27 maggio 2024 11:30
Per affrontare le sfide legate al reclutamento e all’occupazione nel settore dell’hospitality Sommet Education ha dato vita alla Sommet Education Foundation. «Sono due le realtà in cui operiamo. – spiega Anouck Weiss, executive vice-president della Sommet Education Foundation -. La prima è la conoscenza delle professioni del settore, professioni che noi amiamo e si fondano sulla persona: sono ricche di passione, di interazione, di interessi culturali e del desiderio di scoprire il mondo. La seconda è l’aumento dei lavoratori che entrano a far parte di quest’industria, perché si può intraprendere una carriera davvero prestigiosa: oggi l’hospitality ha un ruolo importante nell’economia mondiale: secondo il World Tourism Forum si parla di 430 milioni di posti di lavoro entro il 2028 e del 12% della forza lavoro globale».
L’offerta formativa di Sommet Education risponde anche alla carenza di manodopera nel settore segnalata a partire dal terribile periodo della pandemia. «Il settore ha compreso che l’organizzazione del lavoro doveva cambiare, perché c’erano nuove esigenze» prosegue Weiss e, per identificare i fattori chiave che attraggono e trattengono i talenti nel settore la Sommet Education Foundation ha incaricato l’istituto di ricerca OpinionWay di condurre un’indagine europea su 1.300 giovani professionisti e responsabili delle risorse umane del settore alberghiero. «Per attirare nuovi talenti nell’industria bisogna capire qual è il contesto attuale, raccogliere dati e situazioni su cui fondare la nostra analisi e trovare una strategia per il futuro. Negli ultimi tre anni si è tanto parlato di formazione, ma in chiave mondiale. Noi ci muoviamo nell’ambito dell’industria dell’hospitality europea, paese per paese, tenendo conto delle diverse culture».
Tra i dati emersi dalla ricerca, rilevante il fatto che il settore dei servizi esercita un notevole fascino sull’85% dei giovani in Europa. L’86% dei professionisti del settore è fermamente convinto dell’attrattiva e dell’interesse dei giovani verso l’ospitalità, ma il 78% degli hr manager afferma che la generazione Z (18-28 anni) comporta sfide specifiche in termini di identificazione, reclutamento e fidelizzazione. Il 93% dei responsabili delle risorse umane, infine, sottolinea la centralità della formazione nel promuovere l’eccellenza, lo sviluppo e la fedeltà a lungo termine dei talenti. Sul fronte del mercato italiano: il 75% dei giovani professionisti si dichiara pronto a intraprendere una carriera nel mondo del turismo e del commercio di alta gamma. Ma l’Italia è uno dei mercati europei che incontra maggiori difficoltà: sette responsabili delle risorse umane su dieci hanno infatti difficoltà di reclutamento (in Europa sei su dieci), a causa della mancanza di candidati sufficientemente motivati (71%) e qualificati (57%), soprattutto quelli a stretto contatto con ospiti e clienti (45%). Da parte loro i giovani italiani cercano la stabilità del posto di lavoro (61%), prospettive di crescita professionale (55%) e opportunità di formazione (51%), considerate più importanti della flessibilità dell’orario di lavoro (48%), di un ambiente di lavoro piacevole (47%) e dell’equilibrio tra lavoro e vita privata (37%).
I professionisti del settore alberghiero sono sempre più consapevoli della necessità di rivederne le basi: più della metà (58%) dichiara di essere in procinto di ripensare l’organizzazione del lavoro con l’introduzione di sistemi di rotazione, opportunità di mobilità, promozioni, formazione e benefit e per il 48% di concentrarsi sulla soddisfazione e il benessere del proprio team. «Al termine di questo percorso c’è la sicurezza dell’impiego – sottolinea in conclusione Anouck Weiss -. Oggi possiamo anche contare sul supporto di Accor, uno dei più grandi hotel-player al mondo, che sta già sponsorizzando una nostra iniziativa dedicata ai talenti indiani che verranno formati nelle nostre scuole».
Sommet Education opera nell’istruzione alberghiera con una rete globale di cinque marchi di istruzione. Nata nel 2016 con le scuole di business dell’ospitalità svizzere Glion Institute of Higher Education e Les Roches, ha rafforzato la propria offerta formativa con le scuole di arte culinaria e pasticceria École Ducasse, Invictus, il principale fornitore di istruzione del Sudafrica, e Indian School of Hospitality. Gli istituti operano in 20 campus e attraverso piattaforme di apprendimento a distanza. Offrono 400 programmi di formazione universitaria, specialistica e tecnica rivolti 10 mila studenti e allievi di 100 nazionalità diverse, in 10 Paesi.
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[post_content] => Giappone nel mirino del Gruppo Lufthansa che, in risposta al forte aumento della domanda, aumenterà sensibilmente la capacità offerta per l'estate 2027.
