12 June 2026

La longevità e il concetto di travelspan nel libro di Michele Rombaldoni

Michele Rombaldoni

Michele Rombaldoni, fondatore di Datagest, ha recentemente pubblicato un libro sulla longevità, “Ah! Se potessi avere 10 anni in meno”, dal quale nasce una riflessione che credo possa avere una lettura interessante anche per il nostro comparto: il passaggio dal concetto di lifespan e healthspan a quello che definisco “travelspan”, ovvero la capacità di continuare a viaggiare per molti anni grazie a una buona salute.

Il libro, “Ah! Se potessi avere 10 anni in meno”, parte da una distinzione ormai centrale nel dibattito scientifico: quella tra lifespan, la durata complessiva della vita, e healthspan, il periodo vissuto in buona salute. Due concetti che stanno progressivamente influenzando scelte personali, stili di vita e comportamenti di consumo.

In quest’ottica si può introdurre un terzo elemento: il travelspan. Ovvero il numero di anni in cui una persona è nelle condizioni fisiche e mentali per continuare a viaggiare, esplorare e scoprire. Perché viaggiare richiede energia, autonomia, mobilità e curiosità. In altre parole, richiede salute.

Clienti longevi e in buona salute tendono a viaggiare più a lungo nel corso della propria vita, a programmare nuove esperienze a qualsiasi età, contribuendo a ridefinire progressivamente il concetto stesso di target senior e le dinamiche della domanda turistica.

In questa prospettiva, il libro non si propone solo come riflessione individuale, ma anche come possibile strumento culturale per rafforzare il dialogo tra agenzie e clientela matura: un modo per parlare di benessere, tempo e qualità della vita prima ancora che di destinazioni.

Il volume affronta il tema in chiave narrativa e autobiografica, lontano dal taglio accademico, trasformando una domanda universale – “se potessi avere dieci anni in meno” – in un percorso concreto su ciò che si può fare oggi per costruire i prossimi dieci nel modo migliore possibile.

Come sottolinea Rombaldoni nel libro: “Il cambiamento evolutivo è possibile ed è auspicabile per ogni persona, così come per ogni azienda. E spesso un cambiamento ne genera altri.”

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