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3 gennaio 2011 13:33
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Affermata società europea che offre soluzioni all’avanguardia per le prenotazioni, l’interfacciamento di database turistici e per la realizzazione di booking online per tour operator, cerca procacciatori d’affari. Contattare via e-mail advtourismconsulting@gmail.com lasciando i recapiti.
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Ad un mese dalla prima rilevazione, il mercato del turismo organizzato italiano registra un deciso peggioramento, con un passaggio da fase di difficoltà a fase di contrazione diffusa e strutturata.
È quanto emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria, realizzato il 21 aprile 2026 su un campione di 336 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale. Ricordiamo che le agenzia in Italia sono 8000, quindi 336 sono un campione abbastanza residuale sul quale fare dichiarazioni così forti.
I dati evidenziano deterioramento rapido e generalizzato rispetto alla precedente rilevazione: il 94,3% degli operatori segnala un calo del business (era l’83,5%); il 70,3% registra un calo marcato, contro l’11,5% rilevato poche settimane prima nessun operatore (0%) prevede una crescita nel 2026
Un’evoluzione che, come evidenziato nell’analisi dell’Osservatorio, segna il passaggio da una fase di incertezza a una condizione di difficoltà consolidata del mercato .
Oltre alle vendite in contrazione, all’aumento di richieste di sicurezza e garanzie (26,4%), emerge il fenomeno del rallentamento delle decisioni da parte dei clienti. Il posticipo delle decisioni di acquisto è stato riscontrato dal ben il 61% delle agenzie. Non si tratta quindi di una crisi della domanda, ma di una crisi di fiducia, che coinvolge il 67,5% dei clienti.
Il cliente continua a desiderare il viaggio, ma lo affronta con una logica difensiva, valutando ogni scelta in termini di rischio.
Uno degli elementi più critici emersi nell’aggiornamento riguarda l’impatto dell’informazione, in particolare sul tema del carburante aereo. La disinformazione e l’allarme jet fuel hanno esercitato un tragico effetto amplificatore.
Il 53% dei clienti manifesta preoccupazioni legate al jet fuel, più che per il conflitto in se (30,4%) e per l’aumento dei costi (15,7%).
Nel complesso, i clienti appaiono più confusi (63,7%), più prudenti (15,4%) e con una accresciuta esigenza di consulenza generale (14,5%).
L'informazione
Il 100% degli operatori segnala un impatto significativo dei media sulla domanda (il 77% gli attribuisce un ruolo determinante nel calo delle vendite), il 93% dichiara di dover correggere informazioni errate o distorte.
Si evidenzia quindi un fenomeno nuovo: il cliente arriva già informato, ma spesso su basi non corrette, con un effetto diretto sulla propensione all’acquisto.
Relativamente alla nuova geografia turistica, oltre all’annullamento pressoché totla del Medioriente, soffrono in particolare l’Egitto (45%) e la Turchia (37,8%). Non recupera posizioni neanche il Nord America, la destinazione USA resta molto sottotono (10,5%), contrariamente a quello che ha da sempre rappresentato per il turista italiano.
Pur non riuscendo a compensare i cali sulle destinazioni penalizzate, risultano in crescita soprattutto: Italia (57,7%), Europa - short break – 18,1%, crociere 12,9%.
Si consolida quindi una scelta orientata a prossimità e stabilità percepita. In questo contesto, emerge con forza il ruolo della distribuzione organizzata: cresce la richiesta di supporto e accompagnamento il 96,1% degli operatori richiede strumenti mediatici per contrastare la disinformazione
«I dati evidenziano un peggioramento netto e rapido del mercato, ma anche una chiave di lettura precisa: non siamo di fronte a una crisi della domanda turistica, ma a una crisi di fiducia che blocca il processo decisionale - dichiara Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria - In questo contesto, l’esposizione mediatica su temi come il jet fuel sta contribuendo ad amplificare l’incertezza, generando percezioni non sempre allineate alla realtà operativa. Il risultato è un cliente più informato, ma anche più disorientato.»
