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14 marzo 2012 11:23
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Cerco lavoro come parrucchiera sulle navi da crociera; ho 6 anni di esperienza.
Per qualsiasi tipo d’informazione potete contattarmi al 338 4793285.
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[post_content] => Qantas e Japan Airlines hanno firmato un protocollo d'intesa volto a organizzare la transizione di Jetstar Japan verso una struttura “guidata da capitali giapponesi”. Il progetto prevede che Qantas venda l'intera partecipazione del 33,32% nella compagnia, con l'accordo definitivo previsto per luglio 2026 e il completamento della transizione per giugno 2027.
Il gruppo australiano sottolinea che “non ci saranno cambiamenti” nell'azionariato né nella governance di Jetstar Japan fino a quando l'accordo definitivo non sarà stato firmato e l'operazione non sarà stata completata. Secondo i due gruppi, questa sequenza dovrebbe consentire un'uscita ordinata di Qantas, fornendo al contempo alla compagnia low cost i mezzi per affrontare una nuova fase di sviluppo sul mercato nazionale e regionale.
Il futuro tavolo delle trattative sarà organizzato attorno a Japan Airlines, alla Development Bank of Japan e alla società di servizi finanziari Tokyo Century. Jal, già azionista principale, rimarrà il primo partner di Jetstar Japan, mentre la Dbj entrerà nel capitale e Tokyo Century dovrebbe mantenere la sua attuale partecipazione, stimata intorno al 16,7%.
In un comunicato congiunto, i partner spiegano che questa evoluzione ha lo scopo di «sostenere la prossima fase di crescita, sviluppo sostenibile e successo» di Jetstar Japan, avvalendosi dell'esperienza settoriale e dei legami istituzionali della Dbj con gli attori del turismo nazionale e regionale. Il vettore continuerà a operare come compagnia low cost separata, con una propria governance, ma in linea con le priorità dei suoi azionisti giapponesi.
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Dal 2019 a oggi il baricentro delle nazionalità protagoniste si è spostato: mentre americani e arabi hanno preso il posto di cinesi e russi, America Latina, Turchia e India sono oggi i nuovi osservati speciali. Insieme hanno più che triplicato la spesa Tax Free (+208% vs 2019), raddoppiando il proprio peso sul mercato dal 7% al 14%.
Il trend
Un trend che non appare congiunturale. Le previsioni di Lybra Tech per il primo quadrimestre 2026 confermano una domanda in rafforzamento, soprattutto da Brasile, Argentina, Turchia e India: mercati che pianificano viaggi articolati, multi-città e con una forte componente esperienziale e di shopping.
Il blocco latinoamericano rappresenta oggi l’area più rilevante tra le nazionalità emergenti (8% del totale), con una crescita della spesa del +161% rispetto al 2019. Roma si conferma hub privilegiato, mentre il profilo di consumo evolve: meno ultra-high spender, più shopper aspirazionali, attenti non solo al lusso ma anche a brand premium, lifestyle e profumeria. Brasile, Messico e Argentina concentrano quasi l’80% dei volumi, con comportamenti d’acquisto e destinazioni differenti, ma un comune denominatore: tempi di permanenza medio-lunghi e viaggi spesso in famiglia.
La Turchia firma la crescita più esplosiva (+428% vs 2019). Milano resta centrale, ma il canale outlet emerge come leva strategica, intercettando una quota crescente della spesa. Lo shopper turco spende di più, compra moda, calzature e orologi e mostra una polarizzazione generazionale che premia sia Gen Z sia over 59, con un ritorno deciso degli UHNWI.
L’India completa il quadro: +164% di spesa rispetto al 2019, una clientela giovane, pianificatrice e fortemente orientata al lusso, con Milano e outlet come poli d’acquisto e Venezia come destinazione simbolica, prevalentemente in primavera con soggiorni medi di 3-4 notti.
Sia il mercato indiano che quello turco mostrano una predilezione per Venezia, con Roma particolarmente forte a gennaio. Milano è composta da un target più eterogeneo, con mix equilibrato di coppie, famiglie e gruppi. Firenze è scelta per soggiorni più brevi e prevalentemente in viaggio con la famiglia, all’interno di itinerari multi-tappa.
Per il sistema Italia – retail, ospitalità e territori – questi mercati non sono più una promessa, ma una traiettoria già in atto. Intercettarli significa leggere nuovi ritmi stagionali, nuovi comportamenti di consumo e nuove geografie del valore.