Si comincia da Lufthansa che ripristinerà il collegamento diretto tra Francoforte e Nagoya e aggiungerà un ulteriore volo giornaliero per Tokyo-Narita; anche Swiss incrementerà la capacità e il numero di voli. In pratica, durante la prossima summer, le compagnie aeree del gruppo tedesco effettueranno fino a 50 voli settimanali verso il Giappone, confermandosi come il principale gruppo aereo europeo su questo mercato.
Nel dettaglio, sulla rotta stagionale Francoforte-Nagoya si volerà tre volte alla settimana, nei giorni di lunedì, mercoledì e sabato. Dal 28 marzo 2027, Lufthansa inaugurerà anche il volo giornaliero LH710 da Francoforte a Tokyo Narita. Il volo di andata partirà da Francoforte alle 13:45 e atterrerà a Narita il giorno successivo alle 9:30 (ora locale). Il volo di ritorno, LH711, partirà da Tokyo-Narita alle 11:20 e atterrerà a Francoforte alle 18:40. La compagnia aerea continuerà inoltre a operare voli giornalieri sia da Monaco che da Francoforte verso Tokyo Haneda.
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[post_content] => Nel 2026 il viaggio inizia molto prima della partenza. Prenotazioni online, comparatori, applicazioni mobili e informazioni in tempo reale permettono di organizzare ogni dettaglio. Allo stesso tempo, molti viaggiatori dichiarano di sentirsi meno sicuri rispetto a qualche anno fa: le variabili da controllare sono aumentate, e la quantità di dati disponibili non sempre semplifica le decisioni.
Da ricordare:
● La moltiplicazione delle fonti informative aumenta la complessità decisionale, non la riduce.
● Documenti, requisiti sanitari, condizioni di prenotazione e coperture assicurative sono elementi da verificare sistematicamente prima della partenza.
● Una preparazione strutturata riduce l'esposizione agli imprevisti e migliora la qualità dell'esperienza di viaggio.
Più informazioni disponibili, ma anche più decisioni da prendere
Il numero di fonti consultate dal viaggiatore medio prima di partire è triplicato nell'ultimo decennio, secondo le analisi del settore. L'accesso alle informazioni non elimina la complessità: la trasforma in un processo di selezione e verifica continua.
La moltiplicazione delle fonti informative
Siti istituzionali, blog di viaggio, forum, social network e app dedicate producono ogni giorno volumi di contenuti difficili da filtrare. Il viaggiatore si trova a confrontare fonti con aggiornamenti disomogenei, spesso in contraddizione tra loro su requisiti di ingresso, condizioni tariffarie o avvisi di sicurezza. La distinzione tra informazione aggiornata e dato obsoleto richiede un livello di attenzione che in passato non era necessario.
La crescente complessità dell'organizzazione
Organizzare un viaggio internazionale nel 2026 comporta in media il doppio delle verifiche rispetto al 2015. Voli low cost con bagagli separati, hotel con politiche di cancellazione variabili, trasporti locali da prenotare in anticipo e requisiti di ingresso che cambiano con frequenza: ogni elemento richiede una decisione autonoma. La frammentazione dell'offerta turistica ha reso il processo più flessibile, ma anche più esposto a errori.
La preparazione del viaggio oggi comprende molti più aspetti
I viaggiatori internazionali devono oggi verificare almeno sei categorie di elementi prima della partenza, rispetto alle due o tre considerate standard fino a pochi anni fa. Documenti, prenotazioni, requisiti sanitari, mobilità locale, protezione dagli imprevisti e strumenti digitali formano un sistema integrato che richiede pianificazione sequenziale.
Documenti, prenotazioni e requisiti sanitari
La validità del passaporto, i visti richiesti e le eventuali vaccinazioni obbligatorie variano per destinazione e nazionalità, con aggiornamenti frequenti. Molti paesi richiedono una validità residua del passaporto superiore a sei mesi dalla data di rientro. Le condizioni delle prenotazioni, in particolare le politiche di modifica e rimborso, devono essere lette prima del pagamento, non dopo. I requisiti sanitari, inclusi certificati vaccinali o test specifici, possono cambiare con poche settimane di preavviso.
Copertura assicurativa e mobilità internazionale
Valutare una copertura viaggio internazionale è diventato un passaggio standard nella pianificazione, non un'opzione accessoria. Operatori come AXA Partners Italia registrano una crescita costante delle richieste di polizze che includono assistenza medica, rimborso per cancellazione e supporto in caso di bagaglio smarrito. La mobilità locale, con treni ad alta velocità, servizi di car sharing e connessioni intermodali, richiede prenotazioni anticipate soprattutto nelle mete più frequentate.
