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31 maggio 2011 12:17
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DIRETTORE TECNICO iscritta all’albo della Regione Campania disponibile per copertura titolo. Per informazioni contattare 392 7141413.
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[post_content] => Extell Development Company e Hilton hanno annunciato i piani per lo sviluppo del Waldorf Astoria Deer Valley Resort and Residences, un resort di lusso con accesso diretto alle piste da sci, la cui apertura è prevista per il 2028 all'interno del nuovo Deer Valley East Village a Park City, nello Utah.
Il progetto fa parte dell'importante espansione del Deer Valley Resort e sorgerà, come riporta TravelDailyNews, in quello che viene descritto come il primo importante sviluppo di una stazione sciistica alpina pubblica in Nord America in oltre 40 anni. La proprietà sorgerà adiacente alla pista da sci più lunga della Deer Valley, la Green Monster.
Il Waldorf Astoria Deer Valley Resort and Residences comprenderà 132 camere d'albergo e 105 residenze a marchio Waldorf Astoria, con configurazioni da una a sei camere da letto e metrature da 102 a 475 metri quadrati. Il complesso si estenderà su due torri, con 56 residenze alberghiere situate al di sopra dell'hotel e altre 49 residenze private situate in una torre indipendente, il Waldorf Astoria Residences Deer Valley.
La proprietà offrirà accesso diretto
alle piste da sci e una vista ininterrotta su Bald Mountain, Hail Peak, Park Peak e sui terreni circostanti.
Gary Barnett, fondatore e presidente di Extell Development Company, ha dichiarato: «Deer Valley East Village è il frutto della collaborazione di partner di lusso di fama mondiale impegnati a offrire esperienze sciistiche eccezionali. L'aggiunta di un resort e di residenze Waldorf Astoria si basa su questa visione e coniuga il meglio del mondo immobiliare e alberghiero».
Kara Randall, vicepresidente per lo sviluppo di hotel di lusso e a uso misto in Nord America presso Hilton, ha aggiunto: «La firma del contratto per il Waldorf Astoria Deer Valley Resort and Residences segna una pietra miliare nella crescita del portfolio di lusso di Hilton in America. Siamo orgogliosi di collaborare con proprietari visionari per introdurre questo resort con accesso diretto alle piste da sci nel Deer Valley East Village».
Il resort
Il resort offrirà una vasta gamma di servizi in loco, tra cui una spa con sale per trattamenti e strutture termali, centri fitness, servizi di concierge e di ritiro sci, un simulatore di golf, strutture per bambini, piscine interne ed esterne e una terrazza con piscina con vista sulla pista da sci Green Monster. Ulteriori servizi includeranno numerosi ristoranti, bar e lounge, tra cui il Peacock Alley, simbolo del marchio, oltre a 1.090 metri quadrati di spazi per riunioni ed eventi, tra cui una sala da ballo di 470 metri quadrati. I lavori di costruzione del sito sono iniziati a maggio 2025.
Il complesso Waldorf Astoria rappresenta la seconda proprietà a marchio Hilton annunciata per il Deer Valley East Village. Un hotel Canopy by Hilton aprirà nella zona quest'estate.
Il Deer Valley East Village si trova circa 40 minuti dall'aeroporto internazionale di Salt Lake City e fungerà da nuovo punto di accesso al Deer Valley Resort. L'ampliamento più ampio porterà il Deer Valley a comprendere oltre 2.200 ettari di terreno sciabile su 238 piste servite da 37 seggiovie, posizionandolo tra i più grandi comprensori sciistici del Nord America.
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[post_content] => Non più una parola d’ordine, ma una strategia industriale che tiene insieme impresa, territorio e capitale umano. È questo il messaggio emerso dal convegno “Sostenibilità condivisa: l’ospitalità che restituisce valore al territorio”, ospitato il 3 febbraio a Palazzo di Varignana, modello di hospitality integrata sui colli bolognesi.
Un appuntamento, organizzato in collaborazione con Travel Hashatag Advisory, che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo accademico per riflettere sulla sostenibilità come leva economica e competitiva per il turismo. «Migliorare il territorio e lasciare un’eredità al futuro significa generare impatto economico, ma anche sociale e ambientale», ha spiegato Carlo Gherardi, founder di Palazzo di Varignana, richiamando la necessità di politiche di previsione e cura del paesaggio in un contesto climatico sempre più instabile.