(Enzo Scudieri)
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[post_content] => «Nel 2025 in Ecuador abbiamo accolto 1.400.000 visitatori da tutto il mondo, oltre 200.000 in più rispetto all’anno precedente: per il 2026 speriamo di riceverne 1.600.000» dichiara il viceministro del turismo Mateo Estrella in occasione dell’evento di promozione “Ecuador: Quattro Mondi in un Solo Viaggio” tenutosi ieri a Roma presso l’IILA, Organizzazione internazionale italo-latino americana.
L’evento b2b ha rappresentato un’occasione di networking con operatori di settore locali e un’opportunità per scoprire le bellezze di un Paese autentico, ancora fuori dal turismo di massa: «L’Ecuador abbraccia i principi del turismo sostenibile: per noi i numeri sono importanti ma ancora di più lo è la qualità dei visitatori: nel nostro Paese questi soggiornano per un periodo più lungo e presentano, inoltre, una capacità di spesa più elevata». I turisti generano circa 2 miliardi di dollari l’anno in entrate e il turismo incide direttamente per il 2% sul PIL nazionale e indirettamente per il 7%, posizionandosi in quinta posizione per contributo all’economia del Paese.
«La relazione tra Italia ed Ecuador sta vivendo il suo momento migliore di sempre: lo scorso anno il presidente Noboa ha incontrato la presidente Meloni» – afferma l’ambasciatore dell’Ecuador in Italia Esteban Moscoso Bohman –: «La cooperazione economica procede positivamente, gli scambi umani e culturali sono in crescita, ma l’interscambio turistico rimane ancora contenuto».
L’Europa Occidentale è la terza regione di provenienza dei turisti in Ecuador, preceduta dal Nord America e dai Paesi confinanti. «Dall’Europa i turisti arrivano soprattutto da Regno Unito, Spagna, Germania, Paesi Bassi, Francia e, ancora in piccola parte, dall’Italia: abbiamo chiuso il 2025 con 23.500 visitatori italiani, ma vogliamo che questo numero aumenti - continua il viceministro Estrella - «L’evento di oggi è un modo per affacciarci al panorama trade italiano, con cui vogliamo collaborare più intensamente».
I collegamenti aerei dell’Ecuador con l’Europa comprendono 16 voli settimanali da Madrid e 7 da Amsterdam, permettendo ai visitatori di raggiungere facilmente le principali destinazioni.
Nonostante le sue dimensioni ridotte, l’Ecuador è tra i Paesi più ricchi di biodiversità al mondo, rientrando tra le 17 nazioni megadiverse.
Il territorio comprende quattro regioni principali: le Ande, l’Amazzonia, la Costa Pacifica e le Galapagos. Nella cordillera si trovano montagne e vulcani attivi, mentre l’Amazzonia si trova a breve distanza dalle maggiori città, rendendo la visita dell’area particolarmente accessibile. La Costa Pacifica, con oltre 130 spiagge, è ideale per immersioni e sport acquatici mentre l’area protetta delle Galapagos promuove un turismo responsabile e rigenerativo, ospitando una delle riserve marine più vaste del mondo e il 32% di specie endemiche, elemento che offre un’esperienza unica di osservazione della flora e della fauna.
Oltre alla ricchezza storica e culturale del Paese, ogni regione presenta un’ampia offerta gastronomica, elemento su cui si concentra la promozione attraverso programmi come “Mercados Gastronómicos”, che mira a rendere più accessibile ai turisti l’esperienza dei mercati alimentari, e “¡Azuay… Mucho Gusto!”, realizzato in collaborazione con l’Iila per sviluppare itinerari turistici gastronomici che saranno anche oltre i confini della provincia di Azuay.
(Elisa Biagioli)
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[post_content] => «Squadra che vince non si cambia». La tradizionale cautela nel commentare risultati e strategie di Pier Ezhaya, general manager tour operating di Alpitour World, cede per un attimo il passo a una grande soddisfazione: «L’anno finanziario 2024-25 si è chiuso con numeri da record per il gruppo e in particolare per il t.o. Dal 1947 a oggi quello appena chiuso si è rivelato l’anno più importante della nostra storia. E quel che più conta è che abbiamo fatto “strike” su tutte le verticali».
In attesa dell’approvazione del bilancio da parte del cda, Ezhaya conferma di aver movimentato lo scorso anno circa un milione di passeggeri solo con il t.o. Un numero importante, favorito sia da una condizione positiva registrata dal mercato in generale, sia dai numeri macinati dal t.o., «che ha assunto una posizione forte sul mercato e ora sta capitalizzando la propria leadeship».