Gli imprevisti non sono aumentati, è cambiato il modo di affrontarli
La percentuale di viaggi internazionali che registrano almeno un imprevisto significativo è rimasta stabile negli ultimi anni, ma la risposta del viaggiatore è diventata più strutturata. La pianificazione preventiva ha sostituito la gestione reattiva come approccio dominante.
Flessibilità e condizioni di modifica
La domanda di tariffe flessibili è cresciuta del 40% tra il 2022 e il 2025, secondo i dati aggregati dei principali sistemi di prenotazione. I viaggiatori verificano sistematicamente le condizioni di cancellazione prima di confermare, e scelgono spesso soluzioni con costo aggiuntivo pur di mantenere margini di manovra. Questa tendenza riguarda sia i viaggiatori leisure che i business traveller.
Strumenti digitali per il monitoraggio in tempo reale
Le applicazioni di tracciamento dei voli, le notifiche push degli hotel e i servizi di allerta per le destinazioni a rischio sono oggi utilizzati da oltre il 60% dei viaggiatori frequenti. Questi strumenti non eliminano gli imprevisti, ma riducono i tempi di reazione e permettono di attivare soluzioni alternative con maggiore rapidità. La digitalizzazione del viaggio ha spostato il controllo dall'operatore al viaggiatore stesso.
Il ruolo crescente della preparazione preventiva
Una check-list strutturata prima della partenza riduce del 30% la probabilità di incontrare problemi documentali o logistici, secondo le stime degli operatori del settore. La preparazione preventiva non è una pratica riservata ai viaggiatori esperti: è diventata una competenza necessaria per chiunque si muova oltre i confini nazionali.
Le copie digitali dei documenti, archiviate su cloud o su applicazioni dedicate, permettono di recuperare informazioni essenziali anche in caso di furto o smarrimento. La pianificazione finanziaria, con carte di credito abilitate all'estero e valuta locale disponibile, evita blocchi operativi nelle prime ore di arrivo. I numeri utili, inclusi quelli dell'ambasciata, del servizio di assistenza assicurativa e dei contatti locali, devono essere accessibili offline. La gestione delle emergenze sanitarie richiede conoscenza preventiva delle strutture ospedaliere nelle aree di destinazione.
Il nuovo concetto di viaggio consapevole
Preparare un viaggio nel 2026 significa gestire informazioni, ridurre le incertezze e costruire un'esperienza più fluida: non semplicemente prenotare trasporto e alloggio. Il viaggiatore consapevole non è necessariamente più esperto, ma è più metodico. Verifica, archivia, confronta e pianifica con un approccio che in passato era proprio delle agenzie di viaggio e dei tour operator.
Questa evoluzione ha implicazioni dirette per gli operatori del settore. Le agenzie che offrono supporto nella verifica documentale, nella selezione delle coperture assicurative e nella gestione degli imprevisti rispondono a un bisogno reale, non percepito. Il valore aggiunto non è più solo nella selezione dell'offerta, ma nella riduzione del carico cognitivo per il cliente.
Prima del viaggio
Perché è importante
Verificare i documenti
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Controllare le condizioni delle prenotazioni
Consente maggiore flessibilità in caso di variazioni
Preparare copie digitali
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Riduce il rischio di inconvenienti all'ingresso nel paese
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Domande frequenti sulla preparazione dei viaggi nel 2026
Perché oggi organizzare un viaggio richiede più preparazione rispetto al passato?
La frammentazione dell'offerta turistica e la moltiplicazione delle fonti informative hanno aumentato il numero di decisioni che il viaggiatore deve prendere autonomamente. Voli, alloggi, trasporti locali, requisiti di ingresso e coperture assicurative sono elementi separati, ciascuno con condizioni proprie, che richiedono verifica individuale.
Quali aspetti vengono più spesso sottovalutati prima della partenza?
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Le fonti istituzionali, come i siti delle ambasciate, del Ministero degli Affari Esteri e delle autorità sanitarie nazionali, offrono dati più affidabili rispetto ai blog o ai forum. La data di aggiornamento della pagina consultata è un indicatore fondamentale da controllare sempre prima di considerare valida un'informazione.
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Le applicazioni di tracciamento dei voli, i wallet digitali per i documenti, i servizi di allerta per le destinazioni e le piattaforme di gestione delle prenotazioni centralizzate sono tra gli strumenti più utilizzati dai viaggiatori frequenti nel 2026. Molti operatori del settore integrano questi strumenti nei propri servizi di assistenza pre-partenza.
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[post_content] => Dal 1° ottobre 2026 le Maldive hanno esteso l'applicazione della Tourism goods and services tax (Tgst), con aliquota del 17%, anche ai prodotti turistici inbound e ai relativi servizi di intermediazione e prenotazione forniti da operatori esteri, inclusi i tour operator, anche in assenza di una sede operativa stabile nel Paese.
