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15 dicembre 2009 14:52
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Banconista con esperienza di un anno, cerca lavoro part-time/full-time zona Vicenza. Si offre serietà e molto impegno. Paola, 339 1779434.
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Iberia aprirà un nuovo periodo per l'adesione dei dipendenti al suo programma di prepensionamento volontario (ERE), dopo che la fase iniziale si è conclusa con 844 uscite accettate, una cifra inferiore alle 996 previste dall'accordo raggiunto con i sindacati. L'azienda non è riuscita a raggiungere l'obiettivo prefissato con 152 uscite in meno e sta valutando la possibilità di ampliare il programma con una nuova fascia d'età per i pensionamenti anticipati al fine di centrare il traguardo.
Secondo El País, il processo, svoltosi nel mese di maggio, mostra che delle 844 domande accolte, 807 riguarderanno il pensionamento anticipato tra il 2026 e il 2028, mentre solo 37 dipendenti hanno optato per il licenziamento volontario. Pertanto, 530 dipendenti lasceranno la compagnia aerea quest'anno, cifra che si completerà con 263 partenze nel 2027 e altre 51 nel 2028.
Trasformazione
La riorganizzazione è stata proposta per adeguare la forza lavoro alla trasformazione che l'azienda sta attraversando e alla riorganizzazione delle sue attività presso l'aeroporto di Madrid-Barajas. "Non si tratta di ridurre il personale, ma di trasformarlo", ha affermato il presidente, Marco Sansavini, aggiungendo che non si tratta di tagliare il personale, ma di sostituirlo con "nuovi profili".
L'accordo prevedeva un risarcimento per i licenziamenti volontari. I dipendenti di età inferiore ai 61 anni avranno diritto a un'indennità di fine rapporto fino a 18 mesi di stipendio, rispetto ai 12 mesi considerati nelle fasi precedenti del processo, secondo fonti vicine alle trattative.
In caso di pensionamento anticipato, la società IAG si è impegnata a integrare il reddito dei lavoratori fino all'80% della retribuzione minima prevista dalla legge, fino al raggiungimento dell'età pensionabile ordinaria, oltre ad aumentare tali importi del 2% annuo e ad accollarsi i relativi contributi previdenziali.
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[post_content] => Explora Journeys guarda alla prossima estate, quando Explora III, che verrà varata il prossimo il 24 luglio, inaugurerà la prima stagione del brand in Alaska. L’estate è uno dei periodi più affascinanti per scoprire questa regione, quando la sua natura selvaggia si esprime al massimo del suo splendore. Allo stesso tempo, esplorare l’Alaska dal mare offre una prospettiva unica, rivelando un volto della destinazione che pochi hanno l’opportunità di conoscere.
Con la stagione inaugurale ormai a meno di un anno di distanza, questo è il momento ideale per iniziare a pianificare un viaggio arricchito da una selezione di esperienze nella destinazione.
Da maggio a settembre 2027, la collezione inaugurale Alaskan Journeys Collection è stata concepita per coloro che desiderano vivere la grandiosità selvaggia dell’Alaska con un ritmo rilassato.
«Segnando un nuovo capitolo del nostro portafoglio di destinazioni, la collezione inaugurale Alaskan Journeys Collection offre una gamma distintiva di esperienze che consentono agli ospiti di esplorare questa regione con un autentico senso di connessione e scoperta - ha dichiarato Anna Nash, presidente di Explora Journeys -. La Alaskan Journeys Collection avvicina gli ospiti ai ghiacciai, alla fauna selvatica e alle culture che caratterizzano la regione, attraverso esperienze che spaziano dai voli in elicottero all’osservazione delle balene, fino ad autentici incontri con il patrimonio culturale delle comunità locali. Progettate con ampi spazi all’aperto e viste panoramiche senza interruzioni, le nostre navi offrono un punto di osservazione privilegiato per ammirare i paesaggi dell’Alaska. Offriamo agli ospiti il lusso del tempo: il tempo per rallentare, creare un legame più profondo con l’Alaska e scoprire l’Ocean State of Mind».
