25 giugno 2020 14:04
Rudolf era il principe ereditario, figlio di Sissi e Franz Josef d’Austria.
Un giorno si perse tra questi boschi durante un’escursione con il padre. Fino al 20 ottobre su questo terreno esisteva il vecchio 3 stelle “Eremita”, una struttura un po’ obsoleta dal vecchio concetto di albergo. Poi la famiglia Cavagna, lo ha fatto demolire e, su ispirazione dei due giovani architetti Manuel Gschnell e Stefano Longo, poco più che trentenni, fondatori dal 2015 del Dear Studio di Merano, hanno dato vita a questo nuovo concetto di smart hotel che sarà pronto i primi di luglio.
Lo abbiamo visitato assieme alla proprietà e ai creatori, al limitare del bosco dove si perse Rudolf, e fu ritrovato, come narra la storia e lo ricorda una targa al limitare del bosco, entro il quale si trova anche la chiesetta dell’eremita che diede il nome alla prima proprietà.
«Il nuovo hotel avrà un’atmosfera dorata e ricercata che si fonde con uno spirito giovane e innovativo, come un principe moderno, avversario delle regole. Questo è ciò che si prova vivendo gli spazi del nuovo Hotel Prinz Rudolf – spiega il proprietario Diego Cavagna – Le camere sono 82, divise in 5 tipologie, fra cui, forse, la più innovativa e interessante è quella che esprime il concetto di Base camp, (5) una stanza di 28m2 ideale per 4 amici, magari di passaggio o bikers, con due letti a castello, divano alla finestra panoramica in vetro scorrevole».

Camera Bike Camp
Le altre, vanno dalla Prinz Garden, 28mq con giardino di 15 ideale per chi apprezza camminare scalzo nel verde. La camera dispone di un letto Box Spring, divanetto panoramico, porta scorrevole in vetro, pavimento in legno massiccio, scrivania, Smart TV, lampadario “Kronleuchter” e bagno con doccia a vista alla Prinz Nido, di 26mq, ai piani superiori, ideali per coppie giovani di cuore. La camera dispone di un letto Box Spring, divano, finestra panoramica in vetro scorrevole. Oppure le Mini, (2) da 20 mq, ideata per coppie con un letto Box Spring in una romantica nicchia, divano, finestra panoramica in vetro scorrevole. Salendo di livello si arriva alle Suite da 55mq, (4) con balcone panoramico su Merano, attrezzate con un letto Box Spring rotondo, il soggiorno è dotato di divano rotondo e vasca da bagno di fronte alla grande finestra panoramica. Il comune denominatore d tutte le stanze è la rifinitura con pavimento in legno massiccio, scrivania, Smart TV, lampadario “Kronleuchter” e bagno con doccia. Vi sono anche 9 camere dedicate ai portatori di disabilità.
Il ristorante suddiviso in 4 sale principali, di cui una dedicata a una cucina gourmet cui si aggiunge il giardino esterno coperto. Anche la parte bar può fungere da zona ristorante per chi vuole fare un pasto veloce o una apericena. La spa offre una infinity pool e il tetto “verde” con altre due piscine accessibili dai campeggiatori, all’ultimo piano, che regala la migliore vista sul panorama di Merano, in particolar modo durante il tramonto. La zona saune della spa offre una sauna finlandese, una bio sauna interattiva panoramica. La zona bar ristorante con giardino che si affaccia direttamente verso il panorama su Merano. La sua disposizione a gradoni permette di godere della vista da ogni punto del bar-ristorante.
L’area conferenze ha un’acustica studiata e integrata nella struttura completa di tutti i servizi audio-video necessari. L’area può trasformarsi anche in un piccolo cinema o sala eventi (sport, film, show…). Grazie alla sua posizione gode di un’illuminazione naturale diretta che permette al cliente di rilassarsi nella zona Lounge del bar o in giardino durante le pause.
Il tema “regale” viene declinato negli ambienti interni attraverso diversi dettagli, dall’uso dei colori nero e oro ai lampadari a candelabro che caratterizzano un design ardito ed insolito. La rievocazione degli ambienti aristocratici in uno spazio dove condivisione e socialità sono punti centrali, mette in luce il carattere un po’ provocatorio che ne caratterizza l’interno. La struttura è integrata per la lunghezza della valle e già il piano terra rappresenta il primo punto d’incontro per gli ospiti, dove si possono sorseggiare ricercati aperitivi, per cui il bar sarà appositamente attrezzato, o gustare cene gourmet o pizza, mentre i bambini saranno occupati nella grande sfera dorata, posta in un angolo della grande sala panoramica, il tutto incorniciato dalla vista affacciata su Merano.
