26 May 2026

Il turismo religioso chiede di essere considerato una struttura centrale del sistema

Il turismo religioso si conferma uno dei comparti a più forte crescita a livello internazionale, con oltre 300 milioni di pellegrini e viaggiatori ogni anno e un impatto economico globale stimato in oltre 18 miliardi di euro, in costante espansione grazie ai grandi flussi legati ai santuari, ai cammini spirituali, ai luoghi della fede e ai circuiti del turismo culturale diffuso.
Oltre al suo peso economico, il settore si distingue per la sua profonda dimensione spirituale, che lo rende un’esperienza di viaggio unica, capace di unire ricerca interiore, incontro tra culture e valorizzazione dei territori, contribuendo alla diffusione di valori di pace, dialogo e fraternità tra i popoli.
In questo scenario, la Rete mondiale del turismo religioso rivolge un appello al ministro del turismo, Gianmarco Mazzi, affinché venga riconosciuta in modo strutturale la centralità del turismo religioso attraverso l’istituzione di una sede istituzionale dedicata, capace di coordinarne politiche, sviluppo e valorizzazione, rafforzandone il ruolo strategico all’interno del sistema turistico nazionale ed europeo.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di consolidamento della rete internazionale in Italia, a seguito dell’ingresso dell’Area Sud della Basilicata nella World Religious Tourism Network, elemento che rafforza il posizionamento del Mezzogiorno come area strategica per lo sviluppo del turismo religioso, dei cammini spirituali e del turismo sostenibile legato ai territori interni.
Secondo il Coordinatore per l’Italia Biagio Maimone, in un intervento rilasciato nel corso di una conferenza dedicata al ruolo del turismo nel sistema delle imprese turistiche e produttive del Paese, tenutasi a Milano presso la sede dell’impresa sociale MilanoPerCorsi e moderata dal presidente, il commercialista Marcello Guadalupi, il settore rappresenta una risorsa importante per la crescita economica, sociale e occupazionale del Paese, con un potenziale ancora in parte inespresso che, se adeguatamente sostenuto, può generare nuove opportunità di lavoro, soprattutto giovanile, rafforzare l’imprenditorialità locale e contribuire alla rigenerazione economica delle aree interne e dei piccoli centri.
Il turismo religioso in Italia genera ogni anno milioni di presenze e un indotto rilevante per strutture ricettive, ristorazione, mobilità lenta, servizi turistici e valorizzazione dei borghi. È considerato un fattore chiave di destagionalizzazione dei flussi e di riequilibrio territoriale, con un impatto diretto sulla vitalità economica delle aree meno centrali.
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