Esperienze tematiche
Le esperienze a terra proposte nella destinazione si articolano in quattro temi principali: dove il ghiaccio diventa emozione, tra ghiacciai e orizzonti sconfinati, alla scoperta dei capolavori di ghiaccio della costa dell’Alaska: la fauna selvatica nel suo habitat naturale; il blu avvolto nel verde, fra paesaggi primordiali in cui fiordi e fiumi si fondono con una natura rigogliosa; connessioni con le storie della terra e del mare, ovvero esperienze che offrono una profonda comprensione delle tradizioni, della storia e delle comunità della regione
Explora III offre 14 ampi ponti e ospita 463 suite, penthouse e residenze vista oceano, tutte dotate di vetrate a tutta altezza e terrazze private. In tutta la nave, gli ospiti possono rilassarsi in piscine riscaldate e vasche idromassaggio interne progettate per garantire il massimo comfort in qualsiasi condizione climatica, mentre un’eccellenza culinaria senza compromessi e percorsi dedicati al benessere contribuiscono a rendere ancora più esclusiva l’esperienza di bordo.
Tra un’esperienza gastronomica e un’escursione a terra, la Ocean Wellness Spa, estesa su 700 metri quadrati, offre un percorso completo di rigenerazione grazie alla piscina per l’idroterapia, alla grotta del sale e alle saune dedicate alla terapia del contrasto termico.
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Lastminute ha avviato un piano di riduzione del personale per licenziare 163 dipendenti presso la sua sede di Madrid, una cifra che rappresenta il 34% del personale dell'azienda in Spagna. L'azienda giustifica questa misura con motivazioni organizzative e tecniche legate all'implementazione dell'Intelligenza Artificiale nei suoi processi.
Secondo fonti sindacali l'annuncio del licenziamento collettivo è già stato inviato ai rappresentanti dei lavoratori. A partire da questo momento, l'azienda e i sindacati hanno sette giorni di tempo per formare il comitato che negozierà i termini.
Oltre all'automazione delle attività tramite l'intelligenza artificiale, i rappresentanti dei lavoratori ipotizzano un possibile trasferimento di parte del carico di lavoro in Albania, dove il costo del lavoro è inferiore.
Piano globale
La ristrutturazione a Madrid rientra in un piano di trasformazione globale annunciato dalla società madre di Lastminute.com. L'azienda prevede di tagliare circa il 25% della sua forza lavoro a livello mondiale per accelerare la trasformazione in un'azienda di viaggi basata sull'intelligenza artificiale.
L'azienda stima che questo processo comporterà un risparmio annuo di 16 milioni di euro a partire dal 2027, una volta completata la riorganizzazione. Nella stessa dichiarazione, l'amministratore delegato Alessandro Petazzi ha difeso la decisione, affermando che "è difficile, ma crediamo sia necessaria", assicurando inoltre che l'azienda offrirà supporto ai dipendenti interessati durante la transizione.
Petazzi ha inoltre voluto trasmettere un messaggio di stabilità a clienti e partner in un contesto caratterizzato dall'incertezza nel settore turistico. "Garantire il supporto ai nostri clienti rimane la nostra massima priorità", ha concluso.
(Quindi per Petazzi sono più importanti i clienti che i lavoratori. E io mi chiedo ancora: come siamo riusciti ad arrivare a tutto questo? (ndr))
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[post_content] => Un mese di maggio sopra le aspettative, un ponte del 2 giugno in forte crescita e proiezioni per l’estate che consolidano Riccione tra le mete regine del turismo balneare ed esperienziale. Ecco un sunto dei dati diffusi dell'Osservatorio Turistico di Riccione, elaborati da Federalberghi Riccione.
Il mese di maggio si è chiuso con un tasso di occupazione media delle camere pari al 69,1%, con un incremento di 5,2 punti percentuali.
A fare la parte del leone sono state le strutture a tre stelle e tre stelle superior. Sono rimasti invece sostanzialmente stabili, pur manifestando un fisiologico e leggero calo del 3% sul proprio tasso di occupazione, gli hotel a quattro stelle e quattro stelle superior.
Sul fronte dei mercati si consolida la leadership di quello interno italiano, la cui quota sul totale cresce e passa dal 73% al 76,3%. Parallelamente si registra una crescita consistente del mercato tedesco, che ha quasi triplicato il proprio peso specifico rispetto all'anno scorso, passando dal 2,2% al 6,1% del totale dei soggiorni.
Il monitoraggio sul periodo esteso del ponte del 2 giugno, che ha incluso nell'analisi anche l'impatto positivo di grandi eventi concomitanti come RiminiWellness e il concerto di Vasco Rossi a Rimini.
Le notizie più incoraggianti arrivano dall'analisi delle prenotazioni già acquisite in piattaforma al 3 giugno per l'intera estate.