[caption id="attachment_471241" align="alignleft" width="300"] Pier Ezhaya presidente Astoi[/caption]
La novità, introdotta con l'ottavo emendamento alla normativa sulla Gst (Goods and services tax), determina per le imprese internazionali interessate nuovi obblighi fiscali e amministrativi e un impatto operativo ed economico insostenibile.
Per i tour operator italiani la questione assume un peso significativo anche alla luce dell'importanza della destinazione: l'Italia è il terzo mercato e muove circa 153.000 passeggeri l'anno, la maggior parte dei quali acquista la propria vacanza proprio attraverso il canale del turismo organizzato.
Astoi, in data 7 settembre, ha scritto una prima lettera al presidente della Repubblica delle Maldive, Mohamed Muizzu, e al ministro del turismo e dell'aviazione civile, Mohamed Ameen e, in data 25 settembre, l'Associazione è tornata a scrivere alle suddette autorità e al Mira (Maldives inland revenue authority), ente governativo responsabile dell'amministrazione e della riscossione delle imposte alle Maldive, per evidenziare le numerose criticità economiche, amministrative e commerciali legate all'attuazione delle nuove disposizioni ed avanzare le proprie richieste.
Mancata definizione
Nelle due lettere sono stati affrontati i seguenti temi: il primo: assenza di un quadro operativo e onerosità dell'adempimento.Alcuni aspetti essenziali del nuovo regime rimangono ancora non definiti. La nuova normativa impone infatti alle imprese non residenti obblighi immediati di registrazione, rendicontazione, fatturazione e pagamento delle imposte, senza al contempo fornire il quadro normativo, operativo e amministrativo necessario per consentire l'adempimento di tali obblighi.
Per un tour operator internazionale l'adempimento richiede attività molto onerose, come l'integrazione nei propri sistemi di procedure specifiche per individuare le transazioni rilevanti, ricostruirne gli elementi, documentarne il trattamento fiscale e rendere disponibili le informazioni (anche in lingue diverse) in caso di eventuali verifiche;
Il secondo: difficoltà nella determinazione del valore imponibile. I tour operator vendono pacchetti che combinano servizi turistici forniti alle Maldive con servizi forniti in altre giurisdizioni, tra cui voli internazionali, prodotti assicurativi, trasferimenti, servizi accessori e altre componenti del viaggio. La guida del Mira prevede che le componenti non riconducibili al prodotto turistico inbound, vengano escluse dal relativo trattamento; tale attività è particolarmente complessa e richiede agli operatori di individuare e documentare nel dettaglio le diverse componenti della vendita e di allocarle correttamente secondo le categorie richieste dal nuovo regime, che differiscono peraltro da quelle utilizzate nei sistemi degli operatori;
Terzo: molteplicità di player nella catena distributiva. La vendita di un prodotto delle Maldive può coinvolgere, a seconda del modello commerciale, resort, tour operator, grossisti, banche letti, Aaenzie di viaggio, ota, dmc e altri intermediari. La presenza di più soggetti nella catena distributiva rende particolarmente importante comprendere in modo chiaro e coerente come le norme debbano essere applicate quando la stessa transazione coinvolge più livelli distributivi; in tali casi si rischia un trattamento difforme tra soggetti che operano in modi diversi e si determina un doppio o triplo pagamento della Gst, a seconda degli intermediari coinvolti;
Impatto economico
Quarto: tempistica di attuazione e impegni commerciali già assunti. La data di entrata in vigore della Goods and Services Tax è stata fissata al 1° ottobre 2026; tuttavia i tour operator hanno già negoziato contratti, pubblicato prezzi, assicurato disponibilità, distribuito prodotti attraverso i propri canali di vendita ed accettato prenotazioni dei clienti per la prossima stagione turistica, sulla base del quadro normativo esistente prima dell'adozione dell'Emendamento. La guida del Mira ha chiarito che una transazione conclusa prima del 1° ottobre può essere soggetta a Gst qualora il momento della fornitura ricada in tale data o successivamente. Sarebbe stato invece auspicabile fare riferimento ai contratti conclusi dopo il 1° ottobre per evitare rilevanti conseguenze sulle attività commerciali già in corso;
Quinto: impatto economico e sulla competitività. E' stato sottolineato che l'aumento dei costi e la maggiore complessità nella vendita della destinazione, unite all'incertezza normativa, influenzeranno la pianificazione dei prodotti, le decisioni di investimento e le attività promozionali dei tour operator e produrranno, nel tempo, conseguenze estremamente negative per l'intera economia turistica locale. Ancor più grave è che un ricavo, fatturato all'estero e già sottoposto ad un'imposizione fiscale nel paese nel quale si realizza, debba essere tassato anche in un altro paese. In nessun'altra destinazione del mondo esiste una tassa così strutturata, che crea una situazione altrettanto paradossale e ingiusta. La percentuale della tassazione è persino più alta del margine operativo lordo che normalmente i tour operator conseguono. Anche per questa ragione quasi tutti gli operatori associati ad Astoi si sono rifiutati di iscriversi al registro Gst volendo manifestare, in questo modo, il pieno dissenso verso questa nuova normativa.
