Kuoni taglia le agenzie all’estero, Italia coinvolta
21 settembre 2012 09:39
Kuoni rinuncerà a diverse attività deficitarie all’estero. Lo ha comunicato oggi lo stesso operatore turistico zurighese. Si tratta in particolare di agenzie in Italia, Spagna, Belgio, Russia e nei Paesi Bassi, come anche della piattaforma alberghiera Octopus Travel. L’operazione interessa circa 500 dipendenti. «Le entità saranno vendute o cedute alla loro attuale direzione – precisa Kuoni – aggiungendo che il peso della manovra sui risultati è stimato a circa 80 milioni di franchi. Le attività interessate generano un giro di affari annuale di circa 300 milioni di franchi. Abbandonandole dovrebbe essere eliminata una perdita operativa annuale di circa 17 milioni» aggiunge la nota.
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Infatti ha informato alcuni clienti di ulteriori ritardi nelle consegne dell'A350 previste per la fine del decennio, sollevando nuove preoccupazioni sulle spedizioni provenienti da una fabbrica di componenti statunitense recentemente acquisita dal costruttore europeo, secondo quanto riferito da fonti industriali.
Quindi l'azienda ha ordinato di controllare le spese al massimo. "La nostra priorità è interrompere tutte le attività e le spese non strettamente necessarie per le nostre operazioni, senza compromettere né la sicurezza né la qualità", si legge in una nota interna dell'azienda. "L'obiettivo è ridurre i costi del 10% entro il 2025", aggiunge.
L'obiettivo è eliminare tutte le esternalizzazioni non essenziali. Anche le spese per eventi, conferenze e fiere devono essere ridotte. Si raccomanda di evitare l'avvio di nuovi progetti a meno che non siano assolutamente cruciali.
Nel 2019, Airbus ha consegnato 863 aeromobili e quest'anno, con tutti i cambiamenti in atto, l'obiettivo è raggiungere quota 870.
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L'A380 ha effettuato i suoi primi voli commerciali sulla rotta Dubai-Birmingham, con una cabina completamente rinnovata. La nuova configurazione comprende 76 posti in business class, 56 posti in Premium economy e 437 posti in economy class. Si tratta del primo dei 15 A380 “a due classi” che la compagnia prevede di trasformare nell'ambito del programma globale di rinnovo delle cabine.
Ed è una novità assoluta nella flotta Emirates: la Premium economy occupa infatti il ponte superiore dell'A380, solitamente riservato alla business class e alle aree premium. Con una configurazione 2-3-2, questa cabina offre sedili in pelle con ampia reclinabilità, poggiagambe e poggiapiedi, poggiatesta regolabili in sei posizioni, prese di ricarica individuali e uno schermo di intrattenimento da 13,3 pollici.
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«Il programma di ristrutturazione di Emirates si basa sul principio fondamentale di offrire ai nostri passeggeri un’esperienza davvero di alto livello ogni volta che scelgono di viaggiare con noi - ha dichiarato Tim Clark, presidente di Emirates Airline -. A tal fine, il nostro team di ingegneri ha lavorato senza sosta e a ritmo serrato, in stretta collaborazione con un ecosistema di partner e fornitori, per rinnovare meticolosamente e integrare i migliori prodotti della categoria su ogni aeromobile coinvolto nel programma. Il nostro programma di retrofit ha alzato l’asticella in ogni fase, in termini di complessità, portata e cura dei dettagli».
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[post_content] => Il turismo del benessere, come accertato dal Global Wellness Institute, è ormai diventato una scelta culturale.
È in questo scenario che nasce e si sviluppa il modello Five Dimensions Wellness, il primo brand italiano di ospitalità rigenerativa ideato da Paola Rizzitelli, consulente di Economia del Benessere e autrice del libro 'F.R.A.M.S. – Le cinque dimensioni del benessere', che ora annuncia un importante sviluppo: un questionario di self-assessment da compilare al check-in e al check-out. Una misurazione concreta dell'equilibrio psico-fisico dell'ospite - prima e dopo il soggiorno - per trasformare ogni permanenza in un atto consapevole di rigenerazione personale, da vivere durante il viaggio e da portare a casa come nuova competenza per la propria quotidianità.
Il modello Five Dimensions Wellness non misura solo il benessere individuale: portando l'attenzione anche sulla dimensione ambientale, mette in relazione l'ospite con il territorio che lo accoglie, stimolando una consapevolezza più profonda del proprio impatto sul contesto naturale e culturale circostante.
