15 gennaio 2026 12:17

Raúl González
«Tutto ci sembra incredibilmente costoso. Ecco perché non compriamo». Con questa affermazione, riportata da Preferente, il ceo di Barceló Hotel Group, Raúl González, ha sintetizzato la posizione del gruppo riguardo all’attuale mercato degli investimenti alberghieri in Spagna e nell’Europa meridionale, caratterizzato da prezzi elevati e da una forte concorrenza per gli asset.
Questi fattori hanno impedito all’azienda di raggiungere l’obiettivo di firmare contratti per 25-30 hotel lo scorso anno, sebbene ciò non sia motivo di preoccupazione. Di conseguenza, l’azienda mantiene un approccio cauto e cerca opportunità concentrate nelle destinazioni in cui opera già. In particolare, Barceló starebbe esplorando mercati con prezzi più competitivi e starebbe valutando potenziali acquisizioni di portafoglio, comprese partnership con altri operatori in transazioni su larga scala.
La strategia del gruppo
La strategia di investimento ha permesso all’azienda di mantenere una solida posizione finanziaria, con 300 milioni di euro di liquidità e zero debiti a fine anno. Allo stesso tempo, Barceló continua a combinare proprietà, leasing e gestione, rafforzando il suo impegno in franchising e accordi con società di gestione, portando avanti al contempo il suo piano di aperture e ristrutturazioni in diverse destinazioni internazionali.
González ha illustrato snche i risultati definitivi del 2025, un anno che si è chiuso con “i migliori dati della sua storia“. Il grupo Barceló ha ottenuto un Ebitda compreso tra 530 e 540 milioni di euro e un utile netto superiore a 300 milioni. La divisione alberghiera ha registrato un fatturato di 2,3 miliardi di euro e vendite di 2,2 miliardi di euro. L’azienda ha definito la fine dell’anno “molto buona” sia dal punto di vista operativo che finanziario.
Per area geografica, il gruppo ha registrato una crescita del 12,5% in Emea e un anno record in tutti i mercati al di fuori delle Americhe. Tuttavia, González ha osservato che i tassi di crescita stanno iniziando a calare e che questa tendenza potrebbe proseguire fino al 2026. «Questo non significa che sia negativo, ma piuttosto che la crescita sta rallentando» ha chiuso il manager.
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Il gruppo Barceló Hotel ha inaugurato Palacio San Juan, un Royal Hideaway Hotel, il primo albergo a 5 stelle della città di Murcia. L'hotel, di proprietà del Grupo Fuertes, occupa un edificio che un tempo era la residenza cittadina del conte di Floridablanca e che è stato oggetto di un ambizioso progetto di restauro completo, preservandone alcuni elementi storici.
La struttura
Come riporta Hosteltur, Palacio San Juan è situato nel cuore del centro storico della città, dispone di 70 camere e suite, una terrazza panoramica sul tetto con piscina e diverse opzioni di ristorazione. Si prevede che la nuova struttura creerà circa cento nuovi posti di lavoro.
«Palacio San Juan è nato con l’ambizione di diventare uno di quei luoghi capaci di definire una destinazione. Il restauro dello storico palazzo Floridablanca ci offre l’opportunità di proporre un’esperienza unica che coniuga tradizione, lusso contemporaneo e un profondo legame con l’identità di Murcia» ha sottolineato Gaspar Sáez, coo per la Spagna meridionale e l’Algarve del gruppo Barceló Hotel.
Da parte sua, Tomás Fuertes, presidente del Grupo Fuertes, ha aggiunto che «il restauro del Floridablanca Palace è un progetto gratificante e un impegno concreto nei confronti della città di Murcia. Restaurare questo gioiello del patrimonio murciano e trasformarlo nel primo hotel a 5 stelle della città ci permette non solo di celebrare la nostra storia, ma anche di promuovere un turismo di qualità nella Regione di Murcia in collaborazione con un operatore internazionale leader come Barceló Hotel Group».
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Bluserena Hotels & Resorts ottiene, per il secondo anno consecutivo, la certificazione Great Place to Work, il riconoscimento che premia le aziende capaci di garantire un ambiente di lavoro di qualità e un elevato livello di soddisfazione tra i collaboratori. Il risultato emerge dalla survey anonima condotta tra i dipendenti Bluserena, in collaborazione con Great Place to Work, società internazionale che dal 1991 analizza la cultura organizzativa delle aziende e certifica gli ambienti di lavoro più virtuosi.
