia, un lavoro di catalogazione che ha permesso di recuperare tradizioni, eventi e piatti tipici anche dei borghi più piccoli, trasformandoli in risorse commerciali spendibili.
Istituite le 4 macro-destinazioni, l’itinerario integrato connette l’energia di Salerno città, l’enogastronomia d’eccellenza della Piana del Sele, l’outdoor del Cilento e i tesori culturali del Vallo di Diano. A valorizzare l’offerta sarà il lancio del portale ufficiale visitsalernoandcilento.com che offrirà una vetrina dinamica dove i viaggiatori e tour operator potranno intercettare i fornitori locali di esperienze.
Filo conduttore della narrazione è “l’Essenza Mediterranea”, un brand identitario che mette al centro lo stile di vita autentico, l’archeologia e il patrimonio Unesco della Dieta Mediterranea. L’obiettivo è cavalcare la spinta di icone mondiali come la Costiera Amalfitana e i templi di Paestum per fare da traino e dare luce finalmente alle enormi potenzialità ancora inespressa dell’entroterra salernitano.
«Con il progetto “Visit Salerno & Cilento: Essenza Mediterranea” puntiamo a sviluppare una destinazione turistica integrata di eccellenza. Il nostro obiettivo strategico è valorizzare in modo sinergico i quattro grandi pilastri di questo straordinario territorio: il mare, la natura, la cultura e l’enogastronomia – ha dichiarato Ejarque – . A breve lanceremo ufficialmente il portale di destinazione www.visitsalernoandcilento.com, piattaforma informativa e ispirazionale, pensata per consentire ai visitatori di pianificare al meglio il proprio soggiorno ed entrare in contatto diretto con gli operatori locali. Inoltre, nel periodo autunno-inverno abbiamo già previsto un programma di attività formative per gli operatori del territorio. L’iniziativa sarà fondamentale per rafforzare le competenze locali e innalzare ulteriormente la qualità complessiva dell’offerta turistica».
Tre le direttrici principali: la promozione istituzionale, lo sviluppo aeroportuale e l’evoluzione dell’offerta territoriale. Di pari passo lo sviluppo dei collegamenti aeroportuali sarà concentrato su precisi mercati chiave: Regno Unito, Germania, Francia e Spagna oltre al mercato domestico. Resta da vincere la sfida storica della destagionalizzazione, la radicata mentalità commerciale che spinge molti operatori a chiudere i battenti a fine estate. Per scardinare queste resistenze è già in programma l’attivazione di corsi di formazione specifici per gli operatori locali. L’obiettivo finale del piano è preparare il territorio a un’accoglienza continua, trasformando la destinazione da meta puramente estiva a polo attrattivo fruibile dodici mesi all’anno.
(Anna Morrone)
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[post_content] => Al vaglio di American Airlines un potenziale nuovo ordine di aeromobili a fusoliera larga - Airbus o Boeing - all'interno di un più ampio piano di “investimenti volti a migliorare l’attività”.
A rivelare i progetti della compagnia è stato il ceo, Robert Isom, durante l'assemblea annuale degli azionisti: il manager ha informato gli azionisti che la compagnia sta attualmente discutendo il “futuro della propria flotta di aerei wide body” con Boeing e Airbus.
“Abbiamo effettuato diversi investimenti a lungo termine per migliorare l'attività”, ha affermato il ceo. “Un buon esempio è il lavoro che stiamo svolgendo in questo momento per definire il futuro della nostra flotta di aerei a fusoliera larga. Attualmente abbiamo pubblicato una richiesta di offerta sul mercato e stiamo dialogando attivamente sia con Airbus che con Boeing mentre valutiamo il nostro prossimo ordine di aerei a fusoliera larga”.
Ha aggiunto che questo è il “momento giusto” per valutare il futuro, in vista del ritiro dei Boeing 777 previsto per gli anni '30 e del lungo ciclo associato alla produzione di aerei a fusoliera larga.