Il questionario
Il questionario è uno strumento semplice e accessibile, validato da un comitato scientifico multidisciplinare. È già attivo in via di sperimentazione presso l'Ambasciatori Place Hotel di Fiuggi (FR) e presso Casa Raphael di Roncegno Terme (TN) - dove viene consegnato agli ospiti non coinvolti in percorsi terapeutici - ed è in fase di attivazione al Vojon – Bioagriturismo e Cantina Biologica di Ponti sul Mincio (MN). L'obiettivo è estenderlo progressivamente a tutte le realtà che aderiranno al progetto.ranno al progetto.
«Molte persone hanno capito che andare in vacanza oggi non significa soltanto prendersi una pausa dalla routine quotidiana - afferma Vincenzo Primitivo, medico-chirurgo esperto in Longevity Medicine, Biohacking & Health Optimization, membro dell'Expert Hub di Five Dimensions Wellness® - ma anche un'occasione per migliorare la propria qualità di vita. L'intenzione a volte non è sufficiente: riuscire a valutare tramite test e questionari specifici gli effetti di un soggiorno su vari aspetti del benessere è un passo significativo. Significa far comprendere all'ospite come il proprio equilibrio si ripercuota sulla salute — informazioni che possono davvero influenzare lo stile di vita e diventare fondamentali anche da un punto di vista strettamente clinico».
Non basta offrire esperienze di qualità se l'ospite non è invitato a riflettere su di sé prima e dopo il soggiorno. Il questionario si articola in due momenti distinti. Al check-in, l'ospite fotografa il proprio stato di partenza sulle cinque dimensioni del modello FRAMS - fisica, relazionale, ambientale, mentale, spirituale - cuore filosofico e scientifico del brand. Al check-out, risponde agli stessi quesiti, misurando in modo concreto i cambiamenti percepiti e porta a casa consapevolezza nuova di sé.
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[post_content] => Prosegue il percorso di internazionalizzazione di Travel Hashtag che, dal 20 al 22 ottobre, tornerà in Nord America con tre appuntamenti consecutivi pensati per rafforzare il dialogo commerciale tra il trade internazionale e l’offerta turistica italiana.
Il calendario 2026 prevede le tappe di Toronto il 20 ottobre, Philadelphia il 21 ottobre e New York City il 22 ottobre, confermando l’evoluzione del format nella sua dimensione B2B internazionale e il ruolo sempre più strategico della piattaforma nel presidio dei mercati long haul ad alta domanda verso l’Italia.
Se New York rappresenta ormai un appuntamento consolidato nel percorso overseas del format, Philadelphia segna il debutto assoluto della manifestazione in una delle città simbolo della storia americana, mentre Toronto coincide con il primo ingresso ufficiale nel mercato canadese. Un passaggio significativo per Travel Hashtag, che amplia così il proprio raggio d’azione in un’area considerata sempre più dinamica per i flussi verso il nostro Paese.
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«Come da tradizione, la versione internazionale del nostro format sarà riservata a una ristretta e qualificata selezione di buyer locali, con l’obiettivo di favorire relazioni autentiche attraverso incontri “lenti”, conversazioni approfondite e momenti di networking informali accompagnati da proposte enogastronomiche espressive dei territori coinvolti – spiega Nicola Romanelli, ideatore del format - La nostra missione è continuare ad alimentare l’attenzione verso l’Italia nei mercati che mostrano maggiore apertura alla nostra offerta, creando occasioni di confronto dirette, efficaci e senza fronzoli».
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[post_content] => Compagnie aeree regionali europee alla prova del caro carburante: a ribadirlo Ourania Georgoutsakou, managing director di Airlines for Europe, intervenendo a Routes Europe, in corso a Rimini.
Se da una parte la Commissione europea e i principali vettori prevedono che quest’estate le scorte di carburante saranno sufficienti, le organizzazioni europee si riuniscono almeno ogni due o tre settimane per esaminare le scorte e l’approvvigionamento di carburante.
«Dovremmo avere scorte sufficienti per l'estate. Non ci saranno carenze» ha affermato Georgoutsakou, citando le dichiarazioni dei vettori associati e della Commissione europea.
Ma, una volta superata la crisi, saranno necessarie due o tre settimane per riposizionare gli equipaggi e le navi, mentre i produttori avranno bisogno di circa tre mesi per riprendere la produzione a pieno regime, a condizione che non vi siano danni significativi alle strutture.
Jet A
La Commissione ha inoltre autorizzato l’uso del Jet A in Europa (quello statunitense). Tuttavia, i prezzi del carburante hanno raggiunto un picco del 130% in più rispetto all’anno precedente, e ciò ha portato alcune compagnie aeree ad ottimizzare i network per razionalizzare l’uso del carburante.
La direttrice generale dell’European Regions Airline Association (Era), Montserrat Barriga, ha affermato che la disponibilità di carburante varia a seconda dell’aeroporto e che i fornitori di riserva non stanno accettando nuovi clienti, in particolare se si tratta di compagnie aeree più piccole.