I momenti di condivisione possono proseguire nel “teatro”, una sala multifunzionale dove la gradinata di accesso, crea sedute per assistere a proiezione di film, spettacoli o conferenze.
La socialità trova spazio anche all’esterno, in particolare sul tetto, dove in mezzo a un prato “vero” ci sono de piscine circolari, completamente immersi nel paesaggio circostante, punto di connessione anche con il proprio camping, Hermitage, parte integrante del complesso che può utilizzare le parti comuni della nuova struttura.
Proprio la copertura rappresenta al meglio il tema dell’inserimento nel contesto: infatti scompare nel terreno con linee sinuose e con l’uso del manto verde, diventando allo tempo stesso estensione dei terrazzamenti verso la valle. Al di sotto l’edificio si configura con elementi lignei e affusolati in una sovrapposizione di superfici, che rappresentano “curve di livello”, creando i diversi piani riflettendo il paesaggio sui a vetri specchiati.
Il motivo portante della linea è la volontà di connettersi con l’ambiente mostrando la veridicità dei materiali, lasciati a vista nella loro versione naturale: nelle camere, oltre al legno massiccio, è presente il cemento armato, che non viene nascosto, poiché elemento costruttivo cardine del progetto, presente sotto la forma di lastre prefabbricate, che hanno permesso la realizzazione dell’edificio in soli 6 mesi, senza mai rinunciare alla qualità del dettaglio grazie al disegno attento dei progettisti.
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Massimo Terracina
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[post_content] => Oltre 10 milioni di euro. Questa la cifra alla quale è stata venduta Villa Joy, situata a Porto San Paolo, in Gallura, affacciata sull’isola di Tavolara. La villa, costruita a fine anni Sessanta, era appartenuta per più di cinquant’anni all’imprenditore Peppino Leone. Partito giovanissimo per lavorare nelle miniere belghe e poi negli Usa, Leone ha investito a Milano. Come si legge su Milano Finanza, per Leone il nome della villa era stato un omaggio al figlio Joy.
La tenuta in Sardegna
Villa Joy ha una piscina d’acqua salata costruita sugli scogli e ha accesso diretto a due spiagge. Non è mai stata oggetto di locazione se non in un caso: nel 2023 ha ospitato il matrimonio del figlio del re di Giordania. Sul mercato da dieci anni, la villa è stata oggetto di due questioni giudiziarie successivamente risolte.
L’acquirente è una recente conoscenza del mercato immobiliare italiano. La holding brasiliana Jhsf Capital, che fa capo all’immobiliarista José Auriemo Neto, detiene la società Tavolara Bay, che ha formalmente comprato la villa. Neto è celebre per essere il proprietario della catena di alberghi di lusso Fasano. In particolare, il Fasano di Rio de Janeiro è il punto di raccolta dei vip stranieri in visita alla città carioca.
A metà febbraio la società di Neto aveva acquistato per 52,5 milioni di euro un palazzo storico a Milano, in Piazza Cinque Giornate, dove verrà appunto aperto il nuovo hotel della catena Fasano, che fuori dal Brasile è già presente a New York con il Fasano Fifth Avenue e a Punta del Este in Uruguay.
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[post_content] => C'è un filo invisibile che attraversa generazioni di albergatori italiani: non è fatto di numeri o di performance, ma di scelte, sacrifici, visioni. È questo filo che Bwh Hotels ha deciso di raccogliere e trasformare in un libro, un'opera editoriale inedita nel panorama dell'hotellerie tricolore.
Si intitola "Cuore d'albergo. Storie di donne e uomini. Racconti d'impresa e d'Italia", è il primo volume pubblicato dal gruppo alberghiero internazionale e racconta, non con dati e slide, ma con la forza della narrazione, dieci storie di impresa che attraversano il Novecento fino ai giorni nostri, con tutto il carico umano che questo significa.
C'è la famiglia Ratti, il cui percorso inizia agli inizi del '900 con Carmelita e un negozio di tessuti a Milano chiamato "La Babilonia", poi trasformato nel tempo in un vero e proprio impero alberghiero. C'è Pio Cancro, che a 26 anni perse tutto e ricominciò da un hotel fatiscente a Massafra, oggi struttura affiliata Bwh. C'è la famiglia Capuzzo, che nella Torino dell'occupazione nazifascista trasformò il proprio albergo in rifugio per famiglie ebree e punto di incontro per le staffette partigiane.
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Non mancano le storie più recenti: la famiglia Lamonica, con un imprenditore che a cinquant'anni ha avuto il coraggio di reinventarsi acquistando un hotel mai aperto a Sabaudia, affrontando cantieri bloccati, pandemia e tradimenti, trovando infine nel figlio Mirko la continuità di una visione; e Irene Luvisi, ingegnere diventata protagonista di una trasformazione culturale all'hotel Guinigi di Lucca, a dimostrazione che il futuro dell'ospitalità si costruisce anche con contaminazioni inaspettate.