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Si è tenuta presso la Commissione Finanze del Senato, l’audizione di Fiavet Confcommercio nell’ambito dell’esame dei disegni di legge n. 1845, 1852 e 1865 in materia fiscale e di prezzi petroliferi.
Fiavet Confcommercio, ha rappresentato la voce degli agenti di viaggio in un momento di estrema fragilità per il comparto, esposto alla crisi geopolitiche nel Golfo e a nuovi oneri amministrativi.
Sono state esposte le criticità operative derivanti dal conflitto nel Golfo Persico, area che rappresenta lo snodo per circa il 60% dei flussi turistici dall'Italia verso Asia e Australia. La chiusura degli spazi aerei e l'aumento dei tempi di percorrenza hanno portato a un raddoppio del prezzo del jet fuel, costringendo alla cancellazione di numerose rotte e facendo impennare i costi dei biglietti. Per le agenzie di viaggio questa situazione si traduce in un gravoso lavoro di riprotezione, modifiche operative e assistenza continua ai clienti, con pesanti ricadute finanziarie e organizzative per le imprese.
Bollettini e ritenuta d'acconto
Inoltre, la Federazione esprime forte preoccupazione per i bollettini di criticità già diramati su alcuni aeroporti italiani relativi alla possibile scarsa disponibilità di carburante nei prossimi mesi.
Sul fronte economico, Fiavet Confcommercio ha ribadito con forza la richiesta di stralciare definitivamente l'obbligo della ritenuta d'acconto sulle provvigioni percepite dalle agenzie di viaggio, introdotto dalla legge di bilancio 2026. Sebbene il decreto-legge n. 38 del 2026 ne abbia differito l'entrata in vigore al 1° maggio, la Federazione ritiene che tale misura sia profondamente penalizzante per le imprese italiane.
Secondo Fiavet Confcommercio l'applicazione di questa ritenuta determina un'insensata compressione della liquidità per le agenzie, già provate dalla volatilità operativa. Inoltre la ritenuta genera un aggravio di adempimenti fiscali e contabili del tutto sproporzionato rispetto ai benefici attesi per l’Erario, operando spesso su micro-importi e rapporti occasionali.
Anticipazione di imposta
La Federazione ha evidenziato inoltre come la norma non generi nuove entrate per lo Stato, ma solo un’anticipazione di imposte comunque dovute, creando al contempo uno svantaggio competitivo per le agenzie con residenza fiscale in Italia rispetto ai competitor stranieri. Per questo ha chiesto in audizione di potenziare e prolungare le misure volte a contenere i costi e degli oneri di sistema finché perdureranno gli effetti dei conflitti in corso e, se possibile, confermare a tempo indeterminato l’esclusione delle agenzie di viaggio dall'applicazione della ritenuta d'acconto sulle provvigioni, ripristinando le disposizioni in vigore al 31 dicembre 2025.
Per Fiavet Confcommercio, è fondamentale che il Governo riconosca il valore strategico delle agenzie non solo come imprese, ma come presidio di sicurezza, assistenza e consulenza per i viaggiatori in tempi di crisi e strumento di costante qualificazione dell’offerta turistica. Lasciare che la burocrazia fiscale si sommi all'emergenza internazionale significherebbe condannare migliaia di operatori professionali a una crisi senza via d’uscita, impoverendo il tessuto produttivo del settore dell’organizzazione dei viaggi.
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[post_content] => Con l’Italia al secondo posto tra i mercati esteri nei primi due mesi del 2026, Lloret de Mar ha scelto Milano per fare il punto su dati, offerta e strategia: «Si tratta di una destinazione che lavora tutto l’anno», afferma Elizabeth Keegan, direttrice del turismo, un posizionamento su cui Lloret de Mar sta costruendo la propria strategia di medio periodo.