Un approccio condiviso anche dalle amministrazioni locali. Per Francesca Marchetti, sindaca di Castel San Pietro Terme, «Palazzo di Varignana ha una rilevanza che va oltre i confini comunali» ed è un esempio concreto di come la sostenibilità, nelle politiche pubbliche, richieda «azioni integrate, non limitate alla sola dimensione ambientale».
Al centro del confronto il rapporto tra agricoltura e ospitalità, inteso come filiera produttiva e culturale. «La produzione responsabile è il primo gesto di accoglienza», ha sottolineato Chiara Del Vecchio, AD delle aziende agricole del gruppo, illustrando il progetto Agrivar come strumento di valorizzazione territoriale e coinvolgimento diretto degli ospiti. Un modello circolare che si sviluppa su 700 ettari, con 265 ettari di uliveti – il più grande della regione – e una produzione a km zero che alimenta i cinque ristoranti del resort, trasformando l’agricoltura in esperienza turistica ed economia reale.
Dal fronte istituzionale, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha evidenziato come «il binomio agricoltura e turismo abbia una potenzialità altissima e ancora inespressa», sottolineando il ruolo crescente della dop economy nella costruzione di nuove destinazioni. «Non esiste sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale», ha aggiunto, richiamando la formazione manageriale come pilastro per la competitività del settore. Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.
A proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”.
La riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.
Ampio spazio anche al tema del benessere come fattore di sviluppo. «Non esiste sostenibilità del territorio senza sostenibilità umana», ha ricordato Annamaria Acquaviva, direttrice scientifica del resort, presentando gli Health & Wellness Retreats basati sul Metodo Acquaviva. Un approccio integrato che unisce nutrizione funzionale, movimento, riposo e gestione dello stress. Un cambio di paradigma necessario anche sul piano narrativo, secondo Cinzia Galletto, giornalista esperta di turismo del benessere: «Serve un’identità coerente: una vacanza di benessere ha valore solo se genera una trasformazione autentica». Concetto rafforzato da Maria Letizia Petroni (Unibo): «Un ambiente tutelato significa migliori condizioni di salute non solo per il turista, ma anche per chi lavora e vive quei territori».
Il tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.
A rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 45 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive, confermando – come sottolineato anche da Andrea Guizzardi, presidente Clust-ER Turismo – che «il turismo è l’industria che garantisce la ricaduta più duratura sui territori», soprattutto quando pubblico e privato lavorano in modo interconnesso per destagionalizzare e distribuire i flussi.
Una visione che trova riscontro anche nel percorso di Palazzo di Varignana, recentemente certificato Green Key e UNI/PdR 125. «Per noi le certificazioni non sono un punto di arrivo, ma uno strumento», ha concluso Cecilia Bortolotti, Corporate Communications & Sustainability Manager. «La sostenibilità è un patto tra visione imprenditoriale e persone: solo così può tradursi in azioni concrete e lasciare un’impronta positiva e duratura sul territorio».
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[post_content] => Turismo e servizi salvano l'economia della Sardegna, la cui crescita nel 2025 ha dato segnali di lenta ripresa, fermandosi a +0,92%, appena al di sotto della media nazionale pari a +0,96%.
Secondo un'analisi svolta dall'Ufficio statistiche della Camera di commercio di Sassari, il tessuto produttivo isolano dimostra una resistenza inedita, seppur a fronte di una bassa natalità aziendale. Le imprese registrano un saldo positivo di 1.521 imprese ma questo non è spinto da un boom di nuove iscrizioni — che anzi scendono al minimo storico di 7.766 unità — bensì dalla drastica frenata delle chiusure.
Le cessazioni non d'ufficio sono scese a 6.245 unità, uno dei livelli più bassi dell'ultimo quinquennio. L'analisi settoriale dell'economia sarda rivela che il motore della crescita è il terziario, che compensa le difficoltà dei settori tradizionali. Risultano in crescita i servizi con un +3,3% (+898 imprese), trainati da attività professionali, immobiliare (+5,8%) e servizi alla persona.
