13 May 2026

Debellini: manca l’omogeneità dei dati per ripartire bene

Th Resorts

Graziano Debellini

Pubblichiamo la relazione di Graziano Debellini, presidente TH Resorts al dibattito relativo all’ipotesi allo studio relativa all’indice di contagio.

Turismo ancora in stato vegetativo, nell’attesa che gli spostamenti tra regione e regione siano consentiti dal raggiungimento di un indice di contagio R0 di 0,2. L’indice R0 (erre con zero) è il “parametro di riproduzione di base”, cioè la misurazione della trasmissibilità della malattia, la media di quante persone un positivo al virus riesce a contagiare. È un indice che rappresenta l’epidemia nel suo complesso, fin dall’inizio. C’è poi un altro indicatore, l’Rt, cioè il parametro di riproduzione istantaneo, che segnala la trasmissibilità della malattia registrata nelle ultime 24 ore. L’R0 è un indicatore “in condizioni normali”, cioè non tiene conto dei provvedimenti presi per contrastare la diffusione della malattia (distanziamento sociale, mascherine, gel disinfettanti). Con l’adozione del lockdown, ovviamente, l’R0 è calato progressivamente, anche se lentamente: il raggiungimento della soglia di 0,2 è ipotizzabile solo molto più avanti nel tempo. Ora, è stato detto che per gli spostamenti tra regioni bisogna arrivare ad un R0 di 0,2, ma l’Istituto superiore di sanità (in collaborazione con la Fondazione Kessler) ha annunciato che pubblicherà settimanalmente sul sito del ministero della Salute il valore Rt (attenzione: l’Rt). I dati Iss all’1 maggio parlavano di un indice di trasmissione Rt già sotto lo zero in tutta Italia, dallo 0,19 dell’Umbria e dallo 0,35 della Basilicata fino allo 0,75 dell’Emilia Romagna, allo 0,78 della Puglia, allo 0,84 della Basilicata. La Lombardia 0,53 (più o meno come il Veneto), il Piemonte 0,75, la Toscana 0,64.

Dunque, c’è – strano… – un po’ di confusione. Si dovrà aspettare l’R con zero o l’Rt a 0,2? Come si è visto, c’è una differenza sostanziale. Se nel primo caso, l’R0, si rischierebbe di arrivare fuori tempo massimo per salvare la stagione turistica estiva, nel secondo le stime sono più ottimistiche, anche se ancora tutte da stabilire.

Ma c’è poi un altro, sostanziale, distinguo. I dati per calcolare sia l’R0 che l’Rt vengono forniti dalle singole Regioni, dove però le misure adottate per il monitoraggio dell’epidemia sono state e sono ben diverse. Il Veneto, ad esempio, ha già raggiunto la quota di circa 250 mila tamponi effettuati (record mondiale in rapporto alla popolazione), per circa 15 mila positività riscontrate. È evidente che se in altre regioni il numero di accertamenti effettuati si discosta anche di molto, il rapporto varierà di conseguenza. È facile intuire quanto l’estensione dei tamponi possa influire sul calcolo dell’indicatore su cui bisogna basare i futuri via libera agli spostamenti interregionali. “Se uno non fa tamponi, non ha contagiati” ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia.

Manca insomma l’omogeneità di dati su cui basare decisioni delicate, che potrebbero influire drasticamente sull’industria del turismo italiano, chiaramente non più in grado di assicurare quel 14% di Pil raggiunto nel corso degli anni.

TH Resorts ha deciso di riaprire le proprie strutture a fine giugno e lo farà in totale sicurezza, fiduciosa garantendo un adeguato distanziamento e mettendo in sicurezza i villaggi secondo le indicazioni della autorità sanitarie.

Nel frattempo abbondano le ipotesi: la quarantena obbligatoria per i forestieri (con 15 giorni di vacanza, chi potrebbe sostenerne altri 15 di isolamento preventivo?), resta sul tavolo l’idea avanzata dal governatore della Sardegna, Christian Solinas: consentire ingressi solo con un passaporto sanitario, da rilasciare nei punti di sbarco (porti o aeroporti) attraverso una diagnostica immediata. Che è poi quello che già certe compagnie aeree hanno messo in atto. Peccato che l’Oms abbia già avvertito che in realtà non esista ancora “una patente di immunità: un test sicuro non c’è”.

Noi come TH Resorts siamo convinti che la strada della biosorveglianza, nelle singole strutture, con tamponi ripetuti e particolari misure di sanificazione ambientale potrebbe comunque offrire la giusta sicurezza sanitaria, necessaria sia per gli operatori sia per i clienti. Stiamo lavorando per garantire un reale sicurezza, quella che al momento– viste le disomogeneità delle premesse – forse anche gli indici Rt non sarebbero in grado di garantire.

 

Graziano Debellini, presidente TH Resorts

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