I numeri supportano l’approccio. Nel 2025 la Catalogna ha registrato 1,42 milioni di turisti italiani, 6,33 milioni di pernottamenti e una spesa media giornaliera di 156,15 euro: Italia quinto mercato estero. Nei primi due mesi del 2026 l’accelerazione è netta: 190.600 turisti italiani, 1,15 milioni di pernottamenti, permanenza media di 6,02 giorni e Italia che sale al secondo posto tra i mercati esteri, con 4 milioni di posti aerei offerti su 21 aeroporti collegati con quelli strategici per Lloret de Mar, ovvero Barcellona (80 km) e Girona (30 km).
Quinta destinazione in Spagna per il segmento sole e spiaggia in termini di posti letto alberghieri e terza in Catalogna per gettito fiscale turistico, Lloret de Mar conta oltre 1,2 milioni di viaggiatori l’anno e 29.000 posti di alloggio distribuiti lungo 9 chilometri di costa. L’offerta combina sette spiagge - tra cui la Cala Sa Boadella, riconosciuta tra le European Best Destinations - con 32 kmq di superficie boschiva, sentieri costieri e un programma outdoor strutturato che raggruppa 12 operatori specializzati sotto il marchio Lloret Adventure.
Le linee strategiche presentate si articolano su quattro assi: riqualificazione, sostenibilità, accessibilità e valorizzazione della comunità. Lloret è tra le sole otto Destinos Turísticos Inteligentes in Spagna, la prima destinazione ad aver adottato il sistema Sgd Destinos di Bioscore — con 59 spazi certificati — e collabora dal 2018 con la Fundació Alícia per sviluppare una strategia volta a promuovere una proposta gastronomica sana e per tutti (Associació Celíacs de Catalunya).
Il turismo sportivo è un segmento consolidato, con la Ryder Cup 2031 come appuntamento di riferimento sul lungo periodo. Il Lloret Convention Bureau presidia invece il Mice, con 18.000 posti letto in 4 e 5 stelle, tre centri congressi, un auditorium da 1.000 delegati e oltre 80 sale riunioni.
Sul fronte del calendario, il 2026 porta in Catalogna una serie di eventi con un forte richiamo internazionale: Barcellona Capitale Mondiale dell’Architettura, centenario della morte di Gaudí con il completamento architettonico della Sagrada Família, Grand Départ del Tour de France e inaugurazione del nuovo Spotify Camp Nou.
(Micòl Rossi)
[post_title] => La strategia di Lloret de Mar passa dalla sostenibilità alla valorizzazione della comunità
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[post_content] => Il Polo Aeroportuale del Nord Est guarda all'ormai imminente apertura della stagione estiva 2026 con più di 16 milioni di posti in vendita previsti tra aprile e ottobre, in crescita del 9% sul 2025.
Trend positivo per i tre scali di Venezia, Verona e Treviso che, nei primi due mesi dell'anno, hanno segnato un incremento del +11,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per circa 2,5 milioni di passeggeri.
In attesa che Emirates e Qatar Airways riprendano i rispettivi voli su Dubai e Doha non mancano le novità per la summer dall'aeroporto di Venezia.
Dal 1° maggio inizia ad operare Condor, con 3 voli giornalieri tra Venezia e Francoforte; dal 22 maggio, il nuovo volo di Icelandair per Reykjavik, con tre frequenze settimanali. Fa il suo ingresso nel network veneziano anche Egyptair, che il 29 giugno avvia il nuovo collegamento bisettimanale tra Venezia e Il Cairo.
Cresce anche il ventaglio delle destinazioni offerte dai vettori basati al Marco Polo, con particolare attenzione all’area mediterranea: Volotea posiziona un secondo aeromobile nei mesi della stagione estiva e introduce due nuovi voli stagionali verso Corfù e Rodi.
Wizz Air ha annunciato l’arrivo alla base di Venezia a metà settembre di un quarto aeromobile, ampliando il proprio network a 26 destinazioni, con l’avvio dei nuovi voli verso Alicante, Bilbao, Siviglia e Valencia.
Il Canova di Treviso continua a consolidare il proprio ruolo di riferimento per il traffico low-cost con un network di 45 destinazioni, servite principalmente da Ryanair e Wizz Air, con una forte presenza sui mercati del Mediterraneo e dell’Europa orientale.