Abrogazione
Alla luce delle criticità evidenziate, Astoi ha quindi chiesto alle autorità maldiviane di valutare l'abrogazione delle disposizioni che hanno esteso il regime Gst delle Maldive ai soggetti non residenti o, quantomeno, di riconsiderare modalità e tempistiche di attuazione.
La combinazione tra l'incompletezza delle disposizioni attuative e l'assenza di metodologie chiare per la determinazione del valore imponibile crea una situazione nella quale l'adempimento diviene ragionevolmente irrealizzabile ed è per questo che Astoi ha comunicato alle autorità maldiviane che i tour operator, nelle attuali circostanze, saranno impossibilitati ad iscriversi al registro Gst del Mira.
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[post_content] => Il mercato alberghiero italiano si conferma motore trainante dell’ospitalità di lusso europea per il 2026. La formula vincente risiede nel perfetto equilibrio tra l'identità unica degli hotel indipendenti e la potenza commerciale del network. Ne abbiamo parlato con Ron Pohl, presidente di WorldHotels, che ha tracciato il bilancio dell’anno in corso e svelato le strategie di espansione del brand upper-upscale del gruppo Bwh Hotels.
Italia regina di resilienza nel contesto europeo
Nel 2026 l'industria alberghiera italiana ha dimostrato una straordinaria capacità di generare valore. Secondo Ron Pohl, l’Italia ha registrato un eccellente inizio d'anno e una crescita costante, confermandosi come uno dei mercati più performanti d'Europa. La solida domanda interna ed europea, unita a un forte potere di prezzo, ha permesso al Paese di superare i competitor continentali dimostrandosi così più resiliente rispetto a mercati legati alle fluttuazioni di calendario o dinamiche temporanee.
Le tensioni geopolitiche e i grandi eventi estivi, come i mondiali di calcio, hanno frenato i viaggi dal Nord America, causando una contrazione del 12% dei pernottamenti a lungo raggio dagli Stati Uniti a partire da marzo 2026, come spiegato da Pohl. Nonostante questa flessione, la crescita dei prezzi medi in Italia è stata compensata dalla domanda domestica e intra-europea, supportata dalla capacità del network Bwh Hotels di generare flussi da mercati alternativi. Le previsioni a medio termine restano ottimistiche, trainate da una domanda costante di viaggi esperienziali e di alta qualità.
Risultati 2026: ricavi in crescita del 4% e occupazione stabile
Nel 2026 gli hotel italiani vedono ricavi in crescita del 4% e un'occupazione stabile in tre quarti delle destinazioni su oltre il 75% delle destinazioni nazionali. Il gruppo conferma, così, l'Italia come mercato prioritario con 11 hotel in via di sviluppo e l'obiettivo di raggiungere quota 20 strutture per WorldHotels nell'area Italia e Sud-Est Europa entro la fine dell’anno. «La nostra ambizione è crescere in modo selettivo, - sottolinea Pohl -. Puntiamo su strutture con un'identità forte nel Sud Italia, nelle città d'arte principali come Roma e in mete secondarie ad alto valore culturale». Il portfolio del brand si arricchisce con importanti novità in Italia, tra cui l'Hotel Savoia e Jolanda a Venezia, l'Horizon Wellness & Spa a Varese e la dimora storica Villa La Personala a Mirandola. Queste strutture ampliano ulteriormente la presenza del gruppo nel Paese, affiancandosi ai recenti ingressi del Sublimis Boutique Hotel a Camogli e dell'Hotel Terme San Michele & Spa a Ischia.
La rivoluzione del Glamping con il marchio "Backdrop"
Il debutto italiano di WorldHotels Backdrop nell'ospitalità open-air di lusso intercetta una domanda di viaggiatori premium orientati a un contatto profondo con la natura senza rinunciare ai comfort. Secondo Ron Pohl, l'Italia rappresenta il terreno ideale per questo modello grazie alla varietà dei suoi paesaggi, offrendo agli albergatori indipendenti l'opportunità di valorizzare concetti non convenzionali.
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[post_content] => Gattinoni Travel ha scelto di mettere il Network al centro della propria strategia di sviluppo, non come semplice canale distributivo, ma come asse portante del modello di business e come partner di riferimento per le agenzie indipendenti che vogliono crescere restando imprenditori.
