14 July 2026

L’Egitto incassa 14,4 mld di dollari di entrate turistiche nei primi nove mesi, +14,9%

Il settore turismo si conferma protagonista della ripresa economica dell’Egitto e nelle sue ambizioni di crescita, con gli ultimi numeri governativi che evidenziano un forte slancio nella spesa dei visitatori e negli arrivi internazionali. 

I più recenti dati resi noti dal governo mostrano che i ricavi del turismo egiziano sono aumentati del 14,9% su base annua, raggiungendo i 14,4 miliardi di dollari nei primi nove mesi dell’anno fiscale 2025-26 (da luglio 2025 a marzo 2026) che si chiuderà quindi a fine giugno, rispetto ai circa 12,5 miliardi di dollari registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. 

Una performance positiva che riflette anche gli sforzi costanti del governo volti ad aumentare il numero di visitatori e a migliorare l’offerta turistica del Paese, che ritrova i suoi principali punti di forza nel mix unico di patrimonio culturale, attrazioni archeologiche, prodotto balneare legato al mar Rosso e infrastrutture turistiche in evoluzione.

I paesi europei si confermano la principale fonte di turisti per l’Egitto, con  il 69,2% degli arrivi totali. Secondo la dichiarazione del governo, la Russia si è classificata come il principale mercato di provenienza individuale per i turisti in visita in Egitto, seguita dalla Germania.

Impulso economico più ampio

I risultati positivi del settore turistico arrivano mentre l’Egitto persegue iniziative economiche più ampie volte a rafforzare la crescita, attrarre investimenti stranieri e migliorare la stabilità macroeconomica.

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La durata media scende da 1,42 a 1,39 giornate, mentre i partecipanti medi per evento si attestano a 78,3, in lieve calo rispetto agli ultimi due anni ma ancora nettamente superiori ai 67,5 del 2019.\r\n«A livello internazionale sta succedendo così – commenta Nelli –. Nel mondo delle imprese si punta alla qualità piuttosto che alla durata: eventi esperienziali, densi di valore, piuttosto che lunghi».\r\nIl peso economico della meeting industry resta significativo anche sul fronte turistico. Nel 2025 gli eventi di oltre una giornata hanno generato circa 30 milioni di presenze, pari al 10,4% del totale delle presenze alberghiere in Italia, con una spesa media pro capite di 312 euro, in crescita del 3,7% rispetto al 2024.\r\nSul fronte della domanda, le imprese si confermano il principale mercato di riferimento, con il 61,4% degli eventi, pur tornando su livelli più vicini al periodo pre-pandemico dopo il boom del post-Covid. Cresce invece il segmento associativo (24,4%), a conferma di una progressiva diversificazione del mercato.\r\nL'analisi territoriale restituisce un'Italia a più velocità. Il Nord si conferma il motore della meeting industry, concentrando oltre la metà delle sedi e quasi il 60% degli eventi, con il Nord Est protagonista della crescita. Il Centro rallenta dopo due anni di forte espansione ma, come sottolinea Nelli, «ha elevate potenzialità e una significativa crescita tendenziale». Il Sud, pur rappresentando una quota più contenuta del mercato, mostra «segnali di equilibrio e di crescita potenziale che va sviluppata, assistita e gestita».\r\nTra i trend emergenti si consolida inoltre la ricerca di format più flessibili: gli spazi non convenzionali registrano una crescita media annua del 12,5% dal 2022, mentre gli alberghi con sale meeting continuano a rappresentare la principale sede degli eventi congressuali.\r\nOnorato: «Roma oggi compete grazie ai grandi eventi»\r\nNel suo intervento, l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha sostenuto che la Capitale abbia cambiato posizionamento negli ultimi anni grazie a una strategia che integra turismo, congressi, sport, moda e grandi eventi. Secondo l’assessore, la ricaduta mediatica dei grandi eventi sportivi ospitati dalla città equivale a 400 milioni di euro di investimenti pubblicitari. 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