Entrando nel dettaglio dei singoli periodi, giugno si presenta sostanzialmente in linea con l'ottimo storico dello scorso anno, che aveva già registrato performance molto alte. Luglio mostra invece un netto vantaggio, con un incremento di 8 punti percentuali di occupazione già acquisita rispetto allo stesso mese del 2025. La crescita rimane solida anche ad agosto, che si posiziona a un più 6 punti percentuali, e settembre si annuncia molto positivo con 5 punti percentuali già messi in cassaforte, delineando ottime premesse per il prolungamento della stagione.
«Questi primi numeri ci dicono che la direzione è quella giusta – spiega la sindaca di Riccione Daniela Angelini - e che Riccione si conferma una meta amatissima e sicura. Ovviamente l’Osservatorio si basa su un campione di hotel ed è giusto guardare alle proiezioni estive con il dovuto cauto realismo, ma l'auspicio di tutta la città è che questo trend venga confermato nei mesi clou. Questo avvio anticipato premia la nostra visione politica di una città accogliente, che ha saputo rigenerarsi, capace di fare squadra tra pubblico e privato e di promuoversi unita. Il nostro obiettivo è continuare a ospitare grandi eventi senza mai perdere l'identità e la qualità che ci rendono un punto di riferimento in Italia e in Europa».
«Sotto il profilo analitico – sottolinea l’assessore al turismo Mattia Guidi - i dati confermano l’efficacia di una strategia integrata che combina la pianificazione anticipata dei grandi eventi con una pianificazione media multi-editore capace di amplificare la visibilità della destinazione su pubblici differenti e attraverso molteplici canali di comunicazione. La programmazione e la comunicazione degli appuntamenti con mesi di anticipo consentono infatti di intercettare per tempo la domanda turistica, influenzando positivamente i processi di scelta e prenotazione e contribuendo ad aumentare l’occupazione delle camere. A contribuire a questo trend positivo è sicuramente anche il comparto congressuale e sportivo, due asset strategici della destinazione che generano flussi qualificati e distribuiti nel tempo. In questo contesto, la collaborazione con Federalberghi e l’utilizzo della tecnologia HBenchmark rappresentano asset fondamentali: disporre di dati aggiornati in tempo reale ci consente di superare le semplici percezioni empiriche e di costruire una programmazione reale, misurabile e orientata ai risultati. La disponibilità di dati aggiornati permette inoltre di valutare con maggiore accuratezza l’impatto delle campagne di comunicazione, degli investimenti media e dei singoli eventi sul mercato turistico».
«La vera sfida per il futuro resta la nostra capacità di programmare la promozione e la comunicazione oltre le tendenze del momento – aggiunge il presidente di Federalberghi Riccione, Claudio Montanari - In questo scenario, voglio sottolineare il lavoro continuo della categoria e la capacità degli albergatori di saper valorizzare il territorio. Se oggi raccogliamo risultati positivi, è grazie anche agli investimenti fatti sulla crescita professionale. L'adozione di strumenti tecnici all'avanguardia come HBenchmark, il costante lavoro di analisi dell'Osservatorio Turistico e la formazione continua impostata da Federalberghi dimostrano la capacità dei nostri operatori di tradurre una visione strategica in azioni concrete. È proprio attraverso questo bagaglio di competenze che la categoria può sviluppare quell'approccio predittivo fondamentale per governare le reali dinamiche del mercato».
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[post_content] => Vola alto l'aeroporto internazionale dell'Umbria che lo scorso maggio ha centrato il miglior risultato di sempre per questo periodo dell'anno e ha superato per la prima volta la soglia dei 70.000 passeggeri.
Più precisamente sono stati 74.855 i passeggeri transitati dal "San Francesco d'Assisi" con un incremento dell'8,6% rispetto ai 68.910 registrati nel maggio 2025, che deteneva il precedente primato per il mese.
Positivo anche l'andamento complessivo dei primi cinque mesi 2026, con un totale di 218.149 passeggeri, +7,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Sempre a maggio il 66,7% del traffico passeggeri è stato generato dai collegamenti internazionali, mentre il 32,1% ha riguardato le rotte domestiche e l'1,2% i voli dell'aviazione generale e privata.
Le destinazioni più richieste sono risultate Londra, Tirana e Bruxelles tra i collegamenti internazionali, mentre Catania, Palermo e Cagliari si sono confermate le rotte domestiche con il maggior numero di passeggeri.