«I nostri vettori non prevedono tagli significativi (a causa del carburante). Quest'estate è al sicuro, ma bisogna tenere d'occhio l'inverno», ha affermato. Barriga ha inoltre sottolineato come l'aumento dei costi del carburante e degli oneri normativi stia mettendo a dura prova i «margini già ridottissimi» delle compagnie aeree regionali europee.
«La connettività regionale è a rischio» ha affermato, sottolineando che molte rotte meno trafficate sono servite da un solo operatore. Negli ultimi cinque anni, oltre il 10% di queste rotte con un unico operatore è stato sospeso.
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[post_content] => Taglio del nastro all'aeroporto di Palermo per il nuovo cargo terminal, infrastruttura moderna ed efficiente, con spazi tre volte più grandi rispetto a quelli utilizzati nel passato, in grado di gestire agevolmente il traffico merci.
La nuova area è stata realizzata all'interno dell'ex aerostazione arrivi, dopo mesi di lavori per effettuare interventi di ammodernamento e riqualificazione. L'edificio, infatti, è stato oggetto di una profonda rivisitazione degli spazi interni e dell'intera impiantistica, oltre che di un adeguamento alle più recenti normative in materia antincendio e antisismica.
L'infrastruttura - con una superficie di circa 900 metri quadrati destinati alla lavorazione delle merci, sempre operativa - è dotata delle più avanzate tecnologie per la sicurezza, tra cui sistemi di videosorveglianza, rilevazione ed estrazione fumi e apparati di screening di ultima generazione. Tra questi, una macchina radiogena cargo per merci e forniture e una macchina radiogena standard per gli operatori, in linea con i più elevati standard internazionali.
«L'attivazione della nuova area cargo rappresenta un passaggio strategico importante perché consente all'aeroporto di Palermo di rafforzare il proprio posizionamento nel mercato della logistica e del trasporto merci aereo, uno dei segmenti oggi a maggiore crescita e valore aggiunto - afferma Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell'aeroporto Falcone Borsellino di Palermo - Questa infrastruttura crea nuove opportunità di business per il territorio, favorendo lo sviluppo dell'e-commerce, dell'agroalimentare di qualità, della logistica integrata e dei traffici commerciali internazionali».
All’interno dell’area si trovano anche gli uffici, i locali tecnici e di servizio. Dal punto di vista operativo, la struttura è stata progettata per garantire la massima efficienza nella movimentazione delle merci.
Il cargo terminal rappresenta inoltre il primo step di un più ampio piano di sviluppo infrastrutturale, che nei prossimi anni potrà portare a un ulteriore significativo ampliamento degli spazi dedicati al traffico merci, fino al triplo delle superfici attuali.
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In pratica, come spiegato dal presidente e ceo, Fred Dixon, si tratta di un progetto continuativo pensato per offrire informazioni in tempo reale su politiche di visto, ingressi nel Paese, tasse e molto altro, con l’obiettivo di contrastare percezioni errate. A ciò si somma American Originals, una nuova serie di contenuti e storytelling che dà risalto a persone, luoghi ed esperienze che rappresentano l’unicità degli Stati Uniti.
Le novità arrivano mentre gli Stati Uniti si preparano ad ospitare i grandi eventi che avranno inizio dal mese prossimo: la Fifa World Cup, le celebrazioni dei 250 anni e il centenario della Route 66.
“In linea con la nostra missione di accrescere l’economia statunitense attraverso i flussi turistici in entrata, abbiamo l’opportunità di rafforzare ulteriormente la fiducia dei viaggiatori e incentivare le visite - ha dichiarato Dixon -. Con il potenziamento della nostra piattaforma, introduciamo American Originals, che mette in evidenza le persone e i luoghi che hanno dato vita agli stili, suoni e sapori amati in tutto il mondo, mentre Get Facts. Get Going. è una fonte di informazioni unificata per contrastare le percezioni errate. Vogliamo che i viaggiatori internazionali sappiano che siamo aperti al turismo e che siamo pronti ad accoglierli.”
Dixon ha sottolineato come "Le innovazioni tecnologiche, come il Mobile Passport Control e i programmi Trusted Traveler, tra cui Global Entry, stanno rendendo le procedure d’ingresso più fluide che mai. Vogliamo mettere in primo piano questa realtà assieme alla nostra nuova risorsa, Get Facts. Get Going., così che i visitatori possano viaggiare con sicurezza negli Stati Uniti.”