Un racconto fedele
Le storie sono state raccolte e narrate da Simona Teodori, autrice di romanzi storici, che ha incontrato di persona le famiglie protagoniste per restituirne, con fedeltà e sensibilità letteraria, memorie, valori e visioni. Il progetto è stato coordinato da Rosa Giglio, head of marketing di Bwh Hotels Italy & South-East Europe, e da Daniele Viganò, imprenditore, autore di best-seller e speaker motivazionale.
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Sempre molto ottimista il ceo di Iata Willie Walsh che a Parigi ha dichiarato che «Un aumento dei prezzi dei biglietti aerei è "inevitabile" alla luce dell'impennata dei prezzi degli idrocarburi dovuta alla guerra in Medio Oriente».
Dall'inizio della guerra in Iran il 28 febbraio - ha osservato Walsh - il prezzo al barile del cherosene è raddoppiato, con un incremento persino superiore a quello del greggio. «Le compagnie aeree avevano previsto di destinare in media il 26% dei loro costi operativi al carburante quest'anno, sulla base di un prezzo del cherosene a 88 dollari al barile» ha ricordato Walsh.
Ieri invece il prezzo e' stato fissato in chiusura a 216 dollari. Il margine medio di queste imprese, pur vicino ai livelli record, si attesta attualmente al 4%. «Non bisogna essere un genio per dedurre che i costi aggiuntivi che le compagnie dovranno affrontare, se la situazione persiste, saranno ben superiori a cio' che possono assorbire» ha aggiunto Willie Walsh.
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[post_content] => Grande successo per l’XI edizione del Campionato mondiale del pesto al mortaio che Genova ha ospitato sabato 21 marzo. Ancora una volta la finale del concorso ha attirato partecipanti da tutto il mondo, curiosi e turisti grazie alla finale del concorso e agli eventi collaterali organizzati in città.
Nel pomeriggio di sabato è stata proclamata la vincitrice: Carla Pensa, classe 1940, “besagnina” (fruttivendola) in pensione di Roccatagliata, frazione di 53 abitanti del comune di Neirone provincia di Genova. Dopo una intensa giornata di gara è risultata la migliore fra i 100 partecipanti provenienti da tutto il mondo. L’ hanno scelta tutti i trenta giudici che durante la mattinata avevano selezionato i 10 super finalisti nella fase conclusiva della competizione.
Carla Pensa, che era stata inserita nella lista dei 100 concorrenti all’ultimo momento, ha ricevuto il tradizionale "pestello d'oro".
Durante la cerimonia di chiusura è stato consegnato il premio letterario Pietro Cheli, alla prima edizione, all’autrice senegalese Mareme Cisse per il libro “Sogni di Zenzero”, Slow Food Editore. La tradizionale targa assegnata dalla Associazione Culturale “A Compagna” per il concorrente che arriva da più lontano quest’anno è andata a Craig Stanley Wales originario dalle Hawaii.
La selezione anche quest’anno è avvenuta seguendo i tempi di iscrizione e inserendo di diritto i vincitori delle 28 gare eliminatorie (di cui 6 in Germania, Stati Uniti, Spagna, Francia e Canada). Le persone provenienti dall’estero sono state in totale 20. I paesi new entry dell’XI edizione sono il Gambia e Malta.
Nella giornata di sabato si sono svolti anche il Campionato dei bambini a cura del consorzio del Basilico genovese dop, la disegnata “Fumetti al Pesto” organizzata dalla Genoa Comics Academy, la premiazione del concorso letterario “Pesto da leggere” dedicato a Pietro Cheli e “Odissea del Pesto” a cura dell’Istituto Italiano di Tecnologia.
In serata si è svolto il tradizionale “Pesto Party” offerto dalla Camera di Commercio a cura di “Genova Liguria Gourmet” in cui una decina di ristoranti aderenti al marchio di qualità della ristorazione ligure gestito dal sistema camerale, hanno proposto i loro piatti in degustazione con vini liguri. E poi ancora in città i corner informativi delle dop liguri e di consorzi e associazioni nel settore del food, lo scaffale dei “pesti sbagliati” la mostra degli antichi mortai delle famiglie genovesi ed itinerari turistici nel centro storico a cura di Confartigianato Liguria.