I risultati della rilevazione 2026 confermano il rafforzamento del clima aziendale: il 93% dei collaboratori considera oggi Bluserena un eccellente luogo di lavoro, con una crescita di 9 punti percentuali rispetto al 2025. Particolarmente significativa anche la partecipazione alla survey, che ha raggiunto il 95% dei 2.130 dipendenti, rispetto all’89% registrato nel 2025. A testimoniare l’efficacia delle iniziative intraprese dall’azienda è inoltre il dato relativo alle azioni di miglioramento: il 91% dei collaboratori si dichiara soddisfatto degli interventi realizzati da Bluserena in risposta ai feedback emersi dalla precedente survey.
La nuova certificazione si inserisce in un percorso di crescita riconosciuto anche dai risultati ottenuti negli ultimi mesi. A marzo 2026 Bluserena è entrata nella classifica Best Workplaces Italia 2026, dedicata alle aziende italiane con i migliori ambienti di lavoro.
Impegno riconosciuto
Il ceo di Bluserena, Marcello Cicalò, ha commentato: «Ottenere per il secondo anno consecutivo la certificazione Great Place to Work è un risultato che ci rende molto orgogliosi, soprattutto perché nasce dalla voce della quasi totalità delle nostre persone. Il 93% dei collaboratori considera Bluserena un eccellente luogo di lavoro e il 95% ha scelto di partecipare alla survey. Sono numeri importanti, ma per me il dato più significativo è un altro: il 91% delle persone riconosce le azioni di miglioramento che abbiamo messo in campo dopo l’ascolto dello scorso anno. Questo significa che la fiducia non è rimasta una parola, ma ha avuto un seguito concreto, fatto di scelte precise e risultati misurabili. Credo molto in un ambiente di lavoro sano, ma non lo intendo come un luogo dove ci si limita a stare bene insieme. Bluserena è un’azienda che vuole crescere, competere e raggiungere risultati ambiziosi. Per i nostri ospiti, per le nostre persone e per gli azionisti che credono nel nostro progetto. Il punto è proprio questo: le performance migliori nascono da squadre solide, da persone che sentono di avere un ruolo, da una cultura che riconosce il merito, sostiene chi ha potenziale e bisogno di supporto, e sa essere chiara e decisa quando serve. Essere un Great Place to Work, per noi, non significa raccontare un’azienda perfetta. Significa costruire ogni giorno un’azienda più forte, più sana, più giusta. Un’azienda in cui si lavora meglio perché si crede in ciò che si fa, si dà il massimo e si sente di contribuire a un progetto ambizioso e straordinario. La certificazione, insieme all’ingresso nella classifica Best Workplaces Italia 2026 e nella Top 10 delle Best Workplaces South Italy, ci conferma che la direzione è quella giusta. Allo stesso tempo, ci responsabilizza a continuare a investire nelle persone, nella qualità del nostro ambiente di lavoro e nella capacità di trasformare fiducia, merito e passione in risultati».
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Situato in una dei punti più iconici della città, l’hotel sorge in un edificio con oltre un secolo di storia, testimone dell’evoluzione di Barcellona. Il progetto valorizza questo patrimonio e l’essenza della capitale catalana per dare forma ad un’offerta di ospitalità contemporanea.
La struttura
Bless Barcelona offre 119 camere e suite. Molte di esse regalano viste spettacolari su luoghi simbolo della città, come il Passeig de Gràcia e Plaça Catalunya, ideali per vivere Barcellona da una prospettiva privilegiata.
La gastronomia è anche uno dei pilastri dell’esperienza Bless Barcelona, grazie a Sinedie, La Pajarera e Hofmann. Tre concept legati alla città e pensati per accompagnare gli ospiti nei diversi momenti della giornata.
Sinedie invita a rallentare e a godersi un’offerta ispirata alla cucina italiana e mediterranea, con il vino al centro e pensata per ogni momento della giornata. In cima all’hotel, La Pajarera Sky Lounge riprende il nome dello storico caffè che occupava questo stesso spazio alla fine dell’Ottocento, rendendogli omaggio attraverso una chiave contemporanea. Il rooftop combina gastronomia, mixology e musica con alcune delle migliori viste panoramiche su Barcellona. L'offerta è completata da Hofmann, un nome strettamente legato a Barcellona dal 1983, che porta nella hall dell'hotel uno spazio dedicato alla sua rinomata pasticceria artigianale, al caffè speciale e a una varietà di creazioni dolci.
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[post_content] => Blackstone si sta preparando per l'Ipo di Hotel Investment Partners (Hip), uno dei maggiori proprietari di asset alberghieri nell'Europa meridionale, con l'intenzione di avviare le negoziazioni tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. Secondo Cinco Días, il fondo statunitense sta già predisponendo la documentazione necessaria da presentare alla commissione nazionale del mercato dei valori spagnola.