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In affanno il commercio
Restano in affanno il commercio, che perde 677 unità (-2,0%), soffrendo l'erosione causata dall'e-commerce, e anche il settore primario e il manifatturiero (entrambi a -1,3%), penalizzati dall'impennata dei costi di produzione e dalle criticità climatiche che hanno colpito l'agroindustria.
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[post_content] => Per Falkensteiner due nuove strutture: il Resort Sicily e il Resort Lake Garda sono a disposizione di chi vuole concedersi un viaggio a cinque stelle al mare o al lago, approfittando di due offerte imperdibili.
Il Falkensteiner Family Resort Sicily comprende 125 alloggi tra camere, suite e ville con giardino e vista mare pensati per le famiglie, un’area benessere di oltre 500mq con piscine affacciate sul mare e rituali di benessere olistico per grandi e piccini, ma anche una proposta gastronomica che include i sapori e le tradizioni locali al Restaurant Artigiani, il Beach Bar & Restaurant sulla spiaggia, il Pool Bar e lo Sport Café. Non manca poi il Falkyland: un vero e proprio paradiso di divertimento fra pareti di arrampicata, sala multimediale e un ampio programma di attività. Il Falkensteiner Family Resort Sicily propone fino al 15% di sconto con l’offerta Opening Special, utilizzabile per soggiorni a partire da due notti, nei periodi dal 03.07.2026 al 06.01.2027, con inclusa prima colazione, cena a buffet e accesso all’Acquapura SPA.
Il Falkensteiner Resort Lake Garda per gli amanti del lago è circondato da un lussureggiante giardino botanico: il resort offre 97 camere dal design raffinato e 170 appartamenti presso le Falkensteiner Park Residences, oltre all’Acquapura Spa su due livelli con uno spazio adults only sul rooftop e una zona family con piscine interne ed esterne, spray park, scivolo e piscina per bambini. Inoltre, i più golosi potranno assaporare le delizie del luogo rivisitate in chiave internazionale nei tre indirizzi presenti in struttura. L' Offerta 4+1, dà diritto a una quinta notte di soggiorno gratuita a fronte di una prenotazione di quattro notti, dal 23.04.2026 al 18.06.2026, colazione o mezza pensione e libero accesso alla spa.
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[post_content] => Explora Journeys presenta una nuova interpretazione della Owner’s Residence grazie a una collaborazione esclusiva con Patricia Urquiola. Inaugurata a bordo di Explora III nell’estate 2026 e di Explora IV nel 2027, questa collaborazione introduce uhttps://www.travelquotidiano.com/tour_operator/explora-journeys-al-via-il-programma-di-inviti-explora-club/tqid-504045na seconda Owner’s Residence su ciascuna nave, riflettendo una visione condivisa di moderno vivere sul mare. Conosciuta per la sua visione inconfondibile, Patricia Urquiola porta la sua prospettiva distintiva per la prima volta su Explora III. In partenza per un Mediterranean Prelude Journey il 24 luglio, per il viaggio inaugurale da Barcellona a Lisbona il 3 agosto e per itinerari verso nuove destinazioni nel Nord Europa, in Islanda e Groenlandia più avanti nell’anno, Explora III è la prima nave di Explora Journeys a offrire due Owner’s Residences.
Le Owner's Residence
Posizionate a poppa sui ponti 7 e 8, le Owner’s Residences sono le abitazioni più grandi ed esclusive disponibili a bordo di Explora III. Ognuna offre 280 metri quadrati di spazi sapientemente progettati, di cui 125 metri quadrati dedicati a una spettacolare terrazza che si estende sull’intera larghezza della nave. La Owner’s Residence firmata Patricia Urquiola è situata sul ponte 7 e si apre su viste ininterrotte sulla scia della nave, creando una connessione costante con l’oceano. Con ampie vetrate che incorniciano il mare, l’interno di 155 metri quadrati comprende un soggiorno con zona pranzo e una camera da letto con bagno en suite.
«Il lavoro di Patricia Urquiola riflette una sensibilità allineata con Explora Journeys - ha dichiarato Anna Nash, presidente di Explora Journeys -. Lei è consapevole di come un design attento possa evocare emozioni e come il giusto equilibrio tra luce, texture e forma possa infondere immediatamente una sensazione di benessere. Questo è centrale nel nostro Ocean State of Mind, che invita gli ospiti a rallentare e a sentirsi profondamente connessi all’ambiente circostante. Nella Owner’s Residence, Patricia Urquiola ha tradotto questa filosofia in spazi generosi, equilibrati e profondamente in sintonia con il mare».