In un mercato sempre più complesso e competitivo, far parte di un Network non significa soltanto avere accesso a condizioni commerciali dedicate, servizi condivisi e supporto, ma poter contare sul confronto con altre realtà che affrontano ogni giorno sfide simili.
Oggi Gattinoni Travel Network conta circa 1.500 agenzie, una dimensione che non è solo quantitativa, ma soprattutto qualitativa, perché moltiplica le occasioni di scambio e di crescita.
Il valore di Gattinoni Travel Network
Per Gattinoni Travel, il Network è il cuore del progetto: è anche attraverso le agenzie che il Gruppo legge il mercato, orienta gli investimenti e costruisce valore condiviso. Fare parte della rete significa entrare in un sistema pensato per sostenere nel tempo il lavoro e le scelte degli imprenditori.
In questo modo le agenzie possono concentrarsi sempre di più sul proprio ruolo consulenziale con il cliente, contando su un Network che presidia tecnologia, processi e forza contrattuale a beneficio di tutta la rete.
Gattinoni Travel Network offre alle agenzie che ne fanno parte:
- un ecosistema completo: prodotto leisure e business, accordi commerciali con partner qualificati
- un team qualificato di persone dedicate, che affiancano le agenzie nelle attività quotidiane
- marketing con campagne dedicate e contenuti a supporto della presenza delle agenzie sul territorio e sui canali digitali
- tecnologia innovativa, studiata per semplificare le attività quotidiane degli agenti di viaggio
Le prossime occasioni per fare rete
Gattinoni Travel Network mette a disposizione delle agenzie diversi momenti di incontro, confronto e formazione, durante tutto l'anno. Ogni appuntamento è pensato per trasformare il confronto in conoscenza condivisa e in nuove opportunità di sviluppo per le agenzie del Network.
I prossimi appuntamenti sono:
Presenza a TTG: un’occasione per incontrare il team Gattinoni Travel, conoscere da vicino i progetti del Network, confrontarsi sulle prospettive del settore e scoprire le novità dedicate alle agenzie.
Roadtour autunnale: in partenza dopo il TTG, 14 incontri sul territorio dedicati ad aggiornamento prodotto, strategie commerciali e utilizzo degli strumenti del Network, con ampio spazio per attività interattive, domande e confronto diretto tra agenzie.
Gattinoni Academy: nuova edizione di un percorso formativo online dedicato esclusivamente alle agenzie della rete, per lavorare sulla crescita professionale degli agenti di viaggi su temi d’attualità
Antonella Ferrari, Network Director Gattinoni Travel, commenta: “Il valore di una rete si costruisce ogni giorno, attraverso la capacità di mettere in comune competenze, esperienze e opportunità. Per Gattinoni Travel, avere una rete di circa 1.500 agenzie significa poter contare su un patrimonio di conoscenze e relazioni che ci permette di comprendere in tempo reale le esigenze del mercato e di sviluppare risposte sempre più concrete per gli imprenditori.
Per questo lavoriamo per rafforzare continuamente ciò che mettiamo a disposizione delle agenzie: dagli strumenti tecnologici e dalle condizioni commerciali ai servizi a valore aggiunto, dalla formazione alle occasioni di confronto e di incontro sul territorio. L'obiettivo è fare in modo che la forza della rete si traduca in un vantaggio concreto per ogni agenzia, sostenendone il lavoro quotidiano e le opportunità di crescita.”
Scopri di più
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[post_content] => “We are now the world's second-biggest airline”. Con questa affermazione Eddie Wilson, ceo di Ryanair, ha esordito durante la conferenza stampa a Roma, aggiungendo che la compagnia irlandese non aggiungerà voli nuovi sulla capitale e che mentre i prezzi sono destinati a salire "noi resteremo sempre i più convenienti".
Secondo Wilson il potenziale di crescita di Roma "una della destinazione turistiche più attrattive al mondo" rischia di essere frenato dall’aumento delle tariffe aeroportuali e dall’Additional Municipal Tax applicata nella capitale, oltre ai limiti acustici imposti alla crescita dei voli su Ciampino. A suo giudizio, questi costi rendono meno competitivo il mercato italiano andando a riflettersi sui prezzi dei biglietti.
Particolare attenzione viene dedicata dalla compagnia low cost irlandese all’aeroporto di Ciampino dove Wilson ha detto che il numero di voli potrebbe essere incrementato senza superare i limiti ambientali e acustici previsti dalla legge. "Utilizzando i nuovi Boeing 737-8200, più efficienti e meno rumorosi,- ha detto Wilson - Ciampino potrebbe arrivare a circa 115 voli giornalieri, con un incremento del 77%".