L'operazione, come riporta Hosteltur, porterebbe in Borsa una società con 61 hotel e circa 20.000 camere in Spagna, Portogallo, Italia e Grecia, con un portafoglio valutato intorno ai 6 miliardi di euro. Le sue proprietà sono concentrate principalmente in località turistiche e sono gestite con marchi appartenenti ad alcune delle principali catene alberghiere internazionali, come Hyatt Hotels Corporation, Marriott International, Hilton, Meliá Hotels International, Barceló Hotel Group e Minor Hotel.
Il piano di Blackstone, spiega Cinco Días, prevede un'Ipo, tramite un aumento di capitale di circa 700 milioni di euro, a cui si aggiungerebbe la cessione di una piccola quota da parte degli attuali azionisti, il cui importo non è ancora stato determinato.
Gli azionisti di Hip
Attualmente Blackstone controlla il 65% di Hip, mentre il fondo di Singapore Gic detiene il restante 35%. Il gruppo statunitense sta valutando diverse opzioni per cedere la propria partecipazione nella società dallo scorso anno, tra cui una potenziale vendita a Gic.
Prima del debutto in borsa, la struttura societaria di Hip dovrebbeessere riorganizzata per consolidare i diversi portafogli immobiliari attualmente facenti parte del gruppo sotto un'unica società.
L'Ipo deve ancora superare una delle sue fasi fondamentali: la notifica ufficiale al mercato dell'intenzione di quotarsi. Gli analisti delle istituzioni partecipanti si sono già incontrati con il management di Hip il 1° luglio per preparare le loro valutazioni.
Santander, Morgan Stanley, Citi, BNP Paribas e Goldman Sachs sono tra gli enti che coordineranno l'operazione, insieme ad altre banche internazionali.
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[post_content] => Secondo i dati dell'ufficio nazionale di statistica e informazione, Cuba ha accolto 419.863 visitatori internazionali tra gennaio e luglio 2026, con un calo del 62,8% rispetto a 1.128.831 visitatori registrati nello stesso periodo del 2025.
Gli ultimi dati confermano un calo del turismo internazionale già evidente nel 2025, quando Cuba ha accolto 1.810.663 visitatori stranieri, circa il 18% in meno rispetto al 2024. Gli arrivi internazionali sono stati circa 2,2 milioni nel 2024 e 2,4 milioni nel 2023. I volumi attuali, come si legge su TravelDailyNews, restano ben al di sotto dei livelli registrati prima della pandemia. Cuba ha accolto oltre 4,2 milioni di visitatori internazionali nel 2019 e circa 4,6 milioni nel 2018. Le autorità cubane hanno precedentemente stimato le entrate annuali del turismo a circa 3 miliardi di dollari, con il settore che storicamente rappresenta una delle principali fonti di valuta estera del Paese.
I mercati di riferimento
Nei primi sette mesi del 2026, il Canada si è confermato il principale mercato di provenienza per i turisti cubani, con 127.645 visitatori. A titolo di confronto, nello stesso periodo del 2025 si erano registrati circa 478.000 visitatori. Tra gennaio e luglio, i cubani residenti all'estero hanno generato 88.525 visite, rispetto alle 140.546 dell'anno precedente. Gli arrivi dagli Stati Uniti sono stati 37.351, in calo rispetto ai circa 77.200 dell'anno precedente, mentre la Russia ha registrato 21.374 visitatori e il Messico 19.828.
La contrazione degli arrivi ha coinciso con cambiamenti sostanziali nel settore alberghiero cubano. Il governo cubano ha annunciato a fine luglio che sette catene alberghiere internazionali avevano lasciato il Paese, dopo aver gestito in precedenza il 46% delle camere d'albergo. Tra gli operatori internazionali che hanno sospeso o ridotto le proprie attività figurano Meliá Hotels International, Iberostar, Barceló, Blue Diamond Resorts, Archipelago International, Atg e Royalton.
Il 24 luglio Meliá ha completato il suo ritiro da Cuba, ponendo fine alla gestione delle proprietà rimanenti dopo aver precedentemente ridotto il proprio portafoglio. Il gruppo spagnolo gestiva 34 hotel nel Paese ed era presente a Cuba dal 1990. Anche Iberostar e Barceló hanno cessato le loro attività alberghiere a Cuba nel corso del 2026, dopo precedenti riduzioni dei loro portafogli. Royalton è stato tra gli operatori alberghieri internazionali che hanno ridotto o sospeso le attività a seguito del mutamento delle condizioni operative.
A fine luglio, il primo ministro cubano Manuel Marrero ha dichiarato all'Assemblea Nazionale che il 73% delle strutture alberghiere del Paese era chiuso e che circa 25.000 dipendenti del settore alberghiero si trovavano senza una normale attività lavorativa. Le prestazioni del settore alberghiero si erano già indebolite significativamente prima dell'ultima contrazione. Il tasso di occupazione medio degli hotel di Cuba è sceso al 18,9% nel 2025, oltre quattro punti percentuali in meno rispetto all'anno precedente.
