27 March 2026

Accor: nel 2020 perdite per 2 miliardi di euro; bruciati 61 milioni di cassa al mese

Come sempre in questo periodo fioccano i numeri di bilancio e per gli operatori del turismo è tempo di fare purtroppo i conti con la peggiore crisi del settore di sempre. Cifre pesantemente in negativo anche per Accor, dunque, che ha chiuso il 2020 con un rosso di 2 miliardi di euro. Solo 12 mesi prima, la compagnia aveva registrato profitti netti per 464 milioni. “Stiamo navigando in una crisi senza precedenti”, ha dichiarato il ceo Sebastian Bezin, riecheggiando da vicino le parole di Stepanie Linnartz di Marriott che, commentando i risultati della propria compagnia, qualche giorno fa aveva definito il 2020 l’anno peggiore di sempre per il gruppo Usa.

D’altronde il lockdown generalizzato ha provocato un crollo di ben il 60% dei ricavi Accor, che si sono fermati a quota 1,6 miliardi di euro. Nel corso del 2020, la compagnia transalpina ha così bruciato cassa per una media di 61 milioni al mese. La strategia di taglio dei costi per 200 milioni ha quindi contribuito a contenere almeno parzialmente le perdite, garantendo al gruppo a fine dicembre liquidità pari a 3,9 miliardi.

Accor si è detta comunque fiduciosa di poter beneficiare della ripresa prevista per quest’anno, favorita anche dalla progressiva diffusione delle campagne vaccinali. Segni di ripartenza tangibili sarebbero in particolare già stati registrati in Asia, nel Medio Oriente e in Africa durante l’ultimo trimestre del 2020. In Europa, invece, gli accenni di ripresa autunnale sono stati fermati dall’avvento della seconda ondata pandemica. A fine anno circa il 18% degli indirizzi Accor a livello globale era ancora chiuso.

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