Wilson ha poi toccato il più ampio cambiamento del mercato italiano dopo la crisi di Alitalia, dicendo che Ryanair considera la propria crescita in Italia - con oltre 90 milioni di passeggeri annui - una risposta alla riduzione dell’offerta nazionale. "Ita ha perso 4 milioni di posti sul mercato domestico. Noi abbiamo colmato il vuoto lasciato da Alitalia/Ita".
(Pamela McCourt Francescone)
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[post_content] => Una serata dedicata al Messico organizzata a Bologna da Tour2000AmericaLatina e Air France Klm, alla scoperta di Frida Kahlo tra arte, cultura e sapori messicani.
La mostra ha offerto l’occasione di approfondire la figura di Frida Kahlo, diventata un simbolo della cultura messicana. A Coyoacán, quartiere di Città del Messico, si trova Casa Azul: la casa in cui visse, oggi museo a lei dedicato.
Risposta positiva
«La risposta delle agenzie e l’entusiasmo con cui hanno partecipato ci rendono molto soddisfatti - spiega Bruno Normanno, direttore commerciale di Tour2000AmericaLatina -. Abbiamo voluto raccontare il Messico partendo da Frida Kahlo, una figura che continua ad affascinare i viaggiatori e che ci ha dato l’occasione di parlare della ricchezza culturale del Paese. Tour2000AmericaLatina è stato tra i primi tour operator in Italia a portare i viaggiatori alla scoperta di un Messico che va oltre la Riviera Maya: dalla navigazione nel Canyon del Sumidero alle stradine coloniali di San Cristóbal de las Casas, dalle cascate di Agua Azul al sito archeologico di Palenque».
«Siamo felici di aver condiviso questa serata con Tour2000AmericaLatina e con gli agenti di viaggio - aggiunge Stefano Benelli, key account trade Italy di Air France Klm -. Dall’Italia è possibile raggiungere Città del Messico via Parigi con 14 voli settimanali o via Amsterdam con un volo al giorno ai quali si aggiungono 3 voli settimanali stagionali da entrambi gli hub per Cancun. Le tariffe permettono anche 2 stop over volati con Aeromexico, ampliando le possibilità di costruire itinerari in Messico su misura per i clienti».
Durante la serata è stato presentato anche il nuovo catalogo Tour2000AmericaLatina 2026–2027 con i Viaggi Imperdibili: partenze garantite con voli inclusi a conferma immediata con minimo di due partecipanti con date in programmazione fino al 2027 e i nuovi Viaggi Slow Travel, i tour con soggiorno mare sulle spiagge più belle dell’America Latina.
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[post_content] => Non è più soltanto una questione di destinazione. Per il pubblico tra i 21 e i 45 anni, la scelta del viaggio passa sempre più anche dalla formula, dalle esperienze previste e soprattutto dalle persone con cui condividerle. È su questo terreno che DreamPacker, il brand di Gattinoni Travel dedicato a questa fascia di clientela, sta sviluppando la collaborazione con GoFar Tribe, la community fondata dai content creator Gordon (Yuri Sterrore) e Farid Shirvani.
Un progetto che nel 2027 entra in una fase di ulteriore sviluppo, con sette viaggi realizzati insieme. Quattro sono già stati annunciati: Thailandia, con partenza il 27 febbraio, Giappone il 16 aprile, Grecia il 30 maggio e Sudafrica il 1° agosto. Le altre tre destinazioni saranno comunicate successivamente. Il percorso è già iniziato nel 2026, con tre partenze verso Islanda, Repubblica Dominicana e Stati Uniti. Entro la fine dell'anno sono inoltre previsti il Giappone il 13 ottobre, New York il 25 novembre, e Lapponia il 3 dicembre.
La collaborazione mette insieme due elementi che stanno modificando il modo di costruire e comunicare il prodotto per questo target: da una parte il viaggio organizzato, con itinerario, accompagnatore e attività programmate; dall'altra la capacità delle community digitali di aggregare persone intorno a interessi e linguaggi condivisi.
«DreamPacker nasce per interpretare modi diversi di viaggiare all’interno di una stessa generazione. La collaborazione con GoFar Tribe rafforza la dimensione della condivisione, trasformando una community digitale in un’esperienza reale», spiega Luca Prandini, direttore Rete diretta e prodotto interno Gattinoni Travel. «Con la programmazione 2027 continuiamo ad ampliare le possibilità di scelta, tra nuove destinazioni, esperienze e fasce di prezzo».
Un target, più modalità di viaggio
La lettura della domanda restituisce un pubblico tutt'altro che omogeneo. All'interno della fascia 21-45 anni convivono viaggiatori con una maggiore disponibilità di spesa, interessati soprattutto al lungo raggio e a itinerari ricchi di esperienze e occasioni di contatto con la cultura locale, e una componente più sensibile al prezzo, orientata verso destinazioni vicine e formule mare.