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Laax e il suo vasto comprensorio, nel Canton Grigioni al Sud-est della Svizzera, è il luogo ideale per una vacanza. Sia nel periodo invernale – praticando snowboard, sci da discesa e da alpinismo o camminando con le ciaspole nella natura – sia in estate con passeggiate, hike e in mtb. Il territorio è affascinante: la sua storia geologica ci porta a 280mln di anni fa, quando le placche tettoniche si muovevano formando le montagne. A Laax l’hanno fatto in modo unico e le rocce più antiche si trovano sopra quelle più recenti: un fenomeno di sovrascorrimento geologico visibile nelle pareti delle montagne e tanto significativo da spingere nel 2008 l’Unesco a dichiarare l’”Area tettonica Sardona” Patrimonio Mondiale. Il territorio trasmette al suo ospite una forza primordiale. Risale a 10mila anni fa l’evento che ha trasformato la valle: in una delle maggiori frane al mondo – nota come Flimsersturz – la cima di una montagna grande quanto 16 volte il Cervino è crollata sulla valle dove oggi si trovano i centri abitati di Laax e di Flims. Lo scorrere della storia ci porta poi a metà ‘800, quando tutto il turismo della zona si concentrava negli eleganti alberghi sulle rive del Lago di Cauma, un incantevole specchio d’acqua turchese che, ghiacciato d’inverno, d’estate è il luogo ideale dove praticare gli sport acquatici. Lo sci arrivò nel 1908, ma la prima funivia fu costruita nel 1945 e collegava Flims a Foppa. Il comprensorio sciistico di Laax offre agli appassionati di sci e snowboard oltre 224 chilometri di piste, 30 impianti di risalita, cinque snowpark, l’halfpipe più grande del mondo e un’infrastruttura freestyle senza pari. Il freestyle a Laax non è solo per i professionisti, è per tutti. Infatti grazie agli snowpark per principianti, alle aree per imparare nuove tecniche e alla Freestyle Academy, sciatori e snowboarder di tutte le età possono divertirsi sulla neve. Laax è una delle destinazioni svizzere più apprezzate dalle famiglie, con offerte su misura che rendono le vacanze in montagna facili e divertenti.
«Oggi il mercato del turismo svizzero si rivolge agli italiani per continuare a crescere, Laax è una destinazione da scoprire, a fianco di mete già note come St.Moritz e Davos. – sottolinea Martina Calonder, pr manager di Weisse Arena Gruppe – Il Weisse Arena Gruppe, nato nel 1996 dalla fusione tra la società di impianti di risalita Crap Sogn Gion di Laax e quella di Flims, commercializza le proprie offerte turistiche tutto l’anno con il marchio Laax. Con grande attenzione al freestyle, al greenstyle e allo stile di vita, tramanda la tradizione e la storia del turismo nella regione». Per rendere completa l’offerta turistica nel comprensorio Laax/Flims/Falera sia in inverno che in estate, è stato completato a dicembre il FlemXpress: un sistema di cabinovie che risalgono la montagna. L’impianto, aperto 2 anni fa, è accessibile a tutti, anche ai disabili. Le cabinovie da 10 persone offrono agli ospiti un servizio altamente tecnologico, “on demand”.
L’impianto è formato da 6 stazioni e 5 sezioni. Nella hall si aprono 4 ingressi: i gruppi di viaggiatori possono riservare la propria destinazione su una tastiera e una cabina li trasporterà rapidamente alla loro meta, garantendo un risparmio energetico del 50%. È un ulteriore aspetto dell’attenzione alla sostenibilità di questa bella destinazione montana, presentata nel ricco volume di Greenstyle “Come gestire una destinazione alpina sostenibile”, realizzato dal Weisse Arena Gruppe. Per gli ospiti italiani Laax è una destinazione di prossimità; possono muoversi in bus o in macchina (raggiungendo in treno Bellinzona o in aereo Zurigo), oppure vivere un’esperienza di scoperta naturale arrivando in treno nella pittoresca cittadina di Ilanz/Glion in romancio – che si trova a soli 7km di distanza – e raggiungendo poi Laax in pullman attraversando le Rheinschlukt: le Gole del Reno. Il maestoso fiume nasce proprio qui, nel Canton Grigioni, poi scorre impetuoso tra bianche pareti di roccia e fitte foreste, percorrendo la via nota come “il Grand Canyon svizzero”.
(Chiara Ambrosioni)
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Con oltre 1.375.000 posti in vendita per l'estate 2026 l'aeroporto di Genova mette in cantiere una crescita del 10% rispetto alla stagione 2025. Un aumento di capacità figlio sia del debutto di nuove rotte sia all’estensione del periodo di attività di tratte già esistenti.
