25 August 2026

Kempinski licenzia il ceo Martin Smura. Le motivazioni dietro al cambio al vertice

Martin Smura

In un algido comunicato Kempinksi Hotels ha oggi annunciato “la nomina con effetto immediato di Bernold Schroeder a nuovo presidente del cda e amministratore delegato ad interim del gruppo. La notizia segue la decisione dello stesso consiglio di amministrazione di separare la propria strada da quella del precedente a.d. Martin Smura“.

La compagnia non ha fornito alcuna versione ufficiale delle motivazioni che hanno portato al cambio al vertice. Dietro alle consuete parole di circostanza si nasconderebbe tuttavia una serie di divergenze profonde tra il board e l’ormai ex ceo, in merito allo stile di gestione del gruppo. Stando alla ricostruzione effettuata dal magazine tedesco hospitalityinside.com, a pesare sulla decisione sarebbero stati in particolare un paio di accordi di sviluppo che Smura ha siglato in questi mesi con l’investitore 12.18 di Düsseldorf e poi con il brand lusso Hommage Collection di Dorint Hotels.

La prima partnership, avviata a ottobre 2019, avrebbe dovuto portare all’apertura di una ventina di nuove strutture lusso operate con il doppio marchio 7Pines (di 12.18) e Kempinski. Da allora unicamente un resort sarebbe però stato inaugurato a Ibiza, realizzato per di più esclusivamente secondo gli standard 12.18. Un’operazione poco chiara, che avrebbe peraltro rischiato di annacquare il posizionamento del gruppo con sede a Ginevra, dato il target sostanzialmente più basso delle strutture 12.18. Il consiglio di sorveglianza della compagnia avrebbe quindi ordinato lo scorso ottobre a Smura di togliere il brand Kempinski dal resort e di cessare qualsiasi rapporto con 12.18.

Stando invece al secondo accordo con Dorint Hotels, il gruppo fondato a Berlino nel 1897 avrebbe dovuto prendere in gestione tre proprietà a Wiesbaden (Nassauer Hof), Brema (Parkhotel) e Baden-Baden (Hotel Messmer). Queste avrebbero dovuto essere vendute a un investitore egiziano per circa 160 milioni di euro, quindi riaffittate a Dorint e poi date in conduzione alla stessa Kempinski, che a sua volta si sarebbe impegnata a sospendere la riscossione delle fee nel caso Dorint avesse sperimentato delle difficoltà a pagare le rate d’affitto. Un’operazione di cui lo stesso cda della compagnia, sostiene hospitalityinside.com, pare essere rimasto completamente all’oscuro fino a pochi giorni fa.

Le due mosse non devono insomma essere particolarmente piaciute al resto del consiglio di amministrazione del gruppo ginevrino, che si è quindi deciso all’improvviso cambio di guida alla fine della settimana scorsa: “Sin dal suo arrivo in Kempinski Hotels nel 2017 – si legge sempre nella nota ufficiale – Bernold Schroeder si è dimostrato fondamentale nell’implementazione delle strategie di crescita del gruppo e ha gestito con successo l’area Europa nel suo ruolo di coo. Siamo grati che Schroeder abbia accettato l’incarico di ceo ad interim in questi tempi difficili per l’industria alberghiera, impegnandosi ad aprire una nuova fase nella storia della compagnia”.

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