22 January 2026

Incoming in Italia, sfida vinta. I dati del monitoraggio Enit sulle festività

Ivana Jelinic

Per le festività natalizie 2025-26, le vendite per la destinazione Italia aumentano nel 46,8% dei casi, fino al 50% nei Paesi Ue. Crescono anche i viaggi long-haul verso le nostre mete per il 43,8% degli operatori, trainati da Stati Uniti, Canada, Messico e mercati asiatici. Questo il quadro che emerge dal monitoraggio di Enit relativo a Natale, Capodanno ed Epifania, stilato su un campione di turisti provenienti da 13 mercati di riferimento per l’incoming italiano.

Nel periodo compreso tra il 30 dicembre 2025 e il 7 gennaio 2026, il tasso medio di saturazione delle strutture ricettive italiane si attesta al 47,8%, registrando un incremento pari a 2,6 punti percentuali rispetto allo stesso intervallo dell’anno precedente. I dati, diffusi dal ministero del turismo, vedono l’Italia sul gradino più alto del podio europeo, davanti ai principali Paesi competitor europei che non superano, nello stesso periodo, il valore medio del 47%.

Le regioni più performanti

Il dato evidenzia una tendenza positiva sia in termini di performance assoluta sia in termini di competitività internazionale, staccando destinazioni quali Grecia, Spagna e Francia. In particolare, la Valle d’Aosta registra un tasso di saturazione pari al 66,72%, collocandosi come prima realtà per livello di occupazione nel periodo analizzato. Seguono la provincia autonoma di Trento, con un valore medio 66,04% e la provincia autonoma di Bolzano con il 64,35%, confermando complessivamente la forte attrattività delle destinazioni alpine per il turismo invernale e delle attività legate alla stagione sciistica. Anche al di fuori del contesto alpino si riscontrano performance rilevanti: l’Umbria registra un livello di saturazione del 56,03%, mentre l’Abruzzo si attesta al 51,5%.

La tipologia di viaggi

Tra i pacchetti maggiormente richiesti dai turisti stranieri, come mette in luce il monitoraggio Enit, ci sono quelli artistico-culturali con Roma, Firenze e Venezia capisaldi dei viaggi natalizi; montagna e ski con Dolomiti, Valle d’Aosta e Trentino che restano tra le scelte principali, soprattutto per Austria, Germania e mercati asiatici; enogastronomia molto richiesta oltreoceano (11,6%); turismo religioso e pellegrinaggi forte sia nei mercati europei (8%) che oltreoceano (7%), trainato dal Giubileo 2025, da Roma e Assisi; borghi e centri minori (7,5%), molto richiesti da Canada, Usa e Australia; Sud Italia che rappresenta un prodotto forte per entrambe le macroaree. Mete come Napoli, Costiera Amalfitana, Sicilia, Puglia e Matera attraggono turisti durante il periodo natalizio, anche grazie alle tradizioni, al clima mite e all’offerta culturale e culinaria.

«I primi dati del 2026 ci fanno iniziare l’anno con un sorriso e ci restituiscono l’immagine di un’Italia che continua ad attrarre l’attenzione del mondo. La chiusura dell’anno, che conferma come l’Italia si posizioni al di sopra della media europea, ci riempie di orgoglio e ci motiva a fare sempre di più» dichiara il ministro del turismo, Daniela Santanchè.

«I dati sono eloquenti, la destinazione Italia piace e continua a crescere. Arrivano visitatori da Paesi a noi vicini, ma aumentano di gran lunga anche turisti provenienti da nazioni quali Usa, Canada, Australia o da tutto il mercato asiatico. Le motivazioni per cui l’Italia è scelta per trascorrere le vacanze dagli stranieri sono molteplici: arte, cultura, mare, montagna, clima mite, enogastronomia, lusso e molto altro, a testimonianza dell’offerta unica che il nostro Paese è in grado di offrire» aggiunge Ivana Jelinic, a.d. di Enit.

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