Per quanto riguarda le nuove rotte, la base di Aeroitalia presso il Cristoforo Colombo ha permesso di collegare lo scalo genovese a due nuove destinazioni turistiche italiane e di aggiungere un ulteriore collegamento con Olbia: Genova-Salerno: operativo dal 24 maggio - giovedì e domenica con 2 frequenze settimanali (Genova-Salerno ore 15.30; Salerno-Genova ore 13:10); Genova – Alghero: operativo dal 5 giugno 2026 - lunedì e venerdì con 2 frequenze settimanali (Genova-Alghero ore 12:40; Alghero-Genova ore 14:50); Genova – Olbia: operativo dal 4 giugno 2026 - giovedì e domenica con 2 frequenze settimanali (Genova-Olbia ore 12:20; Olbia-Genova ore 14:40).
A queste novità si aggiunge il collegamento con Tirana operato da Ryanair che si affianca a quello storico di Wizz Air. Da ricordare anche le novità annunciate negli scorsi mesi, Madrid (Volotea) e Roma Fiumicino (Aeroitalia), che proseguiranno anche nella stagione estiva.
Per quanto riguarda, invece, le rotte esclusivamente stagionali, sono confermati i collegamenti con Budapest (Wizz Air), Bucarest (Ryanair), Manchester (Ryanair), Brindisi (Ryanair), Olbia (Volotea), Olbia (Ita Airways) e Copenaghen (Sas).
La summer season 2026 vedrà, inoltre, l’introduzione di un nuovo servizio charter inbound operato da Austrian Airlines in esclusiva per gli ospiti delle crociere Costa che, dal 2 maggio al 31 ottobre 2026, collegherà Vienna a Genova con una frequenza settimanale (partenza e ritorno il sabato) per un totale di 27 rotazioni e circa 3,250 passeggeri.
Il collegamento è dedicato agli ospiti Costa provenienti dal mercato austriaco che imbarcheranno sull’ammiraglia Costa Smeralda da Savona per il suo itinerario nel mediterraneo occidentale. Il nuovo volo si affianca al collegamento da Düsseldorf operato da Condor, già disponibile dallo scorso anno e confermato anche per questa stagione.
«Ci apprestiamo ad aprire la summer season 2026 con un’offerta sempre più ricca di destinazioni - ha commentato Francesco D’Amico, direttore generale Aeroporto di Genova -. Il significativo incremento del numero di posti messi a disposizione dall’aeroporto di Genova per la stagione estiva rappresenta un ulteriore risultato tangibile del percorso di crescita del Cristoforo Colombo e conseguenza del nostro grande impegno ad ampliare i servizi a supporto delle compagnie aeree. L’avvio di nuovi collegamenti e l’espansione dei servizi charter legati al traffico crocieristico confermano la crescente strategicità del Genova City Airport nel supportare lo sviluppo turistico ed economico della Liguria e nel migliorare la connettività della regione con l’Italia e con l’Europa».
«La decisione delle compagnie di attivare nuovi collegamenti e di rafforzare quelli esistenti dimostra una sempre maggior attrattività del nostro aeroporto sia per i passeggeri sia per gli operatori del turismo confermando il ruolo dello scalo genovese come porta di accesso ai porti liguri», ha affermato Daniele Casale, direttore sviluppo commerciale e marketing -. Le novità della stagione estiva 2026 dimostrano che il percorso intrapreso è quello giusto».
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Il "Borgo dei Gatti" cresce ancora. Grazie all'attività di Luigi Brega, deciso a far crescere turisticamente il borgo di Golferenzo, dopo la ristrutturazione totale de La Bütega e de La Corte terminate nel 2025 anche la parte wellness e ospitalità è oggetto di un nuovo slancio.
Il progetto di riqualificazione in fase di completamento entro il 2026 è affidato all’architetto Sabrina Cherubin, che da anni accompagna il Borgo dei Gatti nelle sue evoluzioni. Il primo albergo diffuso certificato della Regione Lombardia si conferma un sistema in continua evoluzione che punta a diventare un riferimento nel panorama dell’ospitalità dell’Oltrepò e non solo.
La storia del Borgo dei Gatti
La storia del Borgo dei Gatti è iniziata come un piccolo sogno di campagna, ma oggi sta assumendo i contorni di una grande realtà imprenditoriale dalle potenzialità in costante evoluzione. Gli elementi per raccontare una perfetta storia italiana c’erano tutti già nel 2020 quando il Borgo ha mosso i primi passi, e ci sono ancora oggi: Luigi Brega, figlio di Golferenzo, lascia in giovane età la sua provincia natale, per poi tornarci molti anni dopo. Così inizia a recuperare un piccolo edificio, a ripristinare un ristorante, a riaccendere le luci de La Bütega, ad acquisire immobili abbandonati riportandoli al loro splendore rurale.