Le ragioni del successo
A incidere favorevolmente sui risultati economici e in modo specifico sulla redditività sono stati anche gli investimenti compiuti in tecnologia, specie sul fronte del revenue management. «Proprio un anno fa abbiamo avviato l’implementazione di un nuovo toolkit che utilizza maggiormente l’AI e il machine learning. Devo dire che i risultati sono impressionanti. Il sistema non solo è necessario per assicurare l’ottimizzazione dei prezzi, ma anche per essere più aderenti al mercato potendo leggere anche le minime variazioni di tendenza e di domanda. Il 2026 si muoverà in continuità, anche se prevediamo un po’ più di tensione sulla capacità di spesa degli italiani».
Il nuovo anno sembra quindi partito con il piede giusto: «Dall’inizio del nuovo anno finanziario a oggi abbiamo registrato un incremento del 10% sulle vendite rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. E’ ancora presto per capire se si tratti di un trend destinato a durare o di un maggiore anticipo sui tempi del booking, ma posso comunque tarare l’obiettivo per il 2026 su una crescita dei ricavi intorno ai 120 milioni rispetto all’anno finanziario 2024-25, con una marginalità in continuità con quella dello scorso anno».
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Hnh Hospitality archivia l’anno fiscale al 31 ottobre 2025 con un fatturato che ha superato i 121 milioni di euro, in crescita del 7% rispetto al 2024. Stabile l’Ebitda, che si attesta vicino al 15%, mentre l’occupazione media delle camere è cresciuta dal 77% nel 2024 al 78,4% nel 2025. In netta crescita anche il prezzo medio per camera che registra 169,10 euro rispetto ai 164,7 dello scorso anno.
Focus sul 2025
Il 2025 è stato un anno caratterizzato da investimenti e nuovi progetti che confermano il posizionamento del gruppo nel segmento dell’ospitalità di alto livello. Da un lato, la nuova fase strategica di Almar Resorts & Spa, volta a rafforzare l’identità distintiva delle tre strutture; dall’altro, le diverse operazioni di gestione alberghiera: l’ultimo annuncio riguarda la gestione del Grand Hotel Trento, iniziata lo scorso 1° dicembre, a cui si affiancano i progetti strategici in Nord Italia.
A Verona, il gruppo ha assunto la gestione dell’hotel Leon d’Oro, destinato a diventare un DoubleTree by Hilton, e ha inaugurato Homy Livia, il complesso di 23 appartamenti pensati per soggiorni prolungati in città. A Torino Hnh Hospitality gestirà il 5 stelle nato dalla riqualificazione di una porzione della Cavallerizza Reale di Torino sotto il marchio Radisson Collection. Infine, a Milano Linate il gruppo sarà presente con DoubleTree by Hilton all’interno dell’aeroporto, rafforzando la propria presenza nelle principali città italiane e diversificando le formule di ospitalità.
«Il 2025 conferma la solidità e l’efficacia della nostra strategia. Con 19 strutture operative e quattro in apertura, siamo in linea con l’obiettivo di raggiungere 25 strutture entro il 2027. La crescita del fatturato, dell’occupazione delle camere e del prezzo medio per camera ci danno ulteriore conferma delle direzioni intraprese, con gli investimenti su Almar Resorts & Spa e i nuovi accordi di gestione che ci consentono di rafforzare la nostra presenza in nuovi centri strategici proponendo un concetto di ospitalità autentico, legato al territorio e attento all’evoluzione delle necessità esigenze dei nostri ospiti. Lo sviluppo guarda già al 2026 con l’obiettivo di superare i 140 milioni di euro di fatturato anche grazie alle operazioni di mergers & acquisitions sulle quali stiamo lavorando» ha dichiarato Luca Boccato, ceo di Hnh Hospitality.
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[post_content] => «L'aspettativa è per un 2026 nuovamente nel segno della crescita»: Giacomo Cattaneo, direttore commerciale aviation di Sacbo, delinea il prossimo futuro dell'aeroporto di Milano Bergamo, a margine dell'evento per l'apertura della nuova area partenze.
Dopo un 2024 di traffico record con più di 17 milioni di passeggeri, il 2025 chiuderà probabilmente attorno ai 16,7 milioni «un pochino meno quindi, proprio per i lavori che hanno interessato il terminal, ma ci attendiamo un 2026 nuovamente in crescita, anche se ora è molto prematuro dare numeri precisi».
Certe sono invece alcune delle prime novità a livello di operativo 2026: «A cominciare dal raddoppio di flydubai, che anzi sarà operativo già dal 16 dicembre 2025 e fino al prossimo maggio, con un'interruzione per poi riprendere da agosto.
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Traffico internazionale sugli allori
Il Caravaggio conferma sempre più la sua preponderante vocazione al traffico internazionale, rispetto al domestico, «che ha visto una ripresa soltanto nell'immediato post-Covid. Ora siamo decisamente tornati ai numeri pre-pandemia, con il 75% di passeggeri internazionali e massimo un 25% di nazionale.