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[post_content] => La Spagna ha sfiorato i 100 milioni di visitatori internazionali nel 2025: per la precisione, i turisti sono stati 97 milioni, +3,5% rispetto all'anno precedente, come anticipato dal ministro dell'Industria e del Turismo, Jordi Hereu.
Quest'ultimo, come riferisce Hosteltur, ha sottolineato poi come la spesa effettuata da questi viaggiatori sia aumentata molto di più: del 6,5% fino a raggiungere i 135 miliardi di euro. Una crescita che evidenzia anche un cambiamento nel modello turistico della destinazione Spagna: progressi nella destagionalizzazione, diversificazione dei mercati di provenienza e creazione di più e migliori posti di lavoro. L'attività turistica continuerà ad espandersi nel 2026, ma sarà “una crescita più serena”, secondo quanto indicato dal ministro.
«Ancora una volta la Spagna continua a crescere in termini di arrivi e abbiamo battuto un nuovo record, anche se per noi è più importante la spesa perché dietro ci sono elementi quantitativi. Si tratta di una boccata d'ossigeno per l'economia», ha insistito Hereu.
Nella foto scattata dal ministro al comparto turistico spagnolo, spicca poi l'aumento dei pernottamenti, con oltre 693 milioni, il 2,1% in più rispetto al 2024. «La Spagna è leader nei pernottamenti» ha affermato il ministro. Inoltre, «cresciamo in modo più destagionalizzato», con incrementi maggiori nella bassa stagione, e anche la spesa turistica aumenta di più nella media-bassa stagione che nei mesi di maggiore occupazione.
L'offerta vede prodotti più numerosi e di migliore qualità, e una maggiore distribuzione dei flussi turistici, a vantaggio di un maggior numero di destinazioni. Infatti, secondo un rapporto di Turespaña, sebbene il prodotto balneare rappresenti la motivazione principale per visitare il Paese, la cultura e la gastronomia sono quelle che crescono di più, rispettivamente del 58% e del 60%.
Senza dimenticare una maggiore diversificazione dei mercati di origine, con forti aumenti delle visite di viaggiatori provenienti dagli Stati Uniti e dall'America Latina, anche se i paesi europei continuano ad essere i principali mercati di provenienza.
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Room Mate non è in vendita. La conferma arriva da Kike Sarasola, fondatore e ceo di Room Mate Hotels. «La catena sta andando bene, gli investitori sono soddisfatti e, visto che c'è ancora spazio per crescere, al momento non ci sono piani di disinvestimento» spiega Sarasola in un intervento riportato da Hosteltur, Il manager ha risposto così alle voci secondo cui l'azienda, di proprietà di Angelo Gordon e Westmont da luglio 2022, potrebbe essere in vendita.
Come ha spiegato Sarasola in un intervento riportato da Hosteltur, gli investitori « non vogliono disinvestire perché sono molto soddisfatti dei risultati. Inoltre, non abbiamo creato loro alcuna preoccupazione o fatto perdere loro tempo perché si sono fidati del team fin dall'inizio e ci hanno lasciato fare il nostro lavoro; abbiamo una grande autonomia. L'azienda è in costante crescita, il nostro valore sta aumentando, stiamo generando rendimenti significativi e al momento non cc'è un piano di disinvestimento o una data di uscita prevista».
L'anno appena trascorso, «è stato molto positivo . Siamo molto soddisfatti perché gli hotel stanno ottenendo risultati eccellenti e tutti gli indicatori sono positivi, anche se non possiamo ancora fornire cifre esatte perché non abbiamo ancora chiuso i conti».
il 2026 si apre all'insegna dell'ottimismo «per tre motivi. Innanzitutto, abbiamo effettuato un significativo riposizionamento del marchio verso Room Mate Collection, con all'attivo 10 hotel. Inoltre, quest'anno hanno avuto sei stabilimenti chiusi parzialmente o quasi totalmente per necessari lavori di ristrutturazione, investendo così un budget di quasi 20 milioni di euro in ristrutturazioni negli ultimi tre anni e con un investimento previsto di altri 13,5 milioni per i prossimi tre, senza contare le nuove aperture. Infine, stiamo assistendo alla ripresa di destinazioni che hanno rallentato nel 2025 , come Valencia dopo la tempesta Dana , i Paesi Bassi e l'Italia, in particolare Firenze e Venezia».