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L'intervento di riqualificazione delle nuove suites iniziato nel 2024 vedrà la luce entro il 2026, e si concentra sul recupero di tre edifici che costituivano la vecchia casa padronale, situata lungo via Garibaldi, la via principale che taglia il Borgo. Non si tratta di una classica architettura rurale, come nel caso delle altre dimore che fanno parte dell’albergo diffuso, ma di una soluzione di prestigio, come testimoniano alcuni dipinti ritrovati. I tre edifici sono stati accorpati a costituire un unico impianto architettonico, e l’intero layout di questo isolato è stato ridisegnato in favore di una migliore fruizione dei passaggi interni al Borgo e di nuovi spazi comuni.
Le 6 suites offrono un’ampia metratura e dotazioni pensate per chi è alla ricerca di relax nella massima privacy. Partendo dall’ultimo piano, che ospita la master suite, accessibile direttamente tramite ascensore. Un unico ambiente open space di 60 metri quadrati mansardato con soffitto in legno a vista, un’area wellness privata con sauna e vasca idromassaggio per due persone. Al piano inferiore si trovano due suites con vasca in stanza e vista privilegiata sulla vita lenta del paese; più una terza soluzione, composta da un’ampia camera con studio e una private Spa dotata di sauna e di bagno turco. Al piano terra c’è posto ancora per una camera standard ed una family suite composta da zona giorno e camera padronale con angolo studio.
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All’ingresso del nuovo edificio ci saranno la reception ed una lounge con camino per il ricevimento degli ospiti. Ad accoglierli, la direttrice Paola Calonghi, co-fondatrice del progetto Borgo dei Gatti e da sempre figura chiave nella gestione della ricettività. Al centro di tutto, gli spazi comuni: una grande sala colazioni da 25 coperti, vetrata, concepita come una veranda a contatto con la natura, che si affaccia su una delle corti interne; scendendo tramite un'ampia scalinata – o ascensore –, si accede al livello inferiore (che porta a via Garibaldi), dove è stata ricavata una seconda lounge e una sala degustazioni con cantina scavata nella roccia. Qui sorgerà la "Library del Borgo", una biblioteca dove gli ospiti potranno dedicarsi alla lettura sorseggiando un tè o un calice di Oltrepò.
Uno degli aspetti funzionali più importanti del progetto di Brega è proprio il collegamento tra i livelli, che facilita la vita all’intero Borgo. L'obiettivo è offrire un'esperienza di benessere completa, permettendo agli ospiti di muoversi liberamente tra le suite e la Spa in totale privacy, raggiungendo velocemente ogni angolo di Golferenzo e tutti i suoi servizi.
L'ampliamento della spa
L’ampliamento dell’Adàsi Spa prevede un raddoppio degli spazi destinati al benessere, arrivando a coprire nella configurazione finale di progetto circa mille metri quadrati tra interni, esterni e piscine. Il layout dell’attuale ampliamento ruota attorno a una corte a cielo aperto, che sarà idealmente il fulcro di tutto l’intervento. Qui è prevista una piscina idromassaggio particolare: una vasca simile a una vecchia fontana, dotata di tecnologie moderne. Sopra la corte si sviluppa un giardino pensile e un corridoio vetrato che collega gli spazi interni. La nuova area benessere comprenderà sale massaggi (singole e di coppia), una grande sauna, bagno turco e docce emozionali. Fiore all'occhiello sarà il recupero della vecchia ghiacciaia, che verrà trasformata in una doccia emozionale molto scenografica di 3 metri di diametro, con giochi di vapore, essenze e luci che filtrano da 6 metri di altezza.
Il progetto
L'approccio architettonico è di profondo rispetto per il "genius loci". Sono stati recuperati i materiali originali: la pietra, i cotti tipici per le pavimentazioni e le travi a vista sono state trattate e restaurate. Gli elementi nuovi non cercano mai di imitare l'antico (quello che in gergo si definisce falso storico), ma si inseriscono con un linguaggio contemporaneo e rispettoso. L'obiettivo finale di questo intervento non è l'ostentazione, ma offrire il vero lusso contemporaneo: il tempo per sé stessi, il silenzio e la cura della persona in un contesto rurale autentico e raffinato. Un lusso democratico, per tutti, è questa la volontà che dal principio lega tutte le scelte fatte da Luigi Brega: «Voglio restituire il Borgo a chi vive queste zone, riportare la vita, nuovo lustro, nuovi servizi, farlo conoscere al mondo intero… è un progetto ambizioso, ma sono certo di avere con me la squadra perfetta per questa grande impresa».
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[post_content] => Il 28 marzo San Casciano dei Bagni si racconta con la prima edizione di ‘Fonti di Vino – Tra calici e acque termali’, in programma nella suggestiva Casina delle Rose di Fonteverde Resort & Spa. L'evento nasce da un'idea del comune di San Casciano dei Bagni, in collaborazione con le nove cantine del territorio, le associazioni e gli operatori locali.
