27 June 2026

Demoskopika: sull’inverno pesa l’inflazione. Ricavi turismo giù di 1,3 mld

iI presidente di Demoskopica, Raffaele Rio

L’inflazione pesa sulla stagione invernale che rischia di assistere a una contrazione della spesa turistica complessiva. Se i numeri dei tour operator tricolori sono decisamente positivi, come rivelano le ultime stime Astoi, non altrettanto si può invece dire del turismo italiano considerato nella sua totalità. Secondo i dati più recenti elaborati dall’istituto di ricerca Demoskopika, i prossimi mesi dovrebbero infatti registrare una riduzione dei flussi nel Paese: poco più di 23,2 milioni di arrivi e quasi 72 milioni di presenze, con una flessione rispettivamente pari al 6,1% e allo 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnato da quasi 25 milioni di arrivi e poco meno di 72,2 milioni di pernottamenti. Inevitabili ripercussioni anche sulla spesa turistica, che sarebbe destinata a registrare una sforbiciata di oltre 1,3 miliardi di euro.

L’incoming però regge

Tra i motivi condizionanti, c’è in particolare l’andamento dei prezzi, con l’inflazione turistica che si stima possa mostrare una crescita tendenziale dell’1,8%, per un differenziale inflazionistico pari a un punto percentuale in più rispetto alla variazione dell’indice generale calcolato dall’Istat allo 0,8%. In tale contesto, tiene però l’incoming, sostanzialmente stabile rispetto alla passata stagione: +0,5% per gli arrivi e -0,6% per i pernottamenti. Anche se, a oggi, oltre il 60% di turisti provenienti dall’estero è mediamente concentrato prevalentemente in alcune realtà regionali, con in vetta Veneto e Lazio.

Serve una distribuzione dei flussi più equilibrata

“Tra i numerosi interventi da mettere in campo per evitare l’effetto gambero – suggerisce allora il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – risulta quanto mai necessaria, in primo luogo, una distribuzione dei flussi più equilibrata e strategica sull’intero territorio nazionale, con il conseguenziale beneficio di un incremento complessivo del livello di internazionalizzazione e di una riduzione del fenomeno dell’overtourism”.

In Veneto, Lazio e Trentino la maggior parte degli arrivi internazionali

Se è vero che, a livello complessivo, l’Italia presenta infatti un equilibrio tra quota italiana (51,4) e quota estera (48,6%) degli arrivi, risulta altrettanto vero che la maggior parte dei turisti provenienti dall’estero in media si dirige prevalentemente in sole sei realtà regionali su 20: Veneto (64,3%), Lazio (62,1%), Trentino Alto Adige (55,7%), Toscana (54,2%), Lombardia (54%) e Friuli Venezia Giulia (52,5%).

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Airbnb ha portato visibilità a proprietà che da sole non avrebbero mai riempito un calendario; Booking.com ha reso comune la prenotazione online per chi affitta in destinazioni di mezzo mondo. Il servizio è valido ma, nel lungo periodo, il costo pesa. Le commissioni medie sulle principali piattaforme oscillano tra il 15% e il 20% per prenotazione, secondo i dati Statista sul mercato degli affitti brevi in Europa. Su una proprietà che genera 30.000 euro lordi l'anno, ogni stagione si pagano tra i 4.500 e i 6.000 euro di commissioni ad un intermediario che gestisce il traffico ma non il rapporto con l'ospite.\r\nCostruire un sito: cosa è cambiato\r\nFino a qualche anno fa, aprire un canale diretto richiedeva uno sviluppatore, un gestionale, un sistema di pagamento separato e settimane di lavoro. 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Un sito diretto indicizzato correttamente intercetta quella ricerca.\r\nIl costo non visibile in fattura\r\nLa commissione è il costo visibile, ma non è l’unico. Il vero costo è che spesso il cliente non ritorna, perché la piattaforma non permette al gestore di costruire un rapporto diretto. Su Airbnb e Booking.com la comunicazione resta interna, non è possibile ottenere l'indirizzo email, e se l'algoritmo cambia o le tariffe salgono, il gestore si trova senza margine di manovra. Una struttura a Siracusa che raccoglie venti indirizzi email a stagione e li usa prima dell'apertura delle prenotazioni di giugno, copre spesso metà del calendario, prima ancora di pubblicare disponibilità su Airbnb. Le OTA non eliminano questa possibilità, ma nemmeno la favoriscono.\r\nUn brand non esiste senza un sito\r\nC'è una terza perdita che raramente si calcola: quella dell'identità. 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