Spagna, Romania, Albania, Belgio e Polonia sono i mercati europei che offrono il maggior numero di posti in vendita, riconfermando l’apprezzamento nei confronti dello scalo sia da parte dei passeggeri che viaggiano per turismo e vfr, sia dell’utenza business.
L'aeroporto di Verona, dopo la conclusione del progetto Romeo per la riqualificazione del terminal, conferma una crescita del 20% con oltre 520mila passeggeri nei primi due mesi dell’anno.
Nell’estate 2026 il Catullo offre 86 destinazioni operate da 25 vettori, con diverse novità: Volotea ha annunciato nuove rotte verso Comiso, Malaga, Minorca, Atene e Karpathos, oltre ad Aalborg in Danimarca, grazie al posizionamento di un terzo aeromobile nel picco estivo.
La Sicilia è ulteriormente raggiungibile grazie al nuovo collegamento con Trapani operato da Ryanair, primo vettore sullo scalo per volume passeggeri, che amplia il proprio network aggiungendo anche il collegamento con Tirana, in Albania.
Tra le novità, spicca sicuramente il collegamento diretto tra Verona e Casablanca, operato da Royal Air Maroc, con tre frequenze settimanali a partire dal 21 giugno. Casablanca si affianca agli altri hub già serviti, come Parigi Charles De Gaulle con Air France e Francoforte e Monaco, entrambi collegati da Air Dolomiti con voli bi-giornalieri.
Nel completare il network, un ruolo centrale è svolto dai vettori charter e leisure: tra questi Neos, che continua ad offrire destinazioni a lungo raggio e mete turistiche di primo piano.
«Con una rete complessiva di oltre 150 destinazioni in Europa e nel mondo e oltre 16 milioni di posti in vendita, il Polo aeroportuale del Nord Est rappresenta una realtà strategica per la mobilità internazionale e per lo sviluppo economico e turistico del territorio - dichiara Camillo Bozzolo, direttore sviluppo aviation del gruppo Save -. Il workshop appena concluso con gli attori del settore conferma la forza della collaborazione tra aeroporti, compagnie aeree e operatori turistici, promuovendo congiuntamente le opportunità offerte dal network aeroportuale e sostenendo la crescita dei flussi turistici verso un bacino d’utenza in costante ampliamento, che costituisce una delle principali aree di destinazione in Europa».
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Kike Sarasola, ceo e fondatore di Room Mate Hotels, ha preparato le sue strutture per accogliere i turisti nei principali punti di interesse di Firenze in occasione del Capodanno Fiorentino, l’antica tradizione medievale che segnava l’inizio dell’anno civile in scena il prossimo 25 marzo.
«Marzo è uno dei momenti migliori per visitare Firenze: la città presenta attività uniche nel suo genere anche grazie al Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri e all’inizio del viaggio narrato nella Divina Commedia - racconta Sarasola -. In questo contesto, noi di Room Mate Hotels vogliamo facilitare l’esplorazione e la scoperta della città attraverso i nostri capisaldi: posizione centrale, architettura immersiva e un team pronto a fornire tutte le informazioni necessarie per permettere ai visitatori di unirsi alle feste e tradizioni locali».
Nel corso dell’ultimo anno Room Mate Hotels ha consolidato la sua presenza a Firenze con due hotel 4 stelle situati nel centro storico: il Room Mate Collection Isabella, palazzo del XVII secolo recentemente rinnovato dall’interior designer Luis García Fraile, e il Room Mate Luca, un edificio neoclassico del 1865, dal design moderno e funzionale, ideale per muoversi a piedi tra musei e monumenti.
Il trend del 2026
Il 2026 si preannuncia un anno di forte crescita per Room Mate in Italia, mercato considerato strategico da Sarasola. Qui il gruppo prevede un incremento del fatturato del 10,5% e nuove aperture in Sicilia, a Milano e a Roma. «L’Italia è un mercato prioritario, con grandi opportunità di sviluppo - afferma Sarasola -. Il 2026 sarà un anno positivo grazie al riposizionamento del brand e al lavoro dei nostri team».