Il mese di maggio ha inoltre segnato la ripresa dei collegamenti con Londra Heathrow, operati da British Airways con quattro frequenze settimanali. Grazie a questo servizio, salgono a 12 le frequenze settimanali complessive tra l'aeroporto dell'Umbria e la capitale del Regno Unito, per un totale di 24 voli andata e ritorno ogni settimana, considerando anche i collegamenti già attivi su Londra Stansted operati da Ryanair.
L'avvio della stagione estiva prosegue inoltre con il ritorno del collegamento Ryanair da e per Brindisi, operativo dal 3 giugno con tre frequenze settimanali rispetto alle due della scorsa stagione estiva, ampliando ulteriormente le opportunità di collegamento tra l'Umbria e la Puglia. Dal 14 giugno torneranno inoltre operativi i collegamenti bisettimanali con Lamezia Terme e Olbia, serviti da Aeroitalia.
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La stagione invernale sulle Alpi è più di una semplice vacanza: per milioni di appassionati, infatti, si tratta di un vero e proprio rito e costituisce per loro uno stile di vita identitario in cui si intrecciano amore per la montagna e tradizione.
Negli ultimi anni l’ecosistema del turismo bianco ha vissuto una profonda trasformazione a cause dei repentini cambiamenti climatici, della digitalizzazione e delle nuove abitudini di consumo.
L'Andamento del Settore: Tra Nuovi Trend e la Certezza Svizzera
Il settore sciistico sulle Alpi oggi viaggia a due velocità: se da un lato, infatti, le stazioni a bassa quota soffrono dell’innalzamento della quota neve media, che negli ultimi trent’anni è aumentata di circa 200-230 metri, dall’altro, e come conseguenza, le località d’alta quota stanno vivendo un vero e proprio boom. Fino a poco più di un decennio fa molte delle stazioni oltre i 2000 metri costituivano la meta ideale per lo sci estivo, mentre oggi risultano molto gettonate anche per il periodo di bassa stagione che va da novembre a Natale, potendo assicurare nevicate frequenti e abbondanti anche in questo momento dell’anno.
A cambiare non è soltanto il clima, ma anche il formato della vacanza: la classica settimana bianca, infatti, sta lasciando il posto a soggiorni più brevi, che meglio si adattano a un mondo sempre più flessibile e dinamico.
Infine abbiamo assistito anche all’evoluzione del target turistico: accanto agli sciatori puristi abbiamo visto crescere vertiginosamente la generazione degli amanti dell'Alpine Wellness, turisti che cercano il contatto con la natura attraverso ciaspole, scialpinismo ed esperienze enogastronomiche d'eccellenza.
Tuttavia esistono località sciistiche che sono passate pressoché indenni attraverso le profonde metamorfosi del settore turistico. Parliamo, ad esempio, delle Alpi Svizzere, che grazie all’altitudine media molto elevata dei suoi comprensori, garantiscono l’innevamento da inizio autunno a primavera inoltrata, e in molti casi anche durante l’estate.
Scegliere di trascorrere le proprie vacanze sulla neve in Alpi Svizzere non vuol dire soltanto fare esperienza di alcune delle località sciistiche più suggestive e affascinanti dell’intero arco alpino, come Zermatt o Saas-Fee, ma significa anche potersi dedicare allo sci e agli altri Winter Sports per dodici mesi all’anno, senza interruzioni stagionali.
Guida Pratica: Come Organizzare la Vacanza sulla Neve sulle Alpi
Pianificare un weekend sulla neve richiede più strategia rispetto al passato, un po’ perché, come abbiamo visto, il flusso turistico risulta oggi più flessibile e meno strutturato, dunque più soggetto a fluttuazioni improvvise, un po’ perché l'innevamento incostante e imprevedibile, causato dal cambiamento climatico, ha stravolto completamente le abitudini di ricerca e di prenotazione degli utenti. Per chi cerca una fonte affidabile dove monitorare centinaia di offerte delle migliori stazioni sciistiche alpine, con informazioni dettagliate su meteo e condizioni delle piste, Esquiades.com
è un punto di riferimento affidabile per moltissimi appassionati.
Quando Prenotare?
Non esiste una regola infallibile, ma alcuni accorgimenti da tenere sempre presenti; se, ad esempio, vogliamo prenotare con largo anticipo, per cercare di sfruttare prezzi più competitivi, è consigliabile informarsi sullo storico dell’innevamento nella località sciistica che abbiamo scelto per non rischiare di vedersi materializzare l’incubo “prato verde”.