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«Il motto di Accor è “Pioneering the Art of Responsible Hospitality, Connecting Cultures, with Heartfelt Care” e questo dice in maniera concreta quanto sia reale il nostro impegno nella sostenibilità, anche nella parte lusso». Ha esordito così Ettore Cavallino, vice president development luxury Southern & Eastern Europe di Accor, prendendo la parola al talk Luxury Hospitality & Sustainability organizzato da Deloitte.
«Il mondo dell’ospitalità riflette quello esterno: quindi Accor deve stare al passo con le sempre nuove esigenze dei clienti e impegnarsi seriamente nella sostenibilità, anche dal punto di vista sociale. Il 60% del network di Accor è certificato: questo ha un grande valore. Il cambiamento è netto rispetto al passato: prima il lusso era legato all’opulenza, oggi lo sguardo è diverso. Bisogna comprendere e agire».
Un sentiment nuovo
«Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 abbiamo deciso di intervistare i nostri partner, operatori e investitori per comprendere quale fosse il loro “sentiment” rispetto al tema della sostenibilità, che fino a qualche anno prima era percepita come un costo. L’80% dei nostri clienti riteneva cruciale questo impegno. Ci sono dei punti fondamentali: ci si chiede come accedere alla green financing; poi bisogna capire come ridurre il rischio - perché la normativa diventerà sempre più stringente. Anche il tema mice è rilevante e poi c’è il credito di immagine, perché l’investimento green ha un payback molto veloce - tra i 2 e i 5 anni - e una riduzione del 20% dei costi. Inoltre, c’è il valore dell’asset. Bisogna poi toccare un punto a volte sottovalutato, ma che nel lusso è fondamentale, cioè la parte collegata alla forza lavoro, ai diritti umani e alle condizioni di lavoro; un ambito in cui l'interazione con il territorio diventa fondamentale. Si parla di una forza lavoro di qualità che dev’essere coinvolta e formata nell’ambito di un progetto. Questa formazione, legata in particolare alla sostenibilità, è una chiave per attrarre e tenere nuovi talenti e verrà poi trasmessa all'ospite».
«Penso, ad esempio, alla figura del butler del Raffles. – prosegue Cavallino - È sicuramente più facile avere un butler in Medio Oriente piuttosto che in Europa, ma vogliamo potenziare una figura professionale il cui ruolo verrà interpretato in maniera moderna, sempre al servizio dell’ospite. Dal punto di vista della sostenibilità Accor è stata pioniere con azioni concrete come la rimozione della single-use-plastic. I clienti guardano, premiano e sono disposti a spendere di più se una struttura persegue questo impegno in maniera responsabile e il nostro impegno in questa direzione è assolutamente trasversale, non riguarda solo il lusso. L’idea è di avere un approccio tailor made dedicato a ogni singolo progetto affinché diventi qualcosa di autentico. Perché ciò accada è necessario che ci sia un legame forte con il tessuto sociale, con la cultura locale; che l’albergo e l’esperienza leghino in maniera significativa l’idea del brand con la cultura locale. Sono temi, come quello della restituzione, che Accor prende in maniera seria e convinta».
(Chiara Ambrosioni)
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Blu Hotels chiude il 2025 con ricavi pari a 84,3 milioni di euro, in crescita del 10,7% rispetto al 2024. «I numeri conseguiti nel 2025 confermano lo sviluppo del gruppo e il consolidamento del nostro posizionamento nel mercato dell’ospitalità italiana - dichiara Nicola Risatti, presidente e amministratore Ddelegato di Blu Hotels -. L’incremento significativo rispetto all’esercizio precedente testimonia la nostra solidità e la capacità di attrarre domanda turistica in tutte le principali destinazioni in cui siamo presenti».
Positivo anche l’andamento dell’Ebitda, pari a 15,7 milioni di euro contro i 14,6 milioni dell’anno precedente, con un incremento del 7,6%. In miglioramento anche il tasso di occupazione delle strutture, che nel 2025 si attesta al 70,88%, rispetto al 70,34% del 2024, con un incremento di 0,54 punti percentuali.
Prosegue il progetto di ristrutturazioni
«I risultati raggiunti ci consentono di proseguire nell’importante piano di ristrutturazione e ammodernamento delle strutture avviato negli ultimi anni, con l’obiettivo di elevare ulteriormente gli standard qualitativi e migliorare l’esperienza dei nostri ospiti, guidati da una visione dell’ospitalità improntata all’eccellenza».
Tra gli interventi più significativi, il Grand Hotel di Forte dei Marmi è stato interessato da un importante progetto di rinnovamento che ha coinvolto la facciata e l’ingresso, oltre alla realizzazione di una nuova area dehors bar. Anche il ristorante è stato completamente rinnovato e si presenta oggi con una nuova identità: Aqua Forte Restaurant.
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