Attualmente la catena conta sei strutture sul mercato italiano, tutte 4 stelle centrali e dal forte carattere lifestyle, spesso firmate da designer internazionali. Il recente riposizionamento verso il brand Room Mate Collection, che oggi conta dieci hotel, ha portato a risultati eccellenti anche in termini reputazional.
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[post_content] => L'oleoturismo in Italia cresce con decisione e si conferma tra i segmenti più dinamici dei tour enogastronomici.Tra il 2021 e il 2024 la partecipazione alle esperienze legate all'olio extravergine di oliva è aumentata del 37,1% e 7 italiani su 10 lo considerano un simbolo del patrimonio culturale e paesaggistico nazionale.
A rilevarlo è il secondo Rapporto sul turismo dell'olio promosso dall'Associazione nazionale Città dell'olio, Coldiretti e Unaprol, curato da Roberta Garibaldi.
Con analisi emerge che il trend si inserisce nell'espansione globale del turismo del gusto, un mercato da 11,5 miliardi di dollari destinato a superare i 40 miliardi entro il 2030, con crescita media annua del 20%. Lo studio segnala che l'Europa pesa per circa il 30% e l'Italia resta tra le mete più desiderate per esperienze enogastronomiche. Il report di settore rileva che la domanda cresce sia sul mercato interno, dove il 70% sceglie degustazioni con abbinamenti gastronomici, sia nei principali mercati esteri, in particolare Germania, Francia, Austria, Svizzera e Stati Uniti.
Uno scenario economico che in Italia conta oltre 619mila imprese olivicole e più di 500 cultivar. Accanto a degustazioni, visite ai frantoi e acquisti in azienda, aumenta inoltre la richiesta di esperienze immersive come itinerari tra ulivi secolari, cene in uliveto (scelte dal 71%), percorsi culturali e visite a frantoi storici. Toscana (29%) e Puglia (28%) guidano le preferenze, seguite da Sicilia (20%), Umbria (18%) e Liguria (15%), mentre cresce l'interesse per territori meno noti ma di alta qualità produttiva.
Sul fronte della spesa emergono differenze tra mercati: in Europa prevale una fascia tra 20 e 40 euro, mentre i turisti statunitensi mostrano maggiore propensione al segmento premium, con quote rilevanti disposte a spendere tra 60 e 100 euro.
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[post_content] => Il mercato premia Melià, che riduce il suo debito del 40%. In definitiva, l'obiettivo dell'azienda è generare flussi di cassa. L'esercizio fiscale 2025 di Meliá, pur senza aver pienamente realizzato il potenziale della principale catena alberghiera spagnola, rappresenta una svolta nella situazione finanziaria
Nel 2020, come riporta Preferente, la catena aveva un debito di 1,255 miliardi di euro. Nel 2023, tale cifra era scesa a 1,163 miliardi di euro, quasi la stessa cifra, ma un risultato comunque soddisfacente considerando l'impatto della pandemia sul settore turistico.Nel 2025 Meliá chiude l'esercizio fiscale con un debito di 755 milioni di euro, un importo comunque significativo, ma inferiore del 40% rispetto al 2020. E con utili pari a 200 milioni, una cifra significativa per la catena, seppur ancora lontana dal suo potenziale.
Investitori soddisfatti
Gli investitori hanno interpretato positivamente questi risultati: Meliá è sulla strada giusta. Ecco perché, non appena sono stati pubblicati i dati di quest'anno, il prezzo delle azioni è cresciuto del 7%, in un anno che ha visto un incremento del 17%.
La più grande catena alberghiera spagnola per numero di strutture è ora sulla buona strada per diventare più redditizia, come ci si aspetterebbe date le sue dimensioni. Questo sembra essere il risultato di un cambio di strategia: non è il numero di hotel a contare, ma la qualità delle strutture, il prezzo che i viaggiatori sono disposti a pagare e, in ultima analisi, il prodotto stesso. E sono questi prodotti a determinare i margini di profitto.