Isom ha aggiunto di voler “continuare ad espandere e modernizzare la nostra flotta con capacità internazionale”.
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Anniversario importante per Tap Air Portugal che da 60 anni collega il Portogallo e l’Europa al Brasile.
Nel corso degli anni la compagnia aerea ha progressivamente ampliato le proprie operazioni nel Paese arrivando oggi a offrire una delle più estese reti di collegamenti tra i due mercati. E quest'anno Tap prevede di trasportare 2,1 milioni di passeggeri attraverso l’Atlantico, confermando il ruolo strategico del Brasile all’interno del proprio network.
«Il Brasile ha dato molto alla compagnia negli ultimi 60 anni e darà ancora di più nei prossimi 60 - ha dichiarato Luís Rodrigues, ceo del vettore lusitano -. Il Paese ha un enorme potenziale di crescita e resta un mercato chiave per Tap».
Con le nuove rotte verso Curitiba e São Luís do Maranhão, Tap collega ora il Portogallo a 15 destinazioni in Brasile, ampliando le opportunità di viaggio per i passeggeri leisure e business, oltre che per chi prosegue verso altre destinazioni internazionali. Dal proprio hub, infatti, Tap offre coincidenze verso decine di destinazioni in Europa, Africa e Nord America.
«Il Brasile è un attore chiave e forse uno dei maggiori asset di Tap in questo momento. Crediamo nel potenziale del Paese e nelle opportunità ancora da cogliere per avvicinare sempre più brasiliani ed europei».
Per celebrare questa speciale ricorrenza, Tap rinnova il proprio impegno nei confronti del mercato brasiliano e guarda ai prossimi capitoli di una partnership avviata sei decenni fa, puntando su crescita, collegamenti e nuove opportunità tra Brasile ed Europa.
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[post_content] => Japan Airlines potenzia il numero di voli a lungo raggio previsto per i prossimi mesi in risposta alla forte domanda di viaggi verso e attraverso il Giappone.
La compagnia aerea membro di oneworld porterà a due voli giornalieri cinque rotte: da Tokyo Narita a San Diego, Bengaluru e Melbourne; da Tokyo Haneda a Helsinki; e da Osaka a Los Angeles.
In particolare, i voli per San Diego e Bengaluru saranno rafforzati da settembre a marzo del prossimo anno, un aumento che risponde alla “forte domanda verso e attraverso il Giappone, compreso il traffico tra il Nord America e l'Asia”.
In una nota Jal evidenzia inoltre che è pronta a impiegare l'Airbus A350-1000 sul secondo volo giornaliero tra Tokyo Haneda e Londra Heathrow per la stagione invernale settentrionale, che inizia a fine ottobre.
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[post_content] => Tgv Inoui e Disneyland Paris fanno di nuovo coppia, quest'anno all'insegna di World of Frozen: la partnership, nata nel 2022 con l’obiettivo di promuovere una mobilità accessibile e sostenibile per raggiungere il parco parigino, celebra quest’anno la recente apertura dell'area tematica immersiva interamente dedicata al Regno di Arendelle.
Per “trasportare” subito grandi e piccini in questo mondo straordinario, il Tgv Inoui è stato rivestito con grafiche e colori ispirate alle storie e alle ambientazioni di Frozen, offrendo una vera e propria anticipazione dell’esperienza presso il Parco.
«Siamo lieti di rinnovare per il terzo anno consecutivo la collaborazione con Disneyland Paris, espressione di una visione condivisa che punta a trasformare il viaggio in una parte integrante dell’esperienza di intrattenimento - ha dichiarato Caroline Chabrol, direttrice generale di Sncf Voyages Italia -. Il treno diventa così non solo il mezzo per raggiungere una destinazione, ma un’anteprima della destinazione stessa, rendendo l’esperienza di viaggio più piacevole soprattutto per le famiglie con bambini, grazie anche ai servizi pensati espressamente per loro».
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