Le previsioni
In Italia, ha aggiunto, "prevediamo che la crescita del fatturato raggiungerà circa il 10,5%, perché è un mercato molto forte in cui possiamo trovare opportunità molto più facilmente che in Spagna, perché i prezzi non sono così esorbitanti». Si tratta quindi di un mercato prioritario, che si adatta bene al modello 3-4 stelle e 4 stelle plus. Il marchio è già presente a Roma, Milano, Venezia e Firenze , dove si stanno valutando nuove opzioni per espandere l'offerta.
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[post_content] => Tap Air Portugal rilancia nel Nord del Portogallo, dove per la stagione invernale mette a disposizione 135 voli diretti settimanali da Porto verso destinazioni internazionali, inclusi 13 voli settimanali verso quattro destinazioni di lungo raggio: Rio de Janeiro, San Paolo, New York e Luanda.
Dal 1° luglio debutteranno invece le nuove rotte Porto-Terceira e Porto-Praia (Capo Verde), con tre frequenze settimanali. Dal prossimo inverno, inoltre, il collegamento Porto–Boston diventerà annuale, e non più stagionale. È previsto poi l’avvio di voli diretti Porto-Tel Aviv, con quattro frequenze settimanali.
Nell’ambito del piano strategico per i prossimi tre anni, la compagnia aerea prevede anche il lancio di ulteriori rotte intercontinentali e l’aumento delle frequenze su rotte già attive.
Il vettore ha inoltre annunciato un investimento per la costruzione di un nuovo maintenance & engineering hub presso l’Aeroporto di Porto, con capacità per due aeromobili A321 (o equivalenti) che sarà operativo nel 2028.
«Questo è un nuovo momento per Tap e per il Nord del Portogallo - ha commentato il ceo di Tap Air Portugal, Luís Rodrigues -. Stiamo rafforzando le nostre operazioni intercontinentali e investendo in infrastrutture strategiche, offrendo più opzioni ai nostri clienti e maggiori opportunità all’economia regionale. Tap è impegnata nel Nord come mai prima d’ora».
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[post_content] => Nel 2025, la Spagna ha accolto circa 97 milioni di turisti internazionali, secondo una proiezione basata sui dati pubblicati dall'Istituto Nazionale di Statistica (Ine). Tra gennaio e novembre, 91,48 milioni di turisti stranieri sono arrivati nelle principali destinazioni spagnole, per una crescita del 3,4%. Ipotizzando un aumento del 3% circa a dicembre, il totale degli arrivi turistici si attesta quindi tra i 97 e i 98 milioni.
La spesa turistica, invece, registra una crescita più dinamica raggiungendo, tra gennaio e novembre i 126,7 miliardi di euro (+6,9%). Tenendo conto di questa crescita per il mese di dicembre, la Spagna dovrebbe chiudere il 2025 con una spesa turistica che supererà, per la prima volta, i 135 miliardi di euro.
La Catalogna si conferma la regione più frequentata, con 19,06 milioni di visitatori (+1%); seguono le Baleari con oltre 15,5 milioni di visitatori accolti nei primi undici mesi dell'anno. E l'Andalusia, che registra la maggiore crescita del numero di visitatori (+6,9% con 13,7 milioni di turisti).
Anche Valencia e la sua regione registrano una crescita notevole (+4,2%) con 11,7 milioni di turisti, mentre Madrid ha ospitato 8,4 milioni di visitatori (+2,9%). «Questi dati consolidano la tendenza alla crescita della spesa al di là dell'aumento del ritmo degli arrivi, leggermente più moderato nel 2025 rispetto allo scorso anno» osserva il Ministero spagnolo dell'Industria e del Turismo in un comunicato.
Un'evoluzione che «va nella direzione della scommessa del ministero su un nuovo modello turistico, più sostenibile che dà priorità alla qualità rispetto alla quantità, a decentralizzazione e destagionalizzazione delle destinazioni e alla diversificazione dell'offerta», conclude il ministero.
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