I principali mercati sono quelli di Spagna, Inghilterra, Polonia e Romania: in questo quadro ci sono però anche altri bacini che stanno crescendo tanto, uno su tutti quello degli Emirati, dove oltre alla già citata rotta su Dubai nel periodo invernale arriviamo a quattro collegamenti al giorno includendo anche i due voli per Sharjah (con Air Arabia, ndr). Senz'altro un'area che sta crescendo sia come incoming sia come outgoing in virtù del network di proseguimenti a disposizione una volta raggiunti gli Emirati».
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[post_content] => Qatar Airways ha deciso di porre fine alla sua partecipazione in Cathay Pacific. La compagnia aerea del Qatar venderà la sua quota del 9,6% per 778 milioni di euro (896 milioni di dollari), in una transazione che segna la fine di un rapporto azionario durato otto anni. Cathay riacquisterà le azioni a 1,40 dollari per azione, in una transazione che richiede ancora l'approvazione dei suoi azionisti indipendenti.
L'uscita di Qatar Airways segna la fine di un capitolo iniziato nel 2017, quando la compagnia acquisì la quota per 662 milioni di dollari, diventando il terzo maggiore azionista e la prima compagnia aerea mediorientale a investire in una società dell'Asia orientale.
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Con il riacquisto, Cathay Pacific rafforza la sua struttura azionaria. Swire Pacific aumenterà la sua partecipazione al 47,7%, mentre Air China aumenterà la sua quota al 37,8%. Il suo presidente, Patrick Healy, ha dichiarato che l'operazione riflette la fiducia dell'azienda nel suo futuro, evidenziando il piano di investimenti da 12,9 miliardi di dollari volto ad ampliare la flotta e modernizzare le lounge nei prossimi sette anni.
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[post_content] => Le mire espansionistiche di Turkish Airlines si allungano su SunExpress, il vettore leisure nato dalla joint venture fra la compagnia turca e Lufthansa, con l'obiettivo di acquisire la quota del 50% attualmente detenuta dai tedeschi.
Ma Lufthansa, come riferito da Il Corriere della Sera, che cita fonti vicine ai colloqui, non sarebbe d'accordo in quanto conterebbe ancora sulla buona redditività della compagnia aerea.
Turkish Airlines, che ha registrato un utile di 2,4 miliardi di dollari nel 2024, pagherebbe probabilmente almeno 1,25 miliardi di dollari per la quota. SunExpress ha registrato un fatturato di 2,2 miliardi di dollari e un utile netto di 164 milioni di dollari nel 2024, trasportando 15 milioni di passeggeri con una flotta di 88 aeromobili.
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[post_content] => "Rimini 4 Seasons Collection. More than a city. More than a destination": questo il claim della nuova campagna out of home 2025-26 targata VisitRimini. Una sfida «coraggiosa» che ha scelto di fare a meno delle tradizionali immagini della destinazione, puntando tutto su una grafica che ruota attorno a linee pulite, essenziali e glamour, che strizzano l'occhio alla moda e in qualche modo al ricordo di Federico Fellini.
Nel mirino, un posizionamento più elevato, per una città che vuole andare oltre il comune immaginario collettivo: «Abbiamo alzato le nostre aspettative e puntiamo a superare lo stereotipo di una Rimini legata al balneare e alla stagionalità» spiega Coralie Delaubert, destination manager di VisitRimini, sottolineando come «si stia costruendo un modello di comunicazione turistica che unisce innovazione, tecnologia e visione strategica, per affermare Rimini come destinazione autentica, dinamica e capace di ispirare e coinvolgere sempre». L'obiettivo è quello di «evocare un'atmosfera, ogni immagine porta con sè un messaggio semplice: Rimini sorprende».
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Tomaso Perino, Creativity & Design Manager di Italian Exhibition Group (con cui la campagna è stata realizzata) spiega la «ricerca di un linguaggio visivo elegante ed essenziale, capace di raccontare le anime della città con un tono inusuale. Un progetto che attinge a piene mani dagli stilemi della comunicazione moda, per mostrare una Rimini inattesa, contemporanea ed internazionale, a tratti glamour. Questa campagna è un lavoro a quattro mani tra Italian Exhibition Group e VisitRimini: un incontro tra la creatività dei grandi eventi e l'energia di un territorio che vive tutto l'anno».
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Le icone colorate intrecciate alle lettere della parola 'Rimini' rappresentano i sei pilastri dell'offerta turistica - Sea, Nature, Culture, Sport, Food & Wine, Wellness - e danno ritmo e riconoscibilità a una comunicazione capace di parlare a pubblici diversi, con un tono contemporaneo e sofisticato.
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