Prenotare in anticipo è sicuramente più indicato per vacanze sulla neve piuttosto lunghe, mentre se si vogliono sfruttare finestre temporali più brevi, come ponti o weekend, bisogna puntare sui last minute. In questo caso la tattica infallibile consiste nel monitorare in tempo reale le condizioni meteo nelle varie località ed essere pronti a partire in brevissimo tempo.
La rivoluzione che ha investito il turismo sciistico ha ridefinito le modalità e i tempi delle vacanze sulla neve, trasformando profondamente quelle che erano le abitudini radicate nelle tradizioni familiari: dai weekend sulla neve allo Ski & Wellness, oggi il mondo della montagna risulta radicalmente cambiato rispetto al passato, ma sotto il segno della comune passione per la neve che unisce milioni di persone.
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[post_content] => Secondo le ultime previsioni finanziarie pubblicate dalla Iata, la redditività delle compagnie aeree dovrebbe diminuire significativamente nel 2026 a causa delle turbolenze geopolitiche in Medio Oriente e del forte aumento dei prezzi del carburante per aerei, che graveranno pesantemente sul settore dell'aviazione globale.
Come riporta TravelDailyNews, la Iata prevede che le compagnie aeree genereranno un utile netto complessivo di 23 miliardi di dollari nel 2026, circa la metà dei 45 miliardi previsti per il 2025 e ben al di sotto dei 41 miliardi precedentemente stimati. Il margine di profitto netto del settore dovrebbe scendere al 2%, rispetto al 4,2% del 2025. L'utile operativo è previsto a 48 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 76,4 miliardi di dollari del 2025.
Previsioni da rivedere
«Le interruzioni causate dalla guerra in Medio Oriente e l'aumento dei costi del carburante hanno peggiorato le prospettive per le compagnie aeree. A livello globale, si prevede che la redditività delle compagnie aeree si dimezzerà rispetto al 2025. Gli utili si ridurranno da 45 miliardi di dollari nel 2025 a 23 miliardi di dollari quest'anno. E i margini si ridurranno dal 4,2% al 2%. I bilanci di tutte le compagnie aeree stanno risentendo del rapido aumento del 70% dei prezzi del carburante per aerei. Parte dei costi aggiuntivi viene recuperata attraverso l'adeguamento dei prezzi e il miglioramento dell'efficienza, ma non sarà sufficiente a mantenere la redditività ai livelli dell'anno precedente. Le compagnie aeree più piccole, che hanno iniziato l'anno con bilanci deboli, stanno certamente faticando. A livello regionale, tutte sono in attivo, ma con una performance finanziaria nettamente ridotta, con l'eccezione del Medio Oriente. Le compagnie aeree del Golfo si trovano ad affrontare un'incertezza operativa a seguito della quasi totale chiusura dello spazio aereo allo scoppio della guerra. Queste compagnie stanno facendo un lavoro straordinario per mantenere la connettività, ma importanti ripercussioni finanziarie sono inevitabili» ha affermato Willie Walsh, direttore generale della Iata.
Si prevede che i ricavi totali del settore aumenteranno del 9,4% raggiungendo 1.165 miliardi di dollari nel 2026. Il numero di passeggeri dovrebbe salire a 5,1 miliardi, mentre i volumi di merci dovrebbero raggiungere 71,7 milioni di tonnellate. Si prevede inoltre che le compagnie aeree raggiungeranno un load factor medio record dell'84%, a testimonianza della continua forte domanda nonostante le difficoltà economiche e geopolitiche.
La sfida carburante
La sfida più significativa che le compagnie aeree dovranno affrontare nel 2026 è il forte aumento dei costi del carburante. Si prevede che la spesa per il carburante del settore aumenterà da 252 miliardi di dollari nel 2025 a 350 miliardi di dollari nel 2026. Di conseguenza, nel 2026 il carburante rappresenterà il 31,4% delle spese operative delle compagnie aeree, rispetto al 25,4% dell'anno precedente. Sebbene le compagnie aeree abbiano coperto con strumenti di hedging circa un terzo del loro consumo di carburante, l'esposizione a prezzi elevati e prolungati rimane considerevole.