Nove cantine, nove approcci diversi al vino e alla vigna, accomunati da un radicamento autentico in questa terra di confine tra Val d'Orcia e Valdichiana.
Podernuovo a Palazzone interpreta la Toscana più autentica con uno stile contemporaneo ed elegante, in una cantina sostenibile che include al suo interno Godiluva Wine Resort. Il Poggio è una realtà familiare biologica a tutto tondo – viticoltura, allevamento, ristorante, agriturismo – con un'antica cantina scavata nel tufo destinata all'invecchiamento dei vini.
Cantine Ravazzi ha radici nel 1956, quando fu piantato il primo vigneto di Sangiovese: oggi la terza generazione guida un progetto che spazia dalle etichette storiche ai Supertuscan, fino al progetto artistico P64, dove il vino diventa espressione visiva e culturale.
Sassopra lavora quattro ettari in biologico con approccio biodinamico, su marne blu e argille, con fermentazioni spontanee, pochissime bottiglie ed etichette d'artista.
L’Azienda Agricola Gianni Barzi è un progetto biologico avviato nel 2001 al Podere Bulgherino, dove vigneti, oliveti, cereali e legumi convivono in un'agricoltura a tutto tondo che include anche la produzione di tartufi.
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Giacomo Baraldo Vigneron è il volto più giovane e internazionale della scena: dopo esperienze in giro per il mondo del vino, Giacomo è tornato a San Casciano per produrre vini artigianali che rispecchiano in ogni annata i vitigni ed il territorio.
Tenuta Le Forconate, nata nel 2008 dalla famiglia Barbanera, è la realtà più estesa del territorio con oltre 26 ettari tra Sangiovese, Merlot, Cabernet Franc e Vermentino, con degustazioni disponibili in una sala immersa nel paesaggio toscano.
Durante la giornata il pubblico potrà incontrare direttamente i produttori ai banchi d'assaggio, degustare le loro etichette e ascoltare le storie che si intrecciano tra vigne, tradizione e innovazione.
Spazio anche ai sapori locali: l'Azienda Agricola Il Poggio propone degustazioni dei propri prodotti tipici, mentre Filo & Fibra e la Comunità Slow Food con la Cassetta di Cottura di San Casciano dei Bagni portano in tavola i piatti realizzati con questo antico metodo di cottura lenta, presidio di una tradizione gastronomica che merita di essere conosciuta ben oltre i confini del borgo. Durante l'intero weekend, i vini protagonisti dell'evento saranno proposti anche nei ristoranti del comune di San Casciano dei Bagni, rafforzando il legame tra produzione vitivinicola e proposta gastronomica del territorio.
Su prenotazione sarà possibile visitare le cantine protagoniste e incontrare i produttori nelle loro vigne. Per chi vuole allargare lo sguardo, le visite guidate allo scavo del "Santuario Ritrovato" (sabato alle ore 11 e 15 mentre domenica alle ore 11) – il sito che tra il 2021 e il 2023 ha restituito oltre 5.000 manufatti bronzei etruschi e romani, salutato come una delle scoperte più importanti degli ultimi decenni in Europa – offrono un ulteriore livello di profondità alla visita. Le terme di Fonteverde offrono una tariffa speciale a tutti coloro che parteciperanno all’evento e le passeggiate a cavallo nel paesaggio circostante completano un'offerta che difficilmente trova equivalenti in Toscana (su prenotazione sabato e domenica alle ore 9.30 e 16).
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[post_content] => Martedì il prezzo del petrolio ha superato gli 80 dollari al barile, il che, in teoria, dovrebbe rappresentare una cattiva notizia per l'aviazione e il turismo. Tuttavia, al momento non si prevede che nessuno ne risenta, poiché tutte le principali compagnie aeree hanno garanzie sui prezzi attraverso contratti specifici.
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Le compagnie
IAG, proprietaria di Iberia e Vueling in Spagna, si è assicurata la copertura tariffaria per circa il 75% del consumo delle sue compagnie aeree tradizionali per i prossimi mesi e per l'80% per la compagnia low cost catalana. I contratti assicurativi hanno una durata di tre anni.