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[post_content] => Livigno continua a vivere pienamente la propria stagione invernale, una delle più lunghe dell’intero arco alpino, offrendo agli sciatori condizioni eccellenti e un comprensorio completamente operativo fino al 3 maggio.
Dopo aver ospitato le competizioni olimpiche di Milano Cortina 2026, la destinazione conferma standard organizzativi e qualitativi di altissimo livello. I 115 km di piste si presentano in condizioni ottimali, con un manto nevoso naturale, compatto e accuratamente preparato, mentre gli impianti di risalita più all’avanguardia, tra cui la nuovissima seggiovia Altavista, garantiscono collegamenti efficienti tra le diverse aree sciistiche.
L’esperienza olimpica ha ulteriormente valorizzato infrastrutture e servizi, lasciando in eredità un sistema ancora più performante e pronto ad accogliere appassionati, famiglie e sportivi per giornate sulle piste indimenticabili e che, in questo periodo, si allungano per un’esperienza ottimale.
«Le Olimpiadi hanno portato a Livigno un’energia e una dimensione internazionale straordinarie, accentuando aspetti che in realtà fanno parte della nostra identità da sempre - spiega Luca Moretti, presidente di Livigno Next - Oggi quella vibrazione continua sulle piste: siamo pronti ad accogliere sciatori e appassionati con lo stesso entusiasmo, qualità organizzativa e standard elevati che hanno caratterizzato l’esperienza olimpica conquistando il cuore di tutti gli atleti e delle delegazioni che abbiamo ospitato».
Livigno si conferma così una destinazione che continua a offrire un’esperienza invernale di riferimento, con piste curate, impianti efficienti e servizi all’altezza degli standard internazionali.
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Record di visitatori per Le Isole di Tahiti nel 2025: 281.227 viaggiatori internazionali, pari a una crescita del +6,6% rispetto all’anno precedente. Si tratta del più alto livello di affluenza turistica mai registrato dalla destinazione.
Il mercato italiano, in particolare, conferma il proprio trend positivo con 6.985 arrivi tra gennaio e dicembre 2025, segnando un incremento dell’11,5% rispetto al 2024. Un dato che testimonia il crescente interesse dei viaggiatori italiani verso una destinazione long haul capace di unire sogno, autenticità e qualità dell’offerta.
Particolarmente significativo anche l’aumento delle room nights italiane, che registrano un +14,1% per un totale di 84.899 pernottamenti. Un dato che evidenzia non solo una maggiore affluenza, ma anche una permanenza media più estesa: i turisti italiani scelgono di vivere Le Isole di Tahiti con lentezza, dedicando tempo all’esplorazione delle diverse isole.
Un segnale particolarmente incoraggiante viene evidenziato sugli ultimi mesi dell’anno e sul periodo invernale, strategico per il mercato italiano e ottima occasione per i viaggiatori per approfittare dei prezzi e della più ampia disponibilità durante la bassa stagione.
Il mese di dicembre 2025, in particolare, ha registrato una crescita importante di quasi il 65% rispetto allo stesso mese del 2024.
Per il trade italiano, Le Isole di Tahiti si confermano una destinazione ad alto potenziale, capace di trasformare il sogno in performance concreta, con prospettive di crescita solide e una sempre più efficace destagionalizzazione dei flussi.
I numeri testimoniano anche la validità della strategia di promozione e degli investimenti dedicati al mercato italiano. Un impegno che prosegue con determinazione nel 2026 attraverso un articolato piano di formazione, coinvolgimento e affiancamento del trade: eventi sul territorio, webinar tematici, iniziative dedicate e il Tahiti Specialist Program, il percorso di certificazione pensato per gli agenti di viaggio che desiderano approfondire e valorizzare la propria expertise sulla destinazione. A questo si affiancano attività di co-marketing e campagne di comunicazione mirate, con l’obiettivo di sostenere concretamente le vendite e rafforzare ulteriormente il posizionamento della destinazione sul mercato italiano.
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