«Le compagnie aeree stanno subendo il peso maggiore dello shock del prezzo del carburante. Mentre le tariffe aeree aumentano, le compagnie aeree continuano ad assorbire parte dell'incremento nei loro profitti. Si prevede che l'utile netto per passeggero scenderà a 4,50 dollari, la metà rispetto all'anno scorso. Date le circostanze, questo dimostra resilienza. Ma non lascia un grande margine di sicurezza nel caso in cui altri costi o tasse dovessero aumentare».
Si prevede inoltre che le compagnie aeree dovranno sostenere costi aggiuntivi per la conformità ambientale. Si stima che l'acquisto di carburante per l'aviazione sostenibile comporterà costi aggiuntivi per circa 4,3 miliardi di dollari. I costi non legati al carburante infine aumenteranno del 4%, raggiungendo i 767 miliardi di dollari, principalmente a causa delle spese per il lavoro, dei costi di manutenzione per le flotte obsolete e dei maggiori costi di leasing degli aeromobili dovuti alla limitata disponibilità di velivoli.
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[post_content] => E' decollato oggi da Olbia il volo di Delta Air Lines per New York Jfk, unico collegamento non-stop tra la Sardegna e gli Stati Uniti. «Questo nuovo collegamento tra New York-Jfk e Olbia permetterà ai passeggeri Delta di scoprire una delle isole più suggestive d'Italia - ha dichiarato Matt Long, managing director di Delta per l'Europa e l'Africa -. La Sardegna e la Costa Smeralda offrono una combinazione unica di bellezze naturali, patrimonio culturale e ospitalità di livello mondiale, e la nostra rotta diretta rende più facile che mai per i viaggiatori statunitensi scoprirle di persona. Allo stesso tempo, i passeggeri in partenza dalla Sardegna possono raggiungere direttamente New York, una delle città più iconiche al mondo, e usufruire di coincidenze verso altre destinazioni del network nordamericano di Delta».
La rotta è servita quattro volte a settimana, in collaborazione con i partner europei Air France, Klm e Virgin Atlantic, da un Boeing 767-300 da 211 posti, configurato con le classi di servizio Delta One, Delta Premium Select, Delta Comfort e Delta Main.
«Per la prima volta la Sardegna è collegata con un volo diretto agli Stati Uniti, grazie alla visione e alla fiducia di Delta Air Lines, una delle principali compagnie aeree mondiali, che desideriamo ringraziare per aver creduto nel potenziale della nostra destinazione - ha commentato Silvio Pippobello, ceo Geasar Aeroporto Olbia Costa Smeralda -. Questo risultato è il frutto di un lavoro portato avanti nel corso degli anni insieme agli operatori turistici, alle istituzioni e a tutti gli stakeholder del territorio, con i quali abbiamo collaborato per sostenere il percorso di crescita e di valorizzazione della destinazione Sardegna sul mercato nordamericano. Oggi si apre una nuova fase per il turismo dell’Isola: un’opportunità importante, non solo per l’aeroporto di Olbia ma anche quello di Alghero e Cagliari, per rafforzare ulteriormente la presenza della Sardegna sui mercati internazionali e proseguire nel percorso di sviluppo della destinazione, aumentando la sua riconoscibilità e attrattività a livello globale».
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[post_content] => United Airlines manterrà attiva fino al 17 dicembre la rotta da Palermo a New York/Newark, allungando di fatto la stagione turistica.
Per la prima volta Palermo consolida una continuità operativa verso gli Stati Uniti che supera la tradizionale stagionalità estiva, che si chiude il 27 ottobre, rafforzando il proprio posizionamento internazionale e aprendo una nuova fase nello sviluppo del traffico intercontinentale.
“La scelta di United conferma che la Sicilia è attrattiva per i mercati globali e dimostra come il lavoro svolto, in particolare in questi ultimi mesi, sul potenziamento della connettività, della qualità dei servizi e della competitività dello scalo stia producendo risultati concreti - sottolinea Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo - Questo collegamento non rappresenta soltanto un’opportunità per il turismo leisure di alta qualità, ma costituisce anche una leva fondamentale per il turismo delle radici, per il sistema imprenditoriale, per gli investimenti e per il rafforzamento delle relazioni economiche e culturali tra la Sicilia e il Nord America”.
Intanto durante per i mesi estivi, dal prossimo 22 maggio, si volerà lunedì giovedì e sabato, mentre nella winter il collegamento sarà operato nei giorni di martedì, giovedì e domenica. Sulla rotta verrà impiegato un Boeing 764/763.
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Delta Air Lines operativa 4 volte a settimana sulla Olbia-New York Jfk