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Gli elementi per raccontare una perfetta storia italiana c’erano tutti già nel 2020 quando il Borgo ha mosso i primi passi, e ci sono ancora oggi: Luigi Brega, figlio di Golferenzo, lascia in giovane età la sua provincia natale, per poi tornarci molti anni dopo. Così inizia a recuperare un piccolo edificio, a ripristinare un ristorante, a riaccendere le luci de La Bütega, ad acquisire immobili abbandonati riportandoli al loro splendore rurale.\r\n\r\n \r\n\r\n[caption id=\"attachment_509269\" align=\"alignright\" width=\"120\"] Vie del borgo (Ph credits: Chiara Schiaratura)[/caption]\r\n\r\nL'intervento di riqualificazione delle nuove suites iniziato nel 2024 vedrà la luce entro il 2026, e si concentra sul recupero di tre edifici che costituivano la vecchia casa padronale, situata lungo via Garibaldi, la via principale che taglia il Borgo. Non si tratta di una classica architettura rurale, come nel caso delle altre dimore che fanno parte dell’albergo diffuso, ma di una soluzione di prestigio, come testimoniano alcuni dipinti ritrovati. I tre edifici sono stati accorpati a costituire un unico impianto architettonico, e l’intero layout di questo isolato è stato ridisegnato in favore di una migliore fruizione dei passaggi interni al Borgo e di nuovi spazi comuni.\r\n\r\nLe 6 suites offrono un’ampia metratura e dotazioni pensate per chi è alla ricerca di relax nella massima privacy. Partendo dall’ultimo piano, che ospita la master suite, accessibile direttamente tramite ascensore. Un unico ambiente open space di 60 metri quadrati mansardato con soffitto in legno a vista, un’area wellness privata con sauna e vasca idromassaggio per due persone. 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L'evento nasce da un'idea del comune di San Casciano dei Bagni, in collaborazione con le nove cantine del territorio, le associazioni e gli operatori locali.\r\n\r\nNove cantine, nove approcci diversi al vino e alla vigna, accomunati da un radicamento autentico in questa terra di confine tra Val d'Orcia e Valdichiana. \r\n\r\nPodernuovo a Palazzone interpreta la Toscana più autentica con uno stile contemporaneo ed elegante, in una cantina sostenibile che include al suo interno Godiluva Wine Resort. Il Poggio è una realtà familiare biologica a tutto tondo – viticoltura, allevamento, ristorante, agriturismo – con un'antica cantina scavata nel tufo destinata all'invecchiamento dei vini. \r\n\r\nCantine Ravazzi ha radici nel 1956, quando fu piantato il primo vigneto di Sangiovese: oggi la terza generazione guida un progetto che spazia dalle etichette storiche ai Supertuscan, fino al progetto artistico P64, dove il vino diventa espressione visiva e culturale. \r\n\r\nSassopra lavora quattro ettari in biologico con approccio biodinamico, su marne blu e argille, con fermentazioni spontanee, pochissime bottiglie ed etichette d'artista.\r\n\r\nL’Azienda Agricola Gianni Barzi è un progetto biologico avviato nel 2001 al Podere Bulgherino, dove vigneti, oliveti, cereali e legumi convivono in un'agricoltura a tutto tondo che include anche la produzione di tartufi. \r\n\r\nSancaba nasce dall’intuizione di Carlo Franchetti che nel 2011 scopre un vigneto di Pinot Nero e decide di scommettere sull’eleganza di questo vitigno piantato su suoli galestrosi e calcarei, gestiti a conduzione biologica certificata per esprimere la freschezza e mineralità di un territorio ad alta quota.\r\n\r\nCantina Giacomo Mori è la memoria lunga del vino locale, con radici che risalgono alla fine dell'Ottocento e una produzione che oggi si concentra su Chianti e Castelrotto, vini che portano nel nome e nel carattere la storia della famiglia. \r\n\r\nGiacomo Baraldo Vigneron è il volto più giovane e internazionale della scena: dopo esperienze in giro per il mondo del vino, Giacomo è tornato a San Casciano per produrre vini artigianali che rispecchiano in ogni annata i vitigni ed il territorio. \r\n\r\nTenuta Le Forconate, nata nel 2008 dalla famiglia Barbanera, è la realtà più estesa del territorio con oltre 26 ettari tra Sangiovese, Merlot, Cabernet Franc e Vermentino, con degustazioni disponibili in una sala immersa nel paesaggio toscano.\r\n\r\nDurante la giornata il pubblico potrà incontrare direttamente i produttori ai banchi d'assaggio, degustare le loro etichette e ascoltare le storie che si intrecciano tra vigne, tradizione e innovazione.\r\n\r\nSpazio anche ai sapori locali: l'Azienda Agricola Il Poggio propone degustazioni dei propri prodotti tipici, mentre Filo & Fibra e la Comunità Slow Food con la Cassetta di Cottura di San Casciano dei Bagni portano in tavola i piatti realizzati con questo antico metodo di cottura lenta, presidio di una tradizione gastronomica che merita di essere conosciuta ben oltre i confini del borgo. 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