Nel corso del 2026, anche la connettività aerea internazionale è stata influenzata dalla carenza di carburante per aerei e dal mutare delle condizioni operative. Compagnie aeree come World2Fly, Air France, Turkish Airlines, Iberia e Air Canada hanno sospeso o ridotto i voli verso Cuba in diversi momenti dell'anno.
Il contesto operativo per i visitatori internazionali è stato ulteriormente compromesso a giugno, quando le transazioni con Visa e Mastercard hanno cessato di funzionare a Cuba. Sono rimasti disponibili altri metodi di pagamento in valuta estera, tra cui contanti, carte prepagate cubane e carte internazionali Mir e UnionPay.
Il governo cubano ha annunciato misure volte ad ampliare la partecipazione al turismo in seguito al ritiro degli operatori internazionali. Queste includono la possibilità di nuove forme di coinvolgimento del settore privato nella gestione alberghiera, nel noleggio auto e nel trasporto passeggeri. Il governo ha inoltre annunciato un'imposta dell'1% sulle imprese che operano secondo le nuove disposizioni, con l'obiettivo di sostenere la sostenibilità del turismo e la promozione delle destinazioni.
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[post_content] => Barceló ha inaugurato l'Occidental Cairo Grand Museum, la sua seconda struttura a Il Cairo, un hotel a 4 stelle con 207 camere situato di fronte al Grande Museo Egizio. Con l'Occidental Cairo Grand Museum, la catena punta a rafforzare la propria presenza in Medio Oriente e Nord Africa, «Una regione con un elevato potenziale di crescita turistica» spiega l'azienda in una nota riportata da Hosteltur.
Barceló evidenzia l'Egitto, e in particolare la città de Il Cairo, come «un mercato chiave e in continua espansione, capace di attrarre sia i viaggiatori per piacere, sia il segmento business e incentive».
Destinazione strategica
Secondo José Canals, chief operations officer per il Mediterraneo, il Medio Oriente e l'Asia di Barceló Hotel Group, «Il Cairo è una destinazione strategica grazie al suo valore iconico, alla sua rilevanza commerciale e alla sua capacità di offrire esperienze culturali. L'aggiunta dell'Occidental Cairo Grand Museum rafforza la nostra presenza in un mercato strategico e dimostra la solidità del nostro modello di gestione nel generare valore sostenibile a lungo termine per proprietari, ospiti e destinazioni».
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Pertanto, sottolinea che 1.876 posti di lavoro diretti e indiretti sono legati alla sua attività nel Paese e che collabora con una rete di fornitori locali «che rappresentano il 100% dei fornitori approvati nella destinazione, di cui il 70% sono aziende a km zero».
Oltre alle sue 207 camere e suite, l'Occidental Cairo Grand Museum vanta una piscina e un bar panoramico sul tetto con vista sul tramonto e sulle piramidi di Giza. I servizi dell'hotel includono anche un centro fitness, un centro benessere e una sala riunioni che può ospitare eventi fino a 60 persone. L'offerta gastronomica comprende un ristorante principale che propone cucina internazionale e una selezione di tre bar concepiti come punti d'incontro e di socializzazione.
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[post_content] => EgyptAir, la compagnia aerea di bandiera del paese, ha appena firmato un accordo con l'FC Barcelona per diventare la sua compagnia aerea ufficiale per tre anni, a partire da subito.
Secondo l'accordo, EgyptAir diventerà partner globale dell'FC Barcelona per le squadre di calcio, pallacanestro e pallamano. Il marchio EgyptAir comparirà su tutte le maglie. La compagnia aerea avrà inoltre i diritti esclusivi per l'FC Barcelona, sebbene è probabile che la squadra effettuerà pochissimi voli settimanali.
"Sponsorizzare uno dei club più storici del mondo, sia in campionato che nella Supercoppa, rappresenta un traguardo senza precedenti nella storia della compagnia aerea", ha dichiarato Ahmed Adel, presidente del consiglio di amministrazione della holding di EgyptAir.
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[post_content] => Air France ha ripreso ieri, 26 agosto, i voli per Dubai e Riyadh, dopo mesi di interruzioni e ripetute cancellazioni dovute alle tensioni regionali, ripristinando i collegamenti con gli Emirati Arabi Uniti e Riyadh.
I collegamenti per Beirut, invece, rimarranno sospesi fino al prossimo 1° settembre. «La ripresa delle operazioni rimarrà soggetta a una valutazione della situazione di sicurezza locale, che sta evolvendo rapidamente», spiega una nota del vettore.
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