Per il primo segmento, nella programmazione DreamPacker emergono destinazioni come Perù, Vietnam e Cina; sul fronte più attento al budget trovano invece spazio mete come Lampedusa e Kos, insieme ad altre destinazioni del Mediterraneo. Una differenziazione che porta il prodotto a confrontarsi non solo con la necessità di individuare nuove destinazioni, ma anche con quella di costruire formule coerenti con disponibilità di spesa e aspettative differenti.
In quest'ottica si inseriscono anche le novità della programmazione 2027, che comprende destinazioni come Senegal e Mongolia. L'obiettivo è ampliare il ventaglio delle proposte senza perdere il filo conduttore del prodotto: un viaggio di gruppo nel quale la componente sociale non sia un elemento accessorio, ma parte dell'esperienza.
Dalla community al prodotto
È proprio la collaborazione con GoFar Tribe a rappresentare uno degli elementi più distintivi di questo modello. La community digitale diventa infatti un canale di aggregazione che si traduce in partenze concrete, mettendo in relazione comunicazione, prodotto e partecipazione.
Per la distribuzione, il progetto rappresenta al tempo stesso un prodotto riconoscibile da proporre a una clientela giovane e uno strumento per intercettare una domanda che spesso entra in contatto con il viaggio attraverso contenuti digitali e creator. Il tema, quindi, non riguarda soltanto il modo di promuovere una destinazione, ma anche come trasformare una relazione costruita online in una esperienza condivisa offline.
La direzione della programmazione 2027 sembra così muoversi lungo un equilibrio tra tre fattori: varietà delle destinazioni, contenuto dell'esperienza e accessibilità del prezzo. Con un denominatore comune: la possibilità di partire da soli, ma trovare nel gruppo e nella community una parte importante dell'esperienza di viaggio.
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[post_content] => L’edizione 2026 dell’Italian Monitor dello Shopping Tourism è stata presentata a Parma nell’ambito della giornata annuale di studio e confronto, un formato inaugurato nel 2016 da Risposte Turismo per analizzare le dinamiche dello shopping tourism: in Italia e nel mondo.
Un momento di incontro e dialogo per gli operatori appartenenti tanto al mondo del turismo quanto a quello del retail. Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, ha presentato l’edizione di quest’anno di Shopping Tourism Italian Monitor. Negli scorsi anni il rapporto di ricerca ha approfondito i mercati statunitense, francese e tedesco, quest’anno l’analisi della domanda si è concentrata, oltre che sull’Italia, sul Regno Unito e sulla Spagna, mercati particolarmente rilevanti per l’incoming nazionale. Il Regno Unito è il terzo Paese europeo per arrivi in Italia e il terzo in assoluto per spesa turistica, mentre la Spagna è il settimo mercato europeo per arrivi e il quinto per spesa.
«I risultati dell’indagine confermano che Spagna e Regno Unito sono due mercati ai quali l’Italia deve guardare con particolare attenzione. - ha affermato di Cesare - Già rilevanti per il nostro incoming e per la spesa turistica, mostrano una forte familiarità con i viaggi motivati dallo shopping e un interesse molto elevato verso il nostro Paese. Il fatto che, tra gli shopping tourist intervistati, quasi tutti gli spagnoli e circa nove britannici su dieci abbiano già viaggiato in Italia per fare acquisti o desiderino farlo, testimonia la forza della nostra offerta ma anche un potenziale ancora da trasformare pienamente in valore. L’indagine ci dice che la capacità attrattiva dell’Italia non dipende soltanto dalla convenienza o dalla presenza dei grandi marchi: entrano in gioco la qualità e il design, il fascino dei luoghi, le produzioni tipiche e le botteghe artigiane. La sfida per destinazioni e operatori è dunque passare da un’attrattività in parte spontanea a una proposta di shopping tourism più riconoscibile, organizzata e integrata con l’esperienza complessiva del viaggio».
L’Italian Monitor dello Shopping Tourism 2026 fornisce molti dati interessanti; tra questi evidenzia che del campione intervistato, composto da britannici e spagnoli, il 71% dei turisti spagnoli e il 67% di quelli dal Regno Unito hanno già viaggiato per fare shopping. Si muovono per fare acquisti soprattutto viaggiatori tra i 18 e i 29 anni che sono il 72% nel Regno Unito e l’81% in Spagna.
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Questi turisti sono più internazionali che italiani e, forse, sono proprio gli italiani ad avere la minore propensione a viaggiare per shopping. Da questo deriva un'indicazione per gli operatori impegnati nel fenomeno: devono aprirsi al mercato internazionale ed essere pronti - dal punto di vista delle lingue, delle abitudini e delle preferenze - ad accogliere una domanda, che già oggi è significativa e crescerà negli anni».
Chiara Ambrosioni
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