22 novembre 2024 13:18
Due nuovi bandi di gara e cinque nuovi maestri artigiani Wonder. Mano a Mano, il progetto veneziano della fondazione The Place of Wonders, la realtà di corporate social responsability del marchio italiano The Hospitality Experience, conferma la seconda edizione dell’iniziativa per l’anno 2024/2025. Nel ruolo di ambassador, il Londra Palace Venezia, con affaccio su Riva degli Schiavoni, e Venezia da Vivere, partner nella selezione degli artigiani.
Sotto la direzione di Michela Canzi Blanc, la fondazione eroga inoltre sei nuove borse di studio a totale copertura dei costi dei corsi dedicati alla formazione di giovani studenti, così da garantire accesso alle più antiche tecniche del saper fare di maestri artigiani veneziani. Di queste, quattro sono nuovamente dedicate all’arte delle perle di vetro, dichiarata Patrimonio culturale immateriale dall’Unesco nel 2020, sotto la guida di Alessia Fuga, designer e insegnante di tecniche di lavorazione a lume, e di Marisa Convento, artista nota per le sue creazioni con perle di Murano nonché una delle ultime Impiraresse.
I cinque nuovi maestri artigiani che entrano a far parte di Mano a Mano sono invece Lunardelli Venezia, dal 1967 punto di riferimento in Laguna per la lavorazione del legno; Arzanart, laboratorio artistico che crea carta marmorizzata artigianale, utilizzando la tradizionale tecnica veneziana risalente al diciassettesimo secolo; Saverio Pastor, uno degli ultimi maestri remèri, dedito alla creazione artigianale delle forcole e dei remi veneziani; Giuliana Longo, erede della famiglia Longo che dal 1901 confeziona i tradizionali cappelli da gondoliere e creazioni su misura; Martina Vidal, che reinterpreta in chiave moderna la tradizione del merletto buranese.
A supporto delle donazioni per finanziare i percorsi formativi, ai nuovi Wonders, la fondazione ha commissionato la seconda edizione della Capsule Collection di Mano a Mano: cinque manufatti in edizione limitata, disponibili da marzo 2025 all’interno del Relais & Châteaux Londra Palace Venezia.
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[post_content] => “Le sei sorelle” sono gli stati che compongono il New England: il territorio situato nella parte nord-orientale degli Stati Uniti d'America, affacciato sull’oceano Atlantico, di cui Boston è la città più popolosa.
Il New England fu la prima regione degli Stati Uniti a definire una propria identità e quella che elaborò i primi progetti di indipendenza dalla Corona Inglese, di cui oggi si celebra il 250esimo anniversario.
"Il New England è una terra ricca di meraviglie naturali, di storia e cultura che ha tanto da offrire al visitatore. - esordisce Kerrie Tripp, director of product & sales di Discover New England - Ciascuno degli Stati che compongono il New England ha proprie caratteristiche. Il Connecticut e il Rhode Island offrono esperienze uniche e luxury nei suoi hotel 5*, mentre il Maine, il New Hampshire e il Vermont sono i tre stati dove vivere affascinanti percorsi nella natura, visitare deliziosi centri minori, conoscere le comunità di pescatori e camminare sul lungomare. È un’area che rappresenta la quintessenza del New England. Gli abitanti amano mostrare la propria terra e incontrare i turisti che arrivano nell’aeroporto Logan, appena fuori Boston, al centro del territorio e dell’esperienza di visita».
«Le opportunità di scoperta sono davvero tante e per tutte le stagioni. - aggiunge Stacy Thornton, director of leisure sales di Meet Boston - Si può praticare il Wahle Watching lungo la costa, pescare le aragoste, scoprire i colori del foliage autunnale e apprezzare la bellezza dell’inverno a bordo di una motoslitta, con le ciaspole, oppure su una slitta trainata dai cani». Thornton presenta il Vermont:«una regione unica e ricca di calore, dove le comunità amano accogliere i visitatori e sono family-friendly in tanti modi diversi. Si può mungere il latte per la propria colazione, preparare il formaggio, il gelato o lo sciroppo d’acero facendolo bollire nelle “sugar shaks”, le “capanne dello zucchero” (a patto che si programmi il viaggio in inverno). Il Vermont propone tante attività outdoor, tra cui la visita a 10 attrazioni che comprendono strade panoramiche come la Vermont Route 100 - che guarda alle Green Mountains - o lo Smugglers’ Notch - un suggestivo passo di montagna tra alte pareti - villaggi iconici e colorati come lo Stowe Village e la cittadina di Woodstock, nota per la sua bellezza e per il famoso ponte coperto. Il Vermont è un luogo che sa parlare al cuore e all’anima del suo ospite». Thornton presenta anche il New Hampshire: una terra ricca di bellezza naturale: sui suoi 900 specchi d’acqua e lungo la costa si possono fare anche brevi crociere. Tra le proposte turistiche dello Stato ci sono gli storici treni panoramici che viaggiano tra le White Mountains, come la Mount Washington Cog Railway - una cremagliera risalente al 1869 - o la Conway Scenic Railroad, dove è possibile pranzare a bordo delle carrozze d’epoca. La costa del New Hampshire si estende per quasi 30km e ogni metro viene utilizzato al meglio. Infine il New Hampshire è tax free: per questo ci sono tante possibilità per lo shopping e numerosi outlet.
Il percorso di scoperta del New England prosegue nel Maine, accompagnati da Chiara Moriconi, sr.tourism officer del Maine Office of Tourism: «Il Maine è un luogo d’incanto, pieno di silenzio, è la casa di uno dei 13 Dark Sky Sanctuary degli Stati Uniti, sulla East Coast. I resort che si trovano nei boschi propongono ai loro ospiti gli Star Party, per studiare le stelle accompagnati dal racconto degli astronomi. Lungo la costa del Maine ci sono 65 fari: alcuni si possono visitare a piedi, altri sono in mezzo al mare, nell’acqua che è fredda anche ad agosto! Nel Maine si trova l’Acadia National Park, un gioiello naturale di circa 50mila acri, con la famosa Cadillac Mountain. Alta 499m è il primo punto degli Stati Uniti ad essere illuminato all’alba nei mesi autunnali e invernali. Il Maine si può visitare in macchina, - prosegue Moriconi - ma anche navigando lungo la costa a bordo di un windjammer, un veliero alberato. Vengono organizzate crociere di una settimana o esperienze più brevi con la possibilità di assaggiare le ostriche bevendo un bicchiere di vino. Ci sono aziende come “The Lucky Catch” che insegnano a pescare gli astici, che si possono poi acquistare e far cucinare in uno dei ristoranti del porto. Nel Maine ci sono poi 80 centri di allevamento delle ostriche da visitare anche con un kayak o un paddle-board. Nel Maine ci sono diversi lodge e gli ospiti apprezzano molto il glamping». Per concludere questa prima parte del percorso nel New England è interessante sapere che il noto scrittore Stephen King è nato a Portland - nel Maine - e racconta il territorio nei suoi libri, tutti ambientati in località reali.
Chiara Ambrosioni
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[post_content] => La Cappadocia fa il suo debutto nell'edizione 2026 della Guida Michelin: dopo Istanbul, İzmir e Muğla, la celebre regione dell’Anatolia centrale diventa una nuova destinazione gastronomica riconosciuta, portando sotto i riflettori una cucina profondamente radicata nel territorio e oggi capace di dialogare con i linguaggi della contemporaneità.
Un ingresso che va oltre la semplice selezione di ristoranti. Quello della Cappadocia è il riconoscimento di un sistema culturale e agricolo complesso, costruito nei secoli su un equilibrio tra paesaggio, risorse naturali e saperi tramandati. Un territorio scolpito dal tempo e dalla roccia vulcanica che oggi si racconta anche a tavola, attraverso una proposta gastronomica coerente, identitaria e sorprendentemente moderna.
Famosa nel mondo per i camini delle fate, le città sotterranee e i voli in mongolfiera all’alba, la Cappadocia rivela nella selezione Michelin un altro volto: quello di una terra agricola fertile, segnata da vigneti storici, orti familiari e tecniche di cottura antiche come il tandır e il forno a legna.
I 18 ristoranti selezionati restituiscono una cucina che nasce dalla terra e segue il ritmo delle stagioni. Verdure locali, legumi, cereali, carni cotte lentamente, frutta secca e spezie delicate compongono piatti che parlano di una tradizione contadina raffinata, oggi reinterpretata con sensibilità contemporanea e crescente attenzione alla sostenibilità. Nei menu compaiono stufati addolciti dalla frutta, paste fatte a mano come l’erişte servita con semi di zucca, e preparazioni che anticipano di fatto il concetto di “farm-to-table”, da sempre parte della quotidianità locale.
Nel quartiere storico di Kayakapı, sito Patrimonio Mondiale Unesco, Revithia rappresenta la punta più avanzata di questo percorso. L’unica stella Michelin della regione racconta una Cappadocia elegante e contemporanea, dove ingredienti locali e ricette anatoliche quasi dimenticate vengono reinterpretate con tecnica, leggerezza e precisione. Il menu stagionale riflette una cucina in movimento, capace di sorprendere senza tradire le proprie radici.
I Bib Gourmand: la Cappadocia quotidiana
Accanto alla stella, i Bib Gourmand restituiscono il volto più autentico e conviviale della regione. Case di famiglia trasformate in ristoranti, orti domestici, forni a legna e menu unici scandiscono un racconto gastronomico fatto di gesti antichi e ospitalità.
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[post_content] => Anno nuovo, progetti nuovi. Lo sviluppo di Travel Friends, tour operator b2b che si rivolge alle agenzie di viaggio, prosegue arricchendosi di nuovi contenuti. «Il 2026 è partito bene – commenta il managing director, Luca Riminucci – grazie alla presenza di tre piattaforme operative: una dedicata alla biglietteria aerea all’interno della quale lavoriamo come consolidatori, una riservata al retail e alle agenzie di viaggio italiane e una relativa alle dmc straniere che lavorano sull’Italia». Tre modi diversi e complementari di affrontare le sfide imposte dal mercato b2b, al quale Travel Friends dedica servizi dedicati e un’assistenza ad hoc.
Move the World
«In particolare, sul portale Move the World le agenzie di viaggio italiane possono pacchettizzare in modo dinamico ogni tipo servizio. Non solo volo e hotel, ma anche servizi a terra e crociere. Proponiamo oltre mille tour a partenza garantita e ogni tipo di servizio ancillare, dal noleggio auto ai transfer, alla biglietteria ferroviaria in tutta Europa, ai viaggi in traghetto. Ogni servizio può essere prenotato singolarmente o entrare a far parte di un pacchetto ad hoc messo a punto in base alle singole esigenze delle diverse agenzie di viaggio».
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L'andamento del 2026
Imponente l’investimento in tecnologia effettuato nel 2025. «Il progetto ha richiesto investimenti importanti, di cui quest’anno stiamo cominciando a raccogliere i frutti». Le prenotazioni per l’estate, ma anche per il periodo di settembre e ottobre, sono infatti partite con il piede giusto: «In particolare stiamo raccogliendo soddisfazioni sul fronte del mare Italia, forse anche grazie ai prezzi competitivi che riusciamo a garantire data la contrattazione diretta delle strutture proposte». Oltre all’Italia, Mediterraneo e Oriente, guidato dal Giappone, stanno registrando ottimi riscontri. Più lenti gli Stati Uniti, influenzati dalle vicende geopolitche globali. Cresce anche il valore medio pratica: «La domanda - precisa Riminucci - si sta concentrando più su pacchetti completi che non su singoli servizi».
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[post_content] => Roma torna al centro del panorama internazionale del luxury travel con la seconda edizione di “Rise – Rome insights style experience”, in programma dal 12 al 14 febbraio 2026. L’evento è stato presentato oggi a Palazzo Ripetta alla presenza di Alessandro Onorato, assessore ai grandi eventi, sport e turismo di Roma Capitale, e dei principali player e stakeholder del sistema turistico della città.
Rise è un evento della Fondazione per l’attrazione Roma & Partners, organizzato da Convention Bureau Roma e Lazio e promosso dall’assessorato ai grandi eventi, sport, turismo e moda di Roma Capitale, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento di Roma come destinazione di riferimento nel luxury travel internazionale. In questa prospettiva, il progetto nasce per intercettare una domanda internazionale sempre più evoluta, attenta alla qualità dell’offerta e al valore identitario delle destinazioni.
«Rise è stata una scommessa vinta, con numeri impressionanti fin dall'edizione zero dell'anno scorso. Con noi, per la prima volta, il tessuto imprenditoriale della città ha capito che, facendo sistema e investendo sulla città i benefici sono di tutti. Per troppi anni a Roma il turismo è stato gestito in modo casuale. Noi invece abbiamo adottato un approccio scientifico con una costante attività di comunicazione e marketing.
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In un contesto cittadino in forte accelerazione sul fronte dell’offerta di lusso, con investimenti internazionali nel segmento luxury e ultra-luxury per oltre un miliardo di euro e l’ingresso di grandi gruppi alberghieri globali, RISE integra il lavoro di istituzioni e imprese, visione strategica ed esecutiva, offrendo uno spazio strutturato di networking esperienziale per favorire relazioni commerciali, partnership strategiche e condivisione di best practice.
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[post_content] => Non più una parola d’ordine, ma una strategia industriale che tiene insieme impresa, territorio e capitale umano. È questo il messaggio emerso dal convegno “Sostenibilità condivisa: l’ospitalità che restituisce valore al territorio”, ospitato il 3 febbraio a Palazzo di Varignana, modello di hospitality integrata sui colli bolognesi.
Un appuntamento, organizzato in collaborazione con Travel Hashatag Advisory, che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo accademico per riflettere sulla sostenibilità come leva economica e competitiva per il turismo. «Migliorare il territorio e lasciare un’eredità al futuro significa generare impatto economico, ma anche sociale e ambientale», ha spiegato Carlo Gherardi, founder di Palazzo di Varignana, richiamando la necessità di politiche di previsione e cura del paesaggio in un contesto climatico sempre più instabile.
Un approccio condiviso anche dalle amministrazioni locali. Per Francesca Marchetti, sindaca di Castel San Pietro Terme, «Palazzo di Varignana ha una rilevanza che va oltre i confini comunali» ed è un esempio concreto di come la sostenibilità, nelle politiche pubbliche, richieda «azioni integrate, non limitate alla sola dimensione ambientale».
Al centro del confronto il rapporto tra agricoltura e ospitalità, inteso come filiera produttiva e culturale. «La produzione responsabile è il primo gesto di accoglienza», ha sottolineato Chiara Del Vecchio, AD delle aziende agricole del gruppo, illustrando il progetto Agrivar come strumento di valorizzazione territoriale e coinvolgimento diretto degli ospiti. Un modello circolare che si sviluppa su 700 ettari, con 265 ettari di uliveti – il più grande della regione – e una produzione a km zero che alimenta i cinque ristoranti del resort, trasformando l’agricoltura in esperienza turistica ed economia reale.
Dal fronte istituzionale, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha evidenziato come «il binomio agricoltura e turismo abbia una potenzialità altissima e ancora inespressa», sottolineando il ruolo crescente della dop economy nella costruzione di nuove destinazioni. «Non esiste sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale», ha aggiunto, richiamando la formazione manageriale come pilastro per la competitività del settore. Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.
A proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”.
La riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.
Ampio spazio anche al tema del benessere come fattore di sviluppo. «Non esiste sostenibilità del territorio senza sostenibilità umana», ha ricordato Annamaria Acquaviva, direttrice scientifica del resort, presentando gli Health & Wellness Retreats basati sul Metodo Acquaviva. Un approccio integrato che unisce nutrizione funzionale, movimento, riposo e gestione dello stress. Un cambio di paradigma necessario anche sul piano narrativo, secondo Cinzia Galletto, giornalista esperta di turismo del benessere: «Serve un’identità coerente: una vacanza di benessere ha valore solo se genera una trasformazione autentica». Concetto rafforzato da Maria Letizia Petroni (Unibo): «Un ambiente tutelato significa migliori condizioni di salute non solo per il turista, ma anche per chi lavora e vive quei territori».
Il tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.
A rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 45 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive, confermando – come sottolineato anche da Andrea Guizzardi, presidente Clust-ER Turismo – che «il turismo è l’industria che garantisce la ricaduta più duratura sui territori», soprattutto quando pubblico e privato lavorano in modo interconnesso per destagionalizzare e distribuire i flussi.
Una visione che trova riscontro anche nel percorso di Palazzo di Varignana, recentemente certificato Green Key e UNI/PdR 125. «Per noi le certificazioni non sono un punto di arrivo, ma uno strumento», ha concluso Cecilia Bortolotti, Corporate Communications & Sustainability Manager. «La sostenibilità è un patto tra visione imprenditoriale e persone: solo così può tradursi in azioni concrete e lasciare un’impronta positiva e duratura sul territorio».
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L'hotel dispone di 121 camere ed è situato sulla costa nord-occidentale di Maiorca. Offrendo viste panoramiche sul mar Mediterraneo e sulla catena montuosa della Serra de Tramuntana, patrimonio nesco, la struttura ha ottenuto la certificazione Leed Platinum a conferma del suo impegno verso la sostenibilità e le elevate performance ambientali.
La strategia del gruppo
L’acquisizione riflette la strategia di Dubai Holding di investire in asset di alta qualità nei principali mercati internazionali, sostenendo la visione di lungo periodo del gruppo volta a costruire un portafoglio globale diversificato e resiliente. Amit Kaushal, group chief executive officer di Dubai Holding, ha dichiarato: «Questa acquisizione rappresenta un’aggiunta strategica al nostro crescente portafoglio globale nel settore dell’ospitalità e sottolinea il nostro impegno a investire in asset di alta qualità in grado di generare valore nel lungo periodo per Dubai Holding. Jumeirah Mallorca incarna gli elevati standard e l’esperienza di ospitalità eccezionale associati sia a Dubai Holding Hospitality sia a Jumeirah. Mentre continuiamo a espandere la nostra presenza in destinazioni di livello mondiale, restiamo focalizzati sull’ottimizzazione delle performance del nostro portafoglio e sulla creazione di valore sostenibile attraverso una crescita disciplinata».
Con questa ultima acquisizione a Maiorca, Dubai Holding Hospitality amplia il proprio portafoglio di proprietà a 34 hotel e resort, inclusi cinque hotel Jumeirah in Europa. Il portafoglio della società comprende una selezione di brand alberghieri di livello mondiale, tra cui il Bvlgari Hotel Dubai, un’offerta f&b distintiva e il suo brand di punta di lusso, Jumeirah, che gestisce 29 strutture nelle principali destinazioni.
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Rhc Group chiude il 2025 con una crescita a doppia cifra. Le quattro realtà di Rhc Group in Italia - Palazzo Montemartini Rome, La Plage Resort Taormina, hotel Raito e Paradiso Relais a Vietri sul Mare - rappresentano un indicatore chiave per le destinazioni stesse, tra Roma, Costiera Amalfitana e Taormina, con un mix di clientela nel settore del lusso.
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«Il 2025 ha rappresentato un anno di consolidamento e accelerazione del nostro riposizionamento premium - commenta Giuseppe Marchese, ceo di Rhc Group -. Guardiamo al 2026 con fiducia, sostenuti da trend di domanda molto solidi nei mercati internazionali e da una strategia che mette al centro qualità, persone, sostenibilità ed esperienza».
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Per il 2026, insieme alle attività dedicate alle singole strutture, il piano strategico di Rhc Group è fortemente orientato alla formazione e crescita dei collaboratori e al rafforzamento della guest experience che oggi è uno dei pilastri distintivi del modello di ospitalità Rhc Group, con l’ulteriore evoluzione degli strumenti digitali e dei processi operativi a supporto dell’esperienza dell’ospite.
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[post_content] => L'aeroporto di Londra Heathrow ha completato l'installazione dei nuovi scanner TC in tutti i punti di controllo dei passeggeri, eliminando il limite di 100 ml per i liquidi nei bagagli a mano.
Di conseguenza, i passeggeri ai controlli di sicurezza non dovranno più rimuovere i liquidi o i dispositivi elettronici dal bagaglio a mano.
Il tanto criticato limite di 100 ml era stato introdotto nel 2006 a causa dei potenziali rischi legati agli esplosivi a base liquida. I nuovi scanner sono ora in grado di monitorare il contenuto dei bagagli tramite un'immagine 3D.
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«Tutti i passeggeri di Heathrow possono ora lasciare i liquidi e i laptop nei bagagli ai controlli di sicurezza, poiché siamo diventati il più grande aeroporto al mondo ad aver implementato la più recente tecnologia di scansione di sicurezza» ha dichiarato Thomas Woldbye, CEO di Heathrow.
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La Calabria si distingue per la straordinaria varietà delle sue coste, caratterizzate da paesaggi naturali ancora in gran parte incontaminati e da un’offerta balneare capace di soddisfare le esigenze più diverse. La regione, collocata all’estremità meridionale della penisola italiana, è bagnata da due mari: il Tirreno a ovest e lo Ionio a est. Questa doppia esposizione rende la Calabria una meta particolarmente interessante per chi desidera vivere il mare in tutte le sue sfumature, alternando spiagge sabbiose a tratti di costa rocciosa, piccoli borghi marinari a località più frequentate e attrezzate. Il clima, tipicamente mediterraneo, favorisce una lunga stagione balneare che si estende dalla primavera all’autunno inoltrato, offrendo così molteplici opportunità di viaggio.
La Costa Tirrenica: tra spiagge dorate e borghi suggestivi
La costa tirrenica calabrese si estende per circa 300 chilometri, offrendo un susseguirsi di spiagge ampie, promontori rocciosi e calette nascoste. Tra le località più rinomate si trova Tropea, celebre per la sua posizione panoramica su una rupe a picco sul mare e per le acque cristalline che lambiscono la spiaggia sottostante. La “Perla del Tirreno” è spesso scelta da chi cerca un mix tra relax balneare, patrimonio storico e una vivace vita serale. Proseguendo verso sud si incontra Capo Vaticano, noto per i suoi fondali trasparenti e la natura rigogliosa che circonda le spiagge. Questa zona è particolarmente apprezzata dagli amanti dello snorkeling e delle attività subacquee, grazie alla presenza di scogliere e anfratti ricchi di biodiversità marina.
Più a nord, la Riviera dei Cedri offre paesaggi variegati e località come Praia a Mare e Diamante, dove il mare si alterna a lunghe spiagge di sabbia e ghiaia, ideali per le famiglie. Il tratto tirrenico della Calabria è inoltre noto per i suoi piccoli centri storici, spesso arroccati sulle colline e affacciati sul mare, che conservano tradizioni antiche e una gastronomia legata ai prodotti locali. La presenza di numerosi stabilimenti balneari e servizi turistici rende la costa tirrenica adatta sia a chi cerca comodità sia a chi preferisce esplorare tratti meno frequentati.
La Costa Ionica: natura selvaggia e storia millenaria
La costa ionica calabrese si distingue per un ambiente più selvaggio e meno antropizzato rispetto al versante tirrenico. Lungo i suoi circa 400 chilometri si alternano spiagge sabbiose di grande estensione, pinete costiere e promontori che si affacciano su un mare dalle sfumature intense. Tra le località più note figura Soverato, spesso definita la “perla dello Ionio”, che offre una lunga spiaggia di sabbia bianca e un litorale attrezzato adatto anche alle famiglie. La zona è apprezzata per la qualità delle acque e per la vivacità del centro abitato, che propone numerose attività culturali e di intrattenimento durante la stagione estiva.
Spostandosi verso sud si incontra la Costa dei Gelsomini, un tratto di litorale che prende il nome dalla coltivazione di questa pianta profumata. Qui si trovano località come Locri, famosa per il suo parco archeologico, e Roccella Ionica, che unisce la bellezza della spiaggia a un centro storico ricco di eventi culturali. Il versante ionico è anche il luogo ideale per chi desidera immergersi nella storia della Magna Grecia, grazie alla presenza di siti archeologici di grande rilievo e musei che raccontano il passato millenario della regione.
Come scegliere tra costa tirrenica e ionica
La scelta tra la costa tirrenica e quella ionica della Calabria dipende da diversi fattori, tra cui le preferenze personali in fatto di paesaggio, servizi e tipologia di vacanza desiderata. Chi predilige spiagge attrezzate, centri turistici vivaci e una maggiore varietà di servizi potrebbe trovare più adatta la costa tirrenica, dove località come Tropea e Capo Vaticano offrono numerose strutture ricettive, ristoranti e attività per il tempo libero. La presenza di borghi storici e la possibilità di alternare giornate al mare a visite culturali rappresentano un ulteriore punto di forza di questo versante.
Al contrario, chi cerca una vacanza all’insegna della tranquillità, del contatto con la natura e di spiagge meno affollate potrebbe orientarsi verso la costa ionica. Questo tratto della Calabria è caratterizzato da paesaggi più selvaggi, grandi spiagge sabbiose e una minore concentrazione di strutture turistiche, elementi che favoriscono una maggiore privacy e relax. La ricchezza storica e culturale della zona ionica, testimoniata dai numerosi siti archeologici, costituisce un valore aggiunto per chi desidera abbinare il soggiorno balneare a momenti di scoperta del territorio.
È importante valutare anche la posizione geografica delle località rispetto ai principali collegamenti stradali e ferroviari. La costa tirrenica, in particolare nel tratto compreso tra Lamezia Terme e Tropea, è ben collegata grazie alla presenza dell’aeroporto internazionale e della rete ferroviaria. La costa ionica, pur essendo raggiungibile in auto e treno, presenta tratti meno serviti, soprattutto nelle aree più a sud.
Esperienze e attività lungo le coste calabresi
Le coste della Calabria offrono una vasta gamma di esperienze e attività, adatte a ogni tipo di viaggiatore. Gli appassionati di sport acquatici trovano lungo entrambe le coste numerose opportunità per praticare snorkeling, immersioni, kayak e vela. In particolare, le acque trasparenti di Capo Vaticano e della Costa degli Dei sul Tirreno, così come quelle di Soverato e della Costa dei Gelsomini sullo Ionio, sono ideali per esplorare i fondali marini e osservare la ricca fauna locale.
Per chi ama la natura e il trekking, non mancano sentieri panoramici che si snodano tra scogliere, macchia mediterranea e pinete costiere, offrendo scorci spettacolari sul mare. Le aree protette, come il Parco Marino di Capo Rizzuto sullo Ionio e il Parco della Riviera dei Cedri sul Tirreno, rappresentano mete di grande interesse naturalistico e ambientale.
Non meno rilevante è l’aspetto enogastronomico: la Calabria vanta una tradizione culinaria che valorizza i prodotti del mare e della terra, proponendo piatti tipici che variano da una costa all’altra. Nei borghi marinari è possibile degustare pesce fresco, conserve artigianali e dolci tradizionali, spesso accompagnati da vini locali di pregio.
Consigli per organizzare una vacanza al mare in Calabria
Per pianificare al meglio un soggiorno balneare in Calabria, è utile considerare alcuni aspetti pratici. La scelta della località dovrebbe tener conto delle proprie esigenze in termini di servizi, accessibilità e tipologia di spiaggia preferita, che può variare dalla sabbia fine ai ciottoli, dalle baie riparate alle lunghe distese aperte. È consigliabile informarsi in anticipo sulla disponibilità di strutture ricettive, soprattutto nei periodi di alta stagione, quando la domanda è particolarmente elevata nelle località più note.
Un aspetto importante riguarda la possibilità di soggiornare in villaggi turistici, hotel o case vacanza, ciascuna soluzione con vantaggi specifici. Per una panoramica delle migliori offerte e dei servizi disponibili nelle diverse aree costiere, può essere utile consultare questa pagina di alltours.it sui villaggi calabresi, che offre informazioni aggiornate sulle strutture e sulle opportunità di soggiorno.
Infine, per chi desidera esplorare più località durante la vacanza, è consigliabile prevedere un itinerario che permetta di spostarsi agevolmente tra le diverse zone costiere, approfittando delle peculiarità di ciascun tratto di litorale. In questo modo si possono apprezzare appieno le differenze paesaggistiche, storiche e culturali che rendono la Calabria una delle mete più versatili e affascinanti del turismo balneare italiano.
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Amit Kaushal, group chief executive officer di Dubai Holding, ha dichiarato: «Questa acquisizione rappresenta un’aggiunta strategica al nostro crescente portafoglio globale nel settore dell’ospitalità e sottolinea il nostro impegno a investire in asset di alta qualità in grado di generare valore nel lungo periodo per Dubai Holding. Jumeirah Mallorca incarna gli elevati standard e l’esperienza di ospitalità eccezionale associati sia a Dubai Holding Hospitality sia a Jumeirah. Mentre continuiamo a espandere la nostra presenza in destinazioni di livello mondiale, restiamo focalizzati sull’ottimizzazione delle performance del nostro portafoglio e sulla creazione di valore sostenibile attraverso una crescita disciplinata».\r\n\r\nCon questa ultima acquisizione a Maiorca, Dubai Holding Hospitality amplia il proprio portafoglio di proprietà a 34 hotel e resort, inclusi cinque hotel Jumeirah in Europa. Il portafoglio della società comprende una selezione di brand alberghieri di livello mondiale, tra cui il Bvlgari Hotel Dubai, un’offerta f&b distintiva e il suo brand di punta di lusso, Jumeirah, che gestisce 29 strutture nelle principali destinazioni.\r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Dubai Holding amplia il portafoglio con il Jumeirah Mallorca","post_date":"2026-02-03T13:18:29+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1770124709000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"506360","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_506361\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Palazzo Montemartini[/caption]\r\n\r\nRhc Group chiude il 2025 con una